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Metaverso, tutto l’hardware che serve per vivere in una realtà aumentata e alternativa

Il Metaverso non si limita a simulare stimoli sensoriali ma si pone l’obiettivo di consentire alle persone di vivere in una realtà virtuale globale condivisa. Ecco perché le esperienze simili finora non hanno funzionato e quali sono gli strumenti per entrare nella realtà aumentata

28 Dic 2021
Maurizio Stochino

Consulente ICT - Esperto di Sicurezza Informatica

La realtà virtuale ha avuto, finora, un successo limitato e questo anche a causa della struttura dei visori, pesanti e ingombranti. Questo, insieme al costo che hanno, scoraggia i clienti; e, chi li possiede, non li indossa mai per troppo tempo, a causa del loro peso.

Il Metaverso si propone di risolvere e superare tutte queste problematiche con visori più leggeri e alla portata di tutti: l’aumento dell’interesse verso questa nuova realtà, infatti, corrisponde a un incremento dell’interesse degli investitori e, quindi, ad avere più denaro per perfezionare i prodotti – hardware e software – che ne rendono possibile la fruizione.

Tutti i rischi del metaverso: sorveglianza, profilazione, controllo di massa

Metaverso: più di un simulatore di sensi

L’Augmented World Expo ogni anno, a partire dal 2013, riunisce organizzazioni e individui che si occupano della realtà aumentata o della realtà virtuale.

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Ciò che è emerso dalla conferenza di quest’anno è che, se il Metaverso non è ancora del tutto sviluppato, l’esperienza virtuale condivisa è qualcosa di già accessibile: esperienze in cui tutti i sensi ricevono stimoli che non sono presenti nella realtà e dove tutti i partecipanti sono vittime della stessa “allucinazione”.

Esistono, infatti, già dei potenti simulatori di stimoli sensoriali:

  • Varjo’s VR: simulatore della vista;
  • HaptX: simulatore del tatto;
  • OVR: simulatore degli odori.

Anche se questi primi prototipi sono a volte molto semplici, non solo testimoniano l’avanzamento tecnologico in questo campo, ma trovano già le prime applicazioni in campo medico.

Il Metaverso, però, non si limita a simulare stimoli sensoriali. Il suo scopo è quello di consentire alle persone di vivere in una realtà virtuale che sia migliore del mondo reale. La sfida principale, quindi, è quella di far accettare il Metaverso come una realtà alternativa ad un mondo che va sempre più a rotoli, o almeno, in questo modo è stato presentato durante la conferenza.

Non tutte le persone, però, sono disposte a vivere in un Metaverso. Le principali controversie riguardano la consapevolezza che potrebbe essere difficile uscire da una realtà virtuale per tornare nella vita reale e i problemi etici e morali relativi a questo tipo di realtà.

Il Metaverso prevede una realtà virtuale globale condivisa ovvero uno spazio virtuale accessibile tramite Internet in cui le persone possono interagire. D’altra parte, la parola “Meta” indica “attraverso” e il “metaverso” si fa da tramite fra la realtà e le persone.

Le persone reali nel Metaverso diventano avatar e possono interagire, agire, costruire cose e, in teoria, fare qualsiasi azione che possono compiere anche nella realtà.

Trattandosi, però, di una realtà virtuale è probabile che le possibilità nel Metaverso siano maggiori di quelle reali. In più, almeno nei progetti, non si tratta di una semplice realtà virtuale, in quanto questa è circoscritta, ma di una realtà virtuale che ingloba tutta la realtà esistente.

L’hardware per la realtà aumentata

Ciò che, però, ha realmente dato notorietà al Metaverso, rendendolo noto a tutti, è l’annuncio fatto da Zuckerberg lo scorso 28 ottobre. Il fondatore di Facebook, ha infatti annunciato che la società d’ora in poi prenderà il nome di “Meta“, diminutivo di Metaverso. Questo perché la nuova azienda avrà come obiettivo la creazione anch’essa di un Metaverso reso possibile dall’uso in contemporanea di diversi strumenti di tecnologia avanzata per la realtà virtuale: occhiali, computer, telefoni e cuffie.

L’idea è quella di impiegare tutti i sensi in una realtà virtuale alternativa, in cui si vivono le stesse esperienze, ma abbellite e potenziate. In particolar modo, quindi, il mercato che verrà favorito dal Metaverso sarà quello dei visori per la realtà aumentata, essenziali per immergersi nel mondo della realtà virtuale. Infatti, aumentare l’interesse nel Metaverso porta ad aumentare il numero di investitori interessati al settore e, quindi, ad avere più denaro per perfezionare il prodotto.

Gli occhiali per la realtà aumentata

Gli occhiali per la realtà aumentata sono un prodotto già sviluppato e in commercio da qualche anno. Tuttavia, non sono un prodotto per il consumo di massa, e ciò che ne limita la vendita non riguarda solo la loro progettazione.

Per quanto riguarda la progettazione, in primo luogo bisogna risolvere il problema del peso: dovrebbero pesare meno di 100 gr, un peso decisamente superiore a quello degli occhiali da sole, ma che fa sì che possano essere portati agevolmente da chiunque.

Tuttavia, per alleggerire gli occhiali bisogna anche assottigliare lo spazio dedicato a tutta la struttura tecnologica che ne permette il funzionamento.

Esistono già in commercio anche degli smart glasses, occhiali con performance tecnologiche aggiuntive, per esempio i Ray-Ban Stories. Questo tipo di occhiali possiede già una tecnologia per la raccolta di contenuti, ma non possiede la tecnologia ad onde necessaria per sperimentare la realtà aumentata. Anche se questo tipo di tecnologia è già stata sviluppata, non è possibile metterla in commercio per l’acquirente medio, in quanto i costi di realizzazione sono troppo alti. Uno dei motivi per cui si cerca al momento di attirare investitori sul campo.

Oculus Rift: l’arma segreta di Meta

Uno dei motivi che hanno portato Facebook a giocare d’anticipo sul Metaverso, annunciandolo prima delle altre aziende, è il fatto di possedere una tecnologia avanzata come Oculus Rift. Si tratta di un visore per la realtà aumentata, già sperimentato e in commercio che appartiene proprio all’azienda Meta.

Lanciato nel 2014, permette di avere una visione tridimensionale di una realtà virtuale. Nella prima versione poteva essere collegato al Pc ed essere utilizzato per giocare. Fin dall’ideazione, però, è stato pensato per un pubblico più vasto dei videogiocatori: uno strumento per aumentare l’esperienza di Internet. Nel 2019 è stato, in realtà, sostituito da Oculus Quest, una versione wireless di visore per la realtà virtuale che può essere affiancato a sistemi operativi Android.

Un mercato in espansione: gli altri competitor

Quello del Metaverso è un mercato che fa gola a diverse aziende. La corsa all’innovazione e alla ricerca di tecnologie per la realtà aumentata ha di recente coinvolto anche Microsoft.
L’azienda ha annunciato, infatti, Microsoft Mesh, una piattaforma che, sebbene non possa essere definita metaverso, implementa comunque alcune caratteristiche della mixed reality o realtà mista.

Osservando le azioni delle aziende più importanti nell’attuale panorama, è possibile ipotizzare che le varie aziende possano decidere in futuro di collaborare alla creazione del Metaverso. In questo modo, ciascuna si occuperebbe della parte di Metaverso che più si avvicina ai progetti già sviluppati e insieme dividerebbero costi e guadagni.

Oltre gli occhiali per la realtà aumentata

Gli occhiali per la realtà aumentata sono solo una delle componenti del Metaverso. L’accesso al Metaverso verrà effettuato tramite Internet, questo significa che i visori non saranno necessari per entrare nella realtà virtuale. Tuttavia, è probabile che la maggior parte dei servizi sarà praticamente inutilizzabile senza i visori.

Quindi, da ciò che traspare dalle intenzioni delle aziende, i visori dovranno sostituire le mansioni attualmente svolte dai cellulari. La caratteristica del Metaverso è, quindi, di essere accessibile da qualsiasi strumento utilizzato da Internet, ma di non poter essere pienamente sperimentabile senza l’utilizzo di ciascuna delle sue componenti.

Da Fortnite ad Animal Crossing: un anticipo di Metaverso

Lasciando per un momento il campo dello sviluppo tecnologico, a livello di software esistono già dei modelli di metaverso, sebbene non rappresentino un’esperienza totalizzante. Molti dei giochi più in voga degli ultimi anni, infatti, primo fra tutti Fortnite, propongono modelli di seconda vita, che catturano l’utente permettendogli di vivere, in un certo senso, una realtà aumentata.

Questi sono solo alcuni esempi, che diventano ancora più precisi e pertinenti se si pensa ai videogiochi per PlayStation: alcuni così totalizzanti che i giocatori rimangono fissi sullo schermo per intere giornate. Un esempio ancora più vicino sono i videogiochi online, in cui è possibile interagire sotto forma di avatar con gli altri giocatori.

La differenza tra questi e il Metaverso non risiede nell’esperienza di gioco in sé, ma nel fatto che il Metaverso fa tutto questo con la realtà: è reale sia lo spazio che si occupa che le persone con cui si interagisce. Anche il tempo che verrà speso nel Metaverso, almeno da come il progetto è stato proposto, non sarà il tempo dello svago, ma ogni momento della nostra giornata.

Le tecnologie 3D indispensabili per il Metaverso

Essenziali per la creazione di un metaverso, infine, sono le tecnologie 3D. Per vivere un’esperienza che sembri reale, infatti, bisogna per prima cosa essere in grado di riprodurre la realtà.

Quello che può sembrare il problema minore è tuttora una grande sfida per le aziende che stanno investendo nel Metaverso. Ci sono tecnologie come Digital Twin 3D che sono in grado di creare il modello digitale di ciò che è presente nel mondo reale. Questa tecnologia, attualmente funziona bene con i singoli oggetti, ma riscontra notevoli difficoltà quando si tratta di replicare il mondo reale.

Un’altra tecnologia essenziale è l’AR Cloud, che permette di aggiungere layer informativi al mondo reale, memorizzandoli in cloud. Nel Metaverso questo significa che se un oggetto virtuale viene aggiunto alla realtà virtuale, questo verrà memorizzato nel punto in cui è stato posizionato, anche se il Metaverso viene temporaneamente abbandonato. Infine, ovviamente, sono fondamentali le tecnologie VR, ovvero quelle che permettono di creare la realtà virtuale.

Conclusioni

La vera domanda che molti si pongono è: che impatto avrà il Metaverso sulla nostra vita?. Se già un’app come Facebook ha cambiato le abitudini delle persone, una realtà virtuale aumentata potrebbe stravolgere completamente le nostre vite.

Tuttavia, è altamente improbabile che il Metaverso rimpiazzi in qualche modo Internet: i visori sostituiranno gli schermi del computer, non Internet e i suoi meccanismi. Certo è che lo renderanno ancora più presente, nonché un’esperienza totalizzante.

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