sponsored story

Transizione digitale dei porti, il ruolo delle reti 5G private di Windtre Business: il caso Salerno Container Terminal 


Indirizzo copiato

Il 5G privato entra nei porti italiani come leva per accelerare la transizione digitale. Il caso del Salerno Container Terminal e Windtre Business mostra come reti dedicate, edge computing e automazione possano rendere più rapidi, sicuri e tracciabili i flussi logistici, offrendo un modello replicabile per altri scali

Pubblicato il 19 ott 2026



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
porto (1)



Nella logistica portuale, il tempo è un’importante leva di competitività. In un grande scalo ogni minuto risparmiato nell’ingresso di un mezzo, nell’identificazione di un carico o nella comunicazione tra un operatore e il centro di controllo può tradursi in maggiore capacità operativa. Le reti private 5G sono fondamentali per questi obiettivi.  

Del resto, secondo l’Osservatorio 5G & Connected Digital Industry del Politecnico di Milano, nel 2025 in Italia risultavano 47 progetti di reti 5G private o dedicate, 10 in più rispetto all’anno precedente, per una spesa di 10,5 milioni di euro, in crescita del 43%. L’81% del valore riguarda reti private installate su siti produttivi. Tra gli ambiti applicativi del 5G industriale, logistica e trasporti pesano per il 26% dei progetti, davanti alla manifattura al 23% e ai centri di innovazione al 21%. E, sempre secondo l’Osservatorio, nel settore logistico proprio le aree portuali rappresentano oltre la metà dei casi di reti 5G censiti a livello europeo. Tra gli use case figurano il monitoraggio degli spazi portuali tramite telecamere intelligenti e il telecontrollo di asset mobili e fissi. 

In questo contesto si inserisce il progetto sviluppato in collaborazione con Salerno Container Terminal nell’ambito del programma del CNMoST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, su iniziativa dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il contributo tecnologico di Windtre Business. Al centro c’è una Mobile Private Network 5G dedicata al terminal: un’infrastruttura progettata per portare automazione, elaborazione dei dati in tempo reale e comunicazioni evolute dentro un ambiente nel quale le reti tradizionali mostrano diversi limiti. 

E sul rapporto tra connettività e gestione dei flussi è stato incentrato anche l’appuntamento napoletano di “Le città del possibile. Mare, grandi eventi, sicurezza“, promosso da Fondazione Italia Digitale e Windtre e ospitato dalla Fondazione Banco di Napoli. L’iniziativa ha inteso esaminare come le grandi città italiane stiano cambiando grazie al digitale: dati, reti e tecnologie di connessione di nuova generazione stanno infatti ripensando il modo di organizzare la mobilità, di garantire la sicurezza urbana e di governare i movimenti di turisti e merci. Un’attenzione particolare è stata riservata a Napoli, vista come nodo strategico dove si incontrano le direttrici di terra e di mare. 

Il nodo delle reti negli ambienti portuali

Un terminal container ha un limite fisico evidente: lo spazio. Ampliare piazzali, banchine e infrastrutture è costoso, richiede tempi lunghi e in molti casi incontra vincoli urbanistici, geografici e ambientali. Esiste però un’altra leva sulla quale intervenire: l’efficienza con cui vengono utilizzati gli spazi disponibili.

Ridurre i tempi necessari per l’ingresso e l’uscita dei mezzi, automatizzare l’identificazione dei container, velocizzare le comunicazioni tra operatori e centro di controllo e integrare dati che oggi provengono da sistemi differenti consente di aumentare la produttività senza intervenire necessariamente sulle dimensioni fisiche del terminal. In questa prospettiva, la rete smette di essere una semplice infrastruttura di connettività e diventa parte integrante del processo industriale. 

Portare questa logica all’interno di un porto presenta però difficoltà particolari. Un terminal è un ambiente dinamico, distribuito e poco favorevole alla propagazione uniforme dei segnali radio. I container sono grandi strutture metalliche che possono schermare o riflettere il segnale. I mezzi si spostano continuamente, le aree operative possono essere molto estese e applicazioni diverse richiedono caratteristiche differenti in termini di latenza, affidabilità, copertura e disponibilità di banda. A questo si aggiunge la presenza di sistemi costruiti in epoche diverse e non sempre progettati per comunicare tra loro.

