Un chatbot può promettere rimborsi, sconti o gratuità, indicare un termine di recesso errato o escludere una penale. Può promuovere l’acquisto di un prodotto. Può denigrare un concorrente o adottare strategie di pricing coordinate con le imprese concorrenti. In tutte queste ipotesi, si pone il problema dell’idoneità del chatbot a vincolare l’impresa e, più in generale, della riferibilità a quest’ultima dell’operare sul mercato dello strumento informatico.
chatbot e responsabilità
Le parole dell’IA possono vincolare l’impresa? La risposta del diritto
Le risposte generate da un chatbot possono incidere su contratti, pubblicità, concorrenza, dati personali e raccomandazioni. Il nesso tra chatbot e responsabilità dell’impresa dipende dall’imputazione dell’output, dall’affidamento dell’utente e dalla funzione concreta assegnata al sistema nei rapporti con clienti e mercato
avvocato cassazionista in Roma ed arbitro presso la Camera Arbitrale Italiana (CAI) in Roma

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

Carlsberg mappa il genoma del luppolo: cosa cambia per la birra
19 Ott 2026 -

Dalla fabbrica connessa all’AI, il percorso di innovazione delle PMI umbre
16 Ott 2026 -

Come l’ERP spinge la trasformazione organizzativa in azienda
16 Ott 2026 -

Costruzioni, comprare tecnologia è facile: farla funzionare molto meno
01 Ott 2026 -

R&D, perché anche nei team tecnici l’adozione dell’AI deve partire dalle persone
30 Set 2026

























