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Direttore responsabile Alessandro Longo

I rac-corti

Il cigno nero. Una serie, dalla Corte dei conti

di Luca Attias e Michele Melchionda, Corte dei conti

23 Ott 2015

23 ottobre 2015

Il prologo della serie “Rac-corti”. Racconti dalla Corte dei conti. Racconti digitali sul digitale, seri e faceti, a cura di due noti autori – pardon burocrati, pardon esponenti di spicco – della Corte dei conti. Perché ci sono tanti modi per raccontare – e fare – innovazione

Le esperienze vissute in prima persona, ovvero viste dall’interno, assumono una rilevanza diversa rispetto a quella che può ottenerne un osservatore il cui punto prospettico sia esterno a tale esperienza. Altrettanto spesso accade che, vivendo in prima persona un determinato fenomeno, cioè stando all’interno di una determinata struttura, le cose che ne fanno parte, anche quelle più facilmente osservabili, non si riescano a scorgere, oppure non si riescano a percepire nel modo più corretto.

Prima della scoperta dell’Australia, si pensava esistessero solo cigni di colore bianco e si era parimenti convinti che non ne potessero esistere di differenti. In seguito, con la scoperta di questo continente, furono avvistati i primi cigni neri, ed il mondo cambiò. Ciò che avevamo imparato fino ad allora non bastava più a giustificare quanto stava, nel frattempo, accadendo.

Nassim Nicholas Taleb descrive un simile evento (repentino, traumatico, unico nel suo genere e dal forte impatto) definendolo: cigno nero.

I cigni neri causano il fatto che la storia non fluisca in modo sinuoso ed aggraziato, bensì sobbalzi. E sono salti enormi per noi tutti. L’evoluzione sociale, e quella tecnologia in modo particolare, non sono rappresentative di un lento e costante processo prevedibile, spiegabile e controllabile. Sono, piuttosto, composte da un’interminabile serie di eventi unici, traumatici, imprevedibili e dagli impatti enormi, che cambiano il mondo una volta e per sempre, forse non in meglio, ma in modo indipendente dalla nostra volontà.

Alcuni recenti esempi di cigno nero? Agli inizi degli anni ‘70 del Novecento apparvero le email, poi, i primi Personal Computer, nella metà degli anni ‘90 del secolo scorso fece la sua apparizione Internet, a seguire i telefoni cellulari e poi gli smartphone. E ancora: Google, Facebook, i tablet, Skype, Whatsapp, Uber, Car2go, Instagram, il Cloud computing, le Apps e chi più ne ha, più ne metta.

Forse, anche l’immagine sotto raffigurata può essere considerata un micro cigno nero.

Insomma, da quanti cigni neri è costellata la nostra vita? E’ importante prevedere gli eventi che possono sconvolgere il nostro ordine costituito delle cose? Quando un cigno nero accade come bisogna comportarsi? Siamo preparati per il nostro prossimo cigno nero?

Dal canto nostro, cercheremo di dare una risposta a tutte queste domande, con una serie di riflessioni, tanto serie, quanto ironiche, che abbiamo pensato di racchiudere all’interno di quattro articoli, che saranno, al contempo, “racconti contenitore”. Quello che intendiamo fare non è solo condividere con voi le parole, ovvero articoli scritti nei termini tradizionali, ma inaugurare una nuova forma comunicativa, più dinamica, cromatica e, ci auguriamo, attrattiva. Un nuovo approccio, perturbante, rivoluzionario, sovversivo, mai volto alla sterile polemica, piuttosto al risveglio delle nostre menti e coscienze. Tutto ciò, come dicevamo, con l’ausilio di immagini, ironiche, a volte sarcastiche, innovative, forse sciocche, ma simpatiche, che possano accompagnarci lungo il percorso e possano attrarre l’attenzione di voi tutti, rendendo il messaggio finale, se possibile, più fruibile ed intellegibile.

In particolare, i nostri quattro “racconti contenitore” avranno i seguenti titoli:

1.       Il volo del gabbiano;

2.       La caccia al tesoro;

3.       Il vaso di terracotta;

4.       Il gioco delle tre carte.

Ne “Il volo del gabbiano” tratteremo di cloud computing, di nuvole bianche e nuvole nere. Così come il gabbiano inizia il suo volo dalle scogliere verso le acque del mare alla perenne ed affannosa ricerca di cibo, allo stesso modo il nostro volo nel cloud computing non sarà, né scontato, né prevedibile.

Ne “La caccia al tesoro” illustreremo come, al mondo d’oggi, tanti pensino di possedere la mappa per raggiungere l’agognato tesoro e di come tanti altri siano convinti di poter utilizzare la conoscenza a fini egoistici, ovvero come strumento per ottenere un ritorno personale. Parleremo di come non ci si metta mai in discussione e di come, troppo spesso, si individuino i problemi altrove e mai in se stessi.

Ne “Il vaso di terracotta” ci occuperemo della Pubblica Amministrazione. Approfondiremo le motivazioni che, secondo noi, creano resistenza al cambiamento e di come questa rappresenti ormai un’ingarbugliata matassa di storture che necessita di essere dipanata con estrema urgenza.

Ne “Il gioco delle tre carte” analizzeremo la tematica del procurement (e-procurement e smart procurement). Parleremo di come gli usi e le consuetudini influenzino continuamente le scelte che oggi operiamo in tema di acquisizioni. Tratteremo anche di malcostume, di malaffare e di un management non sempre competente e consapevole, spesso celato dietro un intricato groviglio di norme che, nella realtà dei fatti, non salvaguarda nessuno.

Preventivamente sappiamo che questa nostra iniziativa non incontrerà l’approvazione di tutti voi e ce ne scusiamo anticipatamente, ma, come nostro costume, vogliamo assumerci la responsabilità di proporre innovazione. Siamo consapevoli che non si può solo parlare di cambiamento, bisogna principalmente agire ed essere in grado di mettere in campo azioni che lo rappresentino in termini reali.

Abbiate la pazienza, la compiacenza ed il coraggio di seguirci in questo nostro viaggio e chissà che, insieme, non si riesca a persuadere chi è ancora scettico sul fatto che innovazione è progresso.

I nostri Gummy Bears vi danno appuntamento a presto.

  • Marco

    Riescono sempre a stupire e diciamocelo sono gli unici.

  • E. Faverin

    Grande coraggio e grande creatività, ce ne fossero di politici come loro.

  • Giulio

    Nessuno come loro sa incuriosire i lettori e stimolarne l’intelligenza. Le immagini sono spaziali.

  • Giò da Milano

    Innovazione è progresso, su questo c’è poco da discutere. L’innovazione, ed il relativo progresso, hanno sempre fatto parte della storia e dell’evoluzione del genere umano, guai se così non fosse stato; probabilmente la nostra civiltà si sarebbe già estinta da un pezzo. Pertanto, alle parole: “innovazione” e “progresso”, aggiungerei il termine: “vita”.

    I miei più sentiti ringraziamenti alla coppia Attias-Melchionda per questo apporto decisamente innovativo e vitale. Davvero bravi.

  • Michele Battaglin

    Quando surclassare diventa una professione e quando i risultati sono quelli del presente articolo, bé, sarete d’accordo con me che ogni commento diviene superfluo.

  • Lucianodp63

    Ho la fortuna di conoscere da 15 anni Michele. Ho la sfortuna di non conoscere Luca. Ma entrambi sono i miei “paladini” contro la corruzione e i compromessi nel “volutamente pseudo complicato” mondo dell’IT.

  • Antonio P.

    “Sono 126 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio, e portiamo tutti e due gli occhiali da sole” (“The Blues Brothers”, John Landis, USA 1980).

    Nella vita bisogna avere le idee chiare!

  • cinzio

    Letto il “Rac-corto”, vorrei innanzitutto esaltarne le qualità: è una nuova modalità di comunicazione intrisa di coraggio, di creatività e di minuzioso impegno. Mi piace questo strumento, questo canale, questa buona prassi che stanno utilizzando per riuscire a comunicare in maniera più efficiente ed efficace con i vari soggetti.
    Credo che uno dei pregi di questo intervento innovativo è quello di evitare l’ingenuità di introdurre soluzioni tecnologiche trascurando di ripensare i contesti organizzativi o mancando di veicolare le informazioni relative al nuovo proprio a coloro che con esso si troveranno a lavorare.
    Grazie a questa attività di comunicazione, interna ed esterna, è affidato il compito di rendere comprensibile il senso del cambiamento, così come i risultati positivi con esso ottenuti. Il cambiamento non è solo introdurre nuovo HW o riversare SW evoluti, ma è anche legittimare procedure diverse.
    E l’attività che da anni viene portata avanti dall’Ing. Attias e dai suoi collaboratori rappresenta un modello amministrativo e organizzativo nuovo che può davvero fungere da volano nella macchina burocratica che rimane incapace di dare risposte nei tempi e nelle forme richieste dalla società civile che si evolve quotidianamente.
    Comunicazione e tecnologia possono dare all’innovazione una dimensione concreta, possono rappresentare un metodo efficace per migliorare la realtà. A patto che avvenga il coinvolgimento di tutti (gestori e utilizzatori) nella prospettiva di un passaggio a modalità di relazione di tipo collaborativo. L’autentico innovatore non è colui che ha le idee o possiede le tecniche, ma chi le traduce in fatti concreti e soprattutto le comunica diffondendole; si tratta di un cambiamento sociale e soprattutto culturale.
    Questa trasformazione favorirebbe un passaggio strategico nel processo di evoluzione della PA, quello che procede dall’e-government (inteso come razionalizzazione delle politiche e degli investimenti finalizzati all’innovazione digitale), alla e-democracy (intesa come estensione e sviluppo delle opportunità di partecipazione democratica alle scelte dell’amministrazione pubblica, realizzata per il mezzo delle risorse messe a disposizione dalle tecnologie ICT) .
    Innovazione, tecnologia e comunicazione sono, in sostanza, i tre vettori del processo di cambiamento che dovrebbe caratterizzare un Paese come il nostro che si definisce “civile”.
    L’attenzione al modo di comunicare deve diventare un’abitudine, una preoccupazione costante che le esigenze degli interlocutori siano soddisfatte. E questo insegna diverse cose:
    – che una comunicazione efficace non è necessariamente una comunicazione costosa;
    – segnala l’importanza della conoscenza, quale elemento forte attorno al quale costruire qualsiasi strategia;
    – rappresenta uno stimolo per tutti.

  • PaoloC

    Quello che stupisce di Attias è che riesce sempre e comunque a sorprendere.
    Il lavoro è veramente notevole ma la qualità delle immagini lascia un pò a desiderare credo per un problema della rivista.

  • Fausto

    “La qualità non è mai casuale; è sempre il risultato di uno sforzo intelligente.” – John Ruskin

  • Maria Rossi

    Sono diversi anni che seguo Luca Attias, più in generale tutto il suo Team di lavoro; molto sinceramente, devo ammettere che la semplicità con la quale riescono a mettere in campo azioni concrete, innovative e brillanti, è stupefacente. A dir poco, stupefacente. In un Paese come il nostro: asfittico, burocratico, superficiale, bello ma inutile, sapere che esistono personaggi che ancora credono nella Cosa comune e lavorano al meglio delle loro possibilità per il bene di tutta la Comunità alla quale appartengono, è commovente, è una certezza sulla quale poter contare. La mia non vuole essere una mera retorica, per anni ho scritto le mie opinioni sui blog ispirati da Luca Attias e chi mi conosce, digitalmente parlando, sa che questa è la mia reale opinione. In Italia è difficile passare all’azione, per tanti motivi diversi e concomitanti, ma, “stranamente”, alcuni riescono a farlo grazie alle loro capacità personali e professionali: semplicità, umiltà, passione, costanza, dedizione e preparazione. Luca Attias e la sua Squadra sono tra questi ed il successo che riscuotono tutte le loro iniziative è sintomatico del fatto che, noi tutti, quotidianamente, dovremmo semplicemente smetterla di “guardarci l’ombelico” e far qualcosa per imitarli. Semplicemente grazie, semplicemente bravi!

