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il saggio

Pubblica amministrazione digitale, che cosa è secondo Eggers

Arriva in Italia il noto libro di William Eggers. L’idea è che la trasformazione digitale della PA è un cambiamento profondo. Per migliorare la trasparenza e la qualità dei servizi pubblici, supportando così la vita dei cittadini e le attività economiche delle aziende

13 Feb 2018

Guido Borsani

Gianluca Di Cicco

Deloitte


Negli ultimi anni il dibattito pubblico italiano ha visto più volte come protagonista il tema della crescita economica, principale obiettivo delle politiche pubbliche italiane. I risultati in questo campo non possono essere ancora considerati soddisfacenti e, per di più, il raggiungimento un obiettivo di questa portata deve avvenire nel rispetto dei vincoli che ci siamo posti insieme con tutti gli altri partner europei.

Uno dei principali driver individuati per stimolare la crescita è quello della modernizzazione della Pubblica Amministrazione anche attraverso la definizione di una strategia digitale. In questa direzione sono già stati mossi importanti passi in avanti, ad esempio attraverso la creazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), dedicata alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica della Pubblica Amministrazione italiana e il cui contributo ha già portato ad alcune importanti novità in termini di semplificazione (SPID, pagoPA).

Inoltre è stato dato il via a un più generale ammodernamento normativo, in coerenza con le più recenti disposizioni dell’Unione Europea: si fa riferimento, in particolare, a quello che è il nuovo “Codice dell’Amministrazione Digitale”. Nonostante questi primi, significativi passi in avanti, la strada da percorrere per realizzare a pieno la digital transformation e per innalzare la qualità della Pubblica Amministrazione italiana al livello delle best practice mondiali è ancora lunga.

Il libro di Eggers

In tal senso, “Pubblica Amministrazione Digitale – Innovazioni e tecnologie al servizio del cittadino”, il volume redatto da William Eggers e pubblicato di recente in Italia da Hoepli può dare un importante contributo.

In primis, può contribuire al dibattito sulle nuove strategie digitali, promuovendole presso le amministrazioni italiane e fornendo importanti e innovativi spunti di riflessione. In secondo luogo, ogni capitolo del libro fornisce delle preziose indicazioni su come poter sfruttare nel migliore dei modi le opportunità fornite dal mondo digitale.

Il cambiamento portato dalle soluzioni digitali non si limita all’introduzione di nuovi strumenti o tecnologie, ma comporta un ripensamento della struttura operativa che deve essere accompagnato dallo sviluppo di una nuova mentalità digitale con i suoi peculiari paradigmi di: apertura, centralità dell’utente, co-creazione, semplicità e agilità. Per sviluppare questa nuova mentalità occorre disporre di professionalità con spiccate competenze digitali e quindi pensare a nuovi processi di selezione e sviluppo del personale in grado di individuare e valorizzare i cosiddetti “innovatori digitali”.

Parallelamente, di uguale importanza, sarà ripensare le modalità con cui vengono condotte le attività di formazione e change management per favorire il cambiamento dall’interno, coinvolgendo e stimolando il personale.

L’approccio alla progettazione dei servizi e degli strumenti utilizzati dalla PA dovrebbe quindi essere ripensato in un’ottica digitale, mettendo al centro l’utente/cittadino e coinvolgendolo sin dalla fase di design del servizio. Per fare questo occorre anche adottare nuove modalità di selezione e gestione dei fornitori. L’utilizzo di metodologie innovative come i premi, i contest e il bake-off, può essere estremamente efficace per coinvolgere un gruppo di problem solver creativi che facilitino le Pubbliche Amministrazioni nello sviluppo dei propri sistemi. Per attuare la definitiva trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione è necessario poi transitare da un approccio “a silos” a uno “orizzontale” in cui le competenze, i dati e le infrastrutture IT siano condivise e facilmente adattabili alle possibili evoluzioni della mission delle amministrazioni.

Non può essere infine omessa la sfida della cybersecurity: per affrontare in maniera efficace il tema della sicurezza dei dati le amministrazioni dovranno adottare strategie di vigilanza e controllo dinamiche. Per attuare il passaggio al digitale, lo sforzo delle amministrazioni dovrebbe concentrarsi sullo sfruttamento delle potenzialità offerte dalle tecnologie e dall’ecosistema digitale, capovolgendo le ortodossie in tema di approccio ai servizi. Strumenti innovativi come gli “Innovation Lab” e la metodologia agile possono aiutare le Pubbliche Amministrazioni nel compiere il primo passo verso una vera e propria rivoluzione del paradigma relativo al proprio funzionamento.

Risulta infatti di vitale importanza cogliere le opportunità insite in questo cambiamento per essere in grado di indirizzare al meglio l’operato delle Pubbliche Amministrazioni e non subire in maniera passiva i profondi cambiamenti in atto. La speranza è che grazie a questa “rivoluzione digitale” si possa migliorare la trasparenza e la qualità dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione, supportando così efficacemente i cittadini e il mondo delle imprese. Proseguendo su questa strada si potrà avviare un processo di ricostruzione e rafforzamento della fiducia tra i cittadini e il sistema pubblico, che rappresenta un asset di fondamentale importanza, anche per consentire al nostro Paese di affrontare le sfide poste dal complesso e competitivo scenario internazionale.

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