ludopatie

Dipendenza dal gioco, siamo tutti malati: ecco perché

Non sono solo gli individui a essere affetti da ludopatia ma tutta la società e l’economia, caratterizzate sempre più dalla frantumazione della divisione tra lavoro e tempo libero, dalla logica del labourtainment e dal culto della performance, dalla disneyficazione dei luoghi di lavoro. Vediamo i contorni di questo fenomeno

26 Set 2018
Gabriele Qualizza

Assegnista di ricerca, Università di Udine

cybersecurity e gaming

La passione sfrenata per il gioco online, che in taluni casi assume i connotati di dipendenza “patologica”, non è un fenomeno che interessa soltanto l’individuo – giovane o meno giovane che sia – ma è la spia di un fenomeno più profondo che investe l’intera società e l’economia: sono queste le vere “gaming addicted”.

Cos’è il gaming disorder

L’enorme popolarità dei giochi online – da Fortnite a World of Warcraft – genera crescenti interrogativi sui rischi per la salute mentale dei giovani utenti.

WHITEPAPER
Pharma: come gestire grandi volumi di dati eterogenei e non strutturati?

E’ in aumento infatti il numero dei ragazzi che, spinti da un irrefrenabile impulso al gioco, si isolano dalla vita sociale e dal mondo circostante, perdendo la nozione del tempo e finendo per essere letteralmente “terrorizzati” dalle occasioni di contatto offline con i propri coetanei. Ma la loro patologia è quella di tutta la società

Del tema si è occupato recentememte anche il Guardian, focalizzando l’attenzione sulla dott.ssa Henrietta Bowden-Jones, psichiatra e fondatrice a Londra del primo centro di dipendenza da Internet finanziato dal servizio sanitario nazionale del Regno Unito: una clinica, ove ci si concentrerà in primo luogo sui disturbi della salute legati al gioco. Del resto, la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto l’accento sull’argomento, inserendo – a partire dal 2018 – la dipendenza dai videogiochi nella lista delle nuove patologie: il gaming disorder viene definito come uno schema di comportamento persistente o ricorrente così grave, da “danneggiare altre aree come quella personale, familiare, sociale, educativa e occupazionale”.

Tuttavia, nonostante il sensazionalismo con cui vengono periodicamente segnalati dai media i casi estremi di “gaming addiction”, gli esperti suggeriscono prudenza. Il dott. Richard Graham, consulente nel campo della psichiatria adolescenziale al Nightingale Hospital di Londra, evidenzia l’opportunità di andare oltre il restrittivo e semplicistico modello tradizionale, basato sulla disintossicazione digitale, per sviluppare un approccio ampio e articolato, capace di comprendere le spinte motivazionali che innestano nei giovani il desiderio di muoversi con successo in un’economia digitale.

Società ed economia malate

Ci sembra questo il punto decisivo: la passione sfrenata per il gioco online, che in taluni casi assume i connotati di dipendenza “patologica”, è la spia di un fenomeno più profondo, che investe da tempo la nostra società e la nostra economia, ove è andato in crisi il sistema di opposizioni binarie su cui si reggeva nel passato il rapporto tra il lavoro e il gioco, tra la produzione e il tempo libero, tra la prosa del giorno feriale e la poesia del giorno di festa.

Per intendersi, l’arco della vita quotidiana è concepito tradizionalmente come un involucro: una sorta di uovo, all’interno del quale il “rosso” del tuorlo (ossia il tempo del lavoro, contrassegnato da una successione di istanti organizzati in maniera sequenziale, nei quali l’impegno è finalizzato all’acquisizione di risultati concreti) viene tenuto costantemente distinto dal “bianco” dell’albume (ossia il tempo del gioco: una dimensione soggettiva, destrutturata, dedicata allo svago e al divertimento). Oggi questa separazione è andata in frantumi: è come se dentro il guscio dell’uovo il “bianco” del tempo libero e il “rosso” del lavoro avessero cominciato a mescolarsi, a confondersi ed a sovrapporsi. Dando luogo a una melassa indistinta, nella quale il significato liberatorio dei gioco, sempre evocato a gran voce, rischia di essere de-potenziato e riassorbito.

