La diffusione degli agenti di intelligenza artificiale modifica il rapporto tra organizzazioni e infrastrutture digitali. A differenza dei sistemi generativi tradizionali, che restituiscono prevalentemente contenuti, un agente può pianificare operazioni, selezionare strumenti, interrogare applicazioni esterne, utilizzare API, leggere o modificare file e reiterare le proprie azioni sulla base dei risultati ottenuti. Il problema non è soltanto la capacità di produrre testi o codice, ma la possibilità di incidere direttamente su sistemi informatici e risorse di terzi.
responsabilità
Quando gli agenti AI violano i permessi: chi risponde degli errori?
Come si distribuiscono le responsabilità quando un agente AI supera i permessi assegnati e accede a risorse non autorizzate? Alla luce di GDPR, NIS2 e AI Act, occorre individuare quando scattano gli obblighi di segnalazione, chi è tenuto ad adempiervi e quali lacune emergono quando l’incidente avviene durante i test di un sistema autonomo.
Avvocato praticante, Studio Legale Martorana

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