Nel 2025 The Fork, la piattaforma per prenotazioni online di ristoranti nata nel 2011, rilevava durante un’indagine condotta con YouGov, che oltre 7 italiani over 24 su 10 utilizzano il cellulare mentre sono al ristorante: lo fanno per controllare messaggi e notifiche, per consultare il menu digitale, per condividere con foto l’esperienza sui social o per uso personale. Anche a livello internazionale indagini analoghe hanno raggiunto le stesse conclusioni, con dati che parlano chiaro: sia a casa che al ristorante l’uso dei dispositivi mobili è rilevante, con timori espressi soprattutto da genitori di bambine e bambini molto piccoli.
E proprio dai ristoranti che si stanno diffondendo pratiche di disconnessione, che vanno da quelle che prevedono di lasciare il dispositivo all’ingresso, prima di sedersi, a quelle che prevedono che a chi lascia volontariamente il telefono all’entrata o in appositi contenitori sulla tavola, viene donato un gadget o una bottiglia di vino.
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Il progetto «A tavola senza schermi» e il ruolo delle famiglie
In Italia è partita in questi giorni un’iniziativa, che come vedremo, è al momento quasi unica nel suo genere, e che sta coinvolgendo 15 ristoranti sardi, che vietano alle famiglie di usare i telefoni a tavola, per incoraggiare genitori e bambini a parlare mentre cenano fuori, per promuovere la conversazione e ridurre l’uso di dispositivi, soprattutto pensando ai più giovani, come parte di una campagna volta a ridurre l’uso eccessivo degli schermi tra i bambini e a stimolare l’interazione durante i pasti.
L’iniziativa “A tavola senza schermi” è guidata da Anna Cau, difensore civico dei minori dell’isola italiana, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, in collaborazione con Fipe-Confcommercio, un’associazione che unisce i settori della ristorazione, del turismo e dell’intrattenimento.
I genitori e i loro figli saranno tenuti a mettere via i telefoni quando cenano in uno qualsiasi dei 15 ristoranti che si sono offerti volontari per partecipare al programma durante un’esercitazione pilota di un mese, che durerà per ora fino alla fine di novembre 2026.
Secondo le intenzioni dei promotori e in prima linea di Cau, l’idea non è quella di fare affidamento esclusivamente sui divieti o di attribuire interamente l’onere della responsabilità ai genitori, ma di garantire il più ampio sostegno ai genitori nel loro ruolo, un piccolo passo all’interno di una filosofia più ampia.
Dopo che le famiglie avranno consegnato i loro dispositivi, il personale del ristorante consegnerà loro un “kit del ritrovo”, con giochi e attività per fasce d’età e il pieghevole con i consigli per i genitori, che rimanda tramite QR code alla guida completa della Federazione Italiana Medici Pediatri.
Il kit, ideato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri , ha lo scopo di aiutare i minori di 18 anni ad avviare conversazioni con i genitori, ad esempio condividendo storie sulla loro giornata; include una brochure che illustra i rischi della sovraesposizione digitale e suggerimenti su come gestire l’uso dei social media a casa.
La FIMP sostiene che il 95% degli adolescenti italiani utilizza il cellulare regolarmente, oltre la metà non lo spegne mai, lo tiene acceso continuamente, e uno su quattro mostra segnali problematici riguardo l’utilizzo che viene definito simbiotico con il dispositivo.
La sperimentazione in Sardegna: 15 ristoranti senza smartphone
La sperimentazione, inizialmente pensata per 8 locali, è stata estesa ai primi aderenti per avere un campione più ampio e per mostrare come il tema riguardi tutto il territorio sardo, dalle città ai piccoli centri.
L’iniziativa non è del tutto isolata né a livello nazionale né internazionale.
Ristoranti senza cellulare: le esperienze italiane
Nel 2023 a Trento, era stata lanciata la Mobile Phone Box, da un’idea sviluppata dagli studenti del liceo artistico Vittoria, ovvero una scatola di legno in cui mettere il cellulare spento, distribuita nei musei, nei ristoranti.
