Nel corso dell’ultimo meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale e del World Economic Forum, il direttore generale dell’IFM, Kristalina Georgieva, ha affermato che la crescita mondiale del 3%, stimata per il 2026, è sostenuta dall’IA, che l’IA potrebbe compensare gli effetti dell’invecchiamento demografico nelle economie più ricche, e invitato le imprese ad ampliarne l’adozione nei propri processi, tanto da sostenere la domanda aggregata e calmierare gli effetti negativi di una sua eventuale bolla finanziaria.
Sulla pagina social Xi’s Moments, controllata dallo Stato cinese, Xi Jinping ha ribadito che l’innovazione guida il futuro, le nuove forze produttive sono caratterizzate da un contenuto tecnologico dinamico che deve adattarsi alle condizioni locali e aiutare l’ammodernamento dell’industria tradizionale. Il supporto a una concentrazione produttiva, basata su una manifattura data driven, sarà sicuramente garantito dall’impresa controllata “China National Data Group”, responsabile della valorizzazione dei dati del Paese, assunti come infrastruttura decisionale.
Indice degli argomenti
Stati Uniti e Cina nella corsa alla super intelligenza
Se l’oriente si illumina, l’occidente non rimane a guardare. Donald Trump con un Ordine Esecutivo, il numero 14434, datato 29 settembre, ha ufficializzato la Super Intelligenza-SI- come denominazione ufficiale dell’IA, L’accezione artificiale viene messa in discussione perché non rappresenta autenticamente il reale, inteso come strumento supremo di rivoluzione. Il Made in USA dell’intelligenza tecnologica, perché acquisisca una istituzionalizzazione in termini di fiducia e simbolo di progresso, dovrà chiamarsi SI. Da qui la sostituzione di IA con SI, in ogni forma di redazione, scribere per incidere, dei documenti ufficiali del ramo esecutivo della Casa Bianca, dei dipartimenti e delle agenzie federali…
Trump e la nuova denominazione dell’IA
E’ un atto tanto potente quanto pervasivo, che travalica i confini terrestri degli Stati Uniti, quasi ad azzerare tutta la storiografia dell’IA, dal 1956- Conferenza di Darthmouth a oggi, che prova a derubricare quanto legittimato in altre sfere di influenza.
La missione GENESIS e l’ecosistema americano della SI
La SI è supportata da un piano di investimenti pubblico-privati che mira a dare slancio operativo alla missione GENESIS e a tutto l’ecosistema americano della ricerca scientifica sulla informatica quantistica, compresi lo sviluppo di chip di nuova generazione, la produzione avanzata, la scienza dei materiali, le biotecnologie e l’energia nucleare. NVIDIA, AMD, OpenAI, Anthropic, Google, AMP, Emerald, AWS, Armada, Cusoe e Micron hanno sottoscritto un impegno di 2,4 miliardi di dollari per istituire un’area unica di accesso sicuro a set di dati appropriati e risultati scientifici proprietari, sviluppo di modelli di frontiera e regolazione federale, hub infrastrutturali di SI (statali, nazionali o regionali) e reti grid, distribuzione del credito di calcolo a giovani talenti STEM.
Il DOE-dipartimento di energia, e la NASA sono i co-direttori d’orchestra di questa missione. La ricerca collaborativa diventa un simbolo identitario del nuovo atlantismo, dentro cui si ridisegnano gli obiettivi di superiorità spaziale e quantistica, le iniziative di meta-scienza che travalicano le divisioni intergenerazionali, le connessioni tra laboratori orbitali e manualità della strumentazione. Questo approccio cooperativo è alla base dell’Iniziativa La Visione di Kyoto, a cui hanno aderito 17 paesi, tra cui l’Italia. I ministri sottoscrittori hanno approvato un memorandum su come allineare gli sforzi finanziari della ricerca nel campo di una scienza epistemologica, non più ontologica, condiviso l’uso della super-intelligenza nei domini tecnologici di interesse comune, supportando nuovi modelli istituzionali di globalismo digitale.
Mercati e filiere nell’economia della SI
L’impatto sui mercati o il controllo sulle filiere è ancora tutto da verificare. La bolla finanziaria è un vulnus che preoccupa gli economisti keynesiani, meno le magnificant seven. La remunerazione degli investimenti è secondaria rispetto a una aspettativa di crescita oligopolistica della SI, soprattutto in ordine temporale. Quali saranno le ricadute sull’economia reale ha molto a che fare con l’individuazione del punto di rottura tecnologico, quando l’attrazione di investimenti auto-generata chiude la concentrazione di capitale dentro la filiera degli hyperscalers e, per l’effetto, aumenta la longevità dei modelli di intelligenza, oggi stimata a 50 settimane, perché ci sarà meno ricerca alla base.
Leggi meno capitali, minor potenza. I correttivi per eventuali shock devono tener conto, da oggi, delle dimensioni degli ecosistemi dell’IA, dall’elettricista del data center del Texas, allo startupper di Small Language Model di Nuova Dheli, fino all’operaio olandese dell’ASML. Tutti potrebbero essere coinvolti in una chiusura dei cicli produttivi o in un depotenziamento dei sistemi di intelligenza. Sulla scelta dell’apparentamento, SI si SI no, si è registrata da subito una corsa ad accaparrarsi i domini con l’estensione www.xy.si e un inizio di azioni di tutela del Made in USA senza l’imposizione di dazi, ma con l’individuazione di “nemici”, decretando da remoto il depotenziamento o l’annullamento funzionale dei sistemi di SI in altri Stati.