    P.S.: I Gummy Bears sono un’intuizione sfiziosissima!

  • Dario F.

    Questa nuova forma comunicativa è la miglior risposta ai tanti (troppi) parrucconi burocrati che gozzovigliano nella palude delle norme e dei cavilli, ingessando il nostro bel paese e condannandolo a morte certa.

  • Nando

    Ottimo lavoro davvero; siete sulla strada giusta! Non mollate, non mollate mai. Insistete a beneficio di noi tutti. Grazie Luca e grazie Michele.

  • Fabio Colli

    I miei più sentiti complimenti all’ingegner Luca Attias e a tutto il suo gruppo di lavoro per il coraggio e la passione, che hanno condotto ad un risultato innovativo, gradevole, frizzante e sagace. Se in Italia un maggior numero di persone adottasse un atteggiamento similare al loro, forse, ci troveremmo in condizioni sociali, culturali ed economiche, ben differenti… Ma tant’è! Rinnovo i miei complimenti, nell’attesa di poter leggere i “Rac-corti” che seguiranno.

  • MauPol

    Sono almeno un paio di anni che sento parlare solo di questo Attias a cui nessuno comunque si sogna di dare un incarico governativo, possibile che la pubblica amministrazione non riesca a esprimere niente altro?
    Certo che se Luna, Barberis, Poggiani, Samaritani egli altri sono la risposta ho paura che si parlerà solo di Attias per i prossimi 30 anni.

  • Paola Amerise

    Non vedo l’ora che vengano pubblicate le quattro puntate della serie. Considerando il presente prologo, immagino saranno letture decisamente molto interessanti e divertenti. Passione, coraggio ed innovazione: formula vincente.

  • Giuseppe Furlan

    Invece di giocare con i pupazzetti e con l’infomatica i signori magistrati Attias e Melchionda farebbero bene a spiegarmi perchè non mettono in galera i corrotti presenti nelle amministrazioni. La solita casta di privilegiati terroni.

  • Monica

    Una sana speranza per il nostro Paese e per i nostri amatissimi figli: mi auguro che Luca Attias e il suo team continuino la loro opera di “evangelizzazione” ancora a lungo, semplicemente perché ne abbiamo tutti un tremendo bisogno. Grazie Ingegnere.

  • Pierre

    Non Vedo L’Ora di leggerli anche se il mio timore è che i concetti espressi restino esercizi di stile, inascoltati, inattuati pur se attuabili, ottusamente ignorati perchè scomodi o cavalcati da cavalieri improvvisati (e ce ne sono in giro!)…ma la speranza che qualche coscienza si muova non deve mai mancare! …..a presto!

  • Fabrizio

    Ma chi è quell’idiota che ha scambiato Attias e Melchionda per dei magistrati?

  • Alessandro P.

    La nuova forma comunicativa, che Luca Attias e Michele Melchionda hanno voluto oggi inaugurare, in quanto a dinamicità, cromatismi e attrattiva non teme confronti. Eccellente lavoro!

  • Alessandra

    Adoro Camilleri! 😉 Grazie, siete come sempre diretti e concreti! Non vedo l’ora di leggere il primo.

  • Veronica

    Qualcuno spieghi a Giuseppe Furlan che Attias è il CIO della Corte dei conti e non un magistrato.

  • Michael

    Il duo Attias-Melchionda è giusto cavalchi la cresta dell’onda, meritano ampiamente l’attenzione che attraggono. Bravi loro e la loro squadra di lavoro.

  • DD

    Si ma chi spiega a Giuseppe Furlan cosa è un CIO 🙂

  • Anonimo

    Per chi non lo avesse già fatto consiglio di visionare l’ultima eccezionale intervista all’ing. Attias
    https://www.youtube.com/watch?v=HIERyjne5K8

  • Angelo Conte

    Mi complimento con gli autori per questo lavoro egregio, davvero bravi. Un solo, piccolo appunto: la scarsa qualità delle immagini che, in alcuni punti, non si riescono a leggere bene. A parte ciò, Attias e Melchionda meritano tutto il mio apprezzamento.

  • Antonio P.

    Davvero un piccolo, grande capolavoro comunicativo. Immagini molto carine ed ironiche, tra l’altro legibilissime (basta fare click col mouse su di esse!). Attendo con ansia l’uscita dei quattro Rac-corti della seria. Complimenti a l’ing. Attias e alla sua squadra.

  • Mirko

    Lascio i miei più sentiti complimenti a Luca Attias e Michele Melchionda per la splendida iniziativa intrapresa. Questa nuova modalità comunicativa dimostra, nel suo piccolo, che innovazione è progresso.

    P.S.: Il sig. Giuseppe Furlan (leggi messaggio sottostante) farebbe bene ad informarsi, prima di esprimere giudizi avventati…

  • Gennaro Moretti

    Vi invito a cliccare col mouse sulle immagini per ingrandirle: sono davvero fantastiche! Bravi gli autori, davvero molto.

  • Enrico

    “Il potere dell’immagine, il linguaggio più antico del mondo, che permise anche agli uomini primitivi di comunicare tra loro e con i posteri, sta riacquistando i suoi diritti in una civiltà in cui l’iconografia e le tecnologie audiovisive hanno permesso di estendere l’informazione senza limiti di tempo e di spazio” (Gianna Marrone, “Leggere a fumetti”, 1999).

    L’immagine è, secondo la mia opinione, più avvincente di tante parole. Difatti, questa riesce a dare maggior corpo e spessore ai concetti, ha la capacità di comunicare alcuni particolari e sfumature che la parola non riuscirebbe a fare da sola. L’immagine crea una maggiore tensione emotiva e permette, a chi la osserva, di immergersi in un mondo magico, onirico, altrimenti irraggiungibile.

    Complimenti a Luca Attias e alla sua Squadra di lavoro.

  • Attilio Paolelli

    Solitamente gli illustratori si prefiggono un duplice obiettivo: da una parte, esporre i concetti in modo semplice e limpido, cercando di sottolineare il testo scritto nella maniera più coinvolgente ed accattivante. Dall’altra, lo scopo è puramente decorativo, come nel caso dei miniaturisti medievali e degli incisori cinquecenteschi. Riassumendo, quindi, l’immagine possiede tanto una funzione descrittiva, quanto decorativa. Il sagace utilizzo che ne fanno Luca Attias e Michele Melchionda è pieno, appassionante ed avvincente, sia da un punto di vista descrittivo, che decorativo. Bravissimi.

  • Perplesso

    Personalmente trovo questo prologo un tantino autocelebrativo… A parte le immagini (non particolarmente accattivanti), si possono leggere tante promesse ma (almeno finora) pochi contenuti.
    Nonostante questo, ritengo apprezzabile il tentativo di innovare la modalità di comunicazione ma, per esprimere un giudizio definitivo, attendo la pubblicazione del primo racconto.

  • Stefano P.M.

    Tutto ciò che ho visto e letto, qui, oggi, denota una gran passione, tanto coraggio e una profonda creatività. Il nostro Paese ha la necessità, direi piuttosto l’urgenza, che individui con queste caratteristiche possano guidarlo fuori dal guado.

  • Emma

    Caspita, mi sembra sia già stato detto tutto sull’argomento. Cosa aggiungere se non i miei più fervidi complimenti, a Luca Attias, a Michele Melchionda e a tutta la Squadra.

  • Cinzia Leone

    Occasione dopo occasione, Luca Attias ed il suo Team, hanno saputo carpire l’attenzione del loro pubblico; nel susseguirsi di interventi, con un utilizzo arguto, innovativo ed altamente creativo dell’immagine, hanno saputo dare maggiore spessore agli argomenti proposti ed hanno saputo renderli più interessanti alle orecchie della platea. Un uso dell’immagine quasi estremo, esasperato, che restituisce una qualità del prodotto finale sensibilmente più elevata, nel quale la parola e l’immagine si fondono in un abbraccio virtuoso, tramutando l’esposizione in un caleidoscopio di colori e sensazioni che ammaliano l’ascoltatore, o il lettore.

  • Gilberto

    Ma Alessandro Ruggiero è questo http://www.innovatv.it/video/3000436/alessandro-ruggiero/forum-pa-tra-etica-digitale-e-follia-fare-squadra-linnovazione guardatevelo se non lo avete fatto all’ultimo forum pa

  • Mir-Mar

    Nei lavori di Luca Attias, l’immagine diviene quasi un’illustrazione, come nella migliore tradizione degli albi per ragazzi, preservando, come in questi ultimi, tutto il suo potere iconico. Un uso magistrale dell’immagine, dunque, il cui valore simbolico spesso appare evidente solamente ad una successiva rilettura, rivelando in tal modo tutto il suo simbolismo, la sua ricchezza e la sua complessità. Personalmente, mi sono riletta due volte, sia l’articolo, che le immagini… Pardon, ILLUSTRAZIONI!

  • Vanessa M.

    Luca Attias ed il suo gruppo di lavoro riescono a donare delle suggestive rappresentazioni visive di ciò che il testo scritto lascia implicito, riescono, parimenti, a dare luce alle ombre della cultura italiana e ha donare sembianze allo sconforto dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Tutte attività, queste, che richiedono un profondo lavoro di ricerca e documentazione, nonché scelte intelligenti e di buon senso. I miei complimenti a tutta la Squadra Attias.

  • Gianni De Luca

    Semplicemente e decisamente mitici!

  • Il Zampa

    Provate a clickare sulle immagini e scoprirete che il prodotto è di una qualità ancora più eccellente di quanto si possa immaginare.

  • Paolo

    Mi dite come è possibile che a un evento come questo http://www.theinnovationgroup.it/eventi/digital-government-summit-2015/?type=0&extra_id=&lang=it non siano presenti i due autori dell’articolo?

  • Fiorenzo

    Prodotto di spessore qualitativo molto elevato, non c’è che dire. Rimango basito di fronte al fatto che gli articoli della coppia Attias-Melchionda non vengano pubblicati sulle maggiori testate giornalistiche nazionali. Misteri italiani…

  • GioSpoto

    Formare le persone, farle crescere attraverso la curiosità affinché possano contribuire al cambiamento. Bravi!
    (Sarà un caso ma ogni volta che la squadra della Corte dei Conti scrive su questa testata gli articoli si inondano di commenti.)

  • Anonimo

    Nei miei vagabondaggi notturni sul web (soffro di insonnia), sono stato attratto da questo articolo dalla mole preponderante di commenti che ha ottenuto rispetto agli altri. Bé, ho letto tutto molto attentamente e, pur non conoscendo gli autori dello stesso, mi sento di fare a loro i miei più sentiti complimenti, per il coraggio, per l’apporto innovativo e per l’ottimo gioco di squadra che hanno saputo mettere in campo. Pertanto, un plauso a Luca Attias, Michele Melchionda, Maurizio Piacitelli e Alessandro Ruggiero. Bravi tutti.

  • Pillo nero

    Non saprei come dirlo in una forma lessicale aulica, pertanto, mi esprimerò così come me la sento: ERA ORA! Si, era davvero ora che i signori burocrati, che i dirigenti, che gli esponenti di spicco della pubblica amministrazione italiana, imparassero ad esprimersi in modo chiaro ed intellegibile. I cittadini ne hanno il sacrosanto diritto. Basta con i soliti discorsi e proclami contorti, formali, incomprensibili. E devo anche sottolineare che questi due dirigenti (Attias e Melchionda) mi sembra siano andati molto oltre; facendo un uso innovativo ed attrattivo della comunicazione stessa; non solo chiari e diretti, ma, addirittura divertenti ed ironici! Ripeto: ERA ORA! Grazie davvero e complimenti a loro.

