IA e corporate governance

L’IA in consiglio di amministrazione: ecco “l’algo-governance”

IA e nuove tecnologie al momento sono in grado di coadiuvare ma non sostituire le funzioni sociali affidate, nell’ambito della struttura corporativa societaria, agli organi di amministrazione e controllo. Ma il contributo offerto è comunque prezioso in diversi ambiti. Vediamo quali

Pubblicato il 05 Apr 2022

Valeria Falce

Jean Monnet Professor of EU Innovation Policy; Professor in Digital Transformation and AI Policy; Ordinario di diritto dell’economia nell’Università Europea di Roma e Direttore ICPC – Innovation, Regulation and Competition Policy Centre

Cecilia Sertoli

Dottoranda, ICPC-Innovation, Regulation and Competition Policy Centre, Università Europea di Roma

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renAIssance - intelligenza artificiale

La corporate governance beneficia del processo di innovazione disruptive in molti modi[1].

Le imprese non si avvalgono delle nuove tecnologie solo per la produzione e la distribuzione, ma anche per la gestione e per il controllo, per migliorare la propria performance sul mercato e migliorare processi e meccanismi decisionali all’interno.

Decisioni prese dall’intelligenza artificiale, cosa rischiamo? Le sfide sul tavolo Ue

Per quanto in dottrina siano state prospettate audaci previsioni quali quella di un consiglio di amministrazione costituito da uno o più sistemi di intelligenza artificiale (il così detto Roboboard)[2] e quella di un consiglio di amministrazione ibrido, formato da amministratori umani e da sistemi di IA (i così detti Robodirectors)[3], tali proposte risultano ancora lontane dalla realtà, da un lato, per i limiti di diritto positivo e, dall’altro, per l’“opacità” dei sistemi (black box) in cui l’output generato non può essere verificato nei processi e passaggi, e quindi motivato.

Il ruolo dell’IA nel board

Allo stato, insomma, IA e nuove tecnologie sono in grado di coadiuvare ma non sostituire le funzioni sociali affidate, nell’ambito della struttura corporativa societaria, agli organi di amministrazione e controllo. Il contributo offerto è comunque prezioso in termini di:

  • integrazione dell’attività istruttoria, che presuppone una serie di operazioni strumentali all’assunzione di decisioni più informate ed efficienti che ben si prestano ad essere svolte da sistemi di IA;
  • predizione automatizzata a supporto dell’indirizzo strategico e delle scelte gestorie cui è chiamato il board, attraverso l’acquisizione e poi l’elaborazione di dati e soluzioni, che si correggono da sole e valutando in tempo reale rischi ed opportunità;
  • attività di corporate reporting, dal momento che il valore aggiunto che le nuove tecnologie comportano consiste proprio nella agilità con cui i sistemi di IA raccolgono, analizzano e aggregano i dati e nella velocità con cui da questi generano dei report[4];
  • compliance, grazie alla capacità propria del sistema di monitorare il panorama normativo con la possibilità di notificare in tempo reale le singole novità legislative;
  • produzione e gestione dei flussi informativi interni: si pensi, ad esempio, all’informativa pre-consiliare e, più in generale, alla protezione dei dati, dal momento che le informazioni trasmesse in ambito societario spesso contengono informazioni di particolare rilevanza (è il caso anzitutto di quelle privilegiate);
  • autovalutazione del board;
  • identificazione dei “migliori candidati” in caso di cooptazione o anche, più in generale, di nomina e di predisposizione della lista da parte del consiglio di amministrazione uscente;
  • gestione del dialogo con gli azionisti e la partecipazione di questi ultimi alla vita sociale e societaria, oggi sempre più centrale, assicurandoo la partecipazione a livello diffuso e capillare (fino alla c.d. platform governance e alla community-driven governance).

Prossimi passi

Le applicazioni dei sistemi IA come strumento, ausilio e supporto anche nell’ambito della corporate governance sono molte e tutte utili. Si tratta di usi al servizio e non in sostituzione degli organi di governo, e, come tali, sottoposti ad una attenta e consapevole “supervisione umana”[5].

Per proseguire lungo il percorso dell’algogovernance nel rispetto della visione umanocentrica che è alla base della strategia europea, la strada è segnata ed è a senso unico: bisogna investire nella cultura IA, rafforzando sì la fiducia degli utilizzatori e dei beneficiari, ma soprattutto l’accountability e la verificabilità degli algoritmi impiegati.

*Questo articolo è parte della rubrica “Innovation Policy: Quo vadis?” a cura dell’ICPC-Innovation, Regulation and Competition Policy Centre

Note

  1. Falce, Panzironi, L’intelligenza artificiale spiana la strada all’organizzazione a rete, Il Sole 24 Ore, 16 marzo 2021, 44. ↑
  2. V. per tutti MÖSLEIN, Robots in the boardroom: artificial intelligence and corporate law, in Research Handbook on the Law of Artificial Intelligence, a cura di W. Barfield – U. Pagallo, Cheltenham, 2018, p.. 650 ss., a p. 663 ss. ↑
  3. V. per tutti BURRIDGE, Artificial intelligence gets a seat in the boardroom, Nikkei Asian Review, 10 maggio 2017, disponibile su http://asia.nikkei.com/Business/Companies/Artificial-intelligence-gets-a-seat-in-the-boardroom. ↑
  4. In particolare, tale possibilità è stata oggetto di una completa analisi condotta nel 2019 dal Financial Reporting Council (FRC) i cui risultati sono raccolti documento intitolato “Artificial Intelligence and Corporate Reporting”. ↑
  5. Cfr. COM(2021) 206 final, art. 14. ↑
  6. Falce, Intelligenza artificiale, regole e tenuta dei valori UE, Il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2021, 32. ↑
  7. Cfr. Risoluzione del Parlamento europeo del 20 gennaio 2021 sull’intelligenza artificiale: questioni relative all’interpretazione e applicazione del diritto internazionale nella misura in cui l’UE è interessata relativamente agli impieghi civili e militari e all’autorità dello Stato al di fuori dell’ambito della giustizia penale (2020/2013(INI)), dove si legge che per «sistema di intelligenza artificiale (IA) » si intende «un sistema basato su software o integrato in dispositivi hardware che mostra un comportamento che simula l’intelligenza, tra l’altro raccogliendo e trattando dati, analizzando e interpretando il proprio ambiente e intraprendendo azioni, con un certo grado di autonomia, per raggiungere obiettivi specifici». ↑

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