Nel dibattito sulla sanità digitale, uno dei temi ricorrenti riguarda il divario tra le potenzialità delle tecnologie e il modo in cui vengono effettivamente applicate nei contesti di cura, assistenza e organizzazione sanitaria. Spesso l’innovazione si realizza nelle fasi sperimentali, faticando poi a trasformarsi in soluzioni di uso quotidiano nei percorsi di cura.
È in questo contesto che si inserisce Tech4Health, l’iniziativa del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, realizzata da Fondazione Ugo Bordoni, che punta a sostenere – con una dotazione complessiva di 20 milioni di euro – progetti e servizi innovativi ad alto impatto sociale nel settore della sanità digitale e biomedicale.
Con la pubblicazione dell’Avviso pubblico, imprese e organismi di ricerca hanno tempo fino al 31 maggio 2026 per candidare le proprie proposte progettuali basate sull’integrazione di tecnologie abilitanti e soluzioni applicative orientate al miglioramento dei servizi sanitari.
Per supportare i potenziali proponenti nella comprensione dell’Avviso pubblico, il 16 aprile si terrà online l’Infoday dell’iniziativa, in cui saranno approfonditi gli scenari applicativi, le modalità di partecipazione, le fasi progettuali e gli aspetti amministrativi.
Indice degli argomenti
L’obiettivo di “Tech4Health. Innovazione che genera salute”
L’iniziativa mira a finanziare i progetti innovativi che favoriscono lo sviluppo di nuove soluzioni e che integrano dispositivi sanitari esistenti con tecnologie abilitanti, tra cui l’intelligenza artificiale, il cloud e l’edge computing, il 5G e i modelli di interoperabilità dei dati.
L’obiettivo è quello di sostenere progetti innovativi di ricerca e sviluppo che mirino alla realizzazione di soluzioni ad alto contenuto tecnologico per la diagnosi, il monitoraggio e la riabilitazione, in grado di migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi sanitari, riducendo tempi e costi di presa in carico ed erogazione, nonché favorendo la scalabilità e il riuso nel SSN e nei servizi territoriali.
Con questa iniziativa si intende migliorare gli esiti clinico-funzionali e l’accessibilità alle cure, superando le barriere spazio-temporali e contribuendo concretamente al miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti, in particolare di quelli con patologie croniche e disabilità.
Le tecnologie abilitanti al centro dell’Avviso pubblico
L’iniziativa fa riferimento a un insieme specifico di tecnologie abilitanti che racchiudono un grande potenziale per la sanità digitale. L’idea di fondo è che l’innovazione non riguardi più soltanto il singolo dispositivo medico, bensì la sua capacità di operare come parte di un sistema, in cui dati clinici, piattaforme digitali, reti di comunicazione e strumenti di analisi interagiscono lungo l’intero percorso di cura.
In questo scenario, assumono un ruolo centrale gli strumenti di intelligenza artificiale, le reti 5G, le infrastrutture cloud, le piattaforme di edge computing e i sistemi di interoperabilità dei dati. Si tratta di tecnologie che possono supportare la raccolta, la trasmissione, l’elaborazione e la condivisione delle informazioni cliniche in modo più rapido e accurato, abilitando applicazioni come il monitoraggio remoto, la diagnostica distribuita, il supporto decisionale e la gestione avanzata dei flussi sanitari.
Accanto alla dimensione tecnologica, resta decisivo anche il tema della protezione e della governance del dato clinico: cybersecurity, affidabilità delle infrastrutture, controllo degli accessi e interoperabilità rappresentano infatti condizioni essenziali perché queste soluzioni possano essere adottate in modo efficace e coerente nei contesti sanitari.
Le macrocategorie progettuali: dove si concentrano le opportunità
L’Avviso pubblico definisce cinque macrocategorie progettuali d’intervento, che aiutano a comprendere in quali aree si concentrano le opportunità per le proposte candidate.
La prima area riguarda l’assistenza domiciliare avanzata, il monitoraggio continuo del paziente e la gestione delle patologie croniche. È un ambito che rappresenta una delle principali traiettorie evolutive della sanità digitale: spostare una parte crescente della presa in carico fuori dalle strutture ospedaliere, rafforzando la continuità assistenziale sul territorio e al domicilio.
La seconda macrocategoria riguarda la diagnostica avanzata, l’analisi collaborativa e i laboratori distribuiti. In questo caso, il focus è sulla capacità di acquisire, elaborare e condividere informazioni cliniche e diagnostiche in modo più tempestivo e interoperabile, anche attraverso modelli di collaborazione distribuita tra professionisti e strutture.
La terza area fa riferimento a contesti ad alta intensità assistenziale: area critica ospedaliera, emergenza e supporto agli interventi complessi. Qui l’innovazione si misura con scenari in cui tempestività, affidabilità delle comunicazioni e disponibilità del dato possono incidere direttamente sulla qualità dell’intervento clinico.
La quarta macrocategoria si concentra sulla gestione ottimizzata dei flussi operativi tramite AI, healthcare analytics e sistemi di supporto trasversali. Si tratta di un’area che guarda all’organizzazione e all’efficienza del sistema sanitario, attraverso strumenti in grado di supportare la gestione dei processi, delle risorse e delle attività operative.
La quinta area è quella della medicina predittiva e preventiva, orientata allo sviluppo di approcci capaci di utilizzare dati e strumenti di analisi per anticipare situazioni di rischio, rafforzare la prevenzione e supportare modelli di salute più proattivi.
I casi d’uso: quali soluzioni guarda l’iniziativa
L’Avviso chiarisce che i casi d’uso dovranno privilegiare tecnologie sanitarie avanzate con un livello di prototipazione già significativo. Questo passaggio è rilevante perché definisce il perimetro delle progettualità attese: non ricerca puramente esplorativa, ma soluzioni che possano evolvere in una prospettiva concreta di sviluppo e applicazione.
Tra gli ambiti di riferimento indicati rientrano, per esempio, la diagnosi collaborativa federata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, il supporto remoto a interventi chirurgici complessi, la riabilitazione a distanza e il telemonitoraggio avanzato, anche attraverso la realtà estesa.
L’elenco comprende inoltre la logistica smart per farmaci termolabili basata su AI, IoT, cloud e tracciamento 5G, insieme a piattaforme di farmacovigilanza in tempo reale; i laboratori diagnostici distribuiti e interconnessi in tempo reale via 5G e cloud, con analisi avanzata di immagini biomediche in cloud supportata dall’AI; i dispositivi biomedicali indossabili e/o impiantabili interconnessi con tecnologia 5G; e ancora strumenti innovativi interconnessi per migliorare chirurgia e riabilitazione, anche mediante nuovi materiali biocompatibili, protesi intelligenti e tecniche di chirurgia mini-invasiva.
Nel loro insieme, questi esempi delineano un’impostazione orientata a sostenere soluzioni che si collochino nel punto di incontro tra innovazione tecnologica, applicabilità clinica e integrazione nei servizi.
Quale opportunità per imprese e organismi di ricerca
Dal punto di vista dei soggetti potenzialmente interessati, l’Avviso si rivolge a Micro, Piccole, Medie e Grandi imprese e a Organismi di ricerca.
La partecipazione è prevista in forma di Associazione Temporanea di Scopo (ATS), una scelta coerente con la natura dei progetti attesi, che richiedono spesso competenze complementari: sviluppo tecnologico, ricerca applicata, capacità industriale, gestione dei dati, sperimentazione e validazione.
Anche i parametri economici e temporali aiutano a definire il profilo delle proposte: i progetti dovranno avere un valore compreso tra 1,5 e 5 milioni di euro e una durata massima di 12 mesi. L’iniziativa si rivolge quindi a progettualità già sufficientemente strutturate, in grado di misurarsi in tempi relativamente contenuti con obiettivi di sviluppo, integrazione e implementazione.
Benefici attesi e impatto sociale
L’iniziativa richiama esplicitamente il tema dell’alto impatto sociale, che nel contesto della sanità digitale assume un preciso significato.
Le possibili ricadute riguardano innanzitutto la continuità assistenziale, con particolare riferimento ai percorsi di cura che si sviluppano tra ospedale, territorio e domicilio. Un secondo aspetto riguarda la prossimità dei servizi, cioè la possibilità di rendere più accessibili monitoraggio, consulto, diagnosi e presa in carico, anche in presenza di fragilità cliniche o di distanze territoriali.
C’è poi il tema dell’efficienza organizzativa – che può incidere sulla gestione dei tempi, delle risorse e dei flussi – e quello della prevenzione, sempre più rilevante in un sistema sanitario chiamato a confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione e con l’aumento delle patologie croniche.
L’impatto effettivo dipenderà dalla qualità dei progetti selezionati e dalla loro capacità di misurarsi con contesti reali di utilizzo. Ma l’impostazione dell’Avviso individua con chiarezza alcune direttrici: migliorare accessibilità, qualità e sostenibilità dei servizi sanitari attraverso soluzioni digitali ad applicazione concreta.
Come partecipare e quali sono le scadenze
Dal punto di vista operativo, l’Avviso pubblico definisce in modo puntuale requisiti di accesso, modalità di partecipazione e tempistiche.
Le candidature dovranno essere presentate da partenariati costituiti in ATS, attraverso la compilazione della domanda e l’invio via PEC, secondo quanto indicato nella documentazione ufficiale disponibile sul sito dell’iniziativa tech4health.it.
Le principali tempistiche riguardano il termine della presentazione delle proposte progettuali fissato al 31 maggio 2026 e la pubblicazione della graduatoria provvisoria (6 luglio 2026) e di quella definitiva (1 settembre 2026).
Per imprese ed enti di ricerca interessati si apre dunque una finestra temporale definita, in cui sarà possibile costruire i partenariati, definire l’impianto progettuale e verificare la coerenza della proposta rispetto ai requisiti dell’iniziativa.
Un banco di prova per l’innovazione applicata alla salute
Più che limitarsi a richiamare in modo astratto il potenziale delle tecnologie digitali, Tech4Health prova a spostare l’attenzione sul terreno dell’applicazione concreta. È questo, probabilmente, l’aspetto più innovativo dell’Avviso: la richiesta di trasformare infrastrutture, dati, connettività e capacità di calcolo in soluzioni effettivamente utilizzabili nei contesti sanitari.
Per il mondo delle imprese e della ricerca, l’Avviso pubblico rappresenta quindi un’occasione per misurarsi con il sistema salute, in un framework che privilegia la maturità tecnologica, l’integrazione e l’alto impatto sociale.
Per maggiori informazioni: tech4health.it
