  • Carla Mannino

    Molto sinteticamente, mi sento di confermare ed evidenziare quanto è stato commentato finora: Luca Attias e Michele Melchionda hanno ben capito in che direzione sta andando il resto del mondo industrializzato…

  • Anonimo

    Voglio esprimere la mia personalissima opinione, in totale controtendenza rispetto al tripudio, quasi plebiscito, di entusiasmi e complimenti fin qui ricevuti dal signor Luca Attias e Michele Melchionda. Difatti, non capisco perché, se costoro hanno importanti concetti da esprimere, non li esplicitino in maniera chiara e semplice. In altri termini, perché ricorrere ad una forma comunicativa innovativa, perché inserire delle immagini contenenti degli insulsi pupazzetti, forse ritengono che il pubblico non riesca a comprendere i loro argomenti? Sinceramente non capisco e non intendo adeguarmi, mi spiace.

  • Marina

    Vi consiglio di cliccare sulle immagini per ingrandirle, sono fantastiche!

  • Arturo

    L’ultima slide fa veramente scompisciare ma veramente si tratta di un prodotto complessivamente molto curato.

  • Dubbioso

    Francamente ho la sensazione che i lettori stiano giudicando la bontà degli autori più che l’articolo in sè… quest’ultimo, a mio avviso, è abbastanza povero di contenuti, e semplicemente rimanda alla pubblicazione dei prossimi racconti.
    Infine non capisco tutto questo clamore per delle immagini che, oltre ad essere abbastanza slegate dal contesto, risultano appena decenti per chiunque abbia una minima dimestichezza con strumenti di grafica e fotoritocco.

  • Maurizio Forleo

    Dubbioso potresti per favore fare un click sopra una delle immagini?

  • Roberto

    Quella creata da Attias è una vera e propria “macchina da guerra” che confrontata con la fatiscenza dell’Agid e più in generale dell’azione del Governo sul digitale dovrebbe far riflettere tutti e per primi proprio Renzi e la Madia.

  • Anonimo

    Sono d’accordo con te Roberto. Ogni volta poi si aggiunge un pezzo alla macchina da guerra e questa volta il pezzo è Maurizio Piacitelli. Qualcuno sa chi è?

  • Dubbioso

    Maurizio Forleo: non crederà mica di essere l’unico ad aver capito che le immagini andavano cliccate per vederle a risoluzione naturale…?!
    Ciò nonostante, a mio avviso restano comunque di mediocre qualità e abbastanza fuori contesto.
    Non è che, perché uno ha detto una cosa giusta una volta nella vita, allora deve essere osannato qualsiasi cosa faccia o dica per il resto dei suoi giorni… o no?

  • Giorgia Di Giacomo

    “I libri non letti sono molto più preziosi di quelli letti. Una biblioteca dovrebbe contenere tutti i libri su argomenti sconosciuti che i nostri mezzi finanziari, le rate del mutuo e le difficoltà del mercato immobiliare ci consentono di acquistare” (Il cigno nero, Nassim Nicholas Taleb).

    Ebbene, questa nuova modalità comunicativa inaugurata da Luca Attias e Michele Melchionda, che per inciso a me piace moltissimo, dovrebbe far riflettere noi tutti sull’importanza di focalizzare la nostra attenzione ed il nostro interesse sulle cose che non si conoscono, piuttosto che su quelle che si sanno. Altrimenti corriamo solo il rischio di rimanere uguali a noi stessi, mentre il mondo intorno a noi inesorabilmente evolve. Innovazione è, definitivamente, progresso.

  • Paolo

    In effetti riuscire a stare dietro alla produzione della squadra di Attias non è da tutti e per di più in una Pubblica Amministrazione che per definizione non fa quasi nulla.

  • Nonno Gino

    “Il progresso è impossibile senza cambiamento, e coloro che non cambiano le proprie menti, non possono cambiare null’altro” (George Bernard Show). L’ing. Attias è decisamente un vero innovatore, lo ha dimostrato un’infinità di volte e questi “Rac-corti”, con la loro nuova formula comunicativa, ne rappresentano solo l’ennesima riprova.

  • Adrenalina

    A proposito della “macchina da guerra” di Luca Attias… se Alessandro Ruggiero è il malato immaginario… Maurizio Piacitelli chi è, il suo medico? C’è da augurarsi una risposta affermativa, perché, qualora anche lui fosse malato, ci sarebbe di che preoccuparsi, ma molto seriamente… hi hi hi… oggi Gummy Bears, domani…

  • NIR (Nuovo Impero Romano)

    Aho, sti Gummy Bears sono una mandrakata da niente! Ce l’avessi io ste idee in testa, avrei già trovato il modo di farci un bel po’ di quatrini e poi, che rimanevo ancora con mia moglie? Manco per sogno, fossi scemo, fatti i soldi la cannavo di brutto!

  • Rolando

    CAZZO MA AVETE FATTO CASO AL VOLO DELL’AEROPLANINO?

  • Carla

    Una spetto che mi piace molto dei lavori del gruppo della Corte dei conti è la contaminazione culturale. Letteratura, musica, cinema, storia, sport nulla viene trascurato e nulla è casuale. L’impressione è che ci vogliano dire “se questo Paese vule salvarsi non può farlo senza un salto di qualità morale e culturale”.

  • Fernanda

    A quando il volo del gabbiano?

  • M. Tani

    non diciamo baggianate non c’è solo la Corte dei conti sul digitale c’è anche, per esempio, mi viene in mente, sicuramente ………. in effetti a pensarci bene ci sono solo loro!

  • Tony S.

    In Italia, siamo quotidianamente alle prese con le emergenze, di tutti i tipi, anche quella economica. La spending review sta infliggendo pesanti tagli anche al settore scolastico, già in crisi di suo. Gli studi di tipo umanistico, artistico e, più in generale, creativo stanno capitolando a favore di abilità più tecniche e di conoscenze più pratiche e scientifiche. Così, mentre il mondo si fa più complesso e competitivo, gli strumenti per comprenderlo si fanno più poveri e rudimentali. Mentre l’innovazione richiede intelligenze flessibili, aperte e creative, l’istruzione ripiega su poche nozioni ormai stereotipate. E’, pertanto, necessario mantenere l’accesso ad una conoscenza che nutra la libertà di pensiero, la capacità di giudizio e di discernimento, nonché la forza dell’immaginazione. Queste sono tutte condizioni necessarie per un Paese che voglia allevare una cittadinanza matura, consapevole e responsabile. Nel lavoro di Luca Attias e della sua Squadra vedo un prodigarsi, con estrema passione e dedizione, affinché le coscienze sopite si risveglino. Il loro impegno ed i loro sforzi sono una vera e propria opera degna di menzione e merito. Grazie a tutti i componenti del Team di lavoro e allo stesso Luca.

  • Sara Bocchi

    Luca Attias, Michele Melchionda e tutta la loro squadra di lavoro dimostrano sempre una enorme flessibilità culturale, elasticità mentale, grande duttilità e polivalenza d’interessi. Conoscenze professionali, qualità artistiche, creatività ed originalità danno vita alla vera innovazione, che non è ostentata, né studiata a tavolino solo per stupire e ammaliare la platea, ma che si origina spontanea dal loro approccio al lavoro e, in genere, ai vari casi della vita. Questo significa essere veri innovatori, questo significa progresso, perché, come loro stessi asseriscono: innovazione è progresso!

  • Pupa

    Mi spiace, ma non sono mai stata brava con le parole, pertanto non scriverò un lungo e ben articolato commento. Voglio solo dire che questa formula comunicativa la trovo coinvolgente ed innovativa, mi entusiasma. Le immagini sono molto simpatiche ed ironiche, tra l’altro non mi ero accorta che, clickkandoci sopra, si ingrandissero, esplodendo in tutta la loro nitidezza e colori. Ho trovato tutto molto curato e ben fatto. Davvero bravi, complimenti a tutti.

  • Clotilde

    Mi scuso con voi tutti in anticipo, ma personalmente non vedo alcuna innovazione in tutto ciò; di cosa stiamo parlando: un breve testo, certamente ben scritto, ma nel quale non si dice granché, inframezzato da alcune immagini. Tutto molto curato, d’accordo, ma l’innovazione dov’è? Perché tanti commenti a riguardo?

  • Anonimo

    Luca Attias negli ultimi tempi ha scritto decine di articoli e rilasciato numerose interviste di cui questa incomprensibile credo sia l’ultima https://www.youtube.com/watch?v=HIERyjne5K8 mi spiegate quando cavolo lavora?

  • Roberta

    Ma se tutti considerano la Corte dei conti di gran lunga la struttura più efficiente della intera PA dal punto di vista informatico, si può sapere di cosa ti preoccupi.

  • Giorgio Magnoni

    Viviamo in un Paese libero, almeno questo è ciò che asserisce la nostra Costituzione, pertanto è giusto che ciascuno abbia ed esprima la propria opinione, ma esistono, secondo me, alcuni dati che possiamo a tutti gli effetti considerare oggettivi, quindi inoppugnabili ed incontrovertibili. Uno di questi è il fatto che Luca Attias e la sua Squadra di lavoro siano degli innovatori sani e genuini. Mi spiace per chi non la pensi in questi termini, ma ciò non credo possa essere oggetto di ulteriore discussione…

  • Simoncina

    A me l’idea piace veramente tanto.
    Complimenti a Michele Melchionda e alla sua squadra.

  • Mariella Iovine

    Luca Attias e il gruppo della Corte dei conti se non altro sono gli unici che riescono ad attirare un pò di attenzione sul digitale in Italia.

  • S. Lucci

    Scusate volevo sapere per qyuando è prevista l’uscita del volo del gabbiano.

  • Goffred

    Per quanto riguarda la teoria del cigno nero, apprendo che possiede tre caratteristiche:
    – è un evento isolato, che non rientra nel campo delle normali aspettative, perché niente nel passato può indicare in modo plausibile la sua possibilità.
    – contrariamente al flusso dei normali eventi, ha un impatto enorme.
    – nonostante il suo carattere di evento isolato, la natura ci spinge a elaborare a posteriori giustificazioni sulla sua comparsa per renderlo spiegabile e prevedibile.
    Commento nell’ordine, assumendo per default Attias & Melchionda come cigni neri:
    – il micidiale cocktail a base di inoperosità, ignoranza, cecità e arroganza, tessuto specifico di chi governa questo paese, non permette certo di pianificare qualcosa per un futuro a breve termine e costituisce l’ostacolo del prevenire;
    -l’impatto nel panorama del digitale italiano è stato veramente enorme ma, per quanto detto al punto precedente, è ancora ignorato, e anche ad arte;
    – in un paese dove siamo tutti allenatori di calcio, o esperti estemporanei dello specifico fatto che accade al momento, siamo altrettanto abili nell’elaborare giustificazioni a posteriori che trasudano spesso di invidia e mai di apprezzamento per un miglioramento.
    Però bisogna fare attenzione in quanto è sempre attivo il tentativo di arginare gli effetti positivi dei “cigni neri” ignorando l’avvenimento o addirittura strumentalizzarlo per renderlo negativo.
    I cigni neri ci mettono in guarda contro i pericoli di una illogica rigidità che non è attenta ai cambiamenti che stanno avvenendo intorno a noi. In questo caso quindi la definizione di “cigno nero” come un evento imprevedibile in grado di avere un impatto fortissimo, addirittura storico sulle nostre vite, si addice perfettamente a coloro che ci governano. Ovviamente in senso negativo, lo dico con tono ironico. E con dolore affermo che nessuno poteva prevedere quanto sta accadendo nel nostro paese da oltre venti anni che ha causato un gravissimo impatto storico ed economico sulle nostre vite.

    P.S.: anche la nuova edizione di Playboy senza donne nude può essere considerata come “cigno nero” ?

  • An cucciolo

    Bellissimo post Goffred!

