compravendita bitcoin

Bitcoingo, la sentenza della Cassazione è un segnale di allarme: ecco perché

Senza un adatto apparato sanzionatorio e una regolamentazione più evoluta, materie così avanzate come quelle oggetto della sentenza Bitcoingo rischiano di essere valutate con parametri inadeguati alle esigenze del traffico dei dati e di aprire vuoti di tutela causati dalla complessità e della specificità del settore. I nodi

Pubblicato il 19 Ott 2020

Massimo Borgobello

Avvocato a Udine, co-founder dello Studio Legale Associato BCBLaw, PHD e DPO Certificato 11697:2017

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
bitcoin bilanci aziendali

La sentenza n. 26807 del 17-25 settembre 2020 ha trattato un tema di grande attualità ed alto interesse: la qualificazione giuridica dell’attività di cambiavalute virtuale in sede penale. Proviamo allora a spiegare, qualche giorno dopo, quando l’“effetto novità” si è acquietato, perché quanto stabilito dovrebbe suonare come un campanello di allarme dello scollamento tra i nuovi fenomeni del digitale e la normativa di settore.

La sentenza: momento storico o di passaggio?

La sentenza, da alcuni definita storica, da altri valutata in maniera meno entusiastica, evidenzia alcune criticità sulla qualificazione giuridica dell’attività di cambiavalute virtuale, restando, in ogni, caso, una sentenza resa in sede cautelare, ossia una pronuncia strettamente legata ad un caso specifico e priva del crisma della definitività.

Detto altrimenti: va letta e studiata con attenzione, perché enuncia dei principi rilevanti, ma non può essere considerata né un punto d’arrivo, né un pilastro per una qualche rilettura della materia.

In primo luogo, la Cassazione non è entrata nel merito né della questione giuridica in generale, né di quella più specifica relativa al portale: si è limitata a valutare la condotta dell’indagato, così come descritta nel capo d’imputazione e risultante dagli atti.

In secondo luogo, ha accolto il ricorso dell’indagato per motivi strettamente procedurali e non legati alla qualificazione giuridica dell’attività di cambiavalute virtuale.

Vediamo, quindi, where is the beef.

La Cassazione non ha censurato l’impianto accusatorio

Nela sentenza di settembre si afferma, praticamente a chiare lettere, che un’attività in cui si pubblicizzi uno strumento come “vera e propria proposta di investimento” è un’attività “soggetta agli artt. 91 e segg. TUF, la cui omissione integra la sussistenza del reato di cui all’art. 166, comma 1, lett. c), TUF” (ossia esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria, punito con la reclusione da uno a otto anni).

Nel caso di specie la vendita dei bitcoin aveva caratteristiche tipiche della proposta di investimento, a partire dallo slogan, pubblicizzato sul sito “chi ha scommesso in bitcoin in due anni ha guadagnato più dl 97%” e delle informazioni contrattuali offerte, tipiche degli strumenti di investimento.

In altre parole, la Cassazione ha affermato che quel tipo di proposta, così formulata, può essere inquadrata nell’ambito della proposta di investimento, con conseguente applicabilità, in presenza di determinati presupposti, dell’art. 166, comma1. Lett. c) TUF.

In conclusione, non ha affermato né che i bitcoin sono uno strumento finanziario, né che non lo sono; ci si è limitati dire che quella condotta può integrare un reato finanziario.

Per quanto si possa sostenere, come ha fatto la difesa dell’indagato, che in termini strettamente normativi – anche e soprattutto sul piano comunitario – i bitcoin sono qualificati come valuta virtuale e che chi opera con tale strumento effettua attività di cambiavalute virtuale e non di intermediazione finanziaria, ciò che rileva, ai fini penali, è la condotta in concreto.

La Cassazione ha, ormai da anni, adottato una concezione “panpenalistica” degli elementi normativi della fattispecie: per semplicità, si può dire che si va a verificare se vi è una concreta lesione del bene giuridico protetto dalla norma penale.

L’elemento normativo, quindi, viene letto alla luce dell’esigenza di tutela posta dal Legislatore, e non necessariamente riveste lo stesso valore che gli viene attribuito in un settore diverso dell’ordinamento giuridico.

Se da un lato l’ordinamento “perde” in termini di organicità e di coerenza interna, dall’altro il cittadino può vedere tutelate posizioni che, diversamente, sarebbero rimaste sprovviste di ogni tipo di salvaguardia.

Un caso emblematico alla base della sentenza

Il caso che ha dato origine alla tanto discussa sentenza che qui si commenta, quindi, è emblematico.

L’ordinamento ha, di fatto, regolato un settore nuovo e in piena evoluzione, effettuando distinzioni ed operando qualificazioni normative, anche specifiche, per evitare che un fenomeno estremamente rilevante, come la commercializzazione dei bitcoin, avvenisse senza una regolamentazione specifica.

Dall’altra parte, il Legislatore non ha ritenuto di dover intervenire sul piano strettamente penale, poiché le normative generali sono state ritenute sufficientemente tutelanti per evitare abusi.

A fronte di questa situazione, il Tribunale di Milano prima e la Cassazione poi, hanno ritenuto che la proposta di bitcoin con modalità e finalità speculative integrino svariate fattispecie di reato, in virtù delle modalità concrete della condotta, al di là della stretta qualificazione giuridica di cambiavalute virtuale dell’operatore.

Conclusioni

Se è vero che l’ambiente digitale necessita di una normativa specifica e peculiare perché è un novum assoluto sotto il profilo del fenomeno e non solo dei rapporti giuridici, tale affermazione può – e dovrebbe – essere estesa anche a bitcoin e blockchain, che sono realtà evolute dell’ambiente digitale, nate in esso.

In assenza di uno specifico apparato sanzionatorio e di una regolamentazione più evoluta del settore, materie così avanzate rischiano sia di essere valutate con parametri tradizionali non confacenti alle esigenze del traffico dei dati, sia di aprire vuoti di tutela determinati dalla complessità e della specificità del settore, che è lungi dall’essere alla portata di tutti.

Più che un passo avanti o una pietra miliare, quindi, la sentenza della Cassazione del 17 settembre 2020 dovrebbe essere vista come un segnale di allarme, di mancanza di corrispondenza tra fenomeno digitale e normativa del settore.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

People&Change

Tutti
CARRIERE
AI E LAVORO
COMPETENZE
Produttività e AI
AI IN AZIENDA
SCENARI
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x