Il futuro delle nostre imprese si gioca sempre più sulla capacità di tenere insieme due grandi trasformazioni: quella generazionale e quella tecnologica. Due sfide che, fino a qualche anno fa potevano sembrare distinte, oggi, si intrecciano. Mettendo alla prova i modelli organizzativi, le competenze e la stessa visione imprenditoriale.
Da una parte, la necessità di garantire una continuità del patrimonio industriale costruito in decenni di lavoro. Dall’altra, l’accelerazione impressa dall’Intelligenza Artificiale, che sta modificando il modo in cui produciamo, progettiamo, prendiamo decisioni e organizziamo le nostre aziende. È proprio nell’incontro tra questi due cambiamenti che si possono aprire nuove opportunità di crescita e competitività.
Indice degli argomenti
Passaggio generazionale nelle imprese: dalla continuità al gioco di squadra
Il territorio varesino ha una lunga tradizione manifatturiera alle spalle. Una tradizione fatta di imprese familiari che hanno saputo affermarsi sui mercati internazionali proprio grazie alla capacità di anticipare e interpretare le grandi sfide imposte dal contesto geopolitico. Ma anche per merito dell’intuizione di generazioni e generazioni di imprenditori. È un patrimonio che dobbiamo preservare, certamente. Ma soprattutto proiettare verso il futuro. Perché il passaggio generazionale non deve essere interpretato solo come un trasferimento di conoscenze e competenze. O come un passaggio di proprietà o responsabilità. Deve diventare un’occasione per mettere in relazione esperienze, skill e mindset differenti.
Dobbiamo superare l’idea che la continuità aziendale dipenda esclusivamente dalla figura dell’imprenditore. L’intuizione, il coraggio e l’intraprendenza continueranno a essere fondamentali, ma, oggi, è sempre più necessario affiancare al saper fare, competenze sempre più strutturate: dalla finanza d’impresa alla governance, dall’organizzazione del lavoro alla leadership, fino alla capacità di ripensare il proprio ruolo nelle filiere produttive. Dobbiamo passare dal talento del singolo al gioco di squadra.
Il percorso formativo con la LIUC
È su questa consapevolezza che, come Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Varese, abbiamo costruito un vero e proprio percorso formativo dedicato al passaggio generazionale. Un percorso che richiede preparazione, formazione e confronto, appunto. Non può essere improvvisato, né affrontato soltanto nel momento in cui diventa una necessità. La collaborazione con la nostra Università LIUC di Castellanza (fondata 35 anni fa dagli imprenditori associati a Confindustria Varese), in questo ambito, ci ha permesso di approfondire questi aspetti e di promuovere una cultura della continuità d’impresa fondata sulla capacità di far dialogare tra loro generazioni diverse.
L’intelligenza artificiale cambia il lavoro e le competenze
Oggi, però, a rendere questa sfida ancora più complessa è l’Intelligenza Artificiale. Una tecnologia che non possiamo più interpretare solo come l’ennesimo nuovo strumento da introdurre nelle aziende. Piuttosto come un cambiamento che coinvolge persone, processi, organizzazioni e modelli di business. I dati del Centro Studi di Confindustria Varese ci danno ragione: nel 2024 soltanto il 15% delle imprese dichiarava di utilizzare o aver investito in sistemi di AI.
Nel 2025 la percentuale è salita al 36%, mentre nel 2026 il 45% delle aziende intervistate ha dichiarato l’intenzione di utilizzare applicazioni di Intelligenza Artificiale. Praticamente nel giro di due anni, siamo passati da poco più di un’impresa su sette a quasi un’impresa su due.
Anche gli ambiti di applicazione sono sempre più diversificati. Tra le aziende varesine che già utilizzano l’AI, il 44% la impiega nella progettazione, nella simulazione, nell’ingegnerizzazione e nella ricerca e sviluppo. Il 39% nelle vendite, il 37% nella contabilità, nella finanza, nei processi decisionali e nella compliance, il 35% nel marketing e nel customer care.
