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Licenziamenti via Whatsapp, Corso: “Il problema non è il canale ma l’approccio”

Ci sono casi in Italia di licenziamenti via chat e il ministro Orlando promette di intervenire. Ma meglio una video conferenza di una raccomandata di licenziamento classico: c’è uno scambio tra datore e dipendente, possibilità di spiegare e fare domande

13 Dic 2021
Mariano Corso

Member of the Scientific Board at Osservatori Digital Innovation Polimi, Scientific Director at P4I

licenziamento whatsapp

Ci sono stati esempi di licenziamenti via Teams e Whatsapp anche in Italia, come alla Caterpillar di Jesi o alla Yazaki di Torino. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha annunciato che il nuovo decreto sulle delocalizzazioni lo vieterà. Il decreto arriverà a breve in bozza e punta a una maggiore responsabilità sociale delle imprese e un maggior coinvolgimento del territorio.

Licenziamenti via Whatsapp?

Ecco, è vero che il modo del licenziamento può essere rivelatore di uno scarso rispetto verso la propria forza lavoro. Tuttavia vorrei sottolineare che il problema non è la distanza né il media in sé. Bensì la modalità o l’approccio adottati.

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Meglio una video conferenza di una raccomandata di licenziamento classico: c’è uno scambio tra datore e dipendente, possibilità di spiegare e fare domande.

Metterci la faccia più importante, meglio ancora forse sarebbe farlo in presenza ma la distanza non aliena la correttezza dei rapporti. Pensiamo a un licenziamento davanti a tutti, con sequestro del pc in pubblico: non è meno traumatico; anzi.

Per di più se le persone in questa fase non lavorano in sede bisognerebbe farle tornare solo per licenziarle: non mi sembra un passo avanti.

Il tema principale qui insomma è che un’azienda straniera possa licenziare senza alcuna concertazione; eventualmente usando i canali online per farlo più agevolmente.

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