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Terza età, le cinque invenzioni che aiutano a viverla meglio

Le tecnologie già in circolazione che possono avere un grande impatto sulla vita quotidiana delle persone: le ha individuate il Wall Street Journal indicandole come le invenzioni che potrebbero aiutarci a vivere non solo più a lungo, ma anche meglio

24 Mar 2022
Domenico Marino

Università Degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Il Wall Street Journal in una recente rubrica visionaria intitolata: “Five Inventions to Help Us Live Better, Longer” individua cinque tecnologie che potrebbero aiutarci a vivere meglio e più a lungo. Non si tratta dell’elisir di eterna giovinezza, né di una particolare fonte di energia che, come nel caso degli arzilli vecchietti del film di fantascienza “Cocoon”, è in grado di far ringiovanire gli uomini.

Si tratta di cinque dispositivi, che sono facilmente realizzabili sviluppando delle tecnologie già esistenti e per molti versi mature e che ci mettono in grado di affrontare meglio la vecchiaia andando a potenziare delle capacità che gli anziani cominciano a perdere.

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Vecchiaia e qualità della vita

Oggi, grazie al progresso tecnologico, la nostra vita media si è allungata, fino a più di 80 anni e anche il concetto di vecchiaia è cambiato, perché fino alla soglia dei settant’anni si è ancora in età lavorativa e fino ad 80 anni un gran numero di persone conserva la quasi totale autosufficienza.

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Non è da escludere che nei prossimi anni i progressi della medicina riusciranno a portare la vita media anche a 90 o 100 anni. Accanto, però, all’allungamento della vita occorre prestare attenzione anche al mantenimento e al miglioramento della qualità della vita. Vivere più a lungo va bene ed è importante, ma ancora più importante è allontanare temporalmente lo spettro della progressiva perdita di capacità.

In generale nella vecchiaia si assiste, ad esempio a un declino sensoriale che coinvolge soprattutto i quattro sensi più importanti (con l’esclusione del tatto) e a un declino cognitivo più o meno lento. Questa progressiva perdita della capacità di cogliere le sensazioni del mondo esterno, unita al progressivo declino cognitivo, porta a un crescente isolamento sociale e a un minore interesse per la vita.

Riuscire con la tecnologia a compensare queste perdite di capacità può essere un ottimo sistema per garantire una migliore qualità della vita e anche, in ultima analisi, una vita più lunga.

Le tecnologie che possono aiutarci a vivere meglio

Quest cinque tecnologie, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal sono:

  • Dispositivi indossabili per migliorare la vista
  • Cucchiai per migliorare la percezione dei sapori
  • Apparecchi acustici
  • Impianti celebrali per sentire gli odori
  • Spille per combattere la solitudine

Vista: il dispositivo IrisVision

Il rischio di sviluppare patologie oculari che riducono o azzerano le capacità visive aumenta con l’età e dei dispositivi indossabili potrebbero sia aiutare a diagnosticare i problemi di vista sia compensarne il calo progressivo. IrisVision, una startup con sede in California, in collaborazione con Samsung ha progettato un dispositivo basato sulla realtà virtuale che è in grado di aiutare a ripristinare la visione per i pazienti che soffrono di degenerazione maculare. Il dispositivo include uno smartphone che, utilizzando un software, è in grado di trasmettere le immagini catturate dalla fotocamera su aree ancora funzionanti della retina. Questo permette al cervello di comporre un quadro completo a dispetto della degenerazione maculare.

Gusto: il cucchiaio che stimola le papille gustative

La capacità delle persone di sentire i sapori inizia a diminuire intorno ai 60 anni e, inoltre, alcuni farmaci di uso comune per gli anziani possono contribuire ulteriormente a offuscare questo senso. L’Università del Maine sta sviluppando un cucchiaio che aumenta artificialmente la percezione del salato. Un minuscolo modulo sul manico invia deboli correnti elettriche a due elettrodi posti sul dorso dell’utensile. Quando la lingua tocca gli elettrodi, un segnale elettrico stimola le papille gustative permettendo di percepire il sale indipendentemente dal fatto che il condimento si trovi effettivamente nel cibo.

Udito: gli apparecchi acustici intelligenti

La perdita dell’udito è prevalente tra le persone con più di 70 anni e gli apparecchi acustici attuali, ormai quasi invisibili, sono destinati a svolgere il solo compito di amplificare i suoni. Il passo in avanti tecnologico è quello di dotare questi dispositivi di un software alimentato dall’intelligenza artificiale che li rende capaci di ridurre il rumore di fondo e di amplificare il parlato in ambienti affollati. Gli apparecchi acustici potrebbero, inoltre, incorporare dispositivi per ottenere biomarcatori come la frequenza cardiaca, la temperatura corporea e la saturazione di ossigeno nel sangue e per avvisare il medico in ogni situazione di rischio o di emergenza medica.

Olfatto: il naso elettronico

Nessuna tecnologia esistente può compensare la perdita dell’olfatto, comune tra le persone anziane. I ricercatori della Virginia Commonwealth University per cambiare questa situazione stanno sperimentando un “naso” elettronico che rileva la composizione chimica degli odori convertendola in segnali elettrici. Questi segnali sono inviati a elettrodi che sono impiantati nella parte del cervello che identifica gli odori. Stimolando il cervello direttamente, con una tecnica nota come “stimolazione cerebrale profonda, si bypassa il danno nervoso che ostacola il riconoscimento degli odori. I rischi associati alla stimolazione cerebrale profonda sono relativamente bassi, anche se la procedura richiede un intervento chirurgico invasivo.

La solitudine e l’isolamento, che sono frequenti fra i vecchi, sono stati causati principalmente dall’ipertensione, dalle malattie cardiache e dal declino fisico e cognitivo.

Il dispositivo “anti-solitudine”

I ricercatori della RMIT University e del Bolton Clarke hanno progettato un dispositivo di ascolto indossabile che conta il numero di parole che pronuncia chi lo indossa. Quando questo conteggio scende al di sotto di una certa soglia, segno che chi lo indossa potrebbe avere interazioni minime con gli altri, viene inviato un messaggio di testo a un parente o a un operatore sanitario per farlo intervenire per prevenire il senso di solitudine.

Conclusioni

Come è evidente si tratta di piccole invenzioni che possono avere un grande impatto sulla vita quotidiana delle persone. Questi, ovviamente, sono solo alcuni esempi che fanno capire come oggi esista un margine importante per sviluppare start up innovative che abbiamo come mission quella di migliorare anche un singolo segmento della nostra vita quotidiana sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia. Si tratta di creare tecnologia utile, che cioè risolve problemi concreti. In questo modo la tecnologia può cominciare ad essere un valido strumento per una migliore qualità della vita.

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