Dall’adozione degli strumenti alla qualità delle decisioni
Ma adottare una tecnologia non significa automaticamente innovare. Possiamo utilizzare l’AI per automatizzare attività ripetitive, analizzare e interpretare grandi quantità di dati e velocizzare la progettazione. Possiamo recuperare tempo e trasformarlo in produttività e innovazione.
Il vero vantaggio, però, nell’immediato futuro non risiederà nel semplice accesso agli strumenti tecnologici (che saranno sempre più diffusi), ma nella capacità di utilizzarli consapevolmente. Faranno la differenza la qualità dei dati, la conoscenza dei processi, le competenze delle persone e la capacità di trasformare le informazioni in decisioni.
Nuove generazioni ed esperienza si incontrano nell’AI
È proprio qui che il passaggio generazionale e l’Intelligenza Artificiale trovano un terreno comune: le nuove generazioni possono portare nelle aziende maggiore familiarità con le tecnologie, nuovi linguaggi e differenti modalità di organizzare e gestire tempo e lavoro. Ma queste capacità devono incontrare l’esperienza di chi conosce profondamente i prodotti, i mercati, i clienti e le strategie aziendali.
Come Movimento stiamo conducendo una survey tra le imprese dei nostri iscritti interessate da passaggi generazionali in corso o programmati. Il campione è ancora limitato e non consente conclusioni rappresentative, ma offre spunti interessanti: i giovani imprenditori sembrano svolgere un ruolo determinante nell’introduzione dell’AI, sia come promotori di nuovi progetti sia attraverso un coinvolgimento diretto nella loro realizzazione. Le applicazioni si concentrano soprattutto nell’amministrazione e nel marketing, mentre risultano ancora meno diffuse nei processi produttivi e nelle decisioni strategiche. È un segnale di quanto potenziale ci sia ancora da esprimere.
Il punto non è dover scegliere tra esperienza e innovazione. La vera svolta è creare le condizioni perché questi due aspetti possano contaminarsi reciprocamente.
Competenze e accesso all’imprenditorialità
Come ha sottolineato durante l’Assemblea Annuale del nostro Gruppo Giovani Imprenditori Maria Anghileri, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di far tornare l’impresa una prospettiva desiderabile per i giovani. In Italia sono ancora troppe le difficoltà che scoraggiano chi vuole investire in un’idea e costruire il proprio futuro attraverso un’attività imprenditoriale. Per questo dobbiamo creare le condizioni affinché fare impresa diventi una scelta concretamente accessibile.
Abbiamo bisogno di una nuova generazione di imprenditori, capace di portare innovazione, ma anche di attrarre nelle nostre aziende giovani preparati ad affrontare le grandi trasformazioni in corso. In questo percorso, investire sulle competenze è fondamentale, a partire da quelle legate all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie emergenti. Significa dare ai giovani gli strumenti per trasformare le proprie idee in nuove imprese e, allo stesso tempo, prepararli a un mercato del lavoro in continua evoluzione, che richiederà professionalità sempre più qualificate.
È così che possiamo rafforzare la capacità di innovazione del nostro sistema produttivo e creare nuove opportunità per le generazioni future”.
Dare spazio ai giovani imprenditori e alle startup
È una visione che condividiamo e che si traduce nella volontà di investire sul fermento imprenditoriale del territorio varesino. Perché occuparsi delle nuove generazioni non significa soltanto preparare chi prenderà il testimone nelle imprese esistenti. Significa anche favorire la nascita di nuove imprese e startup, sostenere chi ha un’idea imprenditoriale e costruire un ambiente in cui innovazione, competenze e capitali possano incontrarsi. È una delle priorità sulle quali, come Giovani Imprenditori di Varese, abbiamo scelto di concentrare il nostro lavoro, anche e soprattutto in coerenza con gli obiettivi del Piano Strategico #Varese2050 di Confindustria Varese.
