Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza: come vincere diffidenze e stereotipi - Agenda Digitale

COMMUNITY DONNE 4.0

Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza: come vincere diffidenze e stereotipi

La giornata dell’11 febbraio deve essere un’occasione importante per riflettere sia sul ruolo fondamentale che le donne svolgono nello sviluppo della conoscenza sia per prendere coscienza dei vari “colli di bottiglia” che donne e ragazze incontrano sulla strada verso una carriera scientifica

11 Feb 2021
Federica Maria Rita Livelli

Business Continuity & Risk Management Consultant

Oggi, 11 febbraio, è la “Giornata Internazionale delle Donne e delle ragazze nella Scienza” patrocinata dall’ONU: una ricorrenza significativa che vuole essere un momento di riflessione e al contempo uno stimolo alla comunità internazionale nel perseguire obiettivi di parità di genere in termini di opportunità educative, di preparazione e di carriere scientifiche per le donne e le ragazze rimuovendo gli ostacoli che si frappongono. L’ONU, infatti, ritiene che la scienza e l’uguaglianza di genere siano fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo a livello internazionale, compresa l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

È doveroso far notare che la giornata non è dedicata solo alle donne nella scienza, ma anche alle ragazze, dato che parlare di donne e ragazze non è pleonastico. Ovvero, esiste da un lato un problema di accesso a una carriera scientifica per le donne e, dall’altro lato un enorme problema di accesso all’istruzione per le bambine, soprattutto all’istruzione scientifica. Quello dei pregiudizi di genere non è solo un problema dei paesi in via di sviluppo ma, in modo subdolo, è presente nelle società anche più “economicamente” avanzate.

Niente pari opportunità per le donne negli ambiti scientifici

Recentemente noi della Community Donne 4.0 abbiamo pubblicato un Manifesto sull’Empowerment delle Donne nel settore STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) in cui abbiamo trattato il tema dei pregiudizi di genere nel contesto del sistema educativo e delle conseguenze che questi hanno sull’istruzione e sullo sviluppo psicologico delle ragazze.

Numerosi sono i rapporti a livello nazionale e internazionale, in cui si evince come le ragazze siano brave e sorpassino i loro compagni maschi – non solo alle medie o al liceo ma anche all’università – nell’ambito di facoltà scientifiche, feudi incontrastati del dominio maschile. Tuttavia, non è sufficiente, dato che in fase di dottorato si registrano i primi rilevanti “cedimenti”: i numeri si riducono sempre più. In Italia solo il 36% delle donne, di fatto, sceglie la ricerca e con poche prospettive di carriera.

La scalata della piramide della scienza al femminile, già caratterizzata da una base “risicata”, si assottiglia ulteriormente. Poche sono le donne che arrivano al vertice degli istituti di ricerca e poche sono le accademiche titolate. La carriera, spesso, le mette in contrasto con il loro desiderio di maternità; inoltre, se la competizione è eccessiva, le costringe ad abbandonare. Di fatto il settore della ricerca è dominato dall’universo maschile e gli orari e i modi di lavorare non sono quelli che hanno desiderato e voluto; inoltre, alle donne sono assegnati meno fondi e, ancora oggi, fare figli è considerato non un fatto di genitorialità, bensì di maternità (anche se le nuove generazioni stanno cambiando approccio a queste tematiche).

Educazione e sensibilizzazione contro gli stereotipi

Serve, pertanto, un lavoro di educazione e sensibilizzazione sin dall’infanzia per abbattere la diffidenza e i tanti stereotipi che si manifestano a scuola, in famiglia, ovunque, e che vanno a “minare” la fiducia in sé stesse delle bambine e delle ragazze verso le così dette materie STEM.

Nella pagina dell’ONU dedicata alla giornata del 11 febbraio si legge: “Negli ultimi 15 anni, la comunità internazionale ha fatto molti sforzi per ispirare e coinvolgere le donne e le ragazze nella scienza. Tuttavia, le donne e le ragazze continuano a essere escluse dalla piena partecipazione alla scienza. Attualmente, meno del 30% dei ricercatori in tutto il mondo sono donne. Secondo i dati dell’UNESCO (2014-2016), solo il 30% circa di tutte le studentesse sceglie campi legati alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica nell’istruzione superiore. A livello globale, l’iscrizione delle studentesse è particolarmente bassa nelle tecnologie informatiche (3%), nelle scienze naturali, nella matematica e nella statistica (5%) e nell’ingegneria (8%)”.

È necessario agire anche a livello Paese per aumentare la presenza femminile nelle Istituzioni ed Enti di ricerca. Nel consultare il sito del Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e Ricerca, a oggi risulta che su 12 enti di ricerca riportati, soltanto tre di questi hanno un presidente donna (25%). Inoltre, la situazione emerge in tutta la sua gravità anche in ambito universitario. Se analizziamo il numero delle donne a capo di una università italiana, su 84 università italiane, soltanto sei hanno un rettore donna (circa il 7%). Di fatto, questi dati vanno a evidenziare che per le donne esiste un problema reale di disparità, di opportunità e di accesso, almeno agli apici delle istituzioni scientifiche e culturali. Pertanto, nonostante l’Italia sia un paese in cui formalmente la costituzione garantisce a tutti parità di trattamento e di diritti – “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” – la realtà ci evidenzia quanto tutto questo sia lontano dall’essere pienamente realizzato.

Un’occasione per riflettere

La giornata dell’11 febbraio, deve essere per tutti noi un’occasione importante per riflettere sia sul ruolo fondamentale che le donne svolgono nello sviluppo della conoscenza sia per prendere coscienza dei vari “colli di bottiglia” che le donne e le ragazze ancora oggi incontrano se vogliono intraprendere e perseguire una carriera scientifica.

La Community Donne 4.0 si fa ulteriormente portavoce delle donne e delle ragazze nelle scienze. Essa nasce per supportare le donne a essere protagoniste nella costruzione di questo futuro tecnologico-scientifico, che deve essere inclusivo e sostenibile. Si vuole valorizzare il contributo delle donne impegnate ad affrontare le nuove sfide globali; pertanto, diventa fondamentale il rispetto e la salvaguardia della diversità, dato che tali aspetti svolgono un ruolo importante. È fondamentale che le donne possano accedere a un più ampio spettro di prospettive in tutto il settore tecnologico-scientifico e promuovere una maggiore diversità per garantire la creazione di soluzioni scientifiche e tecnologie create da una pluralità di persone ricche delle più varie esperienze di vita e in questo modo garantire la totale rappresentanza della cosiddetta “galleria umana”.

Noi Community Donne 4.0 intendiamo supportare il genere femminile incoraggiandolo a investire sempre più nelle competenze STEM in modo tale da lavorare congiuntamente a creare le basi per il raggiungimento della parità di genere, riuscendo così a portare questa cultura dal mondo accademico a quello del lavoro.

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