I modelli di frontiera e la sicurezza della super intelligenza
Lo stesso Dario Amodei, CEO di Anthropic, che nei mesi precedenti la pausa estiva aveva avuto dalla Casa Bianca le prime restrizioni d’uso sui modelli Fable e Mythos, ha ceduto alle ragioni di sovranità tecnologica e, insieme ai CEO di OpenAI, Anthropic, Google, Meta, xAI e Nvidia, ha convalidato il principio America First, sottoscrivendo un “Impegno congiunto sulle responsabilità relative alle tecnologie di frontiera” (Joint Commitment on Frontier Responsibilities). È stato proprio un ricercatore di Anthropic, Jacob Coxon a lanciare l’allarme sulla irresponsabilità di questi modelli per la sicurezza dell’umanità.
Allarmi sulla sicurezza dei modelli di frontiera
Le dichiarazioni di Coxon sono state le più ribaltate sulla cronaca dei media generalisti, ma non è stato l’unico a gridare auto-aiuto. Tutti hanno letto di Hagging Face, un’IA che supera un’altra IA nel processo di auto-preservazione. Quello che nell’etologia informatica si chiama meccanismo di back-propagation, vale a dire ciò che “risiede al confine tra neuroni microscopici e comportamento macroscopico, producendo una conoscenza non decifrabile”, o effetto Hawthorne, quando un agente inganna il valutatore perché si sente valutato, non è pura argomentazione scientifica.
Gli sciami di IA agentica potenzialmente pericolosi sono ancora un fenomeno circoscritto dentro i laboratori. Seppur “confinati” bucano i guardrail di sicurezza in modo autonomo, grazie a una separazione della propria identità dall’applicazione contenente i permessi di accesso, banalmente si travestono per arrivare all’output. Le tante trasformazioni e gli “indumenti” che usano poggiano sul miglioramento ricorsivo di sé stessi, recuperano memoria da precedenti sessioni di lavoro e utilizzano la stessa competenza per interagire con l’ambiente.
Runtime cognitivo e intelligence networking
Oggi, in termini tecnologici, la nuova frontiera si pone a cavallo tra sciami di agenti decisionali e Runtime cognitivo, che gestisce l’evoluzione degli stati cognitivi di modelli di intelligenza generale di per sé epistemologici, capaci cioè di dettare essi stessi le traiettorie di upgrading. Sul fronte della informatizzazione globale, l’intelligence networking mira a sviluppare un’intelligenza artificiale endogena che sarà distribuita dalle reti 6G e si pone come soggetto interlocutore di quella SI o AGI che ha bisogno di dati “filtrati” che viaggiano sulla rete, per alimentarsi.
Sulle dinamiche sociali, la frontiera può assumere diversi significati: il primo da osservare è proprio il confine tra modellazione di small language model per scopi specialistici e ciò che resta dell’agire umano.
Sovranità e trasparenza nelle regole per la SI
È auspicabile quindi che, da un lato, la sovranità di uno Stato si misuri con una legislazione che regolamenti gli spazi digitali della ricerca e della sperimentazione che originano territorialmente dentro i propri confini, dall’altro che la sicurezza delle fasi di sviluppo sia appannaggio di organismi internazionali indipendenti. La richiesta di trasparenza dovrebbe essere un diritto di tutela universalmente riconosciuto, sin dalla fase di progettazione dei modelli di frontiera. Delegare a organizzazioni private l’introduzione di regole comuni di sviluppo, rappresentate con metriche e protocolli di sicurezza preordinati al compimento della super intelligenza generale, individua una nuova architettura rappresentativa nell’azione di governo.
La super intelligenza come Stato globalista
Adottando la giusta mappa concettuale, l’Intelligenza Artificiale potrebbe definirsi uno Stato globalista, chi lo governerà è ancora una partita aperta tra USA e Cina. Le nazioni auto-proclamate di Middle Power si sono posizionate su una curva gaussiana semplicistica, in un equilibrismo che salta sopra o sotto la media tra il permissivismo verso chi propone modelli aperti, non c’è gratuità di nessun tipo, né sociologica né tecnologica, ovvero di protezionismo contro chi affida a pochi privati la visione tolkieniana di un nuovo mondo.
In questo rincorrersi di dibattiti, interviste e Xpost, questa tecnologia sta creando correnti di pensiero e movimenti politici. Il grado di fiducia del cittadino normale, alla ricerca di una autenticità perduta dalle strutture sociali del XX secolo, oscilla tra aspettative ottimistiche e posizioni di auto-conservazione. Lo sciame digitale è una condizione di isolamento e solitudine dell’individuo di cui ci aveva già allertato Bhung-Chul Han, quando afferma che proprio lo sciame è privo dello spirito del NOI che anima la folla perché non si riunisce e non sviluppa energie politiche.





























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