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Cilento Smart, cittadini al centro dell’innovazione

Il Cilento punta sugli Open Data come strumento di trasparenza e di sviluppo e sul potenziamento dei servizi digitali e guarda all’esperienza del Consorzio dei Comuni Trentini per stabilire processi e percorsi comuni per l’innovazione tecnologica

Pubblicato il 22 Giu 2017

Nello Onorati

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Cilento Smart, cittadini al centro dell’innovazione

Consapevoli della necessità che fare innovazione sia un fattore essenziale e necessario per lo sviluppo locale, come società siamo continuamente alla ricerca di strumenti, processi e buone pratiche che possano permeare il territorio di innovazione. Anche per questo motivo è stato interessante portare l’esperienza di Sistema Cilento – agenzia locale di sviluppo che opera su un territorio composto da 49 comuni per una popolazione complessiva di circa 102.000 abitanti su una superficie di 1336 kmq – al Convegno “Open Government in Trentino le nuove frontiere”.

In questa occasione abbiamo incrociato il Consorzio dei Comuni Trentini. Avevamo delle risorse provenienti dalla rimodulazione di un patto territoriale da noi gestito ed abbiamo pensato che poteva essere utile impiegare parte di esse per un progetto innovativo in grado di creare connessione tra le comunità locali a partire dai comuni. Tale necessità ci ha spinto a fare scouting di esperienze avanzate e ci siamo imbattuti in ComunWeb. In modo smart e concreto abbiamo subito trovato sintonia operativa con il Consorzio dei Comuni Trentini pervenendo alla sottoscrizione di un accordo quadro che prevede come primo step attuativo l’implementazione nei comuni del Cilento della stessa piattaforma ComunWeb. Abbiamo candidato subito il progetto per sostenere la stessa applicazione di ComunWeb al Cilento, che ci auguriamo si possa concretizzare entro il 2017.

Con Sistema Cilento, pur nelle difficoltà congiunturali e di governance locale, abbiamo rilanciato una esperienza associativa significativa di oltre 40 comuni, consistente nella gestione di uno sportello unico associato per le attività produttive realizzando una piattaforma informatizzata che ha eliminato il flusso cartaceo delle istanze produttive e commerciali, costruendo anche una piattaforma web gis. Lo sforzo di innovazione continua, però, a trovare qualche sacca di resistenza negli enti terzi che sono coinvolti nei procedimenti autorizzativi; l’innovazione dal basso è partita ma ci sono ritardi significativi in alcuni organismi statali e comprensoriali. L’innovazione della PA deve contaminare tutti i livelli del paese e non può rimanere un impulso produttivo dal basso, che spesso trova ostacoli che inibiscono sviluppo e crescita.

Per dare al territorio cilentano una ulteriore accelerazione al fine di drenare innovazione, abbiamo voluto costruire un nuovo piano strategico territoriale che si fondasse su un fondamentale obiettivo “come trasferire logiche smart ad un territorio rurale” per costruire una smart community di area vasta. Di qui Cilento Smart che ha iniziato a disegnare un processo d’innovazione che parta dal basso e veda il cittadino come attore principale del cambiamento. Con Cilento Smart vogliamo connettere il Cilento ai trend d’innovazione in ambito smart community a livello nazionale, partendo da azioni di sistema già avviate come si può desumere da lavori come quelli di “Come finanziare le città del futuro” e della roadmap del cluster Smart Communities Tech. Rendere un territorio Smart significa attrezzarlo ad essere competitivo e, per raggiungere tale obiettivo, con Cilento Smart abbiamo ritenuto di incorniciare le piste di sviluppo nelle strategie europee, nazionali e regionali dell’Agenda Digitale e della Smart Specialization Strategy. Si tratta di una sfida territoriale complessa e piena di resistenze culturali ma è la strada da percorrere con tenacia e determinazione.

