Regalare un tablet a Natale ai figli: per la loro crescita (digitale) - Agenda Digitale

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Regalare un tablet a Natale ai figli: per la loro crescita (digitale)

Lo smartphone è il regalo più richiesto dai figli per Natale. Ma forse sarebbe meglio comprare un tablet, ai bambini, per molte buone ragioni che hanno a che fare con il loro futuro nella società digitale e digitalizzata. Ecco perché

17 Dic 2020
Ivan Ferrero

Psicologo delle nuove tecnologie

E così Natale è arrivato, e con esso i regali e le richieste dei figli. Una delle più frequenti richieste che i ragazzi – anche pre-adolescenti – fanno ai genitori è uno smartphone nuovo, complici le sapienti campagne marketing dei produttori di cellulari, a cui si uniscono gli operatori telefonici e una certa incuria da parte dei ragazzi stessi, per cui tra schermi rotti e batterie consumate il dispositivo è già da cambiare dopo pochissimi mesi.

Eppure bisogna fermarsi un attimo e riflettere: tuo figlio ha realmente bisogno di uno smartphone nuovo?
Al di là del fatto che l’attuale cellulare è oramai datato in quanto a caratteristiche hardware e performance, è datato anche per ciò che il  ragazzo deve effettivamente fare?

Forse, per questo Natale, si potrebbe invece regalare ai figli piccoli, pre-adolescenti, un dispositivo che sia allo stesso tempo ispirante, ad alto livello di tecnologia e utile: un tablet.

L’obiettivo di fondo, ovviamente, è quello di accompagnare i piccoli verso uno sviluppo cognitivo e a una progressiva consapevolezza della società digitale.

Perché non regalare uno smartphone

Stiamo quindi parlando di un dispositivo che unisce la praticità del touchscreen di uno smartphone alla flessibilità di utilizzo di un computer, e che pertanto è da ritenersi adatto sia alla coltivazione degli hobby di tuo figlio che alla scuola, soprattutto in tempi di didattica a distanza (DAD) ma non solo.

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In questo contesto il device perfetto:

  • Ha un form factor, ossia un formato, una dimensione e un peso, tale per cui è possibile usufruire dei contenuti riducendo al minimo l’affaticamento fisico e mentale.
  • Permette di svolgere agevolmente tutte le funzioni richieste dalla didattica a distanza.
  • Permette di esprimere la creatività del ragazzo con il minor attrito cognitivo possibile, in modo che esso possa concentrarsi sulla creazione e non perdersi nei dettagli tecnici.
  • Permette al ragazzo di manipolare il contenuto e il dispositivo nel modo più naturale possibile, e quindi di farlo proprio, sentirlo come parte del suo vivere e del suo apprendere.

E’ vero, apparentemente uno smartphone presenta tutte queste possibilità:

  • Ha un touchscreen che permette di interagire direttamente con il contenuto.
  • Presenta le stesse identiche App per la didattica che tuo figlio userebbe con un tablet.
  • Da questo dispositivo il ragazzo può consumare gli stessi contenuti che consumerebbe con un tablet per coltivare i propri interessi, come ad esempio seguire i suoi canali YouTube preferiti.

Tuttavia queste similitudini sono solamente all’apparenza, perché oltre alle funzioni tecniche è necessario considerare anche la differente esperienza utente.

Lo smartphone possiede uno schermo ridotto, il che comporta un’esperienza di utilizzo nettamente differente da quella che tuo figlio avrebbe con un tablet.
Infatti di fronte ad uno schermo retroilluminato di così piccole dimensioni l’occhio umano si affatica più velocemente, e proprio per questo tende a non seguire l’intero contenuto proposto, bensì opera un movimento definito “skimming”, ossia salta da un punto all’altro fermandosi solamente su quelle parti ritenute più importanti oppure messe in evidenza.
Di conseguenza risulta impossibile leggere un testo, ad esempio un testo didattico per intero, e anche un video viene visto operando dei salti.

La posizione tipicamente curva con cui si consuma un contenuto con uno smartphone, unito al fatto che solitamente lo si tiene in mano, rende difficile concentrarsi per più di qualche minuto di seguito.
Questo porta al tipico comportamento per cui la persona non solo salta molto velocemente da un punto all’altro dello stesso contenuto, ma salta velocemente anche da un contenuto all’altro, rendendo più difficile la concentrazione.

