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YouTube, educare i ragazzi per evitare i rischi: cosa fare a casa e a scuola



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Appena un secolo fa, il cinema era considerato uno strumento diseducativo e la Tv, quando comparve, venne bollata come “lo schermo sfasciafamiglie”. Così sta avvenendo anche con YouTube, ma abbiamo imparato che demonizzare non serve a nulla: serve, piuttosto, educare

Pubblicato il 29 ago 2023

Pietro Alviti

Docente – Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano (Fr)



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YouTube può in un certo senso essere considerato come il Cinema cento anni fa, quando il grande storico francese Marc Bloch decise di studiarne la storia. Lo rivela in una lettera al suo amico e collega Lucien Febvre: ma quello che egli scrive andava profondamente contro corrente.

All’epoca il cinema era considerato un prodotto di massa diseducativo e scabroso, almeno dall’alta società francese, quella a cui Bloch appartiene. Se volevi parlare di arte negli anni 20 del XX secolo, quella chiamata a rappresentare la vita era il teatro. Il cinema serviva soltanto a divertire, con le sue scenette, il popolino. L’intuizione di Bloch fu di capire che il cinema era ben altro. Vedeva quei brevi filmati e vi trovava profonde risonanze con la realtà quotidiana.

Prima venne il cinema, poi la televisione e infine YouTube

Lo stesso fenomeno si ripeté negli anni ‘40 negli Stati Uniti e vent’anni dopo in Europa: il cinema era ormai considerata la settima arte, mentre il suo posto popolare veniva preso dalla televisione, vero oppio delle famiglie, riunite di fronte allo schermo luminescente.

Le persone che hanno la mia età, ho vissuto i primi 6 anni della vita senza sapere cosa fosse la televisione, ricordano le campagne terroristiche contro lo schermo sfascia famiglie, che però era in grado di insegnare l’italiano a milioni di persone analfabete.

Come la scuola affrontò l’influenza della Tv

Anche la scuola si preoccupò della televisione e dell’influenza che poteva avere nella formazione dei bambini e dei ragazzi, fino ad inventare una nuova disciplina, l’educazione all’immagine. Era il tentativo di rincorrere il mezzo mediale che progrediva velocemente. La scelta della politica scolastica di quegli anni, contenuta nei Nuovi Programmi del 1985, esprimeva però una indicazione concreta: il progresso tecnologico non va demonizzato, i bambini vivono nella modernità e la scuola deve accompagnarli nella loro vita, qualunque sia il contesto in cui sono inseriti.

Fu un principio straordinario che dovrebbe ancora oggi guidarci nel confronto con le tecnologie in cui i nostri figli, ma anche noi, siamo immersi.

Pensate che oggi, al contrario di allora, la televisione è considerata rassicurante se paragonata ai pericoli del web.

Il caso dei The Borderline

E i recenti fatti che hanno coinvolto gli youtuber la cui auto ha travolto una famigliola, uccidendo un bambino di 5 anni, hanno messo in evidenza uno dei contesti che più terrorizza l’opinione pubblica, quello delle challenge. Sfide più o meno pericolose, che coinvolgono schiere di ragazzi e ragazze, intenti ad ottenere visibilità e, perché no, a monetizzare i “mi piace”

Forte è stata l’indignazione di fronte a quanto è accaduto, con folle di opinionisti pronti a chiedere il rogo dei server che ospitano la piattaforma, mostrando soprattutto l’ignoranza di cosa sia offerto sulla piattaforma online (qualcuno ha proposto restrizioni ai contenuti pubblicabili, qualcuno addirittura il divieto di poter monetizzare con i video, come se tutti gli youtuber proponessero gli stessi, pericolosi, contenuti), senza pensare a quale grande mare di informazioni contenga YouTube e come la piattaforma possa essere utilizzata in senso educativo e formativo. Pensate soltanto alle ricette di cucina per non parlare delle visite virtuali ai musei e ai grandi luoghi d’arte, a breve fruibili in realtà immersiva anche all’interno delle scuole.

Ma cosa sono davvero le challenge?

Val la pena allora seguire lo stesso metodo dei Nuovi Programmi del 1985: cerchiamo di capire cosa siano le challenge, partendo proprio da quelle proposte dal collettivo di youtuber (si chiamano così i produttori di contenuti su YouTube) che ha il nome di The Border Line, la linea di confine.