La logica del labourtainment e il culto della performance

Nei nuovi luoghi del lavoro, vere e proprie “cattedrali” della new economy, si afferma infatti la logica del labourtainment, che coniuga le dinamiche tradizionali del mondo del lavoro (labour) con varie formule legate all’intrattenimento (entertainment), per cui l’inserimento in un contesto professionale viene percepito dal neoassunto come occasione per estendere i propri hobby e le proprie passioni.

La sede di Google a Zurigo è un ottimo esempio di questa logica: offre ai suoi dipendenti un coloratissimo contesto di lavoro, ove spiccano le pareti rosse, gialle, verdi e blu degli uffici, caratterizzati da grandi finestre a vetri che si aprono sull’ambiente circostante. Ma la struttura comprende anche un ristorante in stile Ikea, alcuni bar, spazi ricreativi con tavoli da biliardo, una biblioteca con caminetto, una nursery per i figli dei dipendenti, un giardino esterno. Tutto ha un’aria informale: i meeting vengono organizzati in piccole salette somiglianti ad igloo. Lasciato il tavolo da ufficio, equipaggiato con le più evolute tecnologie, gli impiegati possono andare a dondolarsi su un’amaca. Per riposarsi. O anche per lavorare in maniera inconsueta con il proprio laptop. Cabine a forma di uovo e di funicolare offrono spazi di relax per momenti di privacy. Scivoli e pertiche analoghe a quelle utilizzate dai pompieri rendono più agevoli e divertenti gli spostamenti tra i piani. Insomma, nelle stanze di Google si sperimenta un nuovo modello umano, a metà strada tra l’homo faber e l’homo ludens: il confine tra lavoro e gioco diventa poroso e transitabile.

Superata tale soglia, si entra in un vasto e indefinito territorio di frontiera, nel quale il lavoro diventa oggetto di ardite sperimentazioni, di straordinarie e coinvolgenti messe in scena, con l’obiettivo non solo di incrementare lo “spirito di squadra” dei dipendenti, ma anche di catturare l’attenzione dei media e il consenso dei consumatori. Si chiede dunque al knowledge worker di vivere in uno stato di permanente eccezione, di assumere la condizione dell’artista bohémien, inteso come outsider e imprenditore di se stesso, dandogli l’impressione di partecipare a un’impresa eccitante e d’avanguardia. Il corollario di queste situazioni è il culto della performance, l’esaltazione per la mobilità e la passione per l’estremo, un insieme di caratteri desunti dalle avanguardie artistiche del Novecento.

La disneyficazione degli spazi del lavoro

Il risultato è però la disneyficazione degli spazi del lavoro, accompagnata dalla progressiva rarefazione dei confini tra vita pubblica e vita privata. In altri termini, la logica del parco a tema viene estesa anche all’ufficio, al quale si applica un “principio di decontestualizzazione”, in modo che il lavoratore si senta totalmente coinvolto da uno scenario che lo avvolge e lo separa dall’ambiente circostante. Esemplare è il caso dell’agenzia pubblicitaria KesselsKramer, che ha “firmato” alcune campagne della Diesel: la sede è ospitata in una chiesa sconsacrata nel centro di Amsterdam. All’interno dell’edificio si possono incontrare, tra le altre cose, la riproduzione in scala di un fortino russo, una torre di avvistamento tipo Baywatch e, curiosamente, un busto di Lenin, nell’atto di liberare gli impiegati da un noioso e grigio lavoro d’ufficio.

Le distorsioni della Winner-Take-All society

Ma c’è di più: è l’economia stessa che ha introiettato al proprio interno una forte dimensione ludica, mescolando sempre più serietà e alea, esposizione al rischio e calcolo razionale. Fino ad assimilare i propri modelli ai principi dello show business. Particolarmente significative ci sembrano le suggestioni proposte dagli economisti Robert Frank e Philip Cook, i quali hanno coniato l’espressione Winner-Take-All society, in riferimento alle professioni dello spettacolo e agli sport di alto livello, per descrivere la tendenza del valore a distribuirsi in questi contesti in maniera ineguale, con una forte concentrazione attorno ad un numero sempre più ristretto di top performers (pensiamo a una cantante come Madonna o a una star del calcio come Ronaldo), i cui risultati economici non dipendono dalle prestazioni assolute che essi sono in grado di offrire, ma dalla posizione relativa che occupano nelle principali classifiche dei divi dello sport e dello spettacolo.