Quindi un cellulare è un dispositivo adatto per consumare ciò che viene definito “snackable content”, ossia un contenuto molto breve sia nella quantità che nella durata e poco articolato.
Buono per il micro-learning, in cui le informazioni vengono proposte a pezzetti, ma decisamente meno utile per un contenuto più complesso quale è un materiale didattico.

Perché proprio un tablet

Un tablet è in grado di sopperire alle mancanze citate sopra.

Le dimensioni dello schermo permettono una visione più ampia, e invitano l’occhio a spaziare lungo il contenuto proposto, riducendo anche la tendenza allo skimming.
E’ quindi possibile lavorare più a lungo e con maggiore concentrazione.

Inoltre il peso e le dimensioni maggiori invitano il ragazzo a posizionarsi in un modo differente, tenendo lo schermo più lontano e quindi assumendo una posizione più diritta, oppure a utilizzare un sostegno per appoggiarlo ad un piano, e quindi posizionando lo schermo in verticale esattamente come si fare con un computer.

Questo a sua volta rende l’esperienza di utilizzo più rilassante, per cui l’utente sente di potersi concedere più tempo per usufruire del contenuto.

Tutto ciò rende questo dispositivo adatto ad affrontare la complessità di un materiale didattico.

L’esperienza di apprendimento viene inoltre arricchita dalla possibilità di manipolare il materiale proposto.
Il nostro ragazzo può ingrandire e ruotare le immagini, gli schemi, i PDF con le proprie mani esattamente come farebbe se fossero fogli posati su una scrivania.
Li può sottolineare, evidenziare, annotare se il tablet è dotato di una penna e, sì, anche prendere appunti con la propria grafia.

Gli elementi multimediali quali ipertesti, video e simili offrono inoltre un’esperienza di apprendimento in cui è lo studente stesso il generatore del suo percorso di conoscenza.

Stiamo quindi parlando di un’esperienza didattica immersiva e che il nostro ragazzo può personalizzare secondo il proprio sentire interiore, e quindi rendere più adatta al suo stile di apprendimento.

Elementi che entrano in gioco anche quando il ragazzo utilizza il dispositivo per coltivare i propri hobby.

A questo ricordiamoci di associare anche una tastiera fisica, indispensabile per scrivere testi lunghi e, se il tablet lo permette, una penna dedicata e un mouse, quest’ultimo per evitare che il nostro ragazzo, nell’intento di interagire con lo schermo per un periodo prolungato e quindi tenendo il braccio alzato per molto tempo, accusi quella stanchezza alla spalla definita “gorilla arm”.

Come presentarlo ai bambini e perché mettere delle regole

Come sempre la modalità di presentazione di un dispositivo dipende dall’età del ragazzo che lo riceverà.

Per un’età pre-adolescenziale possiamo ipotizzare alcune linee guida:

  • Possibilmente caricarlo già di Apps educative: è stato dimostrato che i tablet che presentavano già al loro interno numerose App educative da esplorare riducevano il rischio che il ragazzo si dimenticasse della funzione educativa del dispositivo
  • Almeno nei primi tempi usarlo insieme, e quindi abituare nostro figlio all’utilizzo di questo strumento: probabilmente lui avrebbe voluto un cellulare nuovo, e il tablet potrebbe essere un dispositivo un po’ estraneo a ciò a cui lui è solitamente abituato. Quindi fornire dei momenti di svago comune con il tablet, e grazie a questo mostrate a vostro figlio le potenzialità del dispositivo

E infine stabilire insieme delle regole, ma seguendo un approccio differente rispetto a quando si regala un cellulare.
In questo caso infatti è utile concentrarsi sulle opportunità di espansione offerte dal dispositivo.
Di conseguenza le regole saranno più un gioco di creatività volto ad esplorarne l’utilizzo, una sorta di “Con questo tablet io potrò…” e lasciando che la creatività di nostro figlio prenda spazio e sopravvento.

Ricordiamoci infatti che gli stiamo regalando un dispositivo per l’espressione di se stessi, oltre che per la didattica!

Conclusioni

Ecco perché per questo Natale si potrebbe prendere in considerazione l’idea di regalare ai figli un tablet anziché un cellulare nuovo, ricordando che un tablet non sostituirà l’esperienza manuale come la intendiamo solitamente, ma d’altra parte può fornire un ottimo incentivo alla didattica, oltre che un punto di vista alternativo del digitale, pur non rinunciando al divertimento.

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