Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Esperto risponde

Fattura elettronica: come rimediare alla mancata indicazione del CIG

26 Apr 2019
Salvatore De Benedictis

dottore commercialista


DOMANDA

Ho effettuato un piccolo lavoro di consulenza per un Comune. Nella fattura elettronica avevo inserito il codice CIG a seguire la descrizione dell’oggetto ma mi sono reso conto che il format ha fatto
saltare la parte finale della fase descrittiva che è proprio il codice CIG. Me ne sono accorto tardi. Purtroppo anche il Comune in questione anzichè respingere la fattura l’ha accettata.

Ora che me ne sono accorto ho scritto al Comune dicendo del problema e chiedendo di non pagare e prima di cercare di porre rimedio. A tal proposito chiedo, come porre rimedio? Una nota di credito e la nuova emissione di fattura?

Gianni Palumbo

RISPOSTA

L’obbligo di indicazione del CIG/CUP è normato dall’articolo 25, comma 2, del D.L. 66/2014, che così dispone: “Al fine di assicurare l’effettiva tracciabilità dei  pagamenti da parte delle pubbliche  amministrazioni,   le  fatture  elettroniche emesse verso le stesse pubbliche amministrazioni riportano:

  • il Codice identificativo di gara  (CIG),  tranne  i  casi  di
    esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla legge 13 agosto 2010,
    n. 136;
  • il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative a opere  pubbliche,  interventi   di   manutenzione   straordinaria, interventi finanziati da contributi  comunitari  e  ove  previsto  ai sensi
    dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.”

La normativa sopra richiamata, come previsto dall’articolo 3, primo comma, della citata Legge 136/2010, si applica nei confronti de “… gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese nonché i concessionari di finanziamenti  pubblici anche europei a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici”.

Se la indicazione del CIG nel suo caso è obbligatoria, la sua ipotesi di storno della fattura ed emissione di una nuova corretta è senz’altro necessaria; viceversa, è una opportunità, considerato che, se la PA è
consenziente, la comunicazione del CIG potrebbe avvenire anche con un mezzo diverso dalla fattura elettronica.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile inviare le proprie domande a: esperto@agendadigitale.eu 

Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4