indagini e cold case

Genealogia genetica: come funziona, i vantaggi e perché in Italia è difficile applicarla

La genealogia genetica può fare la differenza nella risoluzione di indagini particolarmente difficili o di cold case. Vediamo come funziona, quali sono i casi recenti più eclatanti e perché l’utilizzo di queste innovative metodologie analitiche non riescono a essere utilizzate a pieno anche in Italia

12 Set 2019
Eugenio D’Orio

docente al corso di perfezionamento in genetica forense all universita di Napoli Federico II

atDNA

La genealogia genetica si occupa degli studi di parentela e consanguineità di diversi soggetti ed è stata riscoperta come strumento estremamente utile per l’applicazione nel campo forense ed investigativo dopo essere stata introdotta per fini esclusivamente di ricerca. Anzi, in casi estremamente difficili, la genealogia forense è certamente lo strumento analitico-investigativo che può fare la differenza. 

Una panoramica sui casi che questa branca della genetica ha contribuito a risolvere (l’omicidio di Yara Gambirasio, ad esempio), e sulle difficoltà di utilizzo nel nostro Paese.

Di cosa si occupa la genealogia genetica

In termini semplici, questa branca della genetica si occupa di calcolare le relazioni e il grado di parentela di due o più soggetti presenti in una data popolazione. Grazie a questo tipo di approccio, che ovviamente si basa su algoritmi e software bio-statistici, è possibile risalire al grado di parentela tra due soggetti, anche se il grado è secondario o terziario.

WHITEPAPER
Gestione dei contratti e GDPR: guida all’esternalizzazione di attività dei dati personali
Legal
Privacy

Con tale metodologia di studio dei dati genetici, comparazione ed analisi bio-statistica, si è infatti in grado di evidenziare se due o più soggetti hanno in comune il “ceppo familiare” di origine: per questo la genealogia genetica è di squisito uso in campo investigativo.

E’ infatti spesse volte accaduto che, su determinati luoghi in cui è stato commesso un fatto reato, viene ritrovato un profilo genetico ritenuto estremamente importante per i fini investigativi.

Le indagini, come noto, sono finalizzate ad identificare il presunto reo di un dato reato. E’ proprio l’identificazione, talvolta, uno dei momenti più difficili del lavoro. Infatti può accadere che, nella cd. “rosa dei sospettati”, nessuno di questi faccia match con il DNA rinvenuto sul luogo del reato.

Ciò, che spesso s’è verificato, sia in Italia che all’estero, rischia di compromettere fortemente l’iter ed il buon esito delle indagini. Infatti, tale situazione, di fatto, fa “scartare” una parte dei soggetti sottoposti ad attenzione per il dato fatto reato, e apre la strada verso “la ricerca di un soggetto ignoto”, di cui si conosce il profilo genotipico, ma non si conosce il nome (perché non presente né tra i sospettati già identificati dalla PG, né nella banca dati del DNA, recentemente istituita in Italia che è anche connessa con omologhe strutture degli altri paesi EU).

Perché la genealogia forense può fare la differenza, anche nei cold case

In casi particolarmente complicati, la genealogia forense può fare la differenza.

Infatti, grazie alle analisi comparative e ai calcoli bio-statistici che si effettuano, è possibile osservare eventuali relazioni di parentela, anche di secondo o terzo grado, tra i soggetti della popolazione sottoposti ad esame genetico (esaminandi) e il profilo genetico della persona ignota di cui si vuole l’identificazione per fini forensi.

Recentemente, in America, tale strumento è stato utilizzato positivamente in molteplici casi. Alcuni di questi hanno anche avuto un fortissimo eco mediatico, anche internazionale.

Il Golden State Killer, uomo reo di 15 omicidi, circa 50 stupri e quasi indeterminate rapine, è stato identificato, catturato e processato nel 2018 proprio grazie all’uso della metodologia della genealogia forense.

Più recentemente, proprio nel giugno del 2019, è stato identificato, catturato e processato William Talbott II, reo di aver ucciso nel 1987 una coppia di giovani canadesi.

E’ stato possibile risalire al Talbott II proprio grazie alla tenacia dei detective impegnati nelle indagini ed all’uso delle moderne tecniche per ri-analizzare i dati scientifici del caso. All’epoca dei fatti, il DNA era una scienza troppo imprecisa per esser correttamente utilizzata a fini investigativo-forensi prima e poi probatori. Oggi, grazie al progresso tecnologico e metodologico, si è in grado di utilizzare tecniche raffinatissime, dalla notevolissima sensibilità e precisione che siano in grado di aiutare gli operatori della Giustizia sia nella fase delle indagini (costituendo le “fonti di prova”) sia nella fase del processo (in cui avviene la formazione delle “prove scientifiche”).

Nello specifico, l’identificazione di Talbott II è avvenuta grazie ad indagini comparative del profilo di DNA del soggetto ignoto con soggetti della locale popolazione scelti a caso (ovvero “random”, per utilizzare termini scientifici). S’è così giunti ad identificare un soggetto della popolazione che, grazie ai calcoli della genealogia genetica, era certamente parte dello stesso ceppo familiare del soggetto ignoto. In particolare, i calcoli bio-statistici stabilivano che vi fosse un rapporto di cuginanza secondaria tra il soggetto sottoposto ad indagine random e il soggetto ignoto.

Avuta tale informazione, le indagini di PG si sono concentrate in modo massivo sulla famiglia di questo soggetto, e di lì ad una settimana è stato identificato Talbott II, il cui DNA è perfettamente compatibile con quello del soggetto ignoto che rilasciò copiose tracce di DNA sul luogo del commesso omicidio.

