Nel giro di un anno l’Agenzia delle Entrate ha spostato una parte importante delle sue comunicazioni sul telefono dei contribuenti, dentro l’app IO. Il nuovo Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) 2026-2028 uscito a febbraio indica IO come uno dei canali fondamentali per il recapito delle lettere di compliance e di altri messaggi personalizzati: ciò che fino a poco tempo fa arrivava solo per posta o via pec, ora può arrivare come una notifica sullo schermo.
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L’Agenzia entrate sempre più nell’app IO
Nel 2025 sono state inviate più di 20 milioni di notifiche dell’Agenzia tramite IO, suddivise in oltre 30 tipologie diverse, secondo i dati ripresi da più testate tecniche a partire dal Piao. Accanto ai rimborsi e ai promemoria, sono entrati nel flusso digitale anche avvisi legati ai controlli fiscali e alle verifiche sugli immobili agevolati. E ora si aggiunge il capitolo più sensibile: le lettere di compliance, con un piano che prevede l’invio di circa 2,4 milioni di comunicazioni di questo tipo, parte delle quali collegate a un avviso in app.
Ora conta capire che cosa arriva davvero sull’app, che valore ha, quali vantaggi offre e dove stanno i rischi.
Dal Piao allo smartphone: perché IO è centrale per il Fisco
Il Piao 2026-2028 fotografa un salto di scala rispetto alla fase sperimentale: l’integrazione tra Fisco e IO non è più descritta come un progetto pilota, ma come infrastruttura ordinaria del rapporto con il contribuente. In particolare, il documento individua l’app come piattaforma di riferimento per:
- messaggi personalizzati su situazioni fiscali specifiche;
- avvisi legati alla compliance, cioè alle segnalazioni di possibili irregolarità basate sull’incrocio dei dati;
- integrazione con il sistema delle notifiche digitali a valore legale e con i pagamenti pagoPA.
Questo disegno è confermato anche dalla lettura dei siti ufficiali di IO e del Servizio Notifiche Digitali SEND: SEND è la piattaforma nazionale che digitalizza l’invio delle comunicazioni a valore legale (multe, avvisi di accertamento tributi, rimborsi), IO è uno dei canali attraverso cui il cittadino le riceve e le paga.
Che cosa arriva oggi sull’app IO dal Fisco: non solo rimborsi
Tra gli avvisi più recenti ci sono quelli sulla delega all’intermediario fiscale, sul domicilio digitale e sullo stato di invio della dichiarazione precompilata. A questi si sommano altre categorie ormai ricorrenti.
Ci sono gli avvisi che riguardano la gestione del profilo fiscale: l’autorizzazione o la revoca di una persona di fiducia che può accedere all’area riservata dell’Agenzia, la registrazione dell’Iban per ricevere i rimborsi, la modifica dei contatti o del domicilio digitale nell’area personale, l’attribuzione del codice fiscale a un figlio appena nato.
Ci sono poi i messaggi legati alle dichiarazioni e ai controlli automatici: i promemoria sull’invio della precompilata se l’utente si è collegato ma non ha completato l’operazione, il promemoria di scadenza per il 730 o per il modello Redditi, gli avvisi su comunicazioni non recapitate che riguardano tassazione separata o controlli automatizzati sulla dichiarazione.
Un altro blocco riguarda i contratti di locazione: l’app avvisa quando viene registrato un contratto in cui l’utente è parte, oppure quando si avvicina una scadenza che comporta il rinnovo o il pagamento dell’imposta di registro.
Infine ci sono i promemoria sulle rate: IO segnala le rate in scadenza legate a tassazione separata, imposte sui redditi, iva, irap, modello 770, ma anche le rate di piani di pagamento conseguenti a controlli formali sul 730 o sui redditi.
Nel complesso, il Fisco usa l’app per costruire una sorta di “cruscotto” di promemoria e avvisi che anticipano ciò che prima arrivava solo con una lettera o si scopriva a ridosso della scadenza. È qui che si inserisce il tassello più delicato: le segnalazioni collegate alle lettere di compliance.
Lettere di compliance e notifiche push su IO: cosa cambia davvero
Le lettere di compliance sono comunicazioni con cui l’Agenzia segnala al contribuente un possibile scostamento tra quanto dichiarato e i dati in suo possesso, invitandolo a controllare e, se necessario, a regolarizzare con sanzioni ridotte. Non sono un accertamento, ma possono portare rapidamente a un pagamento o a un contenzioso.
Il piano per il prossimo triennio prevede l’invio di circa 2,4 milioni di queste lettere, con particolare attenzione ai bonus edilizi, ai crediti d’imposta e alle incoerenze emerse dai controlli massivi sulle dichiarazioni (nel 2025 i controlli automatizzati hanno riguardato circa 54 milioni di dichiarazioni, secondo le elaborazioni sul Piao riportate da più testate economiche).
L’app IO svolge due ruoli distinti:
- avvisa che nel cassetto fiscale o nell’area riservata è disponibile una comunicazione di irregolarità o una lettera di compliance;
- in alcuni casi, quando la comunicazione è veicolata come notifica digitale tramite SEND, permette di consultare direttamente l’atto e di pagare l’eventuale importo.
Nel primo caso la notifica in app è un “campanello” che rimanda ai servizi online dell’Agenzia: l’atto vero e proprio resta nel cassetto fiscale o nella pec. Nel secondo caso, quando si tratta di comunicazioni a valore legale gestite da SEND, il messaggio su IO veicola la notifica completa e la lettura può sostituire la raccomandata cartacea, con effetti immediati sui termini per pagare o fare ricorso.
Questa distinzione pratica è essenziale per chi scrive di trasformazione digitale: non tutte le notifiche che vediamo apparire sullo smartphone hanno lo stesso peso giuridico, ma è facile confonderle se non si conoscono le regole di SEND.
SEND, notifiche a valore legale e tempi che corrono
La documentazione ufficiale di IO e SEND chiarisce bene le differenze tra una semplice “notifica push” e una “notifica” in senso giuridico. Le notifiche SEND sono comunicazioni a valore legale emesse da un’amministrazione, come multe, avvisi di accertamento tributi, rimborsi o esiti di pratiche: invio e ricezione producono effetti di legge, per esempio sui termini per impugnare un atto o per beneficiare di una riduzione sulle sanzioni.
Per usare IO come canale di recapito delle notifiche SEND il cittadino deve attivare il servizio specifico “SEND – Notifiche digitali” nella sezione “Servizi” dell’app. Da quel momento, ogni volta che un ente aderente invia un atto a valore legale, l’app mostra un messaggio con i dettagli della notifica, i documenti allegati e l’eventuale importo da pagare; il pagamento può avvenire direttamente in app grazie all’integrazione con pagoPA.
La parte più delicata riguarda i tempi. Se il destinatario non ha registrato una pec e apre il messaggio SEND su IO entro cinque giorni (120 ore) dall’invio, quella lettura sostituisce la raccomandata: la notifica si perfeziona e da quel momento iniziano a decorrere i termini per esercitare i propri diritti. Se non si accede alla notifica digitale, la comunicazione viene comunque recapitata in cartaceo, con costi aggiuntivi per la stampa e l’invio, come indicato nelle Faq di SEND.
In questo meccanismo, IO è un “recapito di cortesia” solo finché ci si limita alle notizie sul rimborso in arrivo o al promemoria di scadenza. Quando entra in gioco SEND, la lettura in app è a tutti gli effetti un atto che può anticipare i tempi rispetto alla vecchia raccomandata.
Vantaggi dell’App IO per i contribuenti: meno code, meno truffe, più tracce digitali
Dal punto di vista dell’utente digitale, l’uso esteso di IO ha alcuni vantaggi.
Il primo è la riduzione del rischio di perdere comunicazioni importanti per disguidi postali o distrazione: rimborsi, avvisi di irregolarità, esiti di controlli, promemoria di scadenza e notifiche SEND arrivano nello stesso posto, con una cronologia consultabile in qualsiasi momento.
Il secondo è la possibilità di pagare in modo integrato e tracciato: l’utente non deve più trascrivere manualmente codici o avvisi, ma può saldare direttamente da IO e ritrovare nell’app la ricevuta pagoPA associata.
Il terzo è la sicurezza. Sia l’Agenzia sia gli articoli che commentano il Piao sottolineano che spostare le comunicazioni da sms ed email “tradizionali” all’app, accessibile solo tramite identità digitale, consente di ridurre l’efficacia del phishing: i messaggi che imitano l’Agenzia ma arrivano da indirizzi non certificati diventano più facili da riconoscere e da ignorare.
C’è infine un vantaggio organizzativo: IO diventa un archivio digitale di atti e pagamenti fiscali, utile anche per cittadini e professionisti che devono ricostruire rapidamente lo storico di una posizione.
Rischi: overload e asimmetria informativa
Accanto ai benefici ci sono almeno due problemi.
La prima è il sovraccarico informativo. Oltre 30 tipologie di messaggi, più di 20 milioni di notifiche in un anno, l’arrivo in massa delle lettere di compliance: se tutto passa dallo stesso canale, diventa difficile per molti distinguere a colpo d’occhio tra un promemoria di cortesia, un avviso su una comunicazione non recapitata e una notifica SEND che fa partire termini rigidi.
La seconda riguarda l’asimmetria tra la facilità del pagamento e la complessità del contenuto. Un avviso che segnala una presunta irregolarità arriva come un messaggio qualunque e propone, a portata di due tocchi, la possibilità di saldare l’importo dovuto. Una eventuale “notifica di massa” che rischia di spingere il contribuente a pagare senza aver pienamente compreso la contestazione.
A oggi non risultano dati pubblici su quanti contribuenti scelgano il pagamento immediato in app e quanti, invece, chiedano chiarimenti o contestino le richieste. L’assenza di queste metriche rende difficile valutare quanto l’ondata di messaggi su IO si traduca in compliance informata o, al contrario, in un aumento di versamenti “difensivi”.
Resta poi il tema del divario digitale: chi non è abituato a usare identità digitale e servizi online tende a delegare a parenti o professionisti la gestione dell’app, con il rischio di perdere autonomia nelle scelte fiscali anche quando avrebbe strumenti per decidere in prima persona.
Cosa conviene fare con App IO e notifiche Agenzia: alcune regole pratiche
Alla luce del quadro attuale, il comportamento prudente di un contribuente digitale potrebbe seguire alcune linee di buon senso.
Attivare il servizio SEND – Notifiche digitali su IO ha senso per chi ha già una buona familiarità con l’app: permette di evitare il costo delle raccomandate e le code agli sportelli, ma bisogna essere consapevoli che la lettura tempestiva anticipa i termini per pagare o fare ricorso.
L’app non va trattata come una semplice bacheca di anteprime. Quando arriva un messaggio collegato a una lettera di compliance o a una comunicazione di irregolarità, la prima mossa dovrebbe essere aprire il documento completo nel cassetto fiscale o scaricare l’atto allegato, non saltare direttamente al pulsante di pagamento.
Il pagamento “al volo” è uno strumento utile per chi ha già verificato di essere effettivamente in torto e vuole sfruttare le riduzioni previste per la regolarizzazione spontanea. Nelle situazioni dubbie – importi elevati, norme complicate come quelle sui bonus edilizi, incrocio di più anni d’imposta –meglio un controllo con un intermediario di fiducia prima di confermare il versamento.


















