Settimana dell’amministrazione aperta: il valore dell’esempio - Agenda Digitale

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Settimana dell’amministrazione aperta: il valore dell’esempio

È in corso la seconda edizione della settimana dell’amministrazione aperta: sette giorni di iniziative in tutta Italia (e non solo) per la promozione della cultura dell’open government. Ecco perché sta diventando un appuntamento sempre più importante per amministrazioni, società civile e cittadini

09 Feb 2018

Solo attraverso un profondo cambiamento culturale principi come “trasparenza”, “partecipazione” e “cittadinanza digitale” possono diventare obiettivi raggiungibili non solo nell’amministrazione pubblica ma in tutta la società.

In tempi di profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni, è necessario stimolare un dibattito costruttivo su questi temi coinvolgendo cittadini, amministrazioni, imprese e organizzazioni della società civile.

Cos’è la settimana dell’amministrazione aperta

È questo il motivo per cui, all’interno delle azioni del Terzo Action Plan italiano per l’open government, è stata istituita la Settimana dell’Amministrazione Aperta. Partendo da una proposta avanzata dalle organizzazioni della società civile, si è voluto istituzionalizzare un momento in cui – lontano da un linguaggio burocratico e autoreferenziale –iniziare lavorare insieme per costruire la cultura dell’open government ed aprirla alla cittadinanza.

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Il Dipartimento Funzione Pubblica ha quindi assunto l’impegno di promuovere ogni anno la Settimana dell’Amministrazione Aperta (SAA): sette giorni di iniziative dedicate a sviluppare la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell’accountability.

Incontri, consultazioni, seminari, focus group, attività di monitoraggio civico. Ma anche webinar, pubblicazione di dati aperti, contest e premi, lancio di siti e di servizi on line.

Queste alcune delle iniziative che si stanno svolgendo in tutta Italia nella seconda edizione della SAA (che si tiene dal 5 all’11 febbraio 2018).

La seconda edizione

Una seconda edizione ancora più ricca della precedente. E non era facile, visti i numeri dell’edizione 2017 (che ha visto l’organizzazione di 240 iniziative, con più di 20mila persone coinvolte). Eppure, anche se è prematuro tracciare un bilancio definitivo perché la SAA2018 è ancora in corso, già adesso sono state superate le 320 iniziative, di cui oltre 120 nelle scuole (è possibile visualizzare tutti gli appuntamenti aggiornati sulla pagina www.open.gov.it/saa e seguire le diverse iniziative utilizzando l’hashtag #SAA2018).

Insomma, la SAA sta diventando un evento atteso – da amministrazioni e organizzazioni della società civile – in grado di attivare le comunità. Una settimana in cui l’open government sale alla ribalta e in cui fare il punto sul lavoro svolto, sulle cose fatte e su quelle che ancora restano da migliorare.

La Settimana ha preso il via a Milano con l’organizzazione del primo European Opengov Leaders’ Forum, un appuntamento in cui governi e organizzazioni della società civile di tutta europa si sono confrontati sulle sfide della partecipazione civica, partendo da esempi virtuosi. Esempi, non solo “buone pratiche”, il cui valore è centrale per affermare la cultura dell’open government.

Il valore degli esempi

Il primo valore degli esempi è, ovviamente, quello legato agli impatti diretti dei singoli progetti: evitare la discriminazione dei disabili, consentire di migliorare la qualità delle scelte delle amministrazioni nazionali e locali, permettere ai cittadini di controllare l’operato dell’amministrazione, fruire di servizi digitali di qualità, combattere la corruzione.

Ed è tutto quanto hanno fatto i “campioni” dell’open government che hanno parlato a Milano e tutti quelli che – in questi giorni – stanno organizzando le proprie iniziative durante la SAA. Progetti che hanno l’obiettivo di migliorare la vita della comunità e la qualità delle nostre democrazie.

Ma il valore dell’esempio va oltre. Consente innanzitutto a quelle organizzazioni di essere credibili, quando proporranno una nuova azione o lavoreranno ad un nuovo progetto, in omaggio al principio di accountability.

Il valore dell’esempio consente, poi, di ispirare e motivare altre amministrazioni e organizzazioni della società civile ad avviare progetti simili, dimostrando che essere un’amministrazione aperta è possibile.

Il valore dell’esempio, inoltre, consente anche a chi non è un addetto ai lavori di comprendere l’utilità della trasparenza, della partecipazione e dell’innovazione digitale, ma anche di provare a costituire un rapporto basato – finalmente – di nuovo sulla “fiducia” tra cittadini e istituzioni. Fiducia, uno dei principali obiettivi delle politiche di Open Government.

Provare ad essere un esempio di amministrazione aperta non è semplice, nell’era dei populismi, ma è probabilmente l’unica soluzione per arginare i problemi delle nostre istituzioni e delle nostre democrazie.

La stessa SAA vuole essere un esempio. Un esempio di azione costruita grazie agli stimoli della società civile, un esempio di impegno assunto dall’amministrazione e portato avanti con convinzione (anche grazie al fortissimo committment della Ministra Marianna Madia), un esempio che è cresciuto così tanto da essere notato all’estero ed essere replicato.

Dopo l’elezione dell’Italia nell’ambito del comitato direttivo di Open Government Partnership, la Settimana dell’amministrazione aperta è diventata un’iniziativa globale: una open government week che – a partire dal 2018 – sarà organizzata anche in altri Paesi (Francia e Georgia hanno già tenuto le prime iniziative, altri Stati lo faranno nelle prossime settimane).

Insomma, la SAA non è “solo” un insieme di eventi, ma una gigantesca palestra in cui tutti sono chiamati ad allenarsi all’open government. Perché – come dice Michael Moore –  La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più.”.

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