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Screen Time, i genitori diano il buon esempio ai figli: ecco come

Proibire il digitale ai ragazzi significherebbe proibirgli un pezzo di vita. Possiamo invece capire come renderlo un’opportunità, promuovendone un uso diverso ma sempre tenendo a mente che tutto passa attraverso la relazione che noi abbiamo con loro e che sono gli adulti a dover dare il buon esempio. Qualche suggerimento

15 Mar 2019

Ivan Ferrero

Psicologo delle nuove tecnologie


Sono gli adulti a dover dare il buon esempio ai figli, anche riguardo l’uso del cellulare. Proibire non serve a niente: serve piuttosto contestualizzare, comprendere e partecipare genuinamente alle attività digitali dei nostri figli. Solo così, cambiando prospettiva, si può evitare di esasperare ancora di più il gap generazionale che troppo spesso spinge gli adulti a dimenticare che i ragazzi nati e cresciuti a latte e telefonino non conoscono il tempo in cui il digitale non esisteva: per loro è come l’aria che respirano.

Comprendere la vita digitale dei ragazzi

Man mano che gli smartphone si sono imposti nelle nostre vite come la porta, il gateway attraverso il quale noi viviamo la nostra vita digitale e, di conseguenza, la nostra vita intera, tendiamo a trascorrere sempre più tempo davanti quel pezzo di vetro luminoso che è lo schermo digitale.

Questa sembra non essere una criticità quando il soggetto in questione è un adulto, fatta eccezione per casi particolarmente estremi di utilizzo.

Del resto, noi utilizziamo i moderni device anche per lavoro.

Rimaniamo invece esterrefatti di fronte ai comportamenti di utilizzo dei nostri ragazzi, spesso ancora più estremi dei nostri e quindi ancora più incomprensibili per noi adulti.

Questo perché la maggior parte del tempo che i nostri ragazzi trascorrono sui loro dispositivi elettronici avviene consumando video, giocando, oppure pubblicando su social network quali Instagram oppure Tik Tok, il vecchio Musical.ly, comportamento che percepiamo come inutile e quindi privo di senso.

Appurati quali sono i reali rischi legati ad un utilizzo eccessivo dello smartphone, e che la situazione rimane comunque da monitorare, vediamo che cosa possiamo fare noi adulti di concreto per aiutare i nostri ragazzi.

Il cambiamento di prospettiva necessario

Il mondo in cui vivono i ragazzi non è lo stesso mondo che viviamo noi adulti.

Non è solamente una questione di piattaforme e App utilizzate, ma di percezione e punti di vista.

Noi adulti abbiamo vissuto un periodo pre-Internet, per cui viviamo ancora nella distinzione tra un mondo online e un mondo offline.

Anche se razionalmente siamo ben coscienti di come il digitale abbia permeato le nostre vite, dentro di noi avvertiamo ancora questa distinzione, per cui tendiamo ancora a distinguere tra gli amici del sabato sera e gli amici di Facebook.

Ai nostri figli questo non è concesso, in quanto loro sono nati e stano crescendo in un mondo in cui il digitale viene dato per scontato come per noi l’aria che respiriamo.

Nei miei interventi con i genitori ho notato che molto spesso è questo elemento a generare quel gap generazionale che ci impedisce di comprenderci.

Il primo grosso passo da compiere quindi è quello di operare noi adulti un cambiamento di prospettiva dal digitale come mero strumento a digitale come luogo di vita, quindi delle proprie emozioni, speranze, paure, vissuti.

Accettare che la visione del mondo da parte dei ragazzi ha la stessa identica dignità di esistere della nostra è il primo gradino verso l’instaurazione di un rapporto sincero con loro, elemento base che ci fornisce in seguito la possibilità di prevenire o di intervenire su eventuali criticità.

Individuare i campanelli di allarme

Parlare di dipendenza è ancora prematuro, tuttavia un utilizzo eccessivo dello strumento digitale da parte di nostro figlio potrebbe essere il segnale che qualcosa non sta andando bene.