Si tratta quasi sempre di prove di resistenza, dalle più innocue, come quelle di mangiare una lingua di mucca, a quelle più rischiose, per esempio, passare 50 ore all’interno di una Lamborghini lanciata ad alta velocità per le strade di Roma. Il mondo di YouTube pullula di Challenges ma queste hanno proprio l’idea di arrivare al borderline cioè al confine dell’esperienza dell’umano. Questa mi sembra essere la caratteristica più significativa delle sfide che hanno coinvolto il gruppo dalle cui azioni poi è derivato il gravissimo incidente di Roma: pensare che la vita normale, quella di tutti i giorni, non abbia senso e quindi ci sia la necessità di spingere fino ad arrivare al confine, alla sfida. Questo è sempre accaduto nella vita dei ragazzi: continui confronti, ricerca del più abile in una determinata attività, per arrivare a Vasco e alla sua vita spericolata, ma la differenza sta ora nel fatto che la sfida è proposta a migliaia di persone contemporaneamente, spesso molto piccole, e non soltanto ad un gruppetto di amici che in qualche maniera può essere controllato da qualcuno un po’ più grande.

Inoltre, c’è da dire che tutto il mondo della comunicazione esalta l’estremizzazione dei comportamenti: le automobili sono pubblicizzate come sempre più grandi sempre più potenti, il rapporto con il corpo è teso alla sua esaltazione fisica: non è possibile avere difetti, non si può essere un po’ grassottelli, non si può essere un po’ più bassi, non si possono non avere i muscoli giusti al punto giusto. Non è una questione di benessere, di mens sana in corpore sano: è una questione di potenza, di non essere inferiore agli altri, anzi di essere superiore agli altri.

Tutto questo ha radici lontanissime: proprio in Italia, più di un secolo fa, nasceva un movimento, quello futurista, che faceva proprio della potenza, della velocità, del dominio sulla natura gli aspetti essenziali della vita, che non doveva perdere tempo a preoccuparsi dei più deboli.

Inoltre, tutto questo modo di pensare ha un enorme riflesso nell’economia consumista, perché spinge ad acquistare prodotti che possano garantire, o per lo meno far credere di garantire, una tale potenza.

Le challenge più comuni su YouTube

Ecco le challenge più comuni su YouTube:

  • Challenge alimentari: queste sfide coinvolgono il consumo di grandi quantità di cibo o la prova di cibi insoliti o piccanti. Un esempio famoso è la “Cinnamon Challenge”, in cui le persone cercano di inghiottire un cucchiaio di cannella in polvere senza bere acqua.
  • Challenge fisiche: queste sfide coinvolgono attività fisiche o sportive. Ad esempio, la “Yoga Challenge” in cui le persone cercano di riprodurre posizioni di yoga complesse o la “Gymnastics Challenge” in cui le persone cercano di eseguire acrobazie o movimenti ginnici.
  • Challenge virali: queste sfide diventano virali e si diffondono rapidamente su YouTube. Ad esempio, la “Ice Bucket Challenge”, in cui le persone si versano un secchio di acqua gelida sulla testa per sensibilizzare sull’ALS e raccogliere fondi per la ricerca.
  • Challenge di trucco o moda: queste sfide coinvolgono la sperimentazione di nuovi look o stili di trucco o moda. Ad esempio, la “Makeup Challenge” in cui le persone cercano di riprodurre un look di trucco specifico o la “Fashion Challenge” in cui le persone cercano di creare outfit creativi con oggetti comuni.
  • Challenge pericolose o rischiose: alcune sfide su YouTube possono comportare rischi per la sicurezza o la salute. Queste sfide dovrebbero essere evitate in quanto possono causare lesioni o danni. Esempi di sfide pericolose includono la “Fire Challenge” in cui le persone si mettono fuoco o la “Tide Pod Challenge” in cui le persone cercano di mangiare le capsule di detersivo.

Come proteggere i bambini e i ragazzi

Le sfide su YouTube possono rappresentare una sfida per genitori, figli e la scuola, poiché possono comportare rischi per la sicurezza, l’influenza negativa e il tempo speso in modo non costruttivo.

La reazione peggiore però sarebbe quella di vietare l’utilizzo dello strumento che pure ha tanti vantaggi. Affrontare le sfide su YouTube richiede dunque uno sforzo collettivo da parte dei genitori, dei ragazzi e delle scuole. Mantenendo una comunicazione aperta, imponendo limiti appropriati e fornendo una formazione sulla sicurezza online, si può contribuire a proteggere i bambini e i ragazzi mentre si godono i benefici che YouTube può offrire.

