innovazione digitale

Misurare il digitale che c’è (o manca) sul territorio: verso il primo Desi regionale

Portare il DESI europeo al livello delle Regioni per produrre un quadro maggiormente dettagliato, egualmente diffuso ed esaustivo delle prestazioni digitali. Ecco perché è importante e come calcolarlo. I lavori in corso del Politecnico di Milano verso il primo Desi regionale italiano

24 Set 2018
Michele Benedetti

Direttore Osservatorio Digitale Politecnico di Milano

Luca Gastaldi

Direttore dell'Osservatorio Agenda Digitale Politecnico di Milano

Giulia Marchio

Politecnico di Milano

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Stiamo lavorando al primo indice, DESI, che calcoli lo sviluppo dell’Agenda digitale a livello regionale in Italia.

Com’è noto il DESI (Digital Economy and Society Index), della Commissione europea, rappresenta uno strumento prezioso per cogliere la maturità e gli aspetti critici dei paesi nel loro percorso verso migliori performance. Tuttavia, il livello di maturità, insieme all’avanzamento delle cinque dimensioni e degli indicatori connessi, può essere influenzato da caratteristiche contestuali che sono specifiche per Regione piuttosto che per Paese, come l’eterogeneità geografica, demografica ed economica dei territori e la loro diversa autonomia nella gestione dei processi di innovazione digitale.

Perché un DESI regionale

Questo è particolarmente vero per i paesi geograficamente grandi e densamente popolati, in primis l’Italia; da qui nasce l’idea di poter calcolare un indicatore DESI a livello regionale. Portare il DESI europeo al livello delle Regioni consentirebbe di produrre un quadro maggiormente dettagliato ma ugualmente diffuso ed esaustivo delle prestazioni digitali. Tale esercizio faciliterebbe quindi la comprensione da parte dei territori della propria maturità e di conseguenza li aiuterebbe ad affinare il relativo disegno politico e i piani di spesa. Ciò è dovuto, in particolare, alla precisione comparativa del DESI regionale, che incarna caratteristiche contestuali che consentono il confronto per somiglianza reale – ad esempio, un confronto tra Lombardia e Catalogna potrebbe essere più significativo di uno tra Italia e Spagna nel loro insieme. Inoltre, il DESI regionale potrebbe fornire agli Stati membri una spiegazione maggiormente chiara del loro posizionamento e un’indicazione diretta dei territori di riferimento.

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Un metodo di calcolo in 4 fasi

Ora, poiché le Regioni sono unità territoriali e attori politici le cui dinamiche differiscono da quelle degli Stati, il calcolo del DESI regionale non può consistere semplicemente nell’applicazione del DESI europeo a oggetti di analisi più piccoli. Al fine di produrre uno strumento che sia significativo ma applicabile e soprattutto comparabile, nell’ambito dell’edizione 2018 dell’Osservatorio Agenda Digitale, abbiamo affinato un metodo di calcolo del DESI regionale, strutturato in quattro fasi.

  • Verifica della disponibilità dei dati. Nella prima fase abbiamo analizzato le principali fonti di informazione nazionali e internazionali (tra le altre: Istat, per l’Italia ed Eurostat, per l’Europa) e abbiamo raccolto dati potenzialmente rilevanti.
  • Identificazione di adeguate deleghe. Poiché il valore di alcuni indicatori DESI non poteva essere calcolato a livello regionale, abbiamo cercato proxy che potessero portare alla misurazione degli stessi fenomeni catturati dagli indicatori mancanti. Ad esempio, il monitoraggio dell’attuazione del Piano Strategico per la Banda Ultralarga del Ministero dello Sviluppo Economico ha funzionato come proxy per gli indicatori di copertura NGA e di copertura della banda larga ultraveloce.
  • Selezione degli indicatori. I criteri che abbiamo applicato per selezionare gli indicatori rilevanti sono stati l’affidabilità dei dati, cioè la raccolta delle informazioni più recenti, e la significatività cioè la granularità territoriale insieme alle aree regionali, alle macro-aree (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Centro, Sud, Isole) e alle aree rurali.
  • Normalizzazione del DESI regionale. La quarta e ultima fase è consistita nella standardizzazione dei dati esaminati per rendere il DESI regionale comparabile al DESI europeo. Questo processo è stato eseguito secondo la metodologia di calcolo e ponderazione definita dalla Commissione Europea.

Il DESI regionale è stato utilizzato per la prima volta per analizzare il territorio italiano; i risultati dell’esercizio sono riportati in Figura.

Fonte: Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano

In riferimento ai 34 indicatori DESI regionali, il DESI regionale italiano è il risultato di:

  • 11 indicatori basati sui più recenti DESI italiani;
  • 7 indicatori calcolati a livello di macro-aree;
  • 4 indicatori basati su dati regionali NUTS 2 di Eurostat;
  • 10 indicatori basati su dati Istat regionali;
  • 2 indicatori basati sui dati raccolti dal Ministero dello Sviluppo Economico italiano.

Nei prossimi mesi, l’obiettivo sarà quello di arricchire l’indice con un numero maggiore di dati disponibili e di perfezionarne la struttura. Questo lavoro potrebbe beneficiare della collaborazione con e tra Regioni – che potrebbero mettere a sistema le loro banche dati – nonché attraverso un dialogo con tutti gli attori che elaborano o detengono dati, affinché il DESI regionale possa divenire uno strumento completo e robusto per monitorare la maturità dell’economia e della società digitale.

Il DESI (Digital Economy and Society Index) è un indice sintetico introdotto dalla Commissione Europea nel 2015 con l’obiettivo di misurare l’evoluzione e seguire i progressi dell’UE e dei paesi dell’UE28 verso un sistema economico e una società digitale.

Rappresenta un indice composito di cinque dimensioni chiave – connettività, capitale umano, uso di internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali – che, a loro volta, riassumono al loro interno differenti indicatori, il cui numero complessivo è salito a 34 nell’edizione 2018. Sia le dimensioni che gli indicatori sono ponderati nel calcolare il valore dell’indice sintetico. La principale fonte di dati per il DESI è costituita da dati statistici e, a seconda della forma in cui tali dati sono raccolti, sono oggetto di un processo di aggiornamento continuo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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