e-fattura

Fattura elettronica b2b, la semplificazione che serve alle Pmi verso l’obbligo 2019

Si levano le prime voci di allarme e dissenso verso l’obbligo del primo gennaio 2019 sulla fattura elettronica b2b. Forse è mancato un dibattito pubblico aperto. In linea di massima la soluzione verso cui alcuni soggetti stanno spingendo è uno schema di fatturazione elettronica semplificato per le pmi

Pubblicato il 15 Mar 2018

Stefano Failla

commercialista

fattura_468445949

La CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, ha emesso un comunicato stampa il 9 marzo dal titolo “Fatturazione Elettronica. Pesanti rischi per le piccole imprese. Ne va rinviata l’introduzione” in cui si legge che, dai lavori di una Commissione nazionale di 19 esperti costituita per studiare i problemi che derivano dalla introduzione della fatturazione elettronica, è emerso che:

l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le imprese … rischia di arrecare un grave danno al sistema produttivo, in particolare alle imprese di minore dimensione. Per questo ne è indispensabile un rinvio.

La proposta di CNA, di cui si legge nel comunicato, è innanzitutto quella di introdurre un avvio graduale della fatturazione elettronica per consentire un’adeguata sperimentazione. Poi viene chiesto di ridurre al minino le informazioni obbligatorie, oltre che di trasmettere le fatture anche agli intermediari e di fornire un servizio gratuito di archiviazione elettronica valido anche ai fini civilistici. Qualche giorno prima il sito Agenda Digitale ha pubblicato un articolo dal titolo “Fatturazione elettronica B2b, come farla funzionare: le idee delle filiere” che affronta il tema della fatturazione elettronica dal punto di vista delle numerose aziende, appartenenti appunto a delle “filiere” quali l’elettronica al consumo, il materiale elettronico, il largo consumo o il farmaceutico , che già oggi adottano modelli di fatturazione elettronica con dati strutturati (EDI o EDI xml) che ovviamente non transitano dallo SDI. L’autorevole sito afferma che il nuovo obbligo non deve “sovvertire drammaticamente” quanto già oggi funziona in modo efficiente e suggerisce sia l’introduzione di un concetto di “core invoice” che contenga solo l’insieme minimo di informazioni fiscalmente rilevanti, sia un completo cambio di paradigma in cui lo SDI non funga più da “postino” per la trasmissione delle fatture ai clienti ma si limiti ad assegnare un codice univoco di protocollazione nazionale a tutte le fatture elettroniche emesse in ambito B2b.

LEGGI TUTTO SU FATTURA ELETTRONICA

Un dibattito pubblico aperto

Quelle riportate sono due delle voci di allarme e di dissenso, critico ma costruttivo, che fortunatamente stanno emergendo, in un panorama generale di commentatori ed esperti che forse si limitano più a fornire spiegazioni e interpretazioni sull’applicazione tecnica della normativa che non a metterne in discussione l’impianto complessivo. Viene da domandarsi cosa sia accaduto durante il percorso di introduzione della fatturazione elettronica avviato anni fa, in linea con le impostazioni e la normativa europea, per giungere all’impianto normativo attuale.

WHITEPAPER
Gestione documentale e firma digitale: abilita un processo full digital sicuro
Dematerializzazione
Digital Transformation

A fronte di un modello, quello europeo, di graduale introduzione della fattura elettronica basato su scelte volontarie degli operatori economici, il nostro paese, che non è sicuramente ai primi posti in Europa per diffusione di internet e cultura digitale, ed in cui ci sono milioni di micro imprese non strutturate, ha deciso di introdurre in un solo colpo i seguenti elementi:

  • obbligatorietà della fatturazione elettronica per tutti dal 2019;
  • imposizione di un formato elettronico strutturato unico in xml;
  • adozione del modello di clearance per il controllo dei dati IVA;
  • imposizione del transito delle fatture da un “postino” centrale.

Ognuno di questi elementi meriterebbe un commento a sé, ma il punto è un altro: su quali basi si è arrivati a questa decisione legislativa? Non è una domanda retorica e non ne conosco la risposta. Da semplice osservatore degli accadimenti, può darsi che mi sia sfuggito qualche passaggio fondamentale della questione. Ma mi domando se e quali categorie industriali, professionali o comunque rappresentative di competenze in campo amministrativo, informatico e gestionale sono state coinvolte e ascoltate dal Governo prima di definire gli schemi generali ed il percorso normativo da impostare. Se c’è stato un dibattito pubblico aperto, che con tutta evidenza mi sono perso, come è possibile che nessuno abbia fatto presente che per risolvere il problema dei controlli IVA in tempo reale o quasi (questo è di fatto il modello di clearance) si sta imponendo una soluzione che, nella migliore delle ipotesi, sarà molto onerosa per tutto il sistema?

Un’ipotesi concreta di soluzione alternativa

Tra le proposte di CNA e di Agenda Digitale mi hanno colpito due richieste in particolare: la prima, che accomuna entrambe le proposte, è quella di riduzione al minimo dei dati fattura richiesti da SDI; mentre la seconda prevede che lo Stato si limiti a protocollare le fatture senza spedirle al destinatario. Entrambe le richieste sono corrette e condivisibili ma se non inquadrate in un contesto di progetto più generale, che sia win-win per lo stato e per le aziende, rischiano di ridursi ad una mera lamentela per i troppi adempimenti. Mentre invece queste richieste sono a mio avviso fondate su solide logiche se solo aggiungiamo un terzo “tassello” al nuovo scenario.

