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Intelligenza artificiale in Humanitas, tre applicazioni già in corsia



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In Humanitas l’intelligenza artificiale è già utilizzata in diversi ambiti clinici: supporta la mammografia nella diagnosi precoce del tumore al seno, affianca la colonscopia nell’identificazione delle lesioni precancerose e aiuta i medici nella trascrizione dei referti durante le visite ambulatoriali

Pubblicato il 2 lug 2026



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L’intelligenza artificiale sta rapidamente passando dalla fase sperimentale alla pratica clinica quotidiana. In Humanitas questa trasformazione è già una realtà concreta, con applicazioni che spaziano dalla diagnosi oncologica al supporto dell’attività ambulatoriale. Non si tratta di sistemi che sostituiscono il medico, ma di strumenti progettati per aumentare accuratezza, efficienza e qualità delle cure.

Tre esempi mostrano come l’AI stia entrando nei percorsi assistenziali: la mammografia per la diagnosi precoce del tumore al seno, la colonscopia per la prevenzione del tumore colorettale e la trascrizione dei referti durante le visite ambulatoriali.

Mammografia intelligente per individuare prima il tumore al seno

La diagnosi precoce rappresenta l’arma più efficace nella lotta contro il tumore della mammella. Per questo Humanitas utilizza sistemi di intelligenza artificiale che analizzano le immagini mammografiche e forniscono al radiologo informazioni aggiuntive durante la lettura dell’esame.

«L’intelligenza artificiale verifica inoltre la qualità delle immagini acquisite, aiutando gli operatori a ottenere esami ottimali e riducendo il rischio che immagini non adeguate possano compromettere l’accuratezza diagnostica» – afferma la prof.ssa Daniela Bernardi, responsabile della Radiologia Senologica e Screening Mammografico di Humanitas, Milano. «Gli algoritmi consentono anche una valutazione automatizzata della densità mammaria, oggi riconosciuta come uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di un tumore al seno e come una condizione che può rendere più difficile l’identificazione di eventuali lesioni».

L’obiettivo non è sostituire il radiologo, ma mettergli a disposizione uno strumento capace di ridurre la variabilità legata sia all’esecuzione dell’esame sia all’interpretazione delle immagini. Grazie all’intelligenza artificiale è possibile introdurre elementi di maggiore oggettività nel percorso di screening, favorendo valutazioni più omogenee e percorsi più personalizzati. In questo modo aumentano le possibilità di individuare il tumore nelle fasi iniziali, quando le probabilità di guarigione sono più elevate.

Colonscopia aumentata: più lesioni identificate, meno tumori

Un secondo ambito nel quale l’AI sta mostrando risultati particolarmente promettenti è l’endoscopia digestiva.

«Durante la colonscopia, l’identificazione di polipi e lesioni precancerose è fondamentale per prevenire l’insorgenza del tumore del colon-retto – spiega il prof. Alessandro Repici, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva di Humanitas -. I sistemi di intelligenza artificiale adottati analizzano in tempo reale le immagini provenienti dal colonscopio e segnalano all’endoscopista eventuali aree sospette che potrebbero sfuggire all’osservazione umana».

Secondo i dati analizzati dall’ospedale, l’utilizzo di questi algoritmi aumenta del 15-20% la capacità di identificare le lesioni rispetto alla procedura tradizionale. L’AI funziona quindi come un secondo osservatore digitale che affianca il medico durante l’esame, contribuendo a ridurre il rischio di errori e di lesioni non riconosciute.

I benefici non riguardano soltanto il singolo paziente. Uno studio multicentrico coordinato da Humanitas e pubblicato su The Lancet Digital Health ha evidenziato come una maggiore capacità di individuare e rimuovere precocemente le lesioni possa ridurre nel tempo l’incidenza del tumore colorettale, con effetti positivi anche sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Prevenire più tumori significa infatti diminuire la necessità di trattamenti complessi e costosi nelle fasi avanzate della malattia.

L’AI che aiuta i medici durante la visita

L’intelligenza artificiale non trova applicazione soltanto nella diagnostica. In Humanitas è stata introdotta anche una soluzione che supporta i professionisti durante le visite ambulatoriali, intervenendo su una delle attività più dispendiose in termini di tempo: la produzione della documentazione clinica.

La piattaforma scelta utilizza algoritmi di AI per trascrivere automaticamente il colloquio tra medico e paziente e trasformarlo in una prima bozza di referto. Il professionista può così concentrarsi maggiormente sull’ascolto e sulla valutazione clinica, dedicando meno tempo alla digitazione e agli impegni compilativi.

L’IRCCS Istituto Clinico Humanitas è tra i primi ospedali europei ad aver adottato questa tecnologia nella pratica quotidiana. Il progetto è stato inizialmente introdotto in nove Unità Operative con l’obiettivo di migliorare l’efficienza organizzativa e restituire tempo alla relazione di cura.

Anche in questo caso il ruolo del medico resta centrale. Ogni documento generato dal sistema viene controllato, validato e firmato dal professionista, che mantiene la piena responsabilità clinica delle informazioni riportate. L’intelligenza artificiale agisce quindi come un assistente digitale, capace di alleggerire il carico amministrativo senza interferire con il processo decisionale.

Dalla sperimentazione alla medicina quotidiana

Le esperienze sviluppate in Humanitas mostrano come l’intelligenza artificiale possa produrre valore lungo l’intero percorso di cura. Nella mammografia migliora la qualità dello screening e supporta la diagnosi precoce del tumore al seno; nella colonscopia aumenta la capacità di individuare lesioni precancerose; durante le visite contribuisce a ridurre il peso delle attività burocratiche e a migliorare il tempo dedicato al paziente.

Il denominatore comune è una medicina più precisa, preventiva e sostenibile. Quando viene validata scientificamente e integrata nei processi clinici, l’AI non rappresenta soltanto un’innovazione tecnologica, ma uno strumento concreto per migliorare la qualità dell’assistenza e gli esiti di salute.

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