  • Ennio

    Clickate sulla prima immagine e poi scorretele una dopo l’altra, l’effetto sarà quasi quello di un filmino con l’aeroplanino che compie la sua traiettoria.

  • Gianni Penzo Doria

    Quando la leggerezza incontra l’intelligenza significa che c’è lo zampino di Luca e di Michele. Trovo il pezzo geniale e non vedo l’ora di leggere gli altri 4 rac-conti cont-enitore annunciati!
    gpd

  • Alessandra C.

    Premetto che sono capitata su queste pagine web per errore, mi sono comunque voluta leggere l’articolo, perché, dopo essere stata attratta dalle immagini dei tre gummy bears, ho pensato che forse ne valesse la pena; ho fatto bene. Trovo questa nuova formula comunicativa piuttosto stimolante, ma anche coinvolgente; la mia attenzione è stata dapprima carpita, poi “tenuta in ostaggio”, tanto dal testo, quanto dalle illustrazioni. Il prodotto finale è di indiscussa qualità e denota, secondo me, il notevole spessore culturale degli autori (che per altro non conosco). Tornerò senz’altro a visitarvi in occasione del primo dei quattro racconti, ritengo ne valga la pena. Per il momento vi faccio i miei complimenti, a presto.

  • Fausto

    Tutte le persone che negli ultimi 5 Governi si sono occupate di digitale non smuovono un decimo di quello che smuove la squadra della Corte ddei conti. Caro Renzi forse sarebbe il caso di sfruttare questo potenziale.

  • Adri

    Per quei pochi che non l’avessero vista https://www.youtube.com/watch?v=HIERyjne5K8

  • Emanuele

    Ho letto questo bellissimo articolo, prima di tutto, l’idea di un nuovo modo di comunicazione piace, il secondo l’argomento trattato è di grande interesse.
    La storia del cigno non la sapevo, interessante gli spunti che vengono illustrati.
    Credo che queste due persone della Corte Dei Conti, hanno grande spessore professoinale che sarebbe importante avere persone simili anche in altri enti pubblici. La tecnologia è importanta ma anche una valida preparazione e loro hanno dimostrato tutto ciò. Complimenti e continuate così.

  • Una fan sfegatata

    L’autoironia è una delle qualità che apprezzo di più n un manager.

  • Laura Troccoli

    Spero che riusciate ad attirare finalmente l’attenzione dei grandi media. Effettivamente ce la state mettendo tutta e state realizzando dei prodotti straordinari e mai visti prima.

  • Gatto Pardo

    Semplicemente creativo, creativamente semplice.

  • Marika

    A chi ancora non fosse chiaro, consiglio di cliccare sulle immagini per espanderle, ne potrete godere tutta la semplicità, l’ironia e l’armonia dei colori. Per altro, se le farete scorrere velocemente potrete, parimenti, apprezzarne i giochi prospettici, offerti dai Gummy Bears e dall’aereo in volo. Provar per credere. Luca Attias e Michele Melchionda hanno davvero stupito, questa è comunicazione costruttiva e creativa, che attrae l’attenzione del pubblico e non annoia, su ciò non sussiste dubbio alcuno. Bravi.

  • CattivissimoMe

    E’ decisamente curioso, quasi imbarazzante dover constatare che, qualsiasi starnuto faccia Attias, c’è una pletora di gente che immediatamente grida al “miracolo”… Evidentemente questo paese ha un disperato bisogno di eroi, di leader capaci di incantare le masse, e che queste ultime sono come un gregge privo di qualsivoglia capacità di ragionamento e analisi critica della realtà… proprio come i Minions.
    Non metto in dubbio che Luca e i suoi collaboratori siano persone oneste e competenti, però qui si rischia davvero l’autoesaltazione di berlusconiana memoria!
    A me un simile fenomeno preoccupa almeno quanto le altre innumerevoli contraddizioni a cui la PA italiana ci ha tristemente abituato…

  • Luigi

    Ma voi li avete mai visti 80 commenti sotto un unico articolo?
    Non c’è dubbio che questi due spaccano

  • Benelli Giovanni
  • Un sostenitore

    Nel lavori della squadra della Corte dei conti c’è tutto quello che serve per impostare la digitalizzazione della PA italiana in modo corretto. Speriamo che prima o poi qualcuno se ne accorga. Intanto vedetevi anche questo
    http://www.innovatv.it/video/3000418/marianna-madia/forum-pa-tra-etica-digitale-e-follia-fare-squadra-linnovazione#.Vi3WmW4YH5Q

  • Miriam

    Capisco il tuo punto di vista ma devi anche riconoscere che questa cosa avviene SOLO per Luca Attias e la sua squadra. Non credo nell’uomo solo al comando anzi è una ipotesi che mi disturba ma riconosco che Attias è l’unico a dire la verità circa lo stato attuale del digitale italiano e che le sue proposte sono le uniche strategicamente sensate in questo momento.

  • Rolando

    “Non metto in dubbio che Luca e i suoi collaboratori siano persone oneste e competenti”
    ma secondo te nella PA persone che uniscono queste due caratteristiche oltre ad una unica capacità comunicativa quante altre ce ne sono?
    PS: non mi sembra che Attias abbia mai fatto stranuti
    PS2: credo che quasi tutti quelli che sostengono le tesi di Attias siano contro il culto della personalità

  • CattivissimoMe

    Iniziamo a sfatare qualche luogo comune: la PA è PIENA di persone oneste, competenti e (forse, non voglio peccare di presunzione) anche più capaci dei colleghi della CdC, il problema è che queste persone NON ricoprono posizioni di “comando” e dunque hanno poca o nessuna voce in capitolo.
    Ciò che dicono Attias & Co. è (semplicemente) frutto di (comune?) buon senso: pretendere uno Stato che funzioni – Scuola, Giustizia, ecc. – non mi sembra nè innovativo nè rivoluzionario, e il fatto che una maggiore efficienza ed efficacia passino per una buona digitalizzazione è una semplice constatazione.
    In questo paese, politici e decisori non ascoltano non certo perchè non capiscono, ma piuttosto perchè hanno interesse a mantenere una scarsa trasparenza (processi perfettamente tracciati = nessuna possibilità di speculazione)…
    Quindi la domanda che ci dovremmo porre è: l’attuale Governo (che fino ad ora non ha fatto quasi nulla sul tema, Madia in testa) ha davvero la volontà di cambiare lo status quo?
    O piuttosto mira a tenersi buoni i colleghi della CdC dandogli qualche contentino (tipo complimentarsi per le loro curiose performance artistiche al Forum PA)?
    E noialtri cittadini, cosa facciamo ogni giorno, nel nostro piccolo, per cambiare lo status quo?
    A me sembra che i più stiano perennemente affacciati alla finestra in attesa che arrivi l’ennesimo “salvatore della patria”… e di tanto in tanto si sfogano in forum come questo per sentirsi a posto con la propria coscienza (per quelli che ne hanno una).

  • CattivissimoMe

    … è questione di punti di vista.
    Personalmente concordo con la maggior parte delle affermazioni ma non mi piace la forma nè la modalità comunicativa (chi ha mai fatto il consulente nella vita ne sa qualcosa). In ogni caso non mi sembra ci sia nulla per cui gridare al “miracolo”…

  • Marì

    A proposito di “cose osservabili all’interno di una determinata struttura”….
    Lavoro in ambito I&T da oltre 30 anni e da oltre 40 coltivo l’hobby della fotografia. In tutti e due i settori quindi pratico l’osservazione, procedimento selettivo che si differenzia dal semplice guardare o vedere perché lo sguardo dell’osservatore è guidato dalle ipotesi che egli ha formulato e mira ad ottenere le informazioni rilevanti nel modo più accurato ed efficace.
    Di conseguenza l’osservazione non è di per sé obiettiva, nel senso di permettere una registrazione diretta e fedele della realtà, anzi è costantemente esposta al rischio della soggettività, della parzialità, e agli errori o distorsioni che ne derivano.
    L’osservazione diventa obiettiva soltanto nella misura in cui viene condotta secondo procedure controllate, cioè sistematiche, ripetibili e comunicabili. E soprattutto confrontabili.
    Ma in tutti e due i settori qualcosa può essere messo a fatto comune. Innanzitutto è possibile distinguere metodiche di osservazione diverse. Ciò significa che non esiste un metodo d’osservazione valido in assoluto ma esistono obiettivi di ricerca diversi cui corrispondono di volta in volta metodi più o meno appropriati.
    Come osservare ? Fotograficamente (ma anche in ambiente I&T) l’osservazione deve essere svolta eliminando contemporaneamente le possibilità di errore che potrebbero inficiare la validità e l’attendibilità delle osservazioni condotte. La letteratura ci sup-porta in questo caso: se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino (Robert Capa); bisogna ruotare a 360 gradi intorno al soggetto per memorizzarlo in diverse situazioni, di posa e di luce (come divulgato su qualsiasi manuale tecnico). In tutti i casi, comunque, la raccomandazione è quella di “entrare a far parte dello scenario” sinonimo di vicinanza e reale partecipazione al lavoro quoti-diano.
    Quando osservare ? Quanto dura e con quanta frequenza si osserva ? Anche qui non esiste una verità assoluta. L’esperienza mi adduce ad affermare che l’osservazione de-ve essere continua e costante perché il gruppo di lavoro è formato da persone, diverse fra loro per educazione, carattere, professionalità ed emotività. E in ambedue i casi il processo di osservazione richiede estrema rapidità al fine di elaborare e trarre le conclusioni.
    In ogni caso l’osservatore deve essere partecipante: è fondamentale trascorrere un periodo di familiarizzazione con persone e/o cose onde poter interagire e ricevere informazioni il più possibile spontanee.
    Ma non è facile conciliare una partecipazione autentica alla vita del gruppo con il di-stacco necessario per l’osservazione oggettiva dei fatti: la partecipazione emozionale è infatti inversamente proporzionale alla obiettività, che rimane il fine primo di un buon manager.

  • Ivano

    La PA è purtroppo anche piena di incompetenti, soprattutto sul digitale, che pensano di essere esperti e di disonesti (la cronanca quotidiana parla chiaro).
    Non credo che Attias dica delle banalità e soprattutto riscontro che certe cose le dice solo lui.

  • Nadia Pino

    Un dettaglio, neanche troppo trascurabile, mi balza alla mente, come un flash improvviso durante la lettura di questo prologo; si, ribadiamo il concetto, questo è solo il prologo, ancora nulla è stato scritto che abbia un vero spessore. Comunque, per quanto ho potuto vedere (immagini) e leggere (testo), il particolare più evidente è, secondo me, la semplicità. Una semplicità struggente che rende tutto molto piacevole, scorrevole e simpatico. In sintesi, semplicità che diviene sinonimo di attrattiva ed comprensibilità.

  • Nico PA 71

    Ci vuole coraggio, e tanto, soprattutto per un Direttore Generale della Corte dei conti. Uscirsene con dei “Rac-corti” che, almeno in parte, sono fumetti parlati da pupazzetti di gomma: i “gummy bears”, potrebbe voler dire vanificare il proprio tesoretto di credibilità: Onestamente parlando, chi di noi sarebbe disposto a farlo? Sebbene il risultato finale mi sembra fruibile, simpatico ed ironico, ammettiamolo pure, costui andrebbe comunque premiato, fosse solo per il coraggio, ancor prima che per gli eventuali contenuti. Del resto, ne sono convinto: Chi osa, vince!

  • Anonimo

    I gummi bers mi sembrano solo una cagata pazzesca!

