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Intelligenza artificiale in guerra: cosa fa già e cosa potrà fare (se non la fermiamo)



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La guerra in Iran mostra come l’ia militare sia già dentro i workflow operativi. Dalle immagini al comando e controllo fino alla logistica emergono benefici concreti ma anche limiti tecnici e giuridici che tengono l’uomo al centro dell’uso della forza

Aggiornato il 12 mar 2026

Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu



Intelligenza artificiale guerra

La guerra in Iran è il primo banco di prova del 2026 per l’AI (intelligenza artificiale) militare usata in un conflitto tra Stati. Dall’inizio dell’offensiva del 28 febbraio, vediamo strumenti già inseriti nei workflow operativi: analisi automatizzata delle immagini, supporto al targeting, pianificazione, cyber defense, logistica. Il caso esplode mentre il Pentagono riorganizza la propria filiera software attorno a Maven e ai modelli generativi, con ricadute dirette per fornitori come Palantir, OpenAI e Anthropic.

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