formazione

Professione comunicatore alla sfida digitale: ecco le nuove competenze necessarie

Il ruolo della comunicazione e le professioni ad essa associate stanno cambiando. Occorre pertanto formare figure professionali in grado di cogliere i cambiamenti socio-economici in atto e, in un contesto in cui gli strumenti di comunicazione sono sempre più digitali, progettare soluzioni in grado di rispondere a tali sfide

04 Giu 2019
Antonio Opromolla

Ricercatore presso la Link Campus University

Valentina Volpi

Ricercatore presso la Link Campus University

glasses

Il mondo della comunicazione professionale deve oggi affrontare numerose sfide, emergenti anzitutto da dinamiche legate ad un panorama generale sempre più complesso. Occorre pertanto un cambio di paradigma anche nella formazione, così da fornire ai professionisti del futuro le giuste competenze per ridurre possibili rischi e conflitti emergenti.

Le nuove sfide per i futuri professionisti della comunicazione

Innanzitutto, però, occorre evidenziare quali siano le molteplici motivazioni alla base di tale complessità. Anzitutto, l’evoluzione tecnologica ha portato a un aumento delle interazioni e dei collegamenti tra nodi di reti diffuse a livello globale, moltiplicando le connessioni, non solo tra persone, ma tra interi ambienti. La disponibilità di un numero sempre maggiore di strumenti digitali, o meglio di strumenti che sono allo stesso tempo fisici e digitali, attraverso cui tali connessioni avvengono ha anche permesso di stabilire rapporti ubiqui e continui di tipo dinamico, ossia in continua trasformazione, che si sostituiscono sempre più a modelli basati su schemi rigidi e fissi.

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Tali fenomeni non sono solo di tipo tecnologico, ma investono anche il sistema sociale ed economico. Infatti, le tecnologie influenzano profondamente sia le relazioni tra le persone, che grazie ad esse assumono forme nuove, sia l’economia globale, la quale non solamente è interessata da nuovi sistemi produttivi, ma anche dai nuovi linguaggi che nascono proprio dall’interazione con questi nuovi strumenti comunicativi.

Una tale complessità, definita da un’enorme quantità di processi di interazione e dall’impossibilità di stabilire al loro interno nessi di causa-effetto, necessita di essere adeguatamente gestita. A tale scopo, risulta fondamentale sviluppare modelli formativi che consentano di interfacciarsi con tali ecosistemi tecnologici, sociali ed economici in modo sostenibile e che forniscano competenze trasversali e interdisciplinari. Ciò su cui occorre investire è, dunque, una formazione basata sull’apertura, sulla collaborazione e sulla co-creazione, unici presupposti per l’ottenimento di una visione “sistemica”, che dia adeguata evidenza alle relazioni tra quei fenomeni che sono parte di uno stesso ecosistema.

Focus sulla formazione

Al fine di raggiungere tali obiettivi, è fondamentale focalizzare l’attenzione sulla formazione di professionisti del settore della comunicazione che siano in grado di favorire la costruzione di processi di sviluppo sostenibile trasversali a più ambiti. Infatti, l’esigenza non è solo quella di tecnici che si occupino di sviluppare prodotti tecnologici, ma anche di professionisti in grado di produrre contenuti coerenti con le diverse tipologie di dispositivi digitali (digital planner e digital copy) e di creare un’esperienza complessiva e unitaria durante i diversi momenti di interazione con i vari dispositivi facenti parte di un unico servizio (service designer e digital strategist).

Tale affermazione risulta tanto più vera dal momento in cui, come già accennato, i device digitali attraverso cui le persone interagiscono (sia consapevolmente che non) sono sempre più numerosi e diffusi. Occorre infatti considerare che all’interazione attraverso smartphone, attualmente fondamentale a livello professionale (mobile specialist), soprattutto nel mondo della comunicazione, subentrerà sempre più un’interazione con oggetti diffusi nei diversi ambienti che le persone attraversano. Studiare e progettare nuovi dispositivi appartenenti al paradigma dell’Internet of Things realmente utili e centrati su un approccio “umano” sarà dunque uno dei compiti più importanti dei futuri esperti in comunicazione (IoT Specialist). Infine, affinché le soluzioni siano conosciute al grande pubblico (e non solo) è necessario adottare specifiche strategie; a questo proposito, figure come quelle del digital marketing manager e digital marketing specialist sono fondamentali.

Un corso di laurea per le nuove sfide della comunicazione

La Link Campus University di Roma si pone in questo ambito offrendo agli studenti del Corso di Laurea in “Innovative Technologies for Digital Communication” – curriculum in “Digital Services Innovation” del Corso di Laurea Magistrale in “Technologies, codes and communication” – curriculum in “Interaction Design” conoscenze in grado di affrontare sfide allo stesso tempo sociali, tecnologiche ed economiche.

In particolare, la sua offerta formativa mira a tre professioni chiave del futuro:

  • innovation strategist, ovvero chi è in grado di analizzare le caratteristiche della società, individuando ciò di cui le persone hanno realmente bisogno;
  • user experience designer, ovvero chi è in grado di progettare sistemi e applicazioni (di tipo tecnologico e non) in grado di rispondere a tali necessità;
  • social media manager, ovvero chi si occupa di far conoscere una soluzione progettata per rispondere a tale bisogno sociale, alle persone potenzialmente maggiormente interessate.

Il contest Be APPtive!