  • Francy da Roma

    Forse non io a doverlo dire, ma nei molti commenti qui raggruppati, ne ho letti tanti (leggi: troppi) che contengono giudizi superficiali, ma soprattutto “taglienti” ai limiti della maleducazione, non ultimo quello sottostante, di “Anonimo”. Fermo restando che, secondo la mia modesta opinione, l’anonimato è di per sé sinonimo di cultura infima, vorrei puntualizzare che, indipendentemente dal nostro personale livello di gradimento nei confronti di questo articolo, ci dovrebbe essere un maggior rispetto per gli individui che lo hanno eseguito. Comunque, visto che mi ci trovo, a me è piaciuto molto.

  • Giocagiò

    Sono una scrittrice, da diversi anni pubblico storie per bambini e ragazzi con diverse case editrici. Ho osservato e letto con molta attenzione questo prologo (Il cigno nero) e, secondo il mio giudizio professionale, l’ho trovato potenzialmente molto interessante, intrigante, piuttosto coinvolgente. Le immagini sono divertenti e venate di una loro “follia”. Una “follia” pilotata dal buon senso e dalla creatività degli autori, che dimostrano un discreto potere di discernimento ed una scaltrezza comunicativa non indifferente. Nel complesso, mi sono divertita e, soprattutto, incuriosita. Pertanto, ritengo che gli obiettivi prefissi dagli autori siano stati pienamente centrati.

  • Guest

    Se clikkate su l’immagine, questa ha sume una grandezza più grande e molto più bella di prima. Provate pure voi.

  • l’unico vero Anonimo

    Ho sempre sostenuto che i fan del signor attias sono degli ignoranti ma tu li batti tutti.
    “ha sume” non lo avevo mai sentito
    CattivissimoMe sei un mito! uno dei pochissimi che ha il coraggio di dire che il signor attias è solo un ridicolo bluff.

  • Carlo

    Secondo me, Attias e Melchionda hanno fatto un bel lavoro, in termini assoluti, se poi, lo paragoniamo agli standards della pubblica amministrazione, il lavoro eseguito è indubbiamente di gran pregio.

  • Vanessa Paoli

    Questa formula comunicativa mi piace alquanto, mi riporta indietro nel tempo, a quando ero una bambina e rimanevo affascinata da quei grandi libri di favole pieni di illustrazioni grandi e bellissime. Ne ricordo i colori, il fascino, anche l’odore della stampa. Aver letto questo articolo, pardon prologo, mi ha riportata a quelle emozioni di tanti anni fa, ma ancora vivide nella mia memoria. Un sincero ringraziamento agli autori per l’idea decisamente innovativa.

  • Alessandro P.

    Lo voglio ammettere con molta onestà intellettuale; io non riesco a vedere nessuna innovazione. Il fatto che i testi scritti vengano accompagnati da immagini, più propriamente illustrazioni, è consuetudine ormai vecchia di secoli. Non fraintendetemi, ciò che ho letto e visto mi piace, non sto pertanto esprimendo un parere negativo, ma, per poter maturare una mia opinione, che sia piena e legittima, sull’operato di questi due dirigenti, voglio riservarmi il diritto di attendere la pubblicazione dei quattro “Rac-corti”, lì vedremo se gli argomenti hanno il giusto peso innovativo…

  • Maura_1964

    Mi rivolgo, in particolare, a coloro che, su queste pagine Internet, stanno alimentando solo polemiche, peraltro anche con modi maleducati, senza apportare alcun valore aggiunto. Il fatto che attualmente sono stati postati più di 100 contributi, ha già decretato il successo dei gummy bears e dei suoi autori. Eh, si, perché sulle pagine di Agenda Digitale una mole di commenti come questa si vede solo molto raramente. L’ultima volta era proprio in occasione di un altro articolo scritto sempre dalla coppia Attias-Melchionda, dal titolo: “E se provassimo a realizzare un “Reinventing Government” anche in Italia?”, pubblicata in data 20 novembre 2014, che ha raggiunto i 177 commenti. Questi dati dovrebbero far riflettere, invece di polemizzare!

  • Anonimo

    Nelle sue Metamorfosi, già Ovidio ci racconta del re Mida, il quale, in cambio di un favore reso al dio Dioniso, ottenne di poter scegliere la propria ricompensa. Il re, pertanto, ottenne il potere di mutare in oro qualsiasi cosa toccasse, cibo incluso. Presto, egli si rese amaramente conto che sarebbe stato condannato a morir di fame. Quindi, implorò il dio Dioniso affinché lo sgravasse dalla sua ricompensa, finché fu accontentato.

    In questa storiella la morale si intravede molto facilmente: la troppa cupidigia porta alla rovina. Ciò che intendo dire è che, secondo me, l’ingegner Luca Attias corre il rischio di rimanere vittima del suo stesso desiderio di innovare e farsi conoscere, stia ben attento, pertanto, a non esagerare!

  • Giovanni da Camerino

    Ho letto tutto con molta attenzione, commenti inclusi. Io ritengo che questa modalità comunicativa sia molto divertente e costruttiva, attrae e non annoia. Non solo, mi ha instillato una profonda curiosità per i prossimi appuntamenti, pardon “Rac-corti”. Faccio agli autori (Luca Attias e Michele Melchionda) i miei più sinceri complimenti.

  • Dario Propersi

    Un plauso ad Attias e a tutta la sua squadra di lavoro, questo articolo (prologo) mi è davvero piaciuto, denota un elevato spessore qualitativo e culturale.

  • Ada

    L’articolo è stato postato anche sul blog de Forum PA http://www.forumpa.it/expo-2014/quale-pa-per-unitalia-piu-semplice-e-piu-giusta/per-una-pa-attenta-alle-persone a cui consiglio di dare una occhiata.

  • Epifanio

    Le innovazioni non possono prescindere dal contesto nel quale si originano e nel quale si diffondono. Anzi, una condizione necessaria per la diffusione di un’innovazione consiste proprio nel fatto che essa venga percepita come vantaggiosa, oppure sicura. Pertanto, l’accettazione e la conseguente diffusione di un’innovazione sono processi che possiamo definire sociali, in cui le opinioni degli individui rivestono un ruolo decisamente fondamentale. A voler giudicare dalle opinioni delle persone che, qui, sono state scritte sotto forma di commenti, direi che la formula comunicativa presentata dai due dirigenti della Corte dei conti (Attias e Melchionda) può, a tutti gli effetti, essere considerata una vera e propria innovazione.

  • Giacomo Fiore

    “A tutti i folli. I solitari. I ribelli. Quelli che non si adattano. Quelli che non ci stanno. Quelli che sembrano sempre fuori luogo. Quelli che vedono le cose in modo differente. Quelli che non si adattano alle regole. E non hanno rispetto per lo status quo. Potete essere d’accordo con loro o non essere d’accordo. Li potete glorificare o diffamare. L’unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché cambiano le cose. Spingono la razza umana in avanti. E mentre qualcuno li considera dei folli, noi li consideriamo dei geni. Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero” (Steve Jobs).

  • Veronique

    I ragazzo della Corte dei conti scuotono le coscienze ed è ciò do cui c’è più bisogno nel nostro Paese.

  • Un curiosone

    Ma anche i seguenti articoli presenteranno delle immagini?

  • Osvaldo B.

    Nei prossimi articoli consiglio di scrivere esplicitamente di fare click sulle immagini per poter godere della qualità delle stesse.
    Mi complimento in ogni caso per la forma comunicativa veramente innovativa e accattivante e per l’ironia e l’umiltà con cui sempre approcciate le vostre performance.

  • Gino-P

    E’ vero, grazie Osvaldo per il consiglio. Le immagini sono cliccabili ed espandibili. Belle e simpatiche, direi, che rendono questa forma comunicativa di sicuro impatto ed attrattiva.

  • Loiacono

    Complessivamente a me piace molto. La formula comunicativa l’ho trovata dinamica e leggera; le immagini sono simpatiche ed ironiche, il testo scritto, sebbene sia solo un prologo, non è pesante. Il risultato finale è decisamente gradevole.

  • Gianni De Sanctis

    Non vogliatemene se interrompo questa bella vetrina di commenti positivi, quasi entusiastici. Non vi farò perdere tempo e verrò velocemente al punto. Questa nuova forma comunicativa, come è stata definita dagli autori, è sicuramente piacevole. Il mio unico, piccolo dubbio è sul fatto che forse sarà difficile mantenere tale freschezza, leggerezza ed ironia, anche laddove gli argomenti si faranno più complessi, sia a causa dei temi che verranno toccati, che per la conseguente lunghezza del testo scritto. Sono, pertanto, curioso di vedere come gli autori riusciranno a cavarsela nel prosieguo dei già annunciati “Rac-corti”. Per il momento, comunque, faccio i miei complimenti alla coppia Attias Melchionda.

  • Sonia_1974

    Si può essere d’accordo con Luca Attias e Michele Melchionda, oppure no, possono starci simpatici, oppure no, possiamo considerarli dei professionisti, oppure no, possiamo considerarli dei veri innovatori, oppure no… Ma, comunque sia, una sola cosa non è davvero possibile fare: far finta che non esistano!

  • Caterina

    Bravi, bravi, bravi. Bisogna sempre avere il coraggio di tentare nuove strade, bisogna incessantemente assumerci nuove responsabilità, se intendiamo progredire, sia come individui, sia come collettività. Rimanere seduti a “girarci i pollici” non porta da nessuna parte, l’azione è sempre preferibile alla stasi, sempre. Nuovamente bravi.

  • Monica_Cat

    Perdonatemi, l’innovazione dov’è? Credo che siano, ormai, diverse centinaia d’anni che la parola scritta si accompagna alle immagini. Pertanto, non vedo proprio alcuno spunto innovativo in tutto ciò. Intendiamoci, complessivamente è un lavoro molto ben fatto e gradevole, ma non certo innovativo!

  • Paolo Ruscio

    Monica_Cat, ritengo che la vera innovazione risieda proprio nel fatto che in questo spazio digitale si stia parlando de “Il cigno nero”, e dei suoi “effetti collaterali”, da una settimana a questa parte. Questo articolo ha collezionato circa 120 commenti; se non è innovazione questa…

  • Giordana

    Ragazzi, che forza! I commenti stanno, pian piano, divenendo la cosa più divertente da leggere, quasi più dell’articolo stesso… hi hi hi

  • Marina

    Luca Attias e la sua Squadra di lavoro non finiranno mai di stupirmi. Del resto, il loro bagaglio culturale è talmente ampio, che hanno argomenti a non finire. La loro creatività è tale, che riescono sempre ad offrire il messaggio che intendono divulgare in una modalità semplice, geniale e frizzante.

  • Adamo ’68

    Prendere parte ad un evento al quale partecipi anche Luca Attias e il suo gruppo di lavoro, che sia la pubblicazione di un articolo, ovvero uno spettacolo al convegno Forum PA, è come acquistare i biglietti per andare a vedere il Cirque du soleil; un poliedrico e colorato mondo tutto da scoprire!

  • Cinzio

    Noto con grandissimo piacere che lo stimolo (contenuto nel messaggio trasmesso) è stato concettualizzato (recepito e decodificato).
    Anche se in minima parte, ma è fisiologico, ha subito anche l’inevitabile distorsione di qualsiasi messaggio dovuta alle diverse esperienze singole che ognuno possiede, in termini di cultura personale e/o collettive (a causa della diversa cultura alla quale fa naturale riferimento).
    Come singoli individui siamo continuamente bersagliati da stimoli che provengono soprattutto dall’esterno del nostro organismo, intendendo una variazione dell’ambiente che per qualità e quantità sia in grado di essere percepita dai nostri organi sensori.
    Personalmente sono contento del mio bisogno di appartenenza che consiste, in riferimento a questo contesto, nella necessità di sentirsi parte di un gruppo, di confrontarmi e di cooperare con altri.
    Userei l’espressione “zoccolo duro” per indicare la base di questo movimento, di questo gruppo sociale confidando nella diffusione, nella crescita, che possa costituire la parte più fedele e più resistente a possibili mutamenti ed evoluzioni.
    E in questo gruppo, che sta diventando quantitativamente rilevante, la piattaforma sulla quale ci si confronta è senz’altro la qualità, che può essere intesa come caratteristica o come valore ed è un concetto relativo che, come tale, può essere definita in molteplici modi, proprio perché si compone di una parte fortemente oggettiva (ad esempio: gli aspetti tecnici che devono soddisfare le specifiche) ma anche di una parte assolutamente soggettiva (ad esempio: gli aspetti che devono soddisfare le aspettative e i desideri).
    Pirsig (per chi avesse letto “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”) sosteneva che definire la qualità in termini oggettivi non fosse affatto facile mentre è facile rilevarne la mancanza.
    Quando manca la qualità, infatti, ce ne accorgiamo subito.
    Ma ci accorgiamo anche ed immediatamente quando è presente.

