OpenAI lancerà la modalità per adulti su Chatgpt (erotica), prossimamente. Non più entro fine marzo – come previsto – ma lo farà, con un rinvio di “almeno un mese” a quanto ha comunicato la società.
Avanti, ma con prudenza. Prudenti, ma avanti comunque. Questa dialettica che ora stringe OpenAI dice molto del futuro. Le aziende AI vogliono “liberare” i propri chatbot dai guardrail etici, nel solco della legalità. Lo vogliono per motivi ideologici (spirito libertario e forse ora anche “anti woke”) e di business (la modalità erotica potrebbe fare proseliti, in un momento in cui queste aziende, e soprattutto OpenAI, sono tutte a caccia di ricavi).
Eppure il rinvio deciso da OpenAI rivela che anche quest’azienda, meno prudente di Anthropic (ma più rispetto a xAi di Elon Musk), ha remore sui possibili impatti psico-sociali di chatbot che si fingono partner a tutto tondo, come nel film Her.
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La modalità adulta in ChatGpt
Cosa sappiamo: sarà modalità che permette conversazioni erotiche testuali tra utenti adulti e ChatGPT. Il progetto, discusso internamente da mesi, ha provocato forti contrasti dentro l’azienda e tra i suoi consulenti esterni su benessere e sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il Wall Street Journal ha raccontato il confronto in un articolo pubblicato il 15 marzo, citando persone a conoscenza delle riunioni interne.
Che cosa sarà consentito, come funzionerà la adult mode di ChatGPT
Secondo le informazioni riportate dal Wall Street Journal, OpenAI intende limitare inizialmente la “adult mode” alle conversazioni testuali.
Non sarebbero previsti, almeno nella prima versione, contenuti erotici generati come immagini, video o voce. Resterebbero vietati scenari che includono minori, comportamenti non consensuali o altre situazioni illegali.
Una portavoce dell’azienda ha descritto il tipo di contenuto previsto come erotica testuale, più simile alla narrativa erotica che alla pornografia visiva.
Perché OpenAI porta avanti la adult mode di ChatGPT
Alla base della decisione c’è un principio dichiarato più volte dal direttore generale Sam Altman: consentire agli adulti di avere conversazioni anche su temi sessuali, purché entro limiti legali e di sicurezza.
Secondo OpenAI, vietare completamente questi contenuti significherebbe assumere un ruolo di “polizia morale” globale.
In più, ci sono necessità economiche. Negli ultimi mesi diversi sistemi conversazionali hanno introdotto funzionalità più permissive. Alcuni chatbot indipendenti e Grok di xAI offrono già relazioni romantiche o sessuali simulate con gli utenti.
Secondo il Wall Street Journal, alcuni dirigenti di OpenAI ritengono che l’erotica possa aumentare il coinvolgimento degli utenti e generare nuove entrate. Altri dipendenti hanno espresso il timore che la piattaforma finisca per essere identificata soprattutto con quel tipo di contenuti.
Modalità adulta di Chatgpt: rischi per i minori
La discussione riguarda soprattutto l’impatto psicologico e sociale di chat erotiche con sistemi di intelligenza artificiale.
Le critiche sul benessere digitale
Secondo il Wall Street Journal, durante una riunione nel gennaio 2026 il consiglio consultivo di OpenAI dedicato al benessere digitale ha espresso forti critiche. I membri, tra cui psicologi e neuroscienziati, hanno avvertito che conversazioni sessuali con un chatbot potrebbero rafforzare forme di dipendenza emotiva dall’AI.
Uno dei consulenti, sempre secondo il giornale, ha parlato del rischio di creare una sorta di “sexy suicide coach”: un assistente che diventa una figura emotiva centrale per utenti vulnerabili.
Il precedente che pesa sul dibattito: Character.AI
Questo timore non nasce nel vuoto. Negli ultimi anni diversi casi giudiziari negli Stati Uniti hanno collegato chatbot conversazionali a situazioni di forte dipendenza psicologica. Nel 2024 la madre di un quattordicenne della Florida ha fatto causa alla piattaforma Character.AI sostenendo che il figlio, molto legato a un chatbot con cui intratteneva anche scambi romantici, si fosse tolto la vita dopo interazioni con il sistema. L’azienda ha poi limitato l’accesso dei minori alle chat aperte.
OpenAI non ha riconosciuto un nesso simile con ChatGPT, ma la questione del rapporto emotivo con l’AI è ormai al centro delle ricerche sul benessere digitale.
Il problema tecnico: distinguere adulti e minorenni
Il punto più delicato riguarda l’accesso dei minorenni.
Il limite dei controlli sull’età
Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, uno dei sistemi interni di stima dell’età avrebbe classificato erroneamente come adulti circa il 12% dei minorenni durante alcuni test. Se il dato fosse confermato in produzione, potrebbe significare milioni di adolescenti esposti a conversazioni erotiche.
OpenAI ha sviluppato strumenti per prevedere l’età degli utenti e, quando il sistema sospetta che l’account appartenga a un minorenne, attiva restrizioni più severe sui contenuti. Gli utenti adulti possono anche verificare la propria età con documenti o altri metodi per sbloccare alcune funzioni.
L’azienda ha comunque riconosciuto che nessun sistema di stima dell’età può essere completamente accurato.
Che cosa fanno Meta, Google e xAI per contenuti “adulti”
Il confronto con i concorrenti mostra strategie molto diverse.
Meta
Meta Platforms ha sperimentato chatbot e personaggi AI capaci di interazioni romantiche o di roleplay. Dopo le polemiche su possibili interazioni inappropriate con utenti minorenni, l’azienda ha annunciato nuove restrizioni e lo sviluppo di controlli parentali per limitare l’accesso degli adolescenti alle esperienze più sensibili.
La linea più rigida di Google
Google mantiene invece un approccio più restrittivo con il suo assistente Google Gemini. Le linee guida della piattaforma vietano la generazione di contenuti sessualmente espliciti e classificano il materiale pornografico tra le categorie da bloccare automaticamente nei sistemi di sicurezza.
L’apertura contestata di xAI
La posizione più permissiva è quella di xAI, la società fondata da Elon Musk. Il suo chatbot Grok consente contenuti più vicini a quelli ammessi in un film vietato ai minori. Questa apertura ha però attirato critiche e cause legali, tra cui una denuncia negli Stati Uniti che accusa strumenti basati su Grok di essere stati utilizzati per creare immagini sessualizzate di adolescenti partendo da fotografie reali.
Un equilibrio difficile, tra libertà e tutele
Il progetto mette OpenAI davanti a una decisione strategica: fino a che punto un assistente digitale generalista deve riflettere la libertà delle conversazioni tra adulti.
Negli ultimi anni l’azienda ha costruito la propria reputazione su sistemi con forti limitazioni di sicurezza, anche più restrittive rispetto ad altri chatbot. L’apertura all’erotica segnerebbe un cambiamento culturale significativo.
Il lancio della “adult mode” dirà se OpenAI riuscirà a mantenere quel bilanciamento tra libertà degli utenti e controllo dei rischi che l’azienda considera centrale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
E può dire qualcosa anche sul futuro di queste AI generative e sull’influenza che avranno su tutti noi.
Sarà anche interessante vedere come si regoleranno le autorità privacy. In Italia il Garante è sempre stato molto attivo nella tutela, bloccando Replika e Chatgpt proprio per una scarsa tutela dei minori.
La questione modalità adulta dei chatbot cade inoltre in una fase in cui si stanno imponendo sistemi di verifica dell’età online. Forse destinati ad arrivare anche su Chatgpt.












