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L’AI entra nella cybersecurity: così la difesa digitale diventa autonoma



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La cybersecurity sta cambiando perché le infrastrutture digitali sono più distribuite e difficili da controllare. L’intelligenza artificiale agentica introduce sistemi autonomi che coordinano strumenti e dati in modo continuo. Così attack surface management, penetration testing e threat intelligence diventano processi più rapidi, scalabili e governabili

Pubblicato il 22 apr 2026

Marco Armoni

Docente di Diritto Internazionale delle Comunicazioni, Protezione Dati e Cybersecurity Visiting Professor New York University – Visiting Professor John Hopkins Medical Center – Visiting Researcher Massachusetts Institute of Technology



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La crescente complessità delle infrastrutture digitali, caratterizzate da ambienti multi-cloud, servizi distribuiti e applicazioni dinamiche, rende sempre più difficile mantenere un controllo efficace della sicurezza utilizzando approcci tradizionali basati su verifiche manuali e strumenti isolati. In questo contesto emerge un nuovo paradigma tecnologico, basato sull’intelligenza artificiale agentica, che consente di progettare sistemi autonomi in grado di orchestrare strumenti diversi, analizzare grandi quantità di dati e adattare il proprio comportamento in modo continuo.

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