  • Johnny Walker

    “Senza deviazione dalla norma, il progresso non è possibile.” FRANK ZAPPA

  • Norma Neri

    All you need is… innovation!

  • Rino

    A causa del grande successo l’articolo è stato pubblicato anche sul sito del Forum PA http://www.forumpa.it/il-cigno-nero-una-serie-dalla-corte-dei-conti
    a quando sul Corriere della sera? 🙂

  • Paperino

    Mi sento di poter dire che questa iniziativa sta riscuotendo un successo straordinario, forse addirittura insperato agli stessi Attias e Melchionda, felici fautori del progetto. Del resto, la straboccante mole di commenti è di per sé un sintomo decisamente evidente di ciò. Cos’altro aggiungere, se non i miei complimenti.

  • Michela Alfonsi

    Diciamocela chiaramente e fuori dai denti: tutti i prodotti made in “Squadra Attias” sono di spessore qualitativo elevato, non esiste concorrenza che possa reggere il confronto.

  • Anonimo

    Dovreste vergognarvi! Tutti, dagli autori del presente scritto ai vari personaggi che hanno collaborato a vario titolo, per finire con la Redazione di Agenda Digitale. Questi pupazzetti sono definitivamente indecenti e cozzano con qualsivoglia parvenza di decoro. Mi domando quale messaggio si intenda veicolare e che tipo di informazione si intenda fare. Siamo davvero scesi tanto in basso nel nostro beneamato Paese? Ci siamo forse dimenticati che l’Italia ha sempre brillato nel firmamento delle più grandi e blasonate nazioni industrializzate del mondo? Ci siamo dunque dimenticati della miriade di grandi artisti che hanno visto i loro natali nel nostro Paese e che ci hanno lasciato in eredità opere d’arte invidiateci dal mondo intero? Tutti costoro, grandi artisti del passato, rabbrividirebbero al cospetto di questi insulsi pupazzetti da strapazzo! Mi meraviglio di tanta scempiaggine! Orsù, chiedo che questo scritto, congiuntamente con le immagini, venga rimosso senza indugio da Internet!

  • Concetta

    Mi auguro che il commento sottostante sia uno scherzo, ovvero il commento di qualcuno che tenti di animare una polemica, perché, se così non fosse, in Italia saremmo davvero ridotti male, molto peggio di quanto potessi immaginare nei termini più pessimistici.

  • Il Varano

    Apprezzo tutto e ancora di più la scelta dei quattro argomenti da approfondire. Il cloud come primo punto mi sembra molto indicativo. Quasi tutti coloro che governano l’informatica della PA non sanno neppure cosa sia il cloud e ciò non è più possibile.

  • Mario De Rossi

    Gli individui che si celano dietro l’anonimato e che, grazie ad esso, si permettono di commettere le peggiori nefandezze, anche solo verbali, sono la vera calamità e la vera vergogna del nostro paese.

    P.S.: Viva i Gummy Bears, Viva l’innovazione, Viva il progresso!

  • Click Clack

    Sono particolarmente incuriosito dal primo dei quattro temi in programma: “Il volo del gabbiano”, ovvero il cloud computing. Sono parimenti incuriosito da cosa si intenda per nuvole bianche e nuvole nere in riferimento a tale tema. La curiosità cresce ancor di più quando, in tema di cloud computing, si tirano in ballo i gabbiani ed il loro volo che dalle scogliere conduce verso le acque del mare alla perenne ricerca di cibo. Per non parlare poi dei gummy bears, che ci azzeccheranno mai coi gabbiani e col cloud computing… Sana curiosità!

  • Amilcare Lo Russo

    Il cambiamento, l’innovazione ed il progresso sono tutti concetti che si declinano positivamente solo se nella società è in atto una trasformazione culturale e i cittadini hanno consapevolezza della stessa. Altrimenti, il cambiamento, l’innovazione ed il progresso, che i pochi cittadini avveduti proveranno a proporre, rimarranno una lontana chimera e le tante iniziative, come questa nuova forma comunicativa, rimarranno uno sforzo di quei pochi individui, i cui tentativi, per quanto appassionati, saranno vani ed inascoltati.

  • Sandro da Sabaudia

    Lettura gradevole ed immagini ironiche, mi piace. Tutta la composizione assume una posizione di equilibrio stabile tra cultura, creatività, innovazione, ironia ed armonia artistica. Un buon esempio di come, per attrarre ed innovare, non bisogna arrivare sulla luna. Più che altro, sono necessari ingredienti quali: buon senso, passione, creatività, semplicità e, ovviamente, competenze. Davvero bravi tutti, questa lettura ne è valsa la pena.

  • Osvaldo D.G.

    Ottimo risultato davvero. Questo articolo è la dimostrazione di come si può apportare innovazione con poco. Basta prefiggersi degli obiettivi chiari ed avere un piano d’azione che sia unitario e condiviso. Un ottimo risultato di squadra.

  • La Rocca

    Ma Alessandro Ruggiero non èsolo il malato immaginario, è anche l’autore di questo fantastico video https://www.youtube.com/watch?v=GdjcnZ3R2Bw

  • Scettico

    Direi che prima di gridare al miracolo sarebbe forse il caso di aspettare di vedere gli articoli, che secondo me probabilmente non vedremo mai. Ricordatevi che gli autori sono comunque italiani.

  • Paolo

    Non sono mai banali e hanno il coraggio di fare e soprattutto dire cose che nessun altro farebbe e direbbe. Il rammarico è che dopo tutti questi exploit restino ancora di nicchia mentre potrebbero veramente aiutare il Paese soprattutto influenzando le masse.

  • Elena da Genova

    Quello che consente a Melchionda e Attias di poter affrontare con modalità innovative argomenti legati alla digitalizzazione è la grande competenza che la quasi totalità di coloro che che per gli ultimi 20 anni se ne sono occupati non hanno minimamente.

  • Un ex grafico

    Non so chi dei quattro autori sia stato il grafico ma, da ex grafico professionale, voglio fargli i miei più sinceri complimenti per le tavole.

  • Alfredo Busi

    Almeno in parte, siamo tutti inadeguati a svolgere i tanti compiti che la vita del day-by-day ci propina, questo credo sia un dato di fatto inopinabile. Ritengo che l’importante sia non mollare e tentare di fare, sempre, in ogni circostanza, del proprio meglio. Insomma, tutto ciò che possiamo fare è cercare di tendere alla perfezione, pur sapendo che non si riuscirà mai neppure a sfiorarla. Ecco, penso che l’iniziativa di Luca Attias e Michele Melchionda vada proprio in questo senso; un lavoro che, seppur lontano dalla perfezione, denota una bontà qualitativa elevata, sintomatica dei genuini sforzi degli autori e, pertanto, meritevole del nostro più sincero plauso.

  • Luca Cosimo

    Le immagini sono espandibili, perché non lo scrivete da qualche parte? Io me ne sono accorto in maniera assolutamente rocambolesca, cioè per errore…

  • Giangiacomo D.S.

    Questa serie di “Rac-corti” si presenta con le potenzialità di un’esplosiva overdose di adrenalina, ricca di spunti riflessivi e cromatismi, tanto simpatici, quanto ironici, adatti a tutti i palati e non solo agli addetti ai lavori. Sicuramente, tutto ciò non è idoneo agli intransigenti tradizionalisti, né ai pavidi che nell’innovazione vedono solo il rischio. Luca Attias ci ha più volte dimostrato che la sua creatività è senza limiti, sembra cioè non avere né un principio, né, tanto meno, una fine. Attraverso il suo talento compositivo, e quello della sua squadra di lavoro, riesce a creare un’atmosfera familiare veramente avvolgente e stimolante, basata sulla semplicità e sulla simpatia. Ritengo che questa serie di “Rac-corti” possa rappresentare un bel viaggio fatto di nozioni tecnico-professionali, sorrisi e riflessioni, in grado di farci penetrare in un ambiente favoloso avviato verso l’ignoto, la cultura, l’innovazione ed il progresso. Un sincero ringraziamento agli autori ed al loro team.

  • Stefano R.

    “La creatività nasce quando la duplice passione per il mondo umanistico e il mondo scientifico si combina in una forte personalità” Steve Jobs.

  • Fernanda Bolla

    Il peggior nemico della creatività è il buon gusto (Pablo Picasso)

  • Silvia Neri

    La curiosità è decisamente frutto dell’intelligenza, sarà forse un caso che esiste un vecchio adagio che recita: la curiosità è donna? In realtà, è ovvio, la curiosità non conosce distinzioni di sesso, di razza, età, o religione. È semplicemente un istinto naturale che si manifesta sin dai primi mesi di vita in tutti gli esseri viventi. E guai se così non fosse. Tutti gli animali sono curiosi (gli esseri umani non fanno eccezione in questo), attraverso questo istinto sviluppano la loro intelligenza e le loro strategie di sopravvivenza.

    Il lavoro presentato da Luca Attias e Michele Melchionda, prima che innovativo, o culturale, o ironico, è un lavoro intelligente, perché ha avuto il grande pregio di aver stuzzicato la mia curiosità, il mio libero istintoalla scoperta delle emozioni, anche piccole, della vita.

  • Adelaide

    Questo progetto è decisamente degno di nota, tanti complimenti veramente. Del resto, dalla squadra di Luca Attias non mi sarei aspettata niente di diverso. Nulla di troppo circonvoluto, complicato, o contorto; piuttosto, semplicemente sofisticato. Già, perché lo spessore culturale degli autori è tale che, con leggerezza e briosa effervescenza, si possono permettere di trattare anche argomenti scabrosi (malcostume, malaffare, corruzione, incompetenza manageriale, ecc.), nonché quelli più propriamente tecnici. Nuovamente bravi e complimenti.

  • Monica

    Di solito, quando un individuo raggiunge un traguardo importante nella vita ed ottiene una cosa che per lui è davvero “grande” e davvero “bella”, poi, cambia. Solitamente in peggio. Tanto tempo fa, Luca Attias era un emerito “signor nessuno”, oggi è uno stimato Direttore Generale della Corte dei conti, eppure, ha saputo mantenersi inalterato anche dopo aver conseguito il suo “paradiso”. L’umiltà, la semplicità, la passione, la dedizione e la costanza sono le medesime; quelle che hanno caratterizzato i suoi inizi. Conseguentemente a ciò, i risultati non potevano mancare.

  • Gennarino, uomo qualunque

    Non ritengo essere un superuomo, non ritengo essere uno scienziato, sono un uomo qualunque, uno che ama lavorare e fare del proprio meglio. Sono animato più dalla passione, che dal mero senso del dovere. Seguo l’opera meritoria dell’ingegnere da anni ormai ed ogni volta che mi confronto con un suo lavoro il pensiero fisso, costante, martellante, è sempre lo stesso: voglio lavorare con lui e con la sua squadra!

