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Ciclostilato in proprio 

In un tempo in cui le macchine fotocopiatrici erano care e accessibili solo alle imprese, in cui c’erano molte piccole tipografie con costi non accessibili a gruppi di base, la democrazia diretta passava attraverso il ciclostile mentre oggi passa attraverso Facebook

20 Dic 2019

Se c’è qualcosa che i millennials non hanno visto mai scritta è la dicitura “ciclostilato in proprio”.

È impossibile pensare la contestazione giovanile del ‘68, quella del ‘77, l’autunno caldo sindacale, le lotte femministe senza citare “il ciclostile”.

La differenza principale forse fra i Paesi dell’Est e quelli dell’Ovest per le lotte dal basso era il ciclostile: infatti all’Est il ciclostile era proibito e i comunicati dovevano essere tutti battuti a mano con le macchine da scrivere, al massimo con la carta carbone, per una diffusione clandestina.

Il ciclostile, piccola macchina tipografica a manovella, permetteva invece volantinaggi a tappeto negli angoli delle strade e nelle buche delle lettere dove oggi arrivano solo i volantoni dei supermercati.

La piccola dicitura” ciclostilato in proprio” permetteva a tutti, anche al più scalcagnato gruppetto politico o studentesco, di fare una attività editoriale sfuggendo alle regole e ai costi dell’editoria vera.

Chi non aveva un suo ciclostile trovava facilmente ospitalità in partiti, sindacati, perfino oratori, che stampavano anche fogli di preghiera e di canti liturgici , perché un ciclostile non si negava a nessuno purché ognuno si portasse dietro una risma di carta.

In un tempo in cui le macchine fotocopiatrici erano care e accessibili solo alle imprese, in cui c’erano molte piccole tipografie con costi non accessibili a gruppi di base, la democrazia diretta passava attraverso il ciclostile mentre oggi passa attraverso Facebook.

Anche allora sui ciclostilati il linguaggio spesso era violento, non sempre la grammatica brillava, spesso si leggevano solo i primi paragrafi e poi si buttavano, ogni tanto qualcuno veniva picchiato per aver strappato un volantino oppure semplicemente per non averlo accettato.

Ad un volantino si ribatteva con un altro e via andare finché c’era carta.

Le ragazze dei gruppi politici rifiutavano spesso l’etichetta di “angeli del ciclostile” perché venivano prioritariamente addette a battere a macchina le matrici che poi girando nel ciclostile producevano volantini scritti soprattutto invece da uomini.

I primi Pc servirono a scrivere le matrici ma poi rapidamente le stampanti sostituirono i ciclostili e poi la Rete con le sue bacheche elettroniche sostituirono definitivamente questo media che è degno di figurare in un posto di onore in qualsiasi museo di storia del Novecento.

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