Siamo dunque in presenza di mercati iper-competitivi, dove un numero sempre più elevato di aspiranti si confronta – senza esclusione di colpi – per un numero sempre più ridotto di posizioni di vertice. Del resto, un’importante implicazione dei mercati WTA risiede nella loro tendenza a rinforzarsi da soli: un cantante che vende milioni di copie ad ogni disco, così come un attore che trasforma ogni film in un successo, diventano fenomeni mediatici, personaggi conosciuti anche al di fuori del proprio ambiente professionale.

Un successo che si autoalimenta

E’ dunque perfettamente logico che le case discografiche e le major cinematografiche propongano gli arrangiamenti e le parti migliori proprio a questi idoli della folle. S’innesca in questo modo un circolo virtuoso, per cui un successo alimenta a sua volta ulteriori successi, incrementando lo scarto con il gruppo degli inseguitori, che tendono a restare sempre più distanziati dal vertice della classifica. E’ un meccanismo noto a tutti, che oggi tende però a fuoriuscire dai confini tradizionali, trasferendosi dallo star system a molti altri settori: non è un caso se la metà dei premi nobel americani provengono da cinque università – Harvard, Columbia, Rockfeller, Berkeley e Chicago – sulle oltre mille presenti negli Stati Uniti. Una delle caratteristiche dei mercati WTA è infatti la loro capacità di appoggiarsi a logiche di rete per attivare meccanismi di influenza e contatti che permettono di mantenere e rafforzare la posizione dominante conquistata.

In definitiva, come suggerisce Semprini, i mercati WTA implicano “un’economia del desiderio e del simbolico, che rovescia la concezione classica del valore, secondo cui questo è direttamente proporzionale alla rarità di una merce”. Ora invece accade il contrario: il valore (simbolico, socioculturale e, infine, economico) di un prodotto e di una marca è direttamente proporzionale alla sua popolarità.

I mercati WTA tendono dunque a concentrarsi, offrendo delle vere e proprie rendite di posizione a chi si colloca al vertice della classifica: si pensi al (quasi) “monopolio” esercitato da Android tra i sistemi operativi per tablet e per smartphone. D’altro canto, per giungere nelle posizioni di testa e, soprattutto, per restarci a lungo, un’azienda deve continuamente “rilanciare”, mediante investimenti ingenti e sempre più costosi, tanto più se si tiene presente che la posizione dominante dipende da una prestazione superiore relativa. Deve quindi reclutare gli uomini migliori, investire in ricerca e sviluppo, lanciare continuamente nuove proposte, moltiplicare le occasioni di comunicazione, sviluppare nuovi mercati: è un processo che consuma sempre più energie. Di conseguenza, le organizzazioni sono soggette a un’entropia intrinseca, che può essere mantenuta sotto controllo soltanto puntando a uno sviluppo incessante, mediante il quale il valore creato riesca a superare le risorse consumate.

Nulla si inventa, tutto si ripete

Conclusione? Sono la nostra società e la nostra economia ad essere malate di “gaming addiction”, a divorare bulimicamente le proprie energie in una spirale al rialzo che non conosce più limiti. Un meccanismo perverso, che per reggersi in piedi ha bisogno di sfornare continuamente novità e sorprese, ma ove le forme inventate sono rarissime e il “gioco” finisce sempre per rinviare a qualcosa di già codificato e già costituito, a un universo di oggetti fedeli e complicati, di fronte al quale il giocatore può trovare spazio esclusivamente in funzione di proprietario e di utente, mai di creatore.

Davanti allo schermo del computer, il ragazzino affetto da ludopatia non fa che portare all’estremo questo meccanismo: imita il mondo degli adulti e le sue logiche, perde il senso della misura e dello scarto, fino a identificarsi totalmente con la realtà agita. Non inventa più nulla, ma – guidato da un’insaziabile coazione a ripetere – si prepara a un futuro di scelte scontate. Senza avventura né gioia.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4