Una copertura basata esclusivamente su Wi-Fi tradizionale potrebbe richiedere, per un’area portuale di grandi dimensioni, un elevato numero di access point da installare, alimentare, configurare e mantenere. Una complessità che cresce ulteriormente quando la rete deve sostenere applicazioni operative critiche.

Una rete 5G privata: il caso di WINDTRE

Windtre si è aggiudicata il contratto per la realizzazione di una Mobile Private Network 5G all’interno del Salerno Container Terminal, proprio per affrontare questo problema. L’infrastruttura è stata progettata secondo una logica sartoriale, quindi adattata alle caratteristiche fisiche e operative dell’area portuale anziché costruita partendo da un modello standard. 

La rete opera in banda N78, nella porzione di spettro compresa tra 3,3 e 3,8 GHz, e comprende antenna, Sim dedicate e un 5G Core installato on-site nel CED del cliente. La scelta di portare il core della rete direttamente nel terminal è rilevante perché permette di mantenere localmente l’elaborazione e la gestione del traffico necessario alle applicazioni, riducendo le latenze e contribuendo alla segregazione dei dati rispetto alle reti pubbliche. 

ElementoFunzione nel progetto
Mobile Private Network 5GConnettività dedicata alle applicazioni del terminal
Banda N78Banda di frequenza utilizzata dalla Mobile Private Network
5G Core on-siteGestione locale del traffico e riduzione della latenza
SIM dedicateConnettività e accesso dei dispositivi alla rete privata
Edge computingElaborazione dei dati vicino al luogo in cui vengono generati
Applicazioni integrateAutomazione dei varchi e comunicazioni operative evolute

Non si tratta quindi semplicemente di fornire copertura radio. L’obiettivo è creare una piattaforma sulla quale costruire servizi industriali differenti, mantenendo prestazioni prevedibili e possibilità di evoluzione nel tempo.

Automated Container Handling: il varco diventa digitale

Il primo caso d’uso sviluppato sulla Mobile Private Network riguarda l’Automated Container Handling, cioè la digitalizzazione e l’automazione dei flussi di traffico container ai varchi di ingresso e uscita.

Il passaggio dal gate rappresenta uno dei momenti nei quali si concentrano numerose informazioni: occorre identificare il mezzo, riconoscere il container, verificare che i dati corrispondano alle operazioni previste e autorizzare il successivo movimento all’interno del terminal. Ogni attività manuale aggiunge tempo e introduce una possibile fonte di errore.

Dati elaborati vicino al punto in cui vengono prodotti

L’integrazione tra rete privata 5G ed edge computing permette invece di raccogliere ed elaborare i dati in prossimità del terminal, con tempi di risposta ridotti. La digitalizzazione dei varchi consente così di diminuire le operazioni manuali e rendere il processo maggiormente tracciabile.

Il beneficio non consiste soltanto nel far passare un singolo camion qualche secondo o minuto più rapidamente. Moltiplicato per l’insieme dei transiti giornalieri, il recupero di tempo può trasformarsi in maggiore capacità complessiva del terminal e in una migliore gestione dei flussi logistici. Il dato, in altre parole, diventa una leva per aumentare la produttività dell’infrastruttura fisica.

Push-to-Talk 5G: le comunicazioni operative diventano parte della piattaforma

Il secondo caso d’uso riguarda uno degli elementi più delicati delle operazioni portuali: la comunicazione tra persone. Il sistema Push-to-Talk implementato sulla Mobile Private Network rappresenta un’evoluzione rispetto ai tradizionali sistemi radio analogici e Tetra. È stato progettato per permettere comunicazioni istantanee sia vocali sia testuali tra gli operatori e il centro di controllo. 

La differenza non riguarda soltanto il mezzo utilizzato per parlare. Attraverso applicazioni dedicate è possibile inserire la comunicazione all’interno dello stesso ambiente digitale che supporta gli altri processi del terminal, consentendo lo scambio continuo di messaggi e dati.

Come la comunicazione diventa un elemento di safety

La disponibilità di una rete dedicata assume particolare importanza quando è necessario gestire situazioni operative critiche. Un incidente, un’anomalia su un mezzo o un problema nell’area di movimentazione richiedono che le istruzioni arrivino agli operatori rapidamente e in maniera affidabile.