Nell’ambito delle dimensioni smart (Economy, Environment, Living & People, Mobility, Governance) prese a riferimento, si sono richiamati i contenuti relativi alla Smart Governance. Tali contenuti hanno trovato diversi momenti di coerenza all’interno del dibattito e dell’interessante confronto nell’ambito del convegno, trovando una indiretta modalità di “verifica” e di machting con attori importanti del panorama nazionale e regionale dell’innovazione. Nel nostro piano strategico, che vuole essere connesso all’intero ecosistema nazionale dell’innovazione, abbiamo dato centralità strategica agli Open Data considerandoli non soltanto come strumento di trasparenza, ma anche e soprattutto di sviluppo, per i risparmi che abilita in diversi settori e per i processi che può innescare. Dati della Commissione europea consentono di registrare un trend positivo del mercato degli Open Data con valori complessivi per il 2020[1] di circa 265 miliardi di euro. In tale contesto per noi è stato importante e fondamentale aver incontrato il Consorzio dei Comuni Trentini. Unitamente agli Open Data con Cilento Smart, nell’ambito governance, vogliamo puntare al Potenziamento dei servizi digitali come precondizione per facilitare ed attuare gli altri processi innovativi. Siccome riteniamo che la contaminazione culturale sia anch’essa uno strumento indispensabile, abbiamo previsto di programmare delle Iniziative formative per creare un nucleo di “Amministratori innovatori”. Per poi catalizzare esigenze e domande di innovazione e costruire soluzioni possibili avvieremo la strutturazione di un Living Lab, che sarà riferimento non solo per la smart governance ma per tutte le altre dimensioni smart. E per dare operatività a tale ambizioso obiettivo si realizzerà all’interno del Living Lab una innovativa infrastruttura collaborativa che dovrà essere in grado di generare processi virtuosi di crescita, e per questo abbiamo, appunto, individuato l’Idea Management System, proprio per raccogliere la community territoriale in una piattaforma virtuale collaborativa dove coinvolgere cittadini, imprese, organismi pubblici e governativi nelle iniziative di innovazione.

Per il Cilento l’esperienza del Consorzio dei Comuni Trentini rappresenta un riferimento importante da cui è, appunto, derivata la sottoscrizione di un accordo quadro che guarda a processi e percorsi comuni per ulteriori progettualità relativi all’Innovazione, nello specifico a Innovazione tecnologica; Sistemi Informativi Territoriali; Servizi on-line per la pubblica amministrazione e per i cittadini; Riuso di applicazioni e buone pratiche.

La governance dei processi di innovazione deve essere affidata necessariamente alla PA, ma perché la PA lo faccia con efficacia e successo, bisogna che si intervenga in modo intelligente in processi di messa a sistema delle realtà comunali di dimensione più piccola che operano ormai in affanno sia di risorse finanziarie che organizzative ed umane. Quello che viene disegnato dall’intervento di Giovanni Vetritto va proprio in tale direzione ovvero un processo di accompagnamento dall’alto che orienti e supporti le piccole realtà amministrative a trovare nuove forme smart di governance locale che consentano davvero ai territori di non continuare a perdere opportunità per carenze strutturali e di competenze.

Sono presenti al tavolo esperienze territoriali di eccellenza che da un lato vanno rafforzate, e dall’altro vanno fatte conoscere perché possano contaminare altri territori.

Pertanto, va strutturato un network di innovatori che, guidato dalla capacità e dalla disponibilità dei livelli governativi presenti, possa essere, appunto, da traino per altre realtà territoriali.

Mi piace guardare oltre e, pertanto, sollecito e sostengo la strutturazione di un network nazionale che attraverso un tavolo permanente coordinato e guidato da una figura esperta e con visione come Giovanni Vetritto della Presidenza del Consiglio dei Ministri potrà sostenere ed accelerare le nostre progettualità nate dal basso, che prevalentemente presentano caratteristiche di scalabilità e, quindi, facilmente trasferibili. Inoltre tale network potrà essere l’incubatore di nuove cooperazioni per nuove progettualità di sviluppo e di innovazione. La capacità di cogliere assieme la opportunità dell’ultimo bando PON Governance è la testimonianza della potenzialità collaborativa dove, nello specifico caso, territori di 8 regioni italiane con il Dipartimento degli Affari regionali della Presidenza del Consiglio danno vita ad un progetto di forte rilevanza nazionale ed europea.

[1] Dati desunti da report elaborati dalla Commissione Europea e Capgemini (2015).

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