  • Utente

    Le immagini insulse sono futilità che lasciano il tempo che trovano. Inoppugnabile, ma, in questo caso, siamo andati ben oltre. Queste immagini sono, secondo la mia modesta opinione, indecorose al punto di divenir volgari, un inaccettabile insulto all’intelligenza del lettore. Questi “Gummy Bears” (l’uso intenzionale delle lettere maiuscole è per mera derisione!) avviliscono la nobiltà della parola e, al pari, avvizziscono irrimediabilmente lo spessore qualitativo degli argomenti. Per favore, non venitemi poi a raccontare che tali pupazzetti da strapazzo possano, in alcun modo, rappresentare un caso illustrativo, perché mi fareste sorridere. Da che mondo è mondo, le illustrazioni valorizzano il testo scritto e ne evidenziano le peculiarità che l’autore intende portare all’attenzione del suo pubblico. Ovviamente, non è questo il caso. Gli illustratori son dotati di qualità professionali che qui non scorgo davvero. Con questo misero “lavoretto” state facendo rivoltare Emanuele Luzzati nella tomba. Secondo me, queste immagini sono vere e proprie amenità, più vicine agli attori circensi, che alla Magistratura della Corte dei conti!

  • Giosuè

    Il commento di Utente mi fa pensare che anche questa volta Attias e Melchionda abbiano fatto centro e che il lavoro sia piaciuto tantissimo (loro malgrado) anche ai loro detrattori.

  • Anonimo

    Pur ritenendo lecite e anche utili le critiche, alcune le trovo pretestuose e qualunquistiche. Mi sembra che ci siano persone che sono animate da un livore o da una invidia personale perchè altrimenti non si capirebbe perchè leggano articoli o interviste di qualcuno che comunque non stimano?!
    La stragrande maggioranza dei lettori per fortuna va in rete a cercarsi gli articoli e le interviste della squadra della Corte dei conti e poi trae onestamente le proprie conclusioni.

  • Pier Maria

    Per apprezzare fino in fondo questo lavoro ci vuole intelligenza, ironia e competenza digitale.

  • Giò

    Forse hai ragione tu ma io pur non avendo tutte le caratteristiche da te elencate lo apprezzo moltissimo 🙂

  • Giovanni G

    Comprendo sia le critiche positive, che quelle negative, la maleducazione, l’invidia e gli attacchi personali, invece no, non li capisco affatto. In particolare, faccio riferimento al commento brutale e tagliente di “Utente”, poco sotto. In generale, ritengo che le persone in questione (Luca Attias e Michele Melchionda) stiano facendo un buon lavoro, ma questa è una mia opinione personale e me la tengo stretta. Almeno, dico io, bisognerebbe apprezzare il tentativo di apportare novità ed innovazione in un panorama, quello italiano, asfittico, paludoso, burocratico, polemico e fin troppo tradizionalista. I “pupazzetti da strapazzo”, come sono stati definiti, possono non piacere, ovvio, ma il tentativo va apprezzato, anzi, molto di più; va valorizzato.

  • Nadia

    Immagini meravigliosamente espandibili, non lo avevo notato. Perché non lo avete scritto da qualche parte… ?!?!

  • Varesina

    Per poter comprendere un’innovazione, per quanto “piccina” essa possa essere, ci voglio degli strumenti atti allo scopo: buon senso, intelligenza, cultura e competenze. E questo rappresenta solo il primo passo: la comprensione. Figuriamoci poi, il saperla apprezzare, ovvero soppesare e valutare…

  • Mar. Mar.

    L’innovazione è il motore primario ed abilitante della crescita culturale, sociale ed anche economica. Non solo per la collettività, ma anche per il singolo individuo che, in seno alla comunità, vive la sua esistenza. Ovviamente nessuno può pretendere da questo articolo e da questa forma comunicativa alcunché di estremo, ma anch’essa, nel suo ristretto ambito, può essere considerata innovazione e, conseguentemente, apportare un valore aggiunto che sia sano e virtuoso in termini assoluti. Il tentativo di questi due dirigenti della Corte dei conti è encomiabile ed il risultato finale decisamente godibile e simpatico.

  • Little John

    Partiamo dai fondamentali, cioè dal concetto di innovazione che, secondo me, può essere sinteticamente definito con due parole: coraggio e fatica. Tanto coraggio e tanta fatica, eh già. Difatti, per portare all’attenzione del pubblico un’innovazione bisogna sapersi mettere in gioco, occorre cioè fare qualcosina in più, l’ordinario non basta. Ben sapendo che, nel cercare di fare qualcosa di nuovo, si corre solo il rischio di veder depauperata la propria credibilità. Per di più, poi, c’è la fatica, si, perché non basta avere l’intuizione, ci vogliono anche le energie e la capacità per mettere in campo la brillante idea che abbiamo avuto, per trasformarla in qualcosa di reale ed utilizzabile: un prodotto o un servizio, ecc. Pertanto, riassumendo la mia linea di pensiero; cominciamo con l’apprezzare il lavoro svolto da questi due dirigenti della Corte dei conti, perché, indipendentemente dal nostro grado di gradimento, tale lavoro è costato coraggio e fatica, entrambi fattori degni del nostro rispetto.

  • Fata Morgana

    Da quanto stiamo scrivendo, ormai da giorni, ne scaturisce che l’innovazione fa riferimento più alle persone, che non alle organizzazioni. Ovvio, decisamente si, l’innovazione la fanno le persone. Luca Attias e Michele Melchionda ne sono una valente esempio.

  • Nadia Silvestri

    Devo ammettere che sono partita un po’ prevenuta, l’idea di leggere un articolo con delle immagini alquanto “strane”, non mi allettava granché. Invece, lo ammetto, il risultato finale è stato del tutto inaspettato; fruibile, leggero, ironico e simpatico. Luca Attias e Michele Melchionda, come loro solito, sono riusciti a stupirmi, d’altra parte la passione e l’entusiasmo che mettono in tutto ciò che fanno non possiede alcun termine di paragone. Peccato, ce ne fossero di dirigenti come loro, forse, in Italia staremmo tutti meglio.

  • Giorgione

    Cortesemente, potete comunicare quale sarà il calendario di pubblicazione dei quattro “Rac-corti”? Anticipatamente grazie.

  • Monia

    Questi gummy bears sono uno spasso, mi piacciono a non finire, che tenerezza! Li trovo adatti ad esprimere il nuovo approccio, perturbante, rivoluzionario, sovversivo, che Luca e Michele hanno voluto inaugurare. Bellissimi, questi tesorucci di gomma!

  • Antonio Cataldo

    Saper affrontare le emergenze con distacco, ironia, leggerezza ed ottimismo non significa fregarsene, non significa deridere chi sta soffrendo, né sottovalutare la portata del problema. Significa piuttosto avere buon senso, coraggio e passione. Significa avere l’atteggiamento più corretto e propositivo; il miglior presupposto per poter affrontare ed abbattere gli ostacoli che la vita ci sbatte in faccia tutti i sacrosanti giorni.

    I “Gummy Bears” sono il nulla, forse anche peggio. Minuscoli, insignificanti, ai limiti dell’indecenza, sono insulsi, sono pupazzetti stupidi. Scagliati con violenza contro un eventuale nemico, non credo possano aggiungere alcunché ai fini della vittoria finale. Tutto vero, ma essi sono molto, molto, molto di più. I “Gummy Bears” sono meravigliosi strumenti nelle mani di chi li ha creati. Essi possono strappare un sorriso, anche solo un commento, forse una parolaccia, possono stimolare, perturbare, in breve, possono attrarre l’attenzione dei tanti “distratti” in circolazione. In questo, possono quindi dare un contributo, nella speranza che, chi solitamente trascorre la vita a “guardarsi l’ombelico”, venga invogliato a fare qualcosa, anche un solo passo, un primissimo passo, in una qualunque direzione. Benvenuti “Gummy Bears”.

    Bè, non voglio apparire come una moderna Cassandra, no di certo, ma sono convinto che, un giorno molto lontano da oggi, tutti noi ci stupiremo di vedere i “Gummy Bears” sulla prima pagina de “Il messaggero”, chissà…

    Attendendo quel fausto giorno, il mio plauso, anzi, la mia personale standing ovation, va agli autori (Luca Attias e Michele Melchionda) per la meravigliosa opera che nel quotidiano svolgono a beneficio di tutta la comunità. Grazie “Gummy Bears”.

  • Alessio

    Tutto ciò che fanno questi due dirigenti della Corte dei conti, assume valore. Sarà forse un caso? No, non credo proprio e immagino non lo crediate neanche voi. Tutti gli altri, burocrati e parrucconi vari, che non riescono a tenere il loro passo, invece di rodersi inutilmente il fegato, di osteggiarli, di deriderli, per poi agire nell’oscurità dell’anonimato con la bile che gli trabocca, postando commenti al gusto di vetriolo per lenire il dolore del loro orgoglio ferito, ebbene, costoro farebbero meglio (molto meglio!) ad imitarli, ad imparar qualcosa dai medesimi. Come dire, se non possono sconfiggerli (perché tanto non ci riescono, no matter what!), diamine, almeno siano scaltri e provino a farseli amici!

  • Ele

    Vorrei saperne di più su questo Maurizio Piacitelli è l’unico autore sconosciuto.

  • A. Tonon

    Se andate sul sito del Forum PA http://www.forumpa.it/il-cigno-nero-una-serie-dalla-corte-dei-conti dove questo articolo è stato ripubblicato vi accorgerete che già ci sono quasi una cinquantina di commenti molto interessanti e che al momento si tratta dell’articlo di maggior successo del portale del Forum.

  • Irene

    Qualcuno mi dimostri che esiste qualcosa di simile in giro. La capacità di attirare l’attenzione unita a contenuti derivanti da una altissima competenza rende il prodotto unico nel suo genere.

  • Aldo da Firenze

    Questi due dirigenti spaccano! Magari ce ne fossero in giro di competenti e creativi come loro! Complimenti!

  • Tonino

    Sono rimasto sinceramente sorpreso, ma anche perplesso, nel veder pubblicato l’ennesimo articolo a firma di Luca Attias. Mi spiego, non che io ignorassi il fatto che quest’ultimo scriva articoli, no di certo, piuttosto, che li pubblicasse in questa sede (Agenda Digitale), perché, in considerazione del grande successo della sua Community e dei suoi blog su Forum PA, ritenevo li volesse veder pubblicati soli lì. Del resto, la stima professionale, intercorrente tra Luca Attias e Carlo Mochi Sismondi, è evidente. Va bè, mie riflessioni…

    P.S.: Ogni commento sulla bontà qualitativa dei prodotti dell’Ingegnere, e della sua Squadra di lavoro, è assolutamente superfluo. Davvero bravi.

  • Maria_F

    A proposito di sorprese, non mi ero resa conto che le immagini si posso ingrandire… bastava fare un semplice “click” su di esse col muose… hi hi hi, che tonta!

  • Stefano il tamarro

    Voglio riprendere (modificare leggermente) il bel commento postato poco sotto da Antonio Cataldo:

    ‘I “Gummy Bears” sono il nulla, forse anche peggio. Minuscoli, insignificanti, ai limiti dell’indecenza, sono insulsi, sono pupazzetti stupidi. Scagliati con violenza contro un eventuale nemico, non credo possano aggiungere alcunché ai fini della vittoria finale’.

    Ecco, io chiuderei semplicemente così!

  • Mandarinetto Isolabella

    Ne ho letti tanti di commenti, soprattutto positivi ed entusiastici. Oggi, vorrei dare anche il mio piccolo contributo, mettendo il segno di spunta su: “Pollice su”, “Accetta”, “Mi piace”

  • Armando

    Questa nuova forma comunicativa mi convince; nella sua semplicità ed ironia si cela un elevato spessore culturale. Del resto Luca Attias ed il suo gruppo di lavoro ci hanno abituato male, direi quasi viziati…

  • Un fornitore tra tanti

    Stimo moltissimo l’ingegner Attias, che ho la fortuna di conoscere da diversi anni; non esprimerò alcun giudizio in merito al suo lavoro, qui pubblicato, solo perché si potrebbe pensare che io non riesca ad essere in nessun modo obiettivo. Ciò che intendo invece puntualizzare è che gli individui come lui, mossi da una sana e genuina passione per la “Cosa comune” e per il bene della comunità di cui fanno parte, anziché essere osteggiati, andrebbero messi nelle migliori condizioni di operare. Individui come lui rappresentano, difatti, la speranza della svolta etica, la speranza del mutamento culturale, una speranza concreta per noi tutti e per il futuro del nostro stesso Paese.