La riduzione della latenza e la disponibilità di capacità dedicate offerte dalla Mobile Private Network consentono quindi di trattare il sistema di comunicazione non soltanto come uno strumento di coordinamento, ma come uno degli elementi dell’architettura di safety del terminal.

Dal Wi-Fi al 5G privato: cosa cambia

Le reti private 5G non rappresentano una sostituzione automatica di qualsiasi infrastruttura Wi-Fi. Le due tecnologie possono convivere ed essere utilizzate per esigenze differenti. In un ambiente industriale complesso come un porto, tuttavia, la Mobile Private Network permette di costruire una copertura progettata specificamente per servizi che richiedono mobilità, controllo degli accessi, affidabilità e prestazioni definite.

EsigenzaWi-Fi tradizionaleMobile Private Network 5G
Copertura di grandi areePuò richiedere molti access pointInfrastruttura cellulare dedicata
Gestione di mezzi e dispositivi mobiliDipende dalla configurazione della reteProgettata per connettività mobile continua
LatenzaDipende dall’architetturaRiducibile con 5G Core ed edge on-site
Separazione del trafficoRichiede configurazioni dedicateRete privata e traffico segregato
Supporto a nuovi serviziPossibile, ma legato all’architettura esistentePensata come piattaforma per applicazioni industriali e IoT

Una piattaforma per i prossimi casi d’uso IoT

Automated Container Handling e Push-to-Talk rappresentano i primi servizi costruiti sulla nuova infrastruttura, ma il valore strategico della Mobile Private Network dipende soprattutto dalla possibilità di utilizzarla per applicazioni future. Una volta realizzata la rete, il terminal dispone infatti di una piattaforma sulla quale possono essere progressivamente connessi sensori, telecamere, mezzi, dispositivi degli operatori e ulteriori applicazioni IoT.

È questo passaggio che distingue un progetto circoscritto di digitalizzazione dalla costruzione di un’infrastruttura industriale. Ogni nuovo caso d’uso non richiede necessariamente la creazione di una rete separata, ma può appoggiarsi alla stessa piattaforma, facendo crescere nel tempo il ritorno dell’investimento infrastrutturale.

Il passaggio dalla connettività ai servizi riguarda anche la gestione urbana. Durante l’incontro di Napoli, Stefania Matrone, Business Change Office Director e Ambassador dell’obiettivo Smart City di Windtre, ha richiamato le applicazioni del 5G standalone ai grandi eventi e il ruolo degli strumenti di analisi dei dati nella conoscenza delle dinamiche cittadine e nel supporto alle decisioni delle amministrazioni. “Mettere la tecnologia al servizio delle persone significa trasformare connettività e dati in strumenti capaci di rispondere alle esigenze concrete dei territori”, ha spiegato. 

Il modello: impresa, università e ricerca nell’ecosistema PNRR

Il progetto nasce all’interno del programma del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile e mette insieme Salerno Container Terminal, Università Federico II di Napoli e Windtre Business. La collaborazione tra ricerca e industria è uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa. 

Il porto mette a disposizione un ambiente operativo reale e problemi industriali concreti; l’università contribuisce con competenze di ricerca e sperimentazione; il partner tecnologico trasforma questi requisiti in un’infrastruttura che deve funzionare non in laboratorio, ma durante le normali attività del terminal. È anche questa caratteristica a rendere il progetto una possibile best practice nell’ambito dell’ecosistema di ricerca e innovazione legato al PNRR: la sperimentazione tecnologica viene portata direttamente all’interno dei processi industriali.

La collaborazione tra soggetti diversi è anche uno dei temi emersi nell’appuntamento napoletano. Francesco Di Costanzo, presidente di Fondazione Italia Digitale, ha indicato come obiettivo del percorso la capacità di mettere a sistema reti e competenze per trasformare le esigenze del turismo e della logistica in opportunità di sviluppo sostenibile.

Per Francesca Chiocchetti, Public Affairs Director di Windtre, il confronto tra pubblico e privato serve a individuare soluzioni con un impatto concreto sui servizi urbani e sull’attrattività dei territori: “La trasformazione digitale delle città non riguarda il futuro, ma è un processo già in corso”, ha osservato. 