Questo terzo elemento che, assieme ai concetti di “core invoice” e di protocollazione, potrebbe dare luogo ad uno schema di fatturazione elettronica molto più semplice da adottare e con identici risultati; è un semplice software che, se ne avessi la possibilità, proporrei al nostro Governo di realizzare.

Ma andiamo con ordine, per non banalizzare la soluzione che comunque deve essere contestualizzata in un minimo ragionamento. E per farlo occorre innanzitutto avere ben presente che i destinatari delle misure relative alla fatturazione elettronica sono molto diversi tra loro. Non possiamo fare un elenco di tutte i diversi “cluster” di destinatari delle norme, ma può essere sufficiente pensare per un attimo a come può emettere una fattura un lavoratore autonomo (medico, avvocato, web designer, ecc.) una micro impresa (commerciante, artigiano, piccola industria) o un’azienda di medie e grandi dimensioni (produzione, servizi o commercio).

Come fanno tutti questi soggetti a fatturare oggi? Probabilmente i metodi di fatturazione utilizzati spaziano dalla fattura scritta a mano ai sistemi più complessi ed automatizzati che si possa immaginare. Abbiamo due estremi della popolazione che, a mio avviso, hanno uguali diritti di tutela: chi si trova dal lato più basso della scala tecnologica deve essere aiutato a migliorare, mentre chi invece ha già raggiunto livello di efficienza molto alti (come ad esempio chi usa sistemi di EDI) deve subire il minore impatto possibile dalle nuove regole.

A parità di diritto di tutela, sono gli operatori più piccoli, più numerosi e tecnologicamente più deboli quelli a cui indirizzare per primi l’attenzione. E la situazione generale non è, a mio avviso, così negativa come si pensa.

Focus sui sistemi di fatturazione esistenti

Ipotizziamo, senza essere troppo lontani dal vero, che il caso dell’emissione manuale di fatture cartacee sia trascurabile ed estremamente marginale. Ed anche che la fatturazione con ordinari strumenti di office automation (word o excel, per intenderci) possa essere abbandonata con uno sforzo (anche economico) minino da parte di chi ancora usa questi sistemi.

Tolti questi casi estremi al di sotto di un livello tecnologico minimo, possiamo affermare che tutti i contribuenti utilizzano per fatturare un software che memorizza i dati in un database, locale o in cloud.

È qui che lo Stato dovrebbe intervenire per la raccolta dati di suo interesse.

Facendo un investimento unico a livello nazionale, servirebbe realizzare un software open source da installare su ciascun sistema di fatturazione e con cui fare la mappatura dei soli dati minimi di fattura previsti dalla normativa.

È esattamente quello che stanno facendo le software house, collegando via ODBC, JDBC, Web Service o altro sistema i dati delle tabelle di fatturazione ad un programma di creazione del file xml che vuole la pubblica amministrazione. Quest’onere dovrebbe essere assolto tramite un tool gratuito messo a disposizione dallo Stato. Al contribuente farebbe capo l’onere di installazione e configurazione del tool, sostenendo il costo, eventualmente incentivato, di un piccolo intervento tecnico informatico.

Questo tool di trasformazione dei dati fattura in un unico formato standard xml deve avere poi una funzione di collegamento e trasmissione delle informazioni al sistema centrale. Ma si tratterebbe di trasferire i soli dati obbligatori di legge (“core invoice” fiscale) in quanto allo Stato non serve altro.

Senza scendere in dettagli tecnici, l’autenticità della fattura sarebbe garantita dal tool stesso, le cui chiavi di autenticazione devono essere registrate in abbinamento al contribuente. Mentre l’integrità dei dati potrebbe ben essere assicurata dal sigillo dell’Agenzia delle Entrate applicato al tracciato xml trasmesso.

Il processo si dovrebbe concludere, come avviene in altri paesi, soprattutto dell’America Latina, dove è in vigore da anni il modello di clearance, con l’attribuzione da parte del sistema centrale statale di un protocollo univoco al documento emesso, che ne attesta l’esistenza e ne garantisce l’univocità.

L’attribuzione del protocollo unico alla fattura esclude la necessità che lo Stato si preoccupi di consegnare la fattura al cliente. Il documento (o meglio i dati xml del documento fattura) creato dal contribuente e identificato con il protocollo di validità fiscale verrà inviato al cliente direttamente dal fornitore (senza utilizzo del “postino” statale).

Sul fronte della fatturazione passiva, il cliente riceverà le fatture direttamente dal suo fornitore con qualsiasi mezzo. Si tratta ovviamente di fatture elettroniche certificate, ma che potranno essere trasmesse via email, ftp, web services, EDI oppure … persino stampate su carta.

Il supporto di visualizzazione delle fatture non ha alcuna importanza, purché vi sia corrispondenza con i dati prodotti all’origine e certificati con il protocollo unico. Nel momento in cui il cliente contabilizza ai fini IVA la fattura ricevuta, il software open source che avrà a sua volta installato rileverà una fattura passiva e trasmetterà i dati xml ed il protocollo unico al sistema centrale statale, che procederà ad effettuare i controlli di “clearance”.

La fase di on-boarding e il change management

Sempre prendendo esempio da altre nazioni (o anche semplicemente prendendo esempio da come lavoriamo tutti i giorni in qualsiasi progetto aziendale) non si può non prevedere un piano di roll-out delle nuove procedure di fatturazione che sia da supporto e monitoraggio alla gestione del cambiamento.

