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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 96° PUNTATA

Solo farfalle!

06 Nov 2015

6 novembre 2015

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner per Agendadigitale.eu

Il dottor Annthok Mabiis ha annullato tutte, o quasi, le memorie connesse della galassia per mezzo del Grande Ictus Mnemonico. “Per salvare uomini e umanidi dalla noia assoluta” perché le memorie connesse fanno conoscere, fin dalla nascita, la vita futura di ciascuno in ogni particolare. La Memory Squad 11, protagonista di questa serie, è incaricata di rintracciare le pochissime memorie connesse che riescono ancora a funzionare. Non è ancora chiaro se poi devono distruggerle o, al contrario, utilizzarle per ricostruire tutte quelle che sono state annientate, se devono cioè completare il lavoro del dottor Mabiis o, al contrario, riportare la galassia a “come era prima”. Un’altra nuova missione della Memory Squad 11 è di catturare il dottor Mabiis, almeno per discutere con lui il futuro della galassia. L’agente Xina Shaiira, sulle sue tracce, scompare (puntate 64, 65, 66, 67). Li troviamo nella savana. Xina, alcune signore e molte farfalle. Colorate. Parlano delle intenzioni del dottor Mabiis. Della sua voglia di far tornare la galassia indietro di almeno un secolo. Bloccando altre memorie connesse, le language-memory, quelle che consentono di parlare con chiunque animali compresi, piante, monumenti, case, animali, spiagge, castelli, fiumi, laghi, mari, pesci.  Il dottor Mabiis abita dentro un immenso baobab. Dentro quel tronco di baobab, ormai satolla e frenetica, pulsa loquace una delle tante sinapsi della galassia.

“Sappiamo solo che si tratta di un baobab… vero Sama?” silenziava Akila Khaspros, la comandante della Memory Squad 11.
 “Ne parlava in modo vago una savana, due notti fa, comandante! Una savana africana. Sono state intercettate più memorie in affanno… ma non connesse, purtroppo… ma indossate…” pinpittava Sama Hargo, analista del linguaggio e delle memorie della squadra.

La tempesta di sabbia non invogliava. Tutta la squadra abbracciò una pausa.
 “Amo questo hotel. Gli hotel estremi sono l’unico posto dove riesco veramente a riposare… dove recupero la capacità di pensare…” scioglieva la comandante.
“Quattro giorni di tempesta di sabbia… Queste cupole trasparenti mi ricordano un vecchio romanzo di tre secoli fa, “The dome” si chiamava, o almeno mi pare…” professorava Stefano Magli, l’agente di Memoria Antica della squadra.

Le cupole generarono le capsule. Le capsule generarono il Ripair. Indistruttibile. Ammortizzante. Iniziarono gli hotel. Il grande lusso nelle faglie dei terremoti sfrenati. Nei cicloni tropicali infami. Nelle alluvioni vomitorie. Negli tzunami osceni. Nelle onde raccapriccianti. Gli hotel galleggiano. Sobbalzano. Fluttuano. Volteggiano. Affondano. Risalgono. Contengono. Mille umani. Un milione. Un miliardo. Sul pianeta Terra. Sui pianeti colonizzati.
La furia esterna. Dentro incolumità. Tranquillitudine. Come protetti nel ventre della madre. Silenziati gli insulti delle bufere. Felicità pura è essere inattaccabili.

La sabbia posata. La pausa irrorata. La squadra armata. Esce. Zigzaga. Sbreccia. Polvera. Ramoscella. Sterricchia. Svèvita. Nell’infinita savana. Fino al grande baobab.

“Qui dentro c’è il dottor Mabiis! E c’è anche la nostra Xina Shaiira… ormai ex vicecomandante… non penso che la sua copertura abbia retto… oppure semplicemente sta dalla parte di Mabiis…”
“Uomo di grande fascino.” Lapidò l’agente Magli.

“Apriamo il baobab agenti! Ma, occhio, le memorie da recuperare sono addosso a Mabiis e forse anche a tutte le persone presenti. Secondo i nostri rilievi nove donne e nove memorie…” enumerava l’agente Hargo.

Squartarono il baobab: “Niente Mabiis, niente Xina, niente donne… solo farfalle!”

(96-continua)

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