Per prevenire e intervenire correttamente dobbiamo prima captare i segnali che nostro figlio ci manda, tra cui:

  • Non è in grado di interrompere la consultazione del proprio dispositivo elettronico, per cui tende ad isolarsi e ad ignorare ogni stimolo esterno
  • Perdita di interesse per tutto il resto: il dispositivo elettronico è diventato l’unico oggetto degno di nota per vostro figlio, e ogni cosa deve essere mediata dallo schermo per suscitare curiosità e interesse
  • Lo schermo è diventato l’unica preoccupazione, al punto da saltare appuntamenti, scuola e uscite con gli amici pur di potere trascorrere un tempo maggiore sul dispositivo elettronico. Inoltre appare costantemente assente e “perso” nella consultazione ossessiva del suo cellulare
  • Lo schermo influisce pesantemente e negativamente sulla relazione tra mio figlio e il resto della famiglia: le relazioni tra vostro figlio e gli altri membri della famiglia sono ormai assenti, il ragazzo non conversa più con voi per dedicare tutta la sua attenzione sul suo smartphone
  • Mio figlio mostra evidenti segnali di nervosismo, frustrazione o altre alterazioni dell’umore quando non può utilizzare il suo dispositivo elettronico: il ragazzo apparentemente tranquillo e pacato sul suo cellulare mostra violenti ed esagerati eccessi di rabbia, nervosismo, ansia, quando per qualche motivo gli viene impedito di consultare lo strumento e partecipare alla sua vita digitale

Questi segnali non sono da interpretare in una chiave oggettiva: non esiste un limite oggettivo e fissato oltre il quale possiamo iniziare a parlare di un problema.

Contestualizzare i segnali critici

Inoltre l’elenco presentato è da contestualizzare all’interno del carattere di vostro figlio: se il ragazzo normalmente si approccia a voi in modo conflittuale, allora un atteggiamento altrettanto conflittuale nel caso gli proibiate di utilizzare il suo smartphone è normale e non necessariamente è indice di un problema in corso.

Situazione differente nel caso vostro figlio sia sempre stato un ragazzo molto pacato, oppure nel caso questi eccessi emotivi si verifichino esclusivamente quando l’oggetto del conflitto è lo strumento tecnologico.

Dobbiamo anche considerare un altro aspetto molto importante: la particolare fascia di età che si chiama “adolescenza”.
Siamo in presenza di un periodo di vita fortemente caratterizzato da sconvolgimenti ormonali, inaspettati e talvolta sconvolgenti sviluppi corporei, cognitivi e mentali.

È anche il periodo della forte ribellione contro il Sistema, spesso individuato nei genitori dai quali il nostro ragazzo sta iniziando a prendere le distanze, alla ricerca di una propria identità.

È il momento in cui si inizia ad osservare il mondo con occhi nuovi, cosa che provoca nei nostri ragazzi un’ulteriore spinta all’esplorazione della Realtà che li circonda e delle proprie potenzialità. Ed è il periodo delle grandi sperimentazioni di se stessi.

Tutto questo rende difficile per i genitori comprendere quanto il mutato atteggiamento del proprio figlio è dovuto allo strumento tecnologico, oppure più semplicemente è frutto del particolare periodo di vita che sta vivendo.

Inoltre lo smartphone è diventata la porta di accesso delle nostre vite, per cui ogni cosa passa attraverso quel piccolo schermo.

A tal proposito possono venirci in aiuto riflessioni quali:

  • Il rapporto con mio figlio è sempre stato così conflittuale?
  • Mio figlio si rinchiude sul suo smartphone perché gli stimoli che riceve non sono più adatti alla sua nuova età?
    • Forse online ha conosciuto persone verso le quali prova maggiore affinità di pensiero e di interessi?
    • Forse ha sviluppato interessi che non può esaudire nel luogo in cui vive, per cui riesce a portarli avanti grazie al Web?
  • Forse mio figlio sta sviluppando un genuino interesse verso lo strumento digitale?
  • Forse è accaduto qualcosa di specifico nella vita di mio figlio, che non necessariamente interessa la sua vita digitale, per cui il suo assorbirsi nel Web è una sorta di fuga?
  • Forse mio figlio è attirato da questo mezzo semplicemente perché per lui è nuovo?
  • Che cosa fa di preciso quando è sul suo cellulare?

Che cosa possiamo fare noi adulti

Nello studiare strategie di movimento dobbiamo partire da alcune basi fondamentali:

  • Il digitale c’è, ed è destinato a rimanere, semmai ad evolversi
  • Il digitale è parte integrante della vita delle nuove generazioni, tanto che non esiste più distinzione tra online ed offline, analogico e digitale, e negli ambienti del settore si parla già di Mixed Reality e Hybrid Identity

Proibire il digitale ai nostri ragazzi significherebbe proibirgli un pezzo di vita, né possiamo cancellarlo dalla faccia della Terra.

Possiamo invece capire come renderlo uno strumento di opportunità per i nostri figli, ricordandoci che tutto passa attraverso la relazione che noi abbiamo con loro.

La promozione di un uso diverso dello smartphone

Questo avviene non mediante la demonizzazione del mezzo, azione che provocherebbe ancora più distanza tra le generazioni, ma mediante la promozione di un utilizzo differente delle stesse piattaforme:

  • Verifica la bontà di un canale prima di permettere a tuo figlio di usufruire dei suoi contenuti: in questo modo, una volta appurata l’appropriatezza del canale, ti sentirai più tranquillo nel lasciarlo esplorare questo Nuovo Mondo digitale con maggiore autonomia, ovviamente senza mai abbassare la guardia
  • Promuovi l’utilizzo di App che richiedono l’elaborazione di un ragionamento o di un pensiero, anziché quelle App che si basano su un’attività di stimolo-risposta: in questo modo eviti l’utilizzo ossessivo e compulsivo del mezzo, e nel frattempo converti un’esperienza di puro intrattenimento in un’esperienza formativa
  • Trascorri del tempo vicino a tuo figlio mentre questi utilizza il suo dispositivo elettronico, ed instaura un dialogo su quanto sta avvenendo sullo schermo: in questo mondo permetti a tuo figlio di sentirti più vicino al suo mondo, oltre a creare momenti di riflessione sull’utilizzo del mezzo
  • Interessati genuinamente della vita digitale di tuo figlio: dal momento che la vita digitale è un pezzo di vita di tuo figlio, interessandoti non solo ti assicuri di monitorare l’esperienza, ma gli fai anche capire che stai accettando tutta la sua vita e tutta la sua persona
  • Di tanto in tanto sperimenta le App che usa tuo figlio, e chiedi a lui informazioni sul loro utilizzo.

Ricorda anche che, salvo casi eccezionali, il focus dell’attenzione non deve essere sulla quantità di tempo passato davanti allo schermo, ma sulla qualità di questo tempo.

E, soprattutto, dai tu per primo il buon esempio!

Nel momento in cui stabilite una regola o un codice di utilizzo del cellulare, ricorda che anche te in quanto genitore sei tenuto a rispettare queste regole!

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Bibliografia

Domoff, Sarah & Harrison, Kristen & Gearhardt, Ashley & Gentile, Douglas & Lumeng, Julie & Miller, Alison. (2017). Development and Validation of the Problematic Media Use Measure: A Parent Report Measure of Screen Media “Addiction” in Children. Psychology of Popular Media Culture. 10.1037/ppm0000163.

Kids and screen time: Signs your child might be addicted, Michigan News, https://news.umich.edu/kids-and-screen-time-signs-your-child-might-be-addicted/

Media and Young Children ACTION GUIDE, 8th edition, http://www.truceteachers.org/uploads/1/5/5/7/15571834/media_action_guide_2010_bw.pdf

Michelle M. Neumann, Guy Merchant & Cathy Burnett (2018) Young children and tablets: the views of parents and teachers, Early Child Development and Care, DOI: 10.1080/03004430.2018.1550083

Przybylski, A. K., & Weinstein, N. (in press). Digital screen time limits and young children’s psychological Well-being: Evidence from a population-based study. Child Developmenthttps://doi.org/10.1111/cdev.13007

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