Il caso di Salerno mostra anche come stia cambiando il ruolo degli operatori di telecomunicazioni nei progetti industriali. Fornire una Sim o una connessione non è sufficiente quando il cliente deve automatizzare un varco portuale, garantire comunicazioni operative affidabili o collegare applicazioni edge a dispositivi distribuiti su un’area complessa. 

Servono progettazione radio, infrastruttura core, dispositivi, integrazione applicativa, sicurezza e capacità di adattare l’architettura alle caratteristiche operative del cliente. È in questa direzione che Windtre Business può posizionarsi come partner tecnologico end-to-end, utilizzando il 5G non come prodotto isolato, ma come elemento abilitante dei servizi costruiti sulle esigenze dell’impresa. 

Un modello replicabile per porti e hub logistici italiani

Molte delle difficoltà affrontate nel progetto sono comuni ad altri porti, interporti, centri logistici e grandi siti industriali: aree estese, mezzi in movimento, necessità di automatizzare controlli, dispositivi distribuiti, requisiti di sicurezza e applicazioni che devono comunicare con latenze ridotte.

La replicabilità non significa copiare la stessa architettura in ogni sito. Proprio la logica tailor-made adottata a Salerno suggerisce il contrario: la rete deve essere dimensionata e configurata partendo dai casi d’uso e dalle caratteristiche dell’ambiente. Ciò che può essere replicato è il modello: una Mobile Private Network come piattaforma comune sulla quale far convergere automazione, comunicazioni, IoT ed elaborazione edge.

La gestione dei flussi riguarda anche il rapporto tra infrastrutture logistiche e città. Francesco Nicodemo, direttore editoriale di Fondazione Italia Digitale e moderatore della tavola rotonda napoletana, ha collegato l’uso di dati e nuove tecnologie alla possibilità di coordinare i flussi tra terra e mare, migliorando l’accoglienza e la gestione di turismo, grandi eventi e sicurezza urbana. Napoli, in questo senso, rappresenta “uno snodo fondamentale”.

Per i porti italiani, la posta in gioco è rilevante. Rendere più rapido il passaggio delle merci non significa soltanto migliorare le prestazioni di un terminal. Significa aumentare l’efficienza di uno degli snodi attraverso i quali passa la competitività dell’intera catena logistica.

Ed è proprio qui che il 5G industriale trova la sua applicazione più concreta: non nella velocità della rete misurata in astratto, ma nei minuti recuperati durante un’operazione, negli errori evitati, nelle informazioni disponibili in tempo reale e nella capacità di far lavorare meglio infrastrutture che non possono essere ampliate all’infinito.

FAQ

Che cos’è una Mobile Private Network 5G?

È una rete mobile 5G dedicata a una specifica organizzazione o sito industriale. A differenza di una rete mobile pubblica, può essere progettata sulla base dei requisiti dell’impresa, con specifiche caratteristiche di copertura, sicurezza, latenza e gestione del traffico.

Perché utilizzare una rete 5G privata in un porto?

Un porto comprende grandi aree operative, dispositivi e mezzi in movimento e applicazioni che possono richiedere comunicazioni affidabili e tempi di risposta ridotti. Una rete privata permette di costruire un’infrastruttura dedicata a queste esigenze e di supportare nel tempo ulteriori applicazioni IoT.

Quali applicazioni sono già operative al Salerno Container Terminal?

I due principali casi d’uso sono l’Automated Container Handling, dedicato alla digitalizzazione dei flussi container ai varchi di ingresso e uscita, e un sistema Push-to-Talk evoluto per le comunicazioni vocali e testuali tra operatori e centro di controllo.

Perché il 5G Core è installato nel CED del terminal?

La presenza del core on-site consente di mantenere localmente la gestione del traffico necessario alle applicazioni, contribuendo a ridurre la latenza e a garantire una maggiore segregazione dei dati.

Il modello può essere applicato ad altri porti?

Sì, il modello architetturale è replicabile, anche se ogni installazione deve essere progettata sulla base delle caratteristiche fisiche dello scalo e dei casi d’uso da supportare. Lo stesso approccio può essere esteso anche a interporti, hub logistici e grandi siti industriali.

Articolo realizzato in partnership con Windtre

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

People&Change

Tutti
Produttività e AI
AI IN AZIENDA
AI E LAVORO
SCENARI
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
COMPETENZE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x