UN ANNO DI GOVERNO RENZI

Penza: “L’Agenda digitale ha bisogno di coraggio”

Il presidente di Aict: “E serve senso di responsabilità e rinnovamento drastico a tutti i livelli”. Switch off dei servizi pubblici per accelerare la roadmap

Pubblicato il 26 Mar 2015

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Penza: “L’Agenda digitale ha bisogno di coraggio”

“Il nostro è un paese che necessita fortemente di una formazione ed educazione al digitale. Se l’annuncio, da parte del Governo, di voler costituire, in seno alla Presidenza del Consiglio, un Dipartimento ad hoc sul digitale si concretizzerà in una maggiore consapevolezza da parte delle Istituzioni di quanto sia importante lo switch-off al digitale, allora certamente potremo assistere ad un cambio di marcia che potrà definitivamente condurre il nostro paese sulla strada degli obiettivi strategici prefissati”. La pensa così Andrea Penza, Presidente di Aict, l’Associazione per la tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni, secondo il quale la roadmap di Renzi è in linea con le promesse e va nella giusta direzione per centrare gli obiettivi dell’Agenda digitale, anche se non mancano gli ostacoli.

“Il varo da parte del Governo dei due documenti “Strategia per la banda ultralarga” e “Strategia per la crescita digitale” rappresenta un passo importante verso quell’inversione di tendenza che più volte abbiamo tutti auspicato senza risposte – sottolinea il presidente di Aict -. Esiste al momento un impegno da parte del Governo di stanziare circa 6 miliardi di denaro pubblico che devono andare a sommarsi a circa altrettanti provenienti dal privato, da utilizzare per completare il piano di rinnovamento delle infrastrutture di telecomunicazioni, in accordo agli obiettivi che l’Unione Europea ha fissato per tutti i paesi membri, traguardando il 2020. Parte di questi fondi potrà essere utilizzata per sviluppare piattaforme strategiche per la fruizione di servizi digitali erogati dalla Pubblica Amministrazione”.

Ma per fare il grande salto bisognerà “vincere, in primis, le resistenze generalizzate verso l’educazione ad una cultura diversa e fare propri, senza eccezioni, i paradigmi dell’economia digitale”. Penza punta il dito anche contro “una classe politica sempre ancora troppo autoreferenziale, spesso incapace di capire in “tempo reale” i forti cambiamenti di sistema indirizzati dalle tecnologie digitali”. E non risparmia il mondo delle imprese: “Il management industriale è troppo spesso ancorato a vecchi paradigmi ormai in fase di estinzione e poco propenso a fare networking, a mettere in rete le proprie risorse e costituire massa critica per fronteggiare i processi di globalizzazione sempre più spinti”.

Il numero di Aict invita a concentrarsi su “poche ma strategiche piattaforme di sistema” e ad “effettuare l’execution delle stesse in tempo reale. Penso alla fatturazione elettronica, all’identità digitale, alla messa in rete dei dati delle PA, alla sanità digitale, ai pagamenti elettronici, alla scuola digitale. Basta scegliere e porsi l’obiettivo di definire e realizzare un adeguato “action plan” con opportune risorse motivate ad attuarlo nei tempi stabiliti”. Se è vero che “il Governo Renzi si è posto il problema di definire un pacchetto di iniziative volte, in alcuni casi, a completare azioni intraprese in precedenza – vedi Decreto Crescita 2.0 – in altri casi, a porre le base per un vero e proprio cambio di mentalità all’interno delle istituzioni del nostro paese”, Penza evidenzia la necessità di “attuare velocemente quanto messo in cantiere”.

E l’associazione intende fare la propria parte: “Le aziende ed i soggetti industriali che gravitano nella galassia del mondo indirizzato da Aict potranno contare su iniziative tese a favorire adeguati piani di investimento e di crescita digitale, ma da parte loro dovranno provvedere a rinnovare le proprie risorse umane e a favorire lo sviluppo di idee innovative e a incoraggiare la creazione di startup in grado di creare valore nel mondo digitale”. Penza accende i riflettori anche sul processo di rinnovamento della PA: “Sta ancora procedendo con troppa lentezza rispetto a quanto stato auspicato e richiesto. Inoltre sono ancora troppo tiepidi i benefici fiscali disponibili per chi investe nella ricerca e nell’innovazione digitale”.

Coraggio, senso di responsabilità e rinnovamento drastico a tutti i livelli i tre ingredienti del presidente di Aict per traguardare gli obiettivi dell’Agenda digitale. “E bisogna concretizzare nel brevissimo tempo adeguate misure affinché la cultura innovativa del digitale si diffonda velocemente e sia in grado di cambiare veramente mentalità e processi”.

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