la rubrica di a. visconti

Realtà virtuale per “rivedere” i defunti: una tecnologia che rischia di creare dipendenza

13 Mar 2020
Andrea Visconti

Imprenditore digitale e content creator esperto nella relazione fra bambini e tecnologia


Jang Ji-sung era una mamma sud coreana di 3 splendide bambine.

Sua figlia Nayeon avrebbe compiuto 7 anni il mese prossimo e Jang e suo marito stavano già pensando cosa regalarle per il compleanno.

Una mattina Jang ricevette una chiamata dalla scuola di Nayeon. “Signora sua figlia si è sentita male, l’ambulanza la sta portando in ospedale”.

La diagnosi fu impietosa: leucemia fulminante.

I medici non diedero nessuna speranza alla famiglia. “Nayeon ha poche settimane di vita”.

Jang aveva solo un desiderio, riuscire a festeggiare l’ultimo compleanno di sua figlia, per conservare nei ricordi un ultimo momento felice insieme e aveva organizzato la festa proprio il giorno in cui Nayeon avrebbe compiuto 7 anni. Non voleva festeggiarla in anticipo, nonostante i medici le avessero detto che le possibilità che sua figlia sarebbe rimasta viva fino a quel giorno erano molto basse.

Purtroppo i medici avevano ragione. la malattia fu più cinica e spietata del previsto e Nayeon morì pochi giorni prima del suo compleanno.

Jang non riusciva a perdonarsi. Se avesse accettato di anticipare la festa avrebbe potuto festeggiare sua figlia un’ultima volta.

Visse col rimorso per 2 lunghi anni, finché scoprì l’esistenza di una società di produzione che avrebbe potuto esaudire il suo ultimo desiderio grazie alla realtà virtuale.

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Dopo 8 lunghi mesi di produzione, la Middle East broadcasting Centre invitò Jang e la sua famiglia in uno studio televisivo tutto verde, le fece indossare un visore di realtà virtuale che la immerse in una realtà dove Nayeon era ancora viva. Proprio lei, con il suo viso angelico, la sua vocina da bambina e le sue movenze leggere.

L’incontro fu commovente. All’interno del visore c’erano una mamma e una figlia, che non si vedevano da 3 anni, piangere di gioia e abbracciarsi, mentre all’estero si vedeva una donna piegata su se stessa accarezzare il vuoto.

Ad un certo punto Nayeon invitò la mamma a sedersi al tavolo del suo compleanno, le chiese di mettere la settima candelina sulla torta e di cantarle tanti auguri. E prima di spegnere le candeline, espresse il suo desiderio: “chiedi a papà di smettere di fumare”.

Poi rivolgendosi alle sorelline, che assistevano insieme al padre a bordo della scena, chiese loro di non far soffrire la mamma.

Prima di salutarsi per l’ultima volta Nayeon la volle tranquillizzare:

“non sto più male mamma, non piangere”

“Ti ho scritto una lettera:

noi staremo sempre insieme, se ci rincontreremo ancora giocheremo tanto. Ti ricorderò per sempre mamma”.

“Ti voglio bene Nayeon”, le rispose la madre. “Non importa dove tu sia, io ti cercherò.

Ho ancora delle cose da fare su questa terra ma quando avrò finito verrò da te e staremo bene insieme.

Ti voglio bene”.

“Ora dormo mamma. Stammi vicino.

Ciao mamma ti voglio bene”….

La tecnologia ci sta permettendo di fare cose pochi anni fa impensabili e mi chiedo sempre dove sia il limite.

Secondo te può essere una bella cosa per mantenere vivi i ricordi dei nostri cari o diventeremo dipendenti da questa tecnologia non riuscendo più ad accettare la realtà? quella fatta di carne e ossa sangue e sudore, non quella virtuale.

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