“Al Condominio” a Verona – ristorante che oggi ha cambiato gestione – è stato il primo locale free tech e per circa un anno e mezzo, tra il 2024 e l’estate del 2025, si poteva lasciare il cellulare in una cassetta all’ingresso, e in cambio si riceveva in omaggio una bottiglia di vino da condividere. Anche le recensioni si scrivevano con carta e penna. I gestori hanno ora intenzione di creare, con la prossima apertura di un nuovo locale, una rete di ristoranti in Italia e all’estero, dove esportare il format free tech.
A febbraio 2026 The Fork, e Tablo in occasione dello Sconnessi Day (22 febbraio), hanno annunciato un’integrazione, per cui è ora possibile prenotare su TheFork direttamente dall’app di Tablo. Da qui l’idea del progetto “Sconnessi by the Fork”, dedicato a chi vuole provare a disconnettersi durante i pasti, per lo meno durante quelli consumati al ristorante, prenotando su entrambe le piattaforme.
Ristoranti phone free: le iniziative internazionali
I ristoranti phone free sono nati in America e pian piano si stanno diffondendo in molte altre parti del mondo. A Washington, ad esempio, il locale Hush Harbor di Rahman ‘Rock’ Harper è stato l’apripista. Qui i clienti sono chiamati a rispettare il divieto fin dall’ingresso, dove i dispositivi vengono inseriti all’interno di custodie magnetiche che vengono sbloccate solo all’uscita.
Affinché l’esperienza sia piacevole e non si avverta la mancanza di connessione, gli interni sono studiati fin nei minimi dettagli, con luci soffuse e tappeti persiani, e gli spazi sono pensati proprio per favorire la comunicazione tra gli ospiti.
L’Early Childhood Authority di Abu Dhabi per aiutare i bambini sotto gli otto anni a fare esperienza di pasti senza tecnologia ha lanciato l’iniziativa Time Well Spent. L’adesione è volontaria: i clienti possono depositare il telefono in una busta all’arrivo, e in caso di emergenza lo tirano fuori allontanandosi dal tavolo. Time Well Spent è un’ iniziativa dell’Autorità per la prima infanzia di Abu Dhabi, in collaborazione con il Ministero della famiglia e la Yas Food Hall dello Yas Mall, che incoraggia le famiglie a mettere via i telefoni mentre cenano e a trascorrere del tempo di qualità insieme. I partecipanti ricevono un kit di attività pieni di giochi, puzzle e sfide da divertirsi insieme in attesa del loro cibo.
In Francia, Alsazia, nella località Rothau, due ristoratori hanno lanciato da due anni il divieto ad accendere i cellulari durante i pasti. Il loro è un piccolo ristorante che offre cucina locale e nel corso del tempo hanno riscontrato un aumento significativo di clienti, secondo i due gestori, attratti proprio dall’atmosfera familiare e dalla possibilità di godersi il cibo senza la distrazione dei telefoni.
Esperienze, per ora isolate, si segnalano anche a Tokyo, in Canada, nel Regno Unito.
Il futuro della disconnessione al ristorante
Le iniziative sono di solito lanciate dai singoli ristoratori, e spesso – come nel caso italiano della Sardegna – nascono dalla consapevolezza dei potenziali danni soprattutto nei confronti dei minori, ma ad oggi manca una visione d’insieme.
I numeri indicano una crescita dei locali phone free e in tutti i casi segnalano il successo delle proposte di disconnessione; si può rilevare, dalle esperienze che emergono in rete, che quello di creare iniziative free tech ha maggiore esportabilità di essere messa in pratica quando le proposte vengono da gruppi, sono legate al territorio e sono affiancate da piccoli benefit (sconti, promozioni, gadget).
Sebbene già nel 2024 i locali free tech cominciarono a nascere in diverse parti del mondo sotto i migliori auspici e ben accolti, ad oggi rappresentano ancora una realtà di nicchia, pur rispondendo a un bisogno sempre più sentito sia dai clienti che dai ristoratori.
Riferimenti
These bars are banning phones. And people love it. – The Washington Post
Sardinian restaurants ban families from using phones at the table | Italy | The Guardian




























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