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Direttore responsabile Alessandro Longo

la ricerca

Social network, chi li usa tanto si fida poco

di Francesco Visintini, Università degli Studi di Udine*

23 Mag 2017

23 maggio 2017

I risultati di una ricerca di studenti universitari su un campione di 410 studenti: social network si confermano fra gli strumenti più usati per accedere alle notizie ma sono allo stesso tempo quelli a cui si attribuisce meno fiducia

Quale rapporto esiste tra la popolazione di studenti ed il web in termini di informazione e fiducia?

E’ la domanda che ha guidato un originale gruppo di ricercatori verso un altrettanto singolare popolazione del Friuli Venezia Giulia: la ricerca è stata svolta da studenti del corso di Relazioni Pubbliche dell’Università di Udine (sede di Gorizia), guidati dal loro docente, Nicola Strizzolo, e da ricercatori professionisti, Paolo Molinari e Chiara Cristini, dell’Istituto di Ricerca Economia e Sociale del Friuli Venezia Giulia, su 410 studenti in regione: come casi si sono raccolti soggetti all’interno di un attivo processo di formazione, dagli ultimi anni delle scuole superiori all’università della terza età, in maniera da tenere l’attività di formazione come una costante (considerazione quanto mai realistica oggi nella società della formazione continua) e potersi così concentrare maggiormente sull’età ed il genere dei casi, si è andati così a considerare un campione che andava da un minimo di 18 anni ad un massimo di 82 (ribadiamo tutti inclusi in processi di formazione).

Questi i dati emersi: internet e i social sono i canali per la raccolta di notizie preferiti dal pubblico, più dell’80% ha infatti espresso una delle proprie preferenze per questo medium.

Le differenze d’età fanno sì che i mezzi tecnologici siano utilizzati maggiormente dai giovani che dai senior con un divario di più del 40% tra i gruppi.

Le differenze di genere invece rivelano come siano le ragazze quelle che prediligono internet e i social come canali informativi. Inoltre è sempre del sesso il dato predominante di attività sui social: sono state anche analizzate, infatti, le eventuali partecipazioni dei campioni a gruppi di discussione online. Facebook (preferenza al 90% dei casi) e gli altri social (55%) sono i di gran lunga i più utilizzati con risultati leggermente sottotono riguardo a Twitter, utilizzato attivamente da meno del 30% delle persone. Solo pochi raccolgono e partecipano a discussioni su blog e forum online. Viene confermato l’utilizzo nettamente maggiore della rete da parte degli under 50.

Ma il dato interessante arriva se confrontiamo i grafici ottenuti dalle preferenze di canali informativi con quelli ottenuti dall’indicare quanta fiducia si ripone nei confronti del medium: i social network si rivelano sì fra gli strumenti più usati per accedere alle notizie ma sono allo stesso tempo quelli a cui si attribuisce meno fiducia. Complessivamente infatti il 30% non si fida per nulla dei social, un altro impattante 50% si fida poco. Rapidità e facilità di accesso unite alla piacevolezza di navigazione e all’interattività riescono quindi a vincere sulla sfiducia conferita e sulla possibilità che in essi si nascondano notizie false e non autorevoli. Risultati analoghi sono stati trovati per il mondo di internet in generale (redazioni online, notizie Google ecc..) di cui il 15%  non si fida per nulla e un buon 45% poco. Dei social network e di internet le persone hanno perlopiù sfiducia ancor più che in tutti gli altri media come Tv, radio e stampa. I dati ottenuti quindi rappresentano una situazione dove non si dona facilmente la propria fiducia ai mezzi di comunicazione in generale, alla rete in modo particolare: luogo dove volentieri si passa molto tempo della giornata ma dei quali i contenuti vengono guardati con scetticismo e criticità.

In conclusione si può aggiungere che i dati sono molto incoraggianti, in quanto ogni fascia di età è risultata molto più attiva e coinvolta, anche nei media digitali, rispetto ad altre ricerche nazionali con un campione non solo di studenti (di ogni età) e considerato che la regione Friuli Venezia Giulia è avanti negli aspetti di digitalizzazione rispetto ad altre: questo vuol dire che le politiche di alfabetizzazione digitale, di coinvolgimento attivo della popolazione possono effettivamente avere un risvolto positivo sul coinvolgimento partecipato nella comunicazione e nell’informazione.

Il progetto di laboratorio didattico di ricerca azione è stato patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti FVG, dall’Associazione Nazionale dei Sociologi, dall’Associazione Italiana Docenti Universitari, dall’Istituto Internazionale dei Sociologia di Gorizia, dall’Associazione Culturale Vicino/Lontano.

Hanno partecipato alla ricerca: Lucrezia Politti, Kunga Visconti, Alessandro Longo, Beatrice Ghirardi, Floriano Guion, Federica Vassallo, Francesco Visintini, Jacopo Pez, Lisa Bertoldo, Lisa Steffan, Lisa Zaros, Martina Salvador, Nicola Santarossa, Stephani Castillo Soris, Alessandra Bernardis, Barbara Marcolla, Sofia Giannotti, Francesca Tommasini, Giada Masserdotti.

 

*Questo articolo fa parte della rubrica “Mondo Giovani” curata da Nicola Strizzolo, docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi all’Università di Udine. La rubrica ospita gli articoli degli studenti del corso di Relazioni Pubbliche dell’Università di Udine

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