In due settimane è successo tutto quello che serve per capire a che punto siamo. Il 14 ottobre la presidente del Consiglio ha detto al Senato che l’ETS, il mercato europeo delle quote di CO2, va sospeso o modificato radicalmente. Il giorno dopo l’amministratore delegato di Eni ha chiesto di congelarlo «fino a che non si trovi una quadra» tra Ucraina e Golfo. Al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre l’Italia si è schierata con Polonia, Ungheria, Cechia e Slovacchia; Finlandia, Svezia e Danimarca hanno risposto con una lettera in cui l’ETS è «il motore principale della transizione». Risultato: nessuna sospensione, ETS2 confermato al 2028, tutto rinviato alla Commissione.
la rubrica
ETS, il bambino e l’acqua sporca: perché il mercato della CO2 va corretto
Con questo articolo inizia Eresie ambientali, la rubrica quindicinale di Andrea Ronchi, fondatore di CO2 Advisor, su clima, energia e politiche europee alla prova dei conti. Ogni due settimane un dogma, i numeri che lo smontano, e cosa invece vale la pena tenere
Carbon Markets | AI & Data Science for Sustainability | Founder @ CO2 Advisor

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