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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 73° PUNTATA

Stadio

di Edoardo Fleischner

17 Apr 2015

17 aprile 2015

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner (Comunicazione crossmediale all’Università degli Studi di Milano, progettista crossmediale) per Agendadigitale.eu

(dalle puntate precedenti)   Il dottor Annthok Mabiis ha annullato tutte, o quasi, le memorie connesse (solo quelle connesse) della galassia col Grande Ictus Mnemonico. “Per salvare uomini e umanidi dalla noia assoluta”. Le memorie connesse fanno conoscere, fin dalla nascita, la vita futura in ogni particolare. La Memory Squad 11, protagonista di questa serie, deve rintracciare e portare davanti al Primo Tutor il dottor Mabiis, per costringerlo a  fagli rimettere in connessione almeno le Memore Vitali.
L’agente Shaiira, distaccatasi dalla sua Memory Squad 11 è all’inseguimento del dottor Mabiis. S’inoltra in un bosco. Si perde nel buio. La Memory Squad 11 si mobilita per rintracciare Shaiira e giunge al bosco. In una radura  incontra un folto gruppo di defunti vivi, avatar luminosi. Sono le In-Memorie, mille personaggi della Storia. Improvvisamente due farfalle bianche si trasformano in un signore grasso. Grosso. In tenuta da escursione. “È  il dottor Mabiis!” urlano gli agenti. Mabiis fugge nell’alba. Inseguito da miliardi di farfalle bianche: le memorie sconnesse. Ora, gli agenti intercettano una memoria connessa a Rio. Abbandonano l’inseguimento di Mabiis. La memoria potrebbe essere sotto i piedi della ballerina Sinval.
“Fra un attimo la memoria connessa sarà nostra!” sventagliava la comandante. L’agente Sama Hargo è a un passo. Inserisce sotto i piedi aerei di Sinval il recupero-memorie-connesse. Sinval non danza più. Sinval diventa una statua. Di marmo. Spettacolarmente schiaccia l’agente Sama Hargo in una pozza rosso carnevale di sangue.

L’agente Sama Hargo ride. Sinval si sbellica. Il samba applaude. Gli agenti sbracano.

“La memoria è nel carnevale! Confermo!” zittisce la comandante Khaspros. “È in alto, molto in alto!” orienta Afro Allaa, l’agente navigatore esperto di mappe e di sopravvivenza.

Il governatore Sampaio Arantes Dos Santos Vieira applaudiva. Nell’alta tribuna. Accennava i passi. Una carica simbolica. Abolita da due secoli. Accarezzava i carri. In piedi da ore. Le ginocchia dolenti. Tanto prestigio. Il cappello a piume. Tondo. Indio. Come un’aureola. Non una parola. Ma ordini eseguiti all’istante. Pensierava: “…rallentare il flusso… non ci sono più le memorie connesse… migliaia di persone spingono… non vogliamo morti schiacciati…” Ubbidivano. Eseguivano. Fermavano. Transennavano. Imbutavano. Serravano. Deviavano. Spaziavano. Quietavano. Rivolavano. Indirizzavano. Aggregavano. Spensieravano. Assecondavano. Perimetravano.

Arantes ronzava un pericolo. Chiuse gli occhi. Rio sparì. La follia di un macete. Aprì gli occhi. La folla di milioni. Ondavano. Sinusavano. Tamburavano. Colmavano. Svuotavano. Sfrenavano. Grondavano. Assiepavano. Spensieravano. Percussavano. Ballavano.

Il ballo vola i pesi. Pranza i rancori. Spazia i capricci. Ciela i furori. Assaggia gli amori. Fiuta gli equilibri. Arrossisce gli orizzonti. Avvolge i paradossi. Contempla le ombre. Assale le solitudini.

La testa piumata di Arantes. Ritmava. “La memoria connessa arriva da lassù!” mirava la comandante. Lassù c’era stata. Lassù fu abbandonata. Dileggiata. Appesantita. Guardare in alto le doleva sempre. “È sul palco massimo!…” La testa di Arantes dialogava col collo. Bisbigliava con le spalle. Battibeccava coi polpacci. Rinfacciava ai fianchi. Incoraggiava il busto.

Gli agenti sui gradini. Due alla volta. In salita. Forsennata. I comandati da Arantes in discesa verso il fiume della samba. Gli agenti agli ultimi gradini. Sulla piattaforma. Arantes di spalle. Di fianco un macete improvviso.
“La memoria connessa è dentro la sua testa, agenti!… Solita mossa! ”Dobbiamo solo sfiorargli le tempie…”
Le tempie volarono. Il cappello a piume. La testa recisa.
La testa del governatore onorario Sampaio Arantes Dos Santos Vieira sfuggì ai cinque agenti. Alle cento braccia protese. Verticò sul carro. La scia di sangue gocciolò sui ballerini. Rimbalzò.

Un macabro pallone rotolò in uno stadio.

(73-continua)

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