Grazie a questo nuovo approccio, è stato possibile risolvere un cold case vecchio di 32 anni.

Talbott II è stato recentemente processato per il reato di duplice omicidio. La sua difesa, controllati tramite nominati consulenti di genetica forense i dati scientifici, non ha assolutamente fatto obiezioni circa la piena compatibilità del profilo genetico di Talbott II con quello del “soggetto ignoto” ricercato per 32 anni.

Tuttavia la difesa ha insistito sulla violazione del diritto alla privacy, affermando che, tramite questa metodologia, la privacy dei soggetti (e delle loro famiglie) che vengono volontariamente o coattivamente sottoposti a questo tipo di indagine subisce lesioni gravissime.

La difesa ha rilevato ciò per evidenziare un vizio di natura formale giuridico, per chiedere la nullità di tutte le analisi fatte.

La Corte è stata di parere opposto, giudicando colpevole Talbott II.

Il precedente storico anche in Italia

In Italia nel 2010 avvenne l’omicidio di Yara Gambirasio per il quale è stato definitivamente riconosciuto colpevole Massimo Bossetti, il cui DNA fu individuato sui vestiti della vittima.

L’arresto di Bossetti avvenne solo 4 anni dopo i fatti, in quanto si ritrovò il DNA sui vestiti della vittima, ma era un DNA ignoto, ovvero non appartenente a nessuno dei soggetti allora indagati o sottoposti ad attenzione da parte degli inquirenti.

Per addivenire all’identità di “ignoto 1” si utilizzo appunto una metodologia simile, anche se un po’ più rudimentale, ma sulla stessa falsariga, della genealogia forense.

Infatti, l’identità di Bossetti fu accertata tramite uno screening genetico della popolazione locale che ha portato prima all’identificazione del padre biologico e poi della madre.

Le prospettive applicative della metodologia

Grazie alla genealogia forense si è in grado di aiutare concretamente il sistema giudiziario da un lato agevolando le odierne analisi ed attività investigative, dall’altro, potendo questa stessa metodologia porsi come base fruibile per la riapertura dei “cold case” nei quali venne trovato DNA, ovvero in cui sono ancora disponibili reperti intrisi di tracce biologiche dell’offender, ma che non sono mai stati portati a termine perché le rudimentali e meno evolute tecniche dell’epoca dei fatti non lo consentivano.

Inoltre, tale metodologia è anche di squisito ausilio per quanto riguarda l’istituto giudiziario della revisione processuale. La revisione è la cd “riapertura di un caso chiuso”, in cui, stavolta, il colpevole è stato identificato e condannato definitivamente.

In America, l’Innocent Project ha raccolto infatti la proclamazione di innocenza di molti soggetti, definitivamente condannati per gravi fatti reato in via definitiva e ha disposto analisi ed investigazioni difensive per arrivare a dimostrare la reale innocenza di questi soggetti.

Molti dei casi trattati con successo dall’Innocent Project (oltre 300) sono appunto stati basati sull’uso delle nuove metodologie genetiche che hanno consentito di ampliare il quadro investigativo (seppur a processo chiuso ciò è fattibile per l’esistenza del diritto alla difesa in ogni stato, grado procedimentale e contesto). Spesse volte, proprio dai reperti sono arrivate, grazie alle indagini genetiche, le risposte risolutive per questi casi. Infatti, sfruttando le nuove tecniche genetiche, che oggi consentono di addivenire a risultanze scientifiche valutabili ed apprezzabili, e non all’epoca della commissione del fatto, si sono potuti rilevare dati genetici che, di fatto, hanno dimostrato l’estraneità ai fatti dei soggetti condannati in via definitiva.

Un approccio applicabile anche in Italia

Essendo le metodologie genetiche universali, ovvero valide ed applicabili in qualsiasi paese, è possibile applicare questo approccio anche in Italia.

Da tale applicazione scaturirebbero benefici per il sistema Giustizia italiano e per le garanzie del diritto che offre.

I cosiddetti “corpi del reato” ovvero i reperti, custoditi presso gli uffici corpo del reato delle Procure territoriali competenti, sono la fonte che può portare o a ri-aprire i cold case, o a dimostrare l’effettiva innocenza di soggetti sottoposti a condanna definitiva (come previsto dall’istituto della revisione processuale summenzionato).

Tuttavia, l’attuale prassi italiana in merito è poco promettente. Infatti, spesse volte le Corti giudicanti hanno negato l’accesso ai reperti da parte delle difese a processo chiuso per procedere a sofisticate e moderne analisi di genetica forense, altre volte, i reperti sono scomparsi o addirittura “finiti all’inceneritore” (letteralmente!).

Si evidenzia ciò perché è importante, in scienza e diritto, che le prassi italiane vadano a conformarsi con l’orientamento internazionale, specie per quanto previsto dalla Corte internazionali sui diritti dell’uomo.

Tali innovative metodologie analitiche, utili sia nella fase investigativa che processuale, devono necessariamente utilizzarsi a pieno anche in Italia. Ciò sia per garantire il miglior funzionamento possibile del nostro sistema Giustizia, sia per garantire i diritti riconosciuti dei cittadini, seppur condannati anche definitivamente.

WHITEPAPER
Certificazioni GDPR: tutti i vantaggi per le organizzazioni che vi aderiscono
Legal
Privacy
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati