Dal 15 ottobre 2026 il Sistema di Gestione delle Deleghe muove i primi passi concreti: da questa data i cittadini potranno iniziare a presentare le deleghe che consentono a una persona di fiducia di operare al loro posto sui servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
Non sarà un debutto immediato su tutta la linea: a partire dal 15 ottobre saranno resi disponibili progressivamente i servizi legati alla presentazione della delega “semplice”, tra delegante e delegato, mentre le funzionalità riservate a genitori, tutori, curatori e amministratori di sostegno – che richiedono i controlli incrociati con il Ministero della Giustizia tramite PDND – arriveranno solo in una fase successiva, con tempistiche ancora da definire.
Indice degli argomenti
Cos’è il Sistema di Gestione delle Deleghe
Quel che è certo, è che con il Sistema di Gestione delle Deleghe si aggiunge un nuovo tassello per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana, con l’obiettivo di rendere i servizi pubblici sempre più semplici, accessibili e fruibili da tutti i cittadini.
La crescente digitalizzazione dei procedimenti amministrativi rischia di creare nuove forme di esclusione per le persone che, per età, condizioni di salute, fragilità sociale o limitata dimestichezza con gli strumenti informatici, non sono in grado di utilizzare autonomamente i servizi online della Pubblica Amministrazione.
Per rispondere a questa esigenza, l’articolo 64-ter del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) ha previsto l’istituzione della Piattaforma di Gestione delle Deleghe (SDG), disciplinata dal Decreto del 23 febbraio 2026 del Dipartimento per la Trasformazione Digitale. La piattaforma rappresenta un importante strumento di inclusione digitale, consentendo ai cittadini di delegare un’altra persona di fiducia all’utilizzo dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
La finalità principale del sistema è garantire l’effettiva universalità dei servizi digitali pubblici. La digitalizzazione non può infatti tradursi in una barriera per le fasce più fragili della popolazione, ma deve diventare un’opportunità per tutti.
Il Sistema di Gestione delle Deleghe consente quindi:
- ai cittadini anziani o impossibilitati ad utilizzare autonomamente SPID o CIE, di avvalersi dell’assistenza di un familiare o di una persona di fiducia;
- alle persone con disabilità o con particolari condizioni di fragilità di continuare ad accedere ai servizi pubblici in modalità digitale;
- ai genitori di operare per conto dei figli minorenni;
- ai tutori, curatori e amministratori di sostegno di esercitare le proprie funzioni anche attraverso i servizi digitali.
Come funziona la Piattaforma di Gestione delle Deleghe
La piattaforma è accessibile attraverso il portale dedicato “Deleghe Digitali”, cioè l’interfaccia web che sarà accessibile all’indirizzo: https://deleghedigitali.gov.it, e permette di registrare, gestire, revocare e consultare le deleghe conferite dai cittadini.
La delega può essere presentata in diverse modalità:
- Direttamente dal delegante, che accede al portale tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica e individua il soggetto delegato, che deve accettare la delega entro il termine massimo di 30 giorni, sempre accedendo al medesimo portale;
- Dal delegato, sulla base di un documento informatico sottoscritto dal delegante con firma digitale o altra firma elettronica qualificata, o apposta tramite il notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato ad autenticare la firma ai sensi dell’art. 25 del CAD; la delega sarà operativa dopo la verifica della firma;
- Da parte di genitori, tutori, curatori e amministratori di sostegno, nei casi previsti dalla normativa; in questo caso, la delega sarà operativa previa verifica della effettiva capacità giuridica, attraverso i servizi che saranno resi disponibili dal Ministero della Giustizia tramite PDND;
- Inoltre la normativa prevede anche che sia possibile formalizzare la delega attraverso il servizio di assistenza remota in videochiamata, riservato agli ultra sessantacinquenni e alle persone in possesso di certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, quindi facilitando le persone che hanno difficoltà fisiche.
Il servizio è garantito dal gestore della Piattaforma, e per richiederlo occorre accedere – sempre con le proprie credenziali di identità digitale – e richiedere un appuntamento.
Il sistema prevede inoltre numerosi controlli automatici attraverso l’interoperabilità con le principali banche dati nazionali, tra cui:
- l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR): infatti, entrambi i soggetti – delegante e delegato – debbono essere iscritti nell’Anagrafe Nazionale come pre-requisito obbligatorio;
- i servizi del Ministero della Giustizia – che saranno successivamente resi disponibili – e riguarderanno i provvedimenti che definiscono la perdita della capacità genitoriale e l’eventuale nomina di altri soggetti (tutore, curatore, amministratore di sostegno, ecc.), in base alle normative specifiche contenute nel Codice Civile.
Grazie a tali verifiche è possibile accertare automaticamente l’identità dei soggetti coinvolti, la sussistenza della responsabilità genitoriale, la presenza di tutele o amministrazioni di sostegno e l’eventuale decesso del delegante o del delegato, procedendo in tal caso alla revoca automatica delle deleghe attive in caso di morte del delegato o del delegante.
Il sistema stabilisce inoltre alcuni limiti quantitativi, prevedendo che un cittadino possa delegare non più di due persone e che un delegato possa essere titolare di un numero limitato di deleghe pari a 5, salvo i casi particolari previsti dalla normativa.
Inoltre, la delega ha durata massima di 2 anni, può essere revocata da parte del delegante o essere oggetto di rinuncia da parte del delegato, ed entro la scadenza va eventualmente rinnovata.
Il ruolo strategico dei Comuni
I Comuni assumono un ruolo fondamentale nell’attuazione del Sistema di Gestione delle Deleghe. La normativa riconosce infatti agli enti locali una funzione di prossimità e di supporto ai cittadini, soprattutto nei confronti delle persone maggiormente esposte al rischio di esclusione digitale.
Quindi viene data la possibilità di presentare le deleghe direttamente agli sportelli del Comune di residenza del delegante, consegnando i documenti in modalità cartacea.
Il delegato dovrà comunque accettare la delega, o attraverso il portale o recandosi di persona presso il Comune di residenza del delegante.
Gli operatori comunali – mediante le funzionalità rese disponibili dal gestore della piattaforma ai comuni, anche utilizzando le infrastrutture dedicate al rilascio della CIE – dovranno inserire le deleghe presentate dai cittadini, acquisendo la copia informatica degli originali cartacei; la conservazione dei documenti digitali è assicurata dalla Piattaforma.
I Comuni diventano quindi il principale presidio territoriale per garantire l’effettiva accessibilità del sistema, svolgendo un’importante funzione di facilitazione digitale, nel momento in cui forniscono assistenza e supporto ai cittadini nella compilazione delle richieste.
L’introduzione del Sistema di Gestione delle Deleghe rappresenta inoltre un ulteriore tassello nel processo di trasformazione degli sportelli comunali, che, da semplici punti di erogazione di informazione e servizi, si stanno progressivamente trasformando in veri e propri centri di accompagnamento alla cittadinanza digitale.
Le attività necessarie per l’implementazione nei Comuni
L’avvio del sistema richiede un significativo impegno organizzativo da parte delle amministrazioni comunali.
Tra le principali attività da realizzare si possono individuare:
Individuazione degli uffici competenti e organizzazione delle attività
È necessario definire quali strutture organizzative saranno chiamate a gestire il procedimento – tipicamente gli Uffici Relazioni con il Pubblico – individuando gli operatori abilitati all’utilizzo della Piattaforma dedicata.
Definizione delle procedure operative e formazione del personale
Occorre condividere e istruzioni operative che disciplinano:
- la ricezione delle richieste, utilizzando i moduli pubblicato nell’allegato 3 al Decreto;
- le modalità di identificazione dei cittadini;
- la gestione della documentazione e l’inserimento nella Piattaforma.
Gli operatori dovranno acquisire competenze sia normative sia tecniche, con particolare attenzione:
- al funzionamento della piattaforma;
- alla disciplina delle deleghe;
- alla protezione dei dati personali;
- alla gestione dei casi particolari.
Informazione e comunicazione ai cittadini
L’efficacia del sistema dipenderà anche dalla capacità dei Comuni di informare adeguatamente la popolazione sulle nuove opportunità offerte dalla piattaforma, attraverso campagne informative, guide operative e attività di facilitazione.
Integrazione con i servizi di facilitazione digitale
Il Sistema di Gestione delle Deleghe può rappresentare un’importante occasione per valorizzare i punti di facilitazione digitale e i servizi di accompagnamento già presenti sul territorio, partendo soprattutto dai punti “Digitale Facile” attivati con il Bando PNRR dedicato di qualche anno fa.
Una nuova infrastruttura di cittadinanza digitale
La Piattaforma di Gestione delle Deleghe non costituisce soltanto uno strumento tecnologico, ma rappresenta una vera e propria infrastruttura di inclusione e di cittadinanza digitale.
Proprio per la rilevanza del tema, alcune piattaforme già ad oggi permettono di formalizzare una delega in formato digitale, come ad esempio accade per la Piattaforma SEND per le notifiche digitali.
Consentire ad un cittadino di affidarsi ad una persona di fiducia – con una delega a tempo definito – per l’accesso ai servizi online significa garantire l’esercizio effettivo dei diritti digitali e impedire che la trasformazione tecnologica produca nuove disuguaglianze.
Da non confondere con la delega è invece la “compilazione assistita”, cioè il procedimento in uso in molti Comuni, attraverso cui il modulo online viene compilato con l’assistenza dell’operatore dello Sportello, ma poi viene sottoscritto – con un tablet o con firma autografa – dal cittadino, e poi il documento viene controfirmato dall’operatore, che effettua contemporaneamente il riconoscimento della persona; è una modalità molto utile, che consente comunque la presentazione dell’istanza in modalità digitale.
Per i Comuni la sfida è duplice: da un lato assicurare la corretta implementazione del sistema sotto il profilo organizzativo e procedurale; dall’altro cogliere questa opportunità per rafforzare il proprio ruolo di amministrazioni di prossimità, capaci di accompagnare tutti i cittadini, senza esclusioni, nel percorso di transizione digitale del Paese.
Alcuni punti aperti
Definizione delle tipologie di servizio in relazione alle possibilità di delega
Il decreto individua 4 classificazioni a cui le Pubbliche Amministrazioni dovranno associare i servizi erogati:
- servizi delegabili a tutti, mediante delega conferibile ai sensi del presente decreto;
- servizi delegabili nell’ambito delle deleghe all’esercente la responsabilità genitoriale e tutore del minore;
- servizi delegabili nell’ambito delle deleghe al tutore dell’interdetto, curatore dell’inabilitato e amministratore di sostegno ovvero al procuratore generale o speciale;
- servizi non delegabili tramite i servizi della piattaforma, in quanto soggetti a disciplina speciale ovvero a modalità di rappresentanza o di abilitazione diverse.
Ruolo di coordinamento del DTD
E’ di tutta evidenza che la classificazioni di cui sopra dovrà essere effettuata per gruppi omogenei di Amministrazioni, visto che la normativa che regola i servizi ai cittadini ed imprese è di rango primario; quindi assume fondamentale importanza il ruolo di coordinamento del DTD, delle Regioni e delle Province Autonome, previsto dal Decreto, al fine di favorire la corretta e uniforme classificazione dei servizi in rete
Vediamo come si svilupperà il sistema, tenuto conto che il Decreto definisce solo la data del 15 ottobre 2026, a partire dalla quale saranno resi progressivamente disponibili ai cittadini i servizi che consentono la presentazione della delega, e le date seguenti saranno rese disponibili solo successivamente.










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