Per tradurre la visione in obiettivi, con il progetto “Startup Your Ideas” abbiamo dato vita a una community di giovani imprenditori e startupper, creando occasioni di confronto e collaborazione. Abbiamo realizzato un catalogo digitale che raccoglie 112 startup, di cui 30 associate a Confindustria Varese, attive in settori che spaziano dalla manifattura all’automazione, dall’energia al medtech, dall’ICT ai materiali innovativi. È un modo concreto di interpretare il ruolo della nostra Associazione: non soltanto rappresentare le imprese, ma metterle in connessione, valorizzare le competenze e creare opportunità.
È su questo fermento imprenditoriale che vogliamo continuare a investire, perché la capacità di un territorio di generare nuove imprese è strettamente legata alla possibilità di mantenere dinamico e competitivo anche il tessuto produttivo esistente.
Bridge Up e il ricambio nelle imprese lombarde
Una sfida che è condivisa anche livello regionale, come ha sottolineato Stefano Rossi, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia durante l’Assise del nostro Movimento: “L’intelligenza artificiale non è una trasformazione che riguarda soltanto la tecnologia, impatta il modo in cui lavoriamo e organizziamo le nostre imprese. Questa sfida può essere vinta soltanto coinvolgendo e liberando le energie, le idee e la creatività delle giovani generazioni, offrendo loro occasioni reali e ascolto.
Per questo dobbiamo costruire imprese in cui i giovani possano contribuire al successo in maniera tangibile, responsabilmente, perché il loro immaginare il futuro diventi l’asset principale delle aziende. È anche in questa direzione che si inserisce Bridge Up, il progetto dedicato al passaggio generazionale che abbiamo lanciato recentemente in Confindustria Lombardia. Vogliamo accompagnare le imprese nelle sfide della crescita e del ricambio, mettendo a disposizione occasioni di confronto e competenze concrete”.
Un nuovo patto generazionale per il futuro delle imprese
Il punto, allora, non è soltanto capire come trasferire la conoscenza delle imprese da una generazione all’altra, ma quale impresa vogliamo costruire per il futuro. Una realtà capace di attrarre giovani, valorizzarne le idee, offrire percorsi di crescita e responsabilità e investire nelle competenze necessarie per governare il cambiamento. Per questo continuiamo a credere nell’importanza della formazione, nella collaborazione tra imprese e Università e nella diffusione della cultura imprenditoriale anche tra gli studenti.
Alla luce dei recenti fatti che hanno visto i giovani protagonisti di diverse manifestazioni è doveroso porci delle domande proprio come imprenditori. Non è solo questione di saper ascoltare il moto di protesta delle piazze. Non è solo questione di come isolare e fermare la deriva violenta. È anche questione di creare un nuovo patto sociale e generazionale. Non bastano gli sforzi per offrire opportunità professionali, servono anche visioni, progetti e politiche per fare in modo che tali opportunità vengano vissute e si trasformino in occasioni di realizzazione personale.
E che tali occasioni vengano estese alla più ampia fascia di ragazze e ragazzi. L’inclusione è fondamentale. Far sentire come propri i valori dell’imprenditorialità e dell’intraprendenza è una strada che dobbiamo perseguire con decisione. Anche solo per dare delle alternative alle nuove generazioni.
La tecnologia può potenziare enormemente le nostre capacità. Ma le scelte continueranno a essere di noi imprenditori. Delle nostre persone. E con esse la responsabilità di costruire organizzazioni inclusive, capaci di offrire opportunità professionali e di realizzazione personale. È questa la sfida che abbiamo davanti e che vogliamo affrontare come Giovani Imprenditori varesini: contribuire a creare un ecosistema dell’innovazione fertile, nel quale le imprese esistenti possano continuare a crescere e nuove iniziative imprenditoriali possano nascere e svilupparsi.
Perché il futuro industriale di Varese, così come quello degli altri territori manifatturieri del nostro Paese non dipenderà soltanto dalle tecnologie che saremo capaci di adottare, ma dalle persone alle quali sapremo dare fiducia, responsabilità e gli strumenti per trasformare le proprie idee in valore. È da qui che passa la capacità di costruire la Varese del futuro. Quella della Varese2050.




























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