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politecnico di milano

Pagamenti digitali, ecco le speranze per colmare il ritardo con l’Europa

I nuovi numeri del Politecnico di Milano dicono che i pagamenti elettronici continuano quindi a crescere anno su anno, ma c’è ancora molto da fare per poter allineare l’Italia a molti altri Paesi europei. Gli italiani amano il contante, ma ancora di più gli smartphone ed è qui che è riposta la chiave per una svolta nel 2018

13 Apr 2018

Ivano Asaro

direttore dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano

Valeria Portale

direttore dell'osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano


Nel 2017 gli italiani hanno pagato 220 miliardi di euro con carta di pagamento (credito, debito o prepagate), in crescita del 10% rispetto al 2016 e pari al 28% dei consumi delle famiglie. I pagamenti elettronici continuano quindi a crescere anno su anno, seppur ci sia ancora molto da fare per poter allineare l’Italia a molti altri Paesi europei. In termini di numero di transazioni pro capite l’Italia con 50 transazioni a persona all’anno con carta si trova al 24° posto in Europa davanti a Bulgaria, Romania, Grecia e Germania, ma lontanissima dalla media europea di 118 transazioni a persona all’anno. La distanza si fa abissale se confrontiamo l’Italia ai paesi del nord Europa (Danimarca, Svezia e Finlandia) dove le transazioni superano le 280-300 transazioni pro capite all’anno.

Gli italiani amano il contante, tuttavia la crescita registrata nel 2017 dei pagamenti elettronici, secondo l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce, è stata trainata dai New Digital Payment – le forme di pagamento più innovative (eCommerce, ePayment, Mobile Payment & Commerce, Contactless Payment, Mobile POS) – che raggiungono i 46 miliardi di euro (pari al 21% dei pagamenti digitali).

Gli italiani amano anche lo smartphone e forse proprio le soluzioni che si basano sui telefonini potranno dare la spinta ai pagamenti elettronici in grado di colmare il gap con l’Europa

I numeri dei pagamenti digitali 2017

I pagamenti online continuano la loro importante crescita, con lo smartphone che guadagna terreno rispetto agli altri device (PC e tablet): se, infatti, eCommerce ed ePayment (ossia gli acquisti e i pagamenti effettuati tramite PC e tablet) crescono del 10% rispetto al 2016 e valgono 20,3 miliardi di euro, il Mobile Remote Commerce (ossia gli acquisti tramite smartphone) cresce del 65% e vale oltre 5,8 miliardi di euro, pari a circa il 25% del totale transato online da remoto. 1 euro su 4 degli acquisti online, passa dallo smartphone (valeva il 18% nel 2016). A questi 5,8 miliardi, si aggiungono i quasi 800 milioni di euro del Mobile Remote Payment – che include i pagamenti di ricariche telefoniche, bollette, bollettini, parcheggi, biglietti del trasporto, noleggi auto, taxi, attraverso il telefono cellulare -, in leggero rallentamento rispetto agli scorsi anni, ma che comunque cresce di oltre il 35% rispetto al 2016.

Nel 2017 il grosso balzo in avanti fatto dai New Digital Payment è all’interno dei negozi fisici. Gli italiani fanno ancora la maggior parte degli acquisti in negozio e anche i pagamenti in store possono essere innovati.

I pagamenti con carta contactless, ossia quelli effettuati avvicinando la carta al POS senza inserirla o strisciarla, nel 2017 sono cresciuti del 150% e hanno sfiorato i 18 miliardi di euro di transato (l’8% del transato con carta). A favorire questa crescita sostenuta è stata la svolta nell’approccio e nelle abitudini dei consumatori e soprattutto degli esercenti, oltre alla crescita dell’infrastruttura che si sta consolidando. Capita sempre più spesso, infatti, che gli operatori in cassa invitino il cliente a fare tap sul POS o scelgano loro di avvicinare la carta invece di inserirla nel POS qualunque sia l’importo. Questo aspetto, unito alla sempre maggior dimestichezza con questa modalità di pagamento da parte dei consumatori, genera un ciclo virtuoso che porta a una maggior informazione e presa di coscienza di chi assiste al gesto. Molto presto, quindi, pagare in modalità contactless non sarà niente più che la normalità.

I pagamenti in negozio tramite smartphone – i cosiddetti Mobile Proximity Payment – potrebbero ripetere proprio il percorso fatto dai pagamenti contactless. Nel 2017, dopo tanti anni di lavoro, sono stati lanciati i primi servizi e transati oltre 70 milioni di euro tramite smartphone all’interno dei negozi (erano 10 milioni nel 2016) da circa 500.000 utenti. La crescita dei pagamenti in prossimità nel 2017 è attribuibile essenzialmente ai servizi basati sulla geolocalizzazione, come Satispay (che ha transato 35 milioni di euro), e all’arrivo di Apple Pay che sfrutta la tecnologia NFC.

I segnali di una grande crescita futura

La sensazione però, è che ci si trovi solo all’inizio di quella che potrebbe essere una crescita esponenziale. E i primi fatti avvenuti nel 2018 non fanno altro che confermare questa tesi: Samsung Pay è stato lanciato ufficialmente nel nostro paese a metà marzo con l’appoggio immediato di 7 tra le maggiori banche italiane e abbinando alla tecnologia NFC anche quella MST (Magnetic Secure Transmission) che permette di utilizzare il servizio su qualsiasi POS con il medesimo gesto; Jiffy, servizio che sfrutta l’addebito sul conto corrente e diverse tecnologie di prossimità, ha ufficializzato la possibilità (per il momento per i clienti di UBI Banca) di pagare all’interno degli ipermercati Iper inquadrando un Qr Code e presto ci si aspettano nuovi lanci; BNL ed Hello! Bank hanno da poche settimane aggiunto la funzionalità di pagamento NFC per utenti Android ai loro Mobile Wallet; Auchan ha annunciato il lancio di Auchan Speedy, in collaborazione con Mastercard e al momento in sperimentazione presso 2 punti vendita, per pagare la spesa tramite l’app e bypassare le casse.

Le componenti necessarie sembrano tutte finalmente al proprio posto, lo smartphone si candida davvero a tirare il treno dei pagamenti digitali.