Nel sempre più serrato dibattito sulla trasparenza dei sistemi generativi di ultima generazione, la visibilità del processo di calcolo ha spesso fornito una falsa sensazione di controllo negli utilizzatori di tale tecnologia. Negli ultimi due anni, vi è stata la progressiva introduzione dei modelli orientati al ragionamento complesso (altresì conosciuti come “reasoning models”) progettati per elaborare un problema suddividendolo in passaggi logici intermedi prima di generare una risposta definitiva. Tale entrata in scena è stata accompagnata dalla diffusione capillare della “Chain of Thought”, quella sequenza di passaggi logici intermedi mostrata a schermo all’utente prima di fornirgli una risposta.
Chain of Thought
Trasparenza dell’intelligenza artificiale: perché è solo un’illusione
La Chain of Thought offre agli utenti una spiegazione ordinata, ma non registra fedelmente il calcolo interno dei modelli. Con l’emergere del “neuralese”, la trasparenza dell’intelligenza artificiale si indebolisce e spinge ricerca, sicurezza e governance verso strumenti di interpretabilità e audit strutturale
Legal & Data Protection Specialist at Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

Costruzioni, comprare tecnologia è facile: farla funzionare molto meno
01 Ott 2026 -

R&D, perché anche nei team tecnici l’adozione dell’AI deve partire dalle persone
30 Set 2026 -

AI in azienda, come scegliere il modello giusto per ogni problema
30 Set 2026 -

Come integrare l’AI industriale nei processi quotidiani
25 Set 2026 -

Così l’automotive si innova: il caso Formula Uno e Lenovo
17 Set 2026
























