il progetto aI for ALL

Intelligenza Artificiale in Canada, investimenti e obiettivi fino al 2034



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Il progetto AI for All punta a rafforzare il ruolo del Canada nell’Intelligenza Artificiale attraverso infrastrutture sovrane, fondi per startup e ricerca, formazione diffusa e cooperazione internazionale. Restano però critiche su tutele normative, fiducia dei cittadini e impatto ambientale

Pubblicato il 4 ago 2026



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Il Governo canadese ha rotto gli indugi e lo scorso 4 giugno 2026 ha presentato il progetto AI for All. Non una sola norma, ma un insieme di provvedimenti, nazionali e locali, per un progetto ambizioso con tre scopi: utilizzare l’Intelligenza Artificiale per spingere l’economia canadese; diminuire progressivamente la dipendenza dalle big tech per favorire una sovranità nazionale in materia di IA; stimolare la compartecipazione dei cittadini e di tutte le istituzioni in questo cammino con il desiderio di non lasciare indietro nessuno.

Un progetto quinquennale che però su alcuni aspetti pone il traguardo al 2034.

Il Canada, storicamente, è sempre stato un Paese con un interesse forte verso le nuove tecnologie e con una vocazione alla ricerca, ma in molti hanno sottolineato nel tempo una certa difficoltà a raccogliere i frutti di questo sforzo. L’iniziativa mira a tradurre il primato accademico e scientifico del Canada nella ricerca sull’intelligenza artificiale in benefici commerciali concreti, possibilmente a lungo termine. Questo progetto dovrebbe, dunque, nelle intenzioni del governo canadese, coordinare gli impulsi economici e creare una sinergia positiva.

Gli obiettivi economici e occupazionali di AI for All Canada

Una delle novità più rilevanti è sicuramente la Canadian Sovereign AI Compute Strategy, la strategia perché il Canada non debba più dipendere totalmente dalle infrastrutture estere – come quelle statunitensi – che passa dall’incremento della potenza di calcolo interna. Il governo ha capito che per raggiungere il suo obiettivo è necessario:

Un supercomputer sovrano: è in programma quindi la costruzione di un supercomputer di livello mondiale, di proprietà e sul suolo canadese.

Dei Fondi per il Calcolo (Compute Access Fund): un pacchetto milionario per coprire i costi di calcolo ad alte prestazioni per startup e centri di ricerca, specialmente in settori chiave come la sanità, l’energia e l’agricoltura di precisione.

Un investimento che nelle proiezioni del governo canadese dovrebbe avere un impatto sul PIL e sulla crescita economica pari a 200 miliardi di dollari canadesi nell’arco di cinque anni.

Questo processo punta a far salire il tasso di adozione dell’IA da parte delle pmi canadesi dall’attuale circa 12% a ben il 60% entro il 2034, grazie a uno stanziamento iniziale di più di 2,3 miliardi di dollari canadesi da parte del governo e successivi investimenti mirati ad acquisire pacchetti azionari delle imprese che si riveleranno più promettenti, anche al fine di evitare la loro vendita a soggetti non canadesi.

La leva di crescita economica dovrebbe comportare una maggiore occupazione, un aumento dell’occupazione qualificata e al tempo stesso garantire una transizione nelle competenze dei lavoratori già impiegati.

I posti di lavoro legati all’IA sono stimati in 250.000 nei cinque anni dall’avvio del programma, con un particolare focus sull’impiego giovanile e la possibilità per i neo laureati e diplomati di effettuare stage aziendali nelle pmi innovative.

Generazione IA e alfabetizzazione digitale

L’iniziativa prevede che l’IA diventi una competenza di base per tutti i canadesi. Il piano include corsi e moduli di formazione gratuiti per la popolazione, l’estensione della formazione sull’IA a migliaia di insegnanti delle scuole elementari e superiori, e l’accesso garantito ad “assistenti IA fidati” per tutti gli studenti universitari.

Ovviamente le competenze legate all’IA saranno centrali nell’educazione scolastica dei giovani canadesi.

L’obiettivo è formare la forza lavoro del futuro su larga scala, coinvolgendo un milione di studenti delle scuole secondarie e università, e a formare tremila educatori grazie a kit didattici che consentano di integrare le competenze di Intelligenza Artificiale in ambiti non strettamente tecnici come scienze umane, medicina, diritto.

Per i lavoratori già in carriera sono previsti corsi di riqualificazione e di transizione che permettano loro di adeguarsi alla transizione economico/industriale/produttiva.

Il Canada ha inoltre interesse a porsi come meta attrattiva per lavoratori con forti competenze in settori tecnici e di supporto dell’IA, grazie a visti agevolati grazie al Global Talent Stream.

Cooperazione internazionale e G7 AI Network

La visione canadese non è rivolta solo all’interno, ma anche alla possibilità di cooperazione con altri Paesi. Il Canada sembra considerare che l’IA possa rappresentare un veicolo di cooperazione e durante la presidenza canadese del G7 nel 2025 ha avviato un’importante iniziativa, il G7 AI Network, attraverso il G7 Leader’s Statement on AI for prosperity.

I gruppi di lavoro tra Stati diversi stanno coinvolgendo professionisti, ricercatori, e soprattutto funzionari della pubblica amministrazione vista come leva fondamentale per favorire qualsiasi cambiamento e accompagnare la crescita economica.

Le critiche al progetto AI for All Canada

Ovviamente, accanto alle voci favorevoli verso il progetto, si sono alzate critiche legate anche al fatto che, dopo il fallimento di un primo progetto di legge quadro sull’AI, noto come AIDA, il governo sta tergiversando nella promulgazione di una normativa adeguata, con il timore dei cittadini che questa crescita non sia accompagnata da una tutela proporzionata.

Inoltre, la base da cui si parte non sembra promettente. Da recenti sondaggi sembra che la fiducia dei cittadini canadesi verso l’IA sia decisamente bassa, molto più che in altri Paesi. I punti critici sono individuati, oltre che come detto nella lacuna normativa, anche nella scarsa attenzione che sembra essere rivolta alla transizione energetica e ai problemi ambientali legati ai forti consumi dell’IA che i detrattori affermano non essere stati considerati dal progetto.

In sintesi i critici descrivono il progetto come un documento ambizioso e ricco di fondi sul piano economico ma vago sul piano delle tutele legali e su aspetti non secondari di tutela ambientale.

I prossimi anni ci diranno se la complessiva progettualità del piano, supererà queste critiche.

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