  • Michela M.

    Quando i presupposti con i quali si fanno le cose sono eticamente sani e virtuosi, i risultati non tardano ad arrivare.

  • Andreina
  • Giacomino

    Secondo voi esiste un limite all’indecenza? Vi sembra normale che due dirigenti della Corte dei conti, invece di essere produttivi e cercare di dare una mano per risolvere la crisi economica in atto, si mettano a giocare con gli orsetti di gomma? Secondo voi, lo hanno capito che il loro stipendio viene pagato dalle nostre tasse e che noi ci siamo rotti le palle di lavorare anche per chi passa le giornate a giocare? Davvero incredibile, poniamo un limite all’indecenza, per cortesia!

  • Mario

    Intollerabile il qualunquismo becero, forse stucchevole anche l’esaltazione eccessiva.
    Si tratta comunque di un buon prodotto che stimola la curiosità e l’attesa per i successivi articoli.

  • Roberto – M.

    In termini generali il prodotto mi sembra sicuramente simpatico. Più che altro è da sottolineare positivamente il fatto che in questo covo di burocrati e perditempo (che in gergo definiamo pubblica amministrazione) qualcuno si prenda la briga di dare un contributo innovativo. Il tentativo è meritevole indipendentemente dal risultato.

  • Minnie Minoprio

    As far as I’m concerned, the outcome is excellent! A real good job!

  • Elisabetta

    Visto che avete utilizzato i minions segnalo che aa fatto notizia nei mesi scorsi la “proclamazione” di 8000 Digital Champion (in realtà solo 1500 nominati) nei vari comuni italiani designati – sotto il coordinamento del Digital Champion nazionale, Riccardo Luna – allo scopo di agevolare e incrementare la diffusione della digitalizzazione nella PA italiana. Ma nel difficoltoso percorso verso il digitale la nostra PA ha bisogno di bravi comunicatori (di cui pure la necessità c’è) o di esperti preparati sulle delicate questioni del digitale e sulle loro sfaccettature legali e tecniche? Ci servono, in sostanza, dei Digital Champion o dei Digital Minion? Sulla necessaria divisione di competenze tra le varie figure coinvolte nel cambiamento digitale riflette spesso l’avv. Andrea Lisi e tutta ANORC.
    In rete trovate vari contributi sulla vicenda.

  • Kubo

    Sono decisamente incuriosito dalle capacità professionali e dalla creatività che Luca e Michele sapranno mettere in campo, del resto, la loro iniziativa non è cosa da poco; cercare di dare una risposta a tutte le domande che si sono poste in questo prologo, congiuntamente alla nuova forma comunicativa, rendono il loro progetto un bell’esempio di cigno nero, che può risultare repentino, traumatico, unico nel suo genere e dal forte impatto, tanto in termini positivi, quanto negativi. Un bel coraggio davvero, e di ciò bisogna dargliene atto, ma, per i complimenti attendo il primo “Rac-corto”…

  • Bambina

    Oggi è domenica, il giorno del gioco, il giorno in cui il connubio tra Minions e Gummy Bears fa tornare gli adulti dei bambini, ed è una bellissima sensazione. Un sincero ringraziamento agli autori per il tentativo coraggioso e, definitivamente, sferzante.

  • Guido Crosetto

    Sono vento a conoscenza dell’articolo solo per il tramite di un amico, mi potreste dare indicazioni su come fare a sapere quando usciranno fgli altri contributi?
    grazie per l’attenzione

  • Anonimo

    La storia la conosciamo tutti. Una giovane, dolce e pura, prigioniera nel corpo di un cigno, desidera la libertà, ma solo il vero amore spezzerà l’incantesimo. Il suo sogno sta per realizzarsi grazie a un principe. Ma… prima che lui le dichiari il suo amore, la gemella invidiosa, il cigno nero, lo inganna e lo seduce. Devastata, il cigno bianco si getta da un dirupo e si uccide e nella morte ritrova la libertà.

  • Angelo

    Ho visto che alcuni, forse ingannati da quello che succede presso altre testate (penso al Forum PA) scrivono domande come se esistesse una redazione che in questo caso non credo esista.

  • Cosima

    Questa forma comunicativa merita attenzione, lo meritano anche gli argomenti che i due dirigenti intendono trattare, il tutto si fa, dunque, molto interessante, e non è poco. Nell’attesa che venga pubblicato il primo dei “Rac-corti”, perché non ci divertiamo a trovare dei nomi ai tre gummy bears, vi andrebbe?

  • Fernanda G.

    Tutto si può dire ma non che non stimolino la discussione.

  • Rom

    Che ne dite di Azure, Green e Brown?

  • 2 marroni

    In Italia si vive costantemente in un contesto di problemi soffocanti (scuola, sanità, giustizia, previdenza sociale, devo continuare?) che rendono la vita del cittadino un vero percorso ad ostacoli (magari! Molto peggio in realtà: un campo minato!) Ma non è finita qui, già, perché oltre al danno, è in agguato anche quest’altra beffa: Attias e Melchiona (magistrati della Corte dei conti!) che alla faccia di noi tutti giocano con gli orsetti gommosi della Haribo. Giusto, corretto dico io, sosteniamoli anche in questa bella iniziativa e cerchiamo dei nomi carini e simpatici per queste tre caramelline, che so: “Prendilo”, “Ciuccialo”, “Ingoialo”, possono andare? Beati loro, anime innocenti, candide e pie, che non hanno altri pensieri per la testa!

  • Serena

    Mi auguro che l’ultimo volgare post venga censurato.

  • Michael

    Il commento di “2 marroni” è volgare, sia sotto il profilo lessicale, che culturale. Soprattutto culturale. Se il tentativo di Luca e Michele (Dirigenti, non Magistrati!) di proporre all’opinione pubblica alcuni importanti concetti sul digitale attraverso una nuova forma di comunicazione, viene semplificato e tradotto in: “Attias e Melchiona (magistrati della Corte dei conti!) che alla faccia di noi tutti giocano con gli orsetti gommosi della Haribo”, bé, allora direi che proprio in questo risiede la vera e profonda volgarità del suo commento.

    P.S.: L’iniziativa di Cosima, che voleva trovare dei nomignoli ai tre Gummy Bears, mi sembra decisamente carina e percorribile. Personalmente propongo: Ping, Pong e Pang (i tre ministri del regno “da favola” di Turandot).

  • Alfred

    Io riprenderei i nomi dei tre minions Stuart, Bob e Kevin quindi li chiamerei Stuart Bear, Bob Bear e Kevin Bear.
    Che ne dite?

  • G. Sabatini

    Se l’obiettivo era anche quello di attirare l’attenzione su certi temi mi sembra che sia stato raggiunto alla grande.

  • Anonimo

    L’attenzione che Luca e Michele in questi anni hanno dato al cloud computing merita un grande plauso.
    Attendo con curiosità il prossimo capitolo della saga e spero che riuscirà ad attirare l’attenzione di quanti non hanno finora avvicinato questo argomento.

  • Gennaro Esposito

    I nomi che propongo per i gummy bears sono: “Veni”, “Vidi”, “Vici”. Questo mia iniziativa intende essere un omaggio alla professionalità e alla creatività degli autori (Attias e Melchionda) che, come valenti condottieri delle “Legioni della PA”, si scagliano valorosamente contro il malcostume e il malaffare, contro i burocrati e gli incompetenti, contro i raccomandati e i corrotti.
    Secondo la tradizione “veni, vidi, vici” è la frase con la quale Gaio Giulio Cesare annunciò la straordinaria vittoria riportata su Farnace II, re del Ponto, ne dà notizia Plutarco: «Subito marciò contro di lui con tre legioni e dopo una gran battaglia presso Zela lo fece fuggire dal Ponto e distrusse totalmente il suo esercito. Nell’annunziare a Roma la straordinaria rapidità di questa spedizione, scrisse al suo amico Mazio tre sole parole: “Veni, vidi, vici”» (Vite Parallele – Alessandro e Cesare).

  • Giusy Nespola

    “Si educa molto con quello che si dice, ancor più con quello che si fa, molto più con quel che si è” (Ignazio di Antiochia)

  • Poenitentiam agite

    Sono originaria della città di Palermo. All’interno del Palazzo dei Normanni, costruito nella parte elevata e più antica della città, si trova una delle chiese più affascinanti e suggestive del mondo: la Cappella Palatina, voluta da Ruggero II d’Altavilla, il primo re normanno di Sicilia. Al suo interno, nella cupola, ci sono dei mosaici magnificenti che, se non avete mai visto, vi invito a visitare, tra i quali quelli dei sette arcangeli, con tanto di nomi, motti ed attributi, secondo la tradizione bizantina prima e cattolica poi.

    Per i gummy bears ho scelto i seguenti nomi:

    “Michael” (paratus ad animas suscipiendas) che calpesta il drago e impugna una spada fiammeggiante;
    “Gabriel” (Spiritus Sanctus superveniet in te) con fiaccola e specchio di diaspro;
    “Raphael” (viatores comitor, infirmos medico) con vasetto di medicinali.

  • Grande capo ESTIQAATSI

    I gammibers? ESTIQAATSI… pensa che gammibers molto carini davvero!

    Cosa dire poi di nuova forma comunicativa? ESTIQAATSI… pensa che nuova forma comunicativa di Luca Attias e Michele Melchionda molto innovativa e consiglia fare tanti altri esperimenti ancora, e ancora, e ancora…

    Infine, per i nomi dei gammibers, ESTIQAATSI… pensa che cosa giusta dare nomi e propone: “ESTI”-“QAA”-“TSI”…

  • gori_77

    La scelta dei quattro argomenti mi pare azzeccatissima come mi sembra centrato partire dal cloud computing. Apprezzo il tentativo che da anni state facendo di far entrare certi termini e argomenti nelle case degli italiani.

  • Anonimi

    Vedrete che come al solito non manterranno le promesse e il prologo non sarà seguito da nessun articolo, siamo in Italia, o no.

  • Giuseppe T.

    Per i Gammy Bers ho pensato ai nomi dei più importanti autori di tragedie della Grecia antica: Eschilo, Sofocle ed Euripide. Ho scelto questi nomi perché nella tragedia greca riscontro due elementi che sono parimenti caratteristici anche dei lavori di Luca Attias e Michele Melchionda. Il primo è sotto il punto di vista comunicativo, difatti la tragedia sviluppa una forma del tutto innovativa, dove il mito, ovvero la parola, o racconto, si fonde con l’azione, cioè con la rappresentazione diretta. Il secondo è la marcata valenza sociale che l’antica tragedia greca aveva per gli abitanti della città di Atene.

  • Stefania

    W i gummy bears, spero che siano protagonisti anche dei prossimi episodi. Ottima la scelta di parlare del cloud.

  • Anonimo
  • Giacomino

    Come al solito gli impegni non sono stati mantenuti e al prologo non è seguito nessun articolo, proprio quello che mi aspettavo.

  • Fulvia

    Progetto portato a termine nei tempi convenuti e con risultati brillanti!

  • Piero

    Questi articoli erano eccezionali, sicuramente tra i migliori pubblicati da Agenda Digitale e FPA, non capisco perchè vi siate fatti sottrarre gli autori da Key4biz https://www.key4biz.it/cittadini-attivi-ken-loach-cita-maslow-mentre-cerca-una-pa-fondata-sullumanita/177554/

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