l'approfondimento

A scuola con l’IA: impareremo meglio o penseremo meno?



Indirizzo copiato

L’intelligenza artificiale è già entrata nella scuola e sta cambiando il rapporto tra studenti, docenti e conoscenza. Dalla delega cognitiva alla relazione emotiva con i chatbot, il nodo educativo riguarda l’uso critico dell’IA, la tutela dei minori e la capacità della scuola di formare pensiero autonomo

Pubblicato il 27 mag 2026

Giuseppe Passalacqua

PhD Student, National PhD in Artificial Intelligence for Society Applying AI in Psychology and Psychotechnologies University of Pisa



social tutele spagna


L’intelligenza artificiale è già entrata nelle aule. Scrive testi, risolve problemi, spiega concetti, traduce, riassume, crea immagini. I Large Language Models (ChatGPT, Claude, Gemini, Perplexity, Notebook LM, ecc.) vengono sempre più utilizzati dagli studenti e dai docenti prima ancora che la scuola abbia il tempo di interrogarsi su cosa siano davvero, su come funzionino e su quale posto debbano occupare nei processi educativi.

Continua a leggere questo articolo

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x