La Serbia si prepara alle elezioni parlamentari anticipate di domenica 25 ottobre 2026 in un clima di disinformazione e polarizzazione alimentato da una prolungata crisi della rappresentanza. La lista «Aleksandar Vučić – Serbia Unita», sostenuta dal Partito progressista serbo (SNS), sfida fra gli altri la «Lista studentesca – Gli studenti vincono!», nata dalla mobilitazione contro corruzione e impunità dopo il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad nel novembre 2024. Vučić, dimessosi dalla presidenza il 27 settembre 2026, punta al ritorno alla guida del governo. La Commissione elettorale registra complessivamente 18 liste, e la competizione risulta fortemente polarizzata, ma non formalmente bipolare.[1]
tecnologia e società
Serbia al voto tra memoria di guerra e disinformazione: i rischi
Domenica 25 ottobre 2026 la Serbia va alle urne: la competizione tra Aleksandar Vučić e il movimento studentesco si svolge in un ecosistema informativo polarizzato. Memoria di Ratko Mladić, contenuti generati con l’AI e reti di rilancio transfrontaliere alimentano manipolazioni in cui si intrecciano realtà domestiche e sospette influenze russe
Professore di Criminologia, Sapienza Università di Roma – Senior expert, EU Knowledge Hub on Prevention of Radicalisation
Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu

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