L’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nel dibattito sulla giustizia. Non si tratta più di un’ipotesi teorica o di una suggestione futuristica: gli strumenti basati su modelli algoritmici sono già in grado di analizzare atti, organizzare documenti, suggerire precedenti, redigere bozze. La questione, però, non è se l’IA possa essere utilizzata nel processo, ma a quali condizioni e con quali limiti.
approfondimento
Intelligenza artificiale e processo: limiti, garanzie e ruolo del giudice
AI Act e legge 132/2025 inquadrano l’uso dell’IA in giustizia come alto rischio, imponendo trasparenza e supervisione umana. Gli strumenti possono supportare analisi e organizzazione dei fascicoli, ma richiedono verifica costante per evitare automation bias, bias nei dati, rischi su prove, prognosi e protezione delle informazioni
Tesoriere Nazionale Movimento Forense

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