Al fine di far comprendere ai potenziali futuri professionisti della comunicazione cosa vuol dire lavorare in quest’ambito, la Link Campus University ha organizzato il contest “Be APPtive!”, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente gli studenti nella realizzazione di una soluzione interattiva in grado di intervenire in una specifica problematica. La sfida si è svolta il 24 maggio ed ha visto la partecipazione di circa 80 ragazzi, provenienti da diverse scuole di Roma. I ragazzi si sono divisi in 8 team, ognuno dei quali ha immaginato una soluzione interattiva inerente al tema lanciato, ovvero il benessere, che è parte integrante di uno sviluppo sostenibile. Per l’intera durata della giornata gli studenti hanno lavorato sulla progettazione di una soluzione che rispondesse a diverse problematiche relative al tema scelto, secondo un percorso fatto delle seguenti fasi:

  • Find the best idea!: durante questa fase i partecipanti hanno scelto la tipologia di utente per cui progettare e le problematiche da affrontare, hanno deciso il concept di una soluzione e stabilito un pay off che la identificasse.
  • Create the experience!: durante questa fase i partecipanti hanno stabilito le funzioni principali della soluzione, realizzato l’albero di navigazione e prototipato le tre interfacce principali della soluzione.
  • Pitch!: durante questa fase i partecipanti hanno esposto la loro idea a tre esperti che hanno giudicato il loro lavoro e premiato i tre team più meritevoli.

Le tematiche interessate dalle soluzioni immaginate sono state numerose: alcuni gruppi hanno affrontato il problema delle intolleranze alimentari, altri quello dell’ambiente e del benessere urbano, altri ancora quello relativo alla mancanza di legami sociali tra generazioni diverse o tra persone normodotate e disabili, segno che gli ambiti su cui queste figure possono creare un impatto positivo sono trasversali a molti ambiti della società.

Le soluzioni immaginate

DeltaMaps del gruppo “DeltApp” è una soluzione che mette in relazione le persone al fine di organizzare attività sportive all’interno di aree della città poco valorizzate.

Brain Storming del gruppo “Dream Team” mette in contatto giovani e meno giovani per favorire uno scambio di conoscenze e competenze, al fine di un loro futuro inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro.

Share yourself del gruppo “Amateur Designers” è una soluzione che mette in contatto persone disabili con persone autosufficienti, al fine di instaurare un rapporto di reciproco aiuto su diverse tematiche.

SmarTravel del gruppo “No Name” si rivolge ai viaggiatori e consente loro di individuare, sulla base delle proprie esigenze e preferenze, i luoghi da visitare, organizzando un’agenda di viaggio associata al proprio percorso.

(H)our Space del gruppo “Green Generation” è una soluzione che permette agli abitanti di una stessa area di interagire sulle problematiche comuni, al fine di risolverle, coinvolgendo per quelle più importanti anche le amministrazioni pubbliche.

Food Design del gruppo “Carbonara” è una soluzione che si rivolge a chi ha poco tempo per curare la propria alimentazione, aiutandoli con la condivisione di ricette che supportino nella preparazione dei cibi.

Handic(M)ap del gruppo “Igor Miti” si rivolge a persone con ridotta mobilità per indicare loro percorsi sicuri e idonei con la loro condizione di disabilità personale.

Your Food del gruppo “I Bufali” è una soluzione che consente a chi ha specifiche esigenze alimentari di trovare ristoranti adatti alle proprie necessità.

Ad essere premiate sono state Handic(M)ap, i cui componenti hanno vinto un buono Amazon del valore di 100 euro, (H)our Space, il cui gruppo ha vinto un buono Amazon del valore di 300 euro, e DeltaMaps, i cui componenti hanno vinto un buono Amazon del valore di 500 euro.

Un’occasione di confronto

Il contest è, dunque, stata un’interessante occasione di confronto con i giovani e tra i giovani, i quali hanno avuto modo di comprendere come le soluzioni tecnologiche non siano avulse dal più generale sistema sociale, ambientale ed economico in cui sono inserite, ma come siano in grado di influenzare i processi in atto nella società. In particolare hanno fatto emergere come progettare non significhi soltanto creare una nuova applicazione, ma come quest’ultima risponda ad un particolare bisogno sociale e possa contribuire a migliorare le condizioni di vita delle persone.

Tale concetto è stato ben espresso dagli ospiti che hanno preso parte al Digital Day e dai giurati che hanno valutato i progetti degli studenti. Federica Cacciola, attrice e autrice, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza del ruolo dei content manager, coloro che producono contenuti per il mondo dei nuovi media. Nel porre l’accento su tale aspetto, ha anche focalizzato l’attenzione sull’importanza di una formazione di qualità in tal senso. Francesca Minonne, social media specialist, ha a questo proposito evidenziato come il ruolo di figure professionali in grado di produrre contenuti diversi per i diversi dispositivi sia sempre più centrale. Carlo Frinolli, UX designer presso l’agenzia Nois3, ha invece evidenziato come sia fondamentale progettare un’esperienza di interazione completa con una soluzione, dove il touchpoint tecnologico rappresenta solo uno dei numerosi punti di contatto che le persone hanno con un servizio.

Carlo Maria Medaglia, Prorettore alla Ricerca della Link Campus University, ha infine voluto sottolineare quanto sia stato sorprendente il coinvolgimento degli studenti durante il Digital Day, segno evidente di quanto la ricerca di soluzioni tecnologiche innovative possa stimolare la curiosità e l’impegno degli studenti stessi.

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@RIPRODUZIONE RISERVATA

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