  • Comunicazione aperta: genitori e figli dovrebbero avere una comunicazione aperta su ciò che accade su YouTube. Discutere delle sfide, dei rischi associati e delle conseguenze può aiutare a creare una maggiore consapevolezza.
  • Impostare limiti: è importante stabilire regole chiare sull’uso di YouTube. Ad esempio, limitare il tempo trascorso sui video o impostare filtri di contenuti per evitare l’accesso a contenuti inappropriati.
  • Monitoraggio dell’attività online: i genitori dovrebbero monitorare l’attività online dei loro figli, inclusi i video che guardano su YouTube. Ciò può aiutare a individuare eventuali sfide o contenuti inappropriati e intervenire tempestivamente.
  • Educazione sulla sicurezza online: genitori e scuole possono fornire una formazione sulla sicurezza online per aiutare i bambini a comprendere i rischi e adottare comportamenti responsabili quando navigano su YouTube. Questo può includere insegnare loro a identificare contenuti inappropriati, ad evitare la partecipazione a sfide pericolose e ad utilizzare funzioni di segnalazione dei contenuti.
  • Coinvolgimento della scuola: le scuole possono svolgere un ruolo attivo nell’affrontare queste sfide. Possono organizzare seminari sulla sicurezza online, collaborare con i genitori per promuovere un uso responsabile di YouTube e stabilire politiche sulla navigazione Internet durante le ore scolastiche.
  • Modelli positivi: i genitori e gli educatori possono essere modelli positivi per i bambini, mostrando loro l’importanza di un uso equilibrato e consapevole di YouTube. Ad esempio, possono incoraggiare le attività offline, come lo sport o l’arte, e coinvolgere i bambini in attività che favoriscono lo sviluppo delle competenze.
  • Segnalazione dei contenuti pericolosi: se si trova un contenuto dannoso o una sfida pericolosa su YouTube, è importante segnalarlo immediatamente all’amministrazione del sito o alla piattaforma in modo che possano prendere le misure appropriate.

Come aiutare i ragazzi ad adottare comportamenti sani

Anche i ragazzi dovrebbero essere spinti ad adottare comportamenti “sani”.

  • Consapevolezza dei rischi: i ragazzi dovrebbero essere consapevoli dei rischi associati a determinate sfide. Alcune sfide potrebbero coinvolgere attività pericolose, violenze o comportamenti rischiosi. È fondamentale comprendere che ciò che viene mostrato su YouTube potrebbe non essere sempre sicuro o appropriato.
  • Pensare prima di partecipare: i ragazzi dovrebbero riflettere attentamente prima di partecipare a una sfida su YouTube. Devono valutare se l’attività proposta è sicura, salutare e appropriata per la loro età. Se hanno dubbi o preoccupazioni, è meglio evitare di partecipare.
  • Imparare a distinguere: i ragazzi dovrebbero sviluppare la capacità di distinguere tra sfide divertenti e innocue e quelle che possono essere pericolose o dannose. Dovrebbero essere in grado di valutare i potenziali rischi e prendere decisioni informate sulla partecipazione.
  • Responsabilità online: i ragazzi devono capire che sono responsabili delle proprie azioni online. Devono rispettare le norme di sicurezza e comportamentali e prendere in considerazione l’effetto delle loro azioni su se stessi e sugli altri. Se vedono contenuti dannosi o pericolosi, devono segnalarli alle autorità competenti o agli adulti di fiducia.
  • Promuovere l’uso creativo: i ragazzi possono essere incoraggiati a utilizzare YouTube in modo creativo e costruttivo. Ad esempio, possono creare i propri video che promuovono talenti, hobby o messaggi positivi anziché partecipare a sfide rischiose.
  • Educare sulla sicurezza online: gli adulti e le istituzioni educative possono svolgere un ruolo importante nell’educare i ragazzi sulla sicurezza online. Dovrebbero fornire informazioni e risorse sulle sfide, sui rischi associati e sulle misure da prendere per proteggersi.

Cosa può fare la scuola

L’educazione, la comunicazione aperta e il coinvolgimento dei genitori sono elementi chiave per affrontare in modo efficace le sfide su YouTube e promuovere un ambiente online sicuro per i ragazzi.

  • Coinvolgimento degli insegnanti: gli insegnanti possono giocare un ruolo attivo nell’affrontare le sfide su YouTube. Possono tenersi aggiornati sulle tendenze e sulle sfide popolari, al fine di essere in grado di discuterne in modo informato con gli studenti. Possono anche incoraggiare l’uso creativo di YouTube, ad esempio, incoraggiando gli studenti a creare video educativi o a condividere le loro conoscenze e passioni.
  • Monitoraggio dell’attività degli studenti: la scuola può monitorare l’attività online degli studenti durante le ore scolastiche, al fine di individuare eventuali comportamenti inappropriati o rischiosi. Ciò può essere fatto attraverso l’utilizzo di software di filtraggio o attraverso la supervisione diretta dei dispositivi degli studenti.
  • Creazione di contenuti educativi: la scuola può creare i propri contenuti educativi su YouTube, offrendo così agli studenti una fonte affidabile e sicura di informazioni. Questi contenuti possono essere utilizzati come risorsa supplementare per gli studenti e come alternativa ai contenuti potenzialmente dannosi o non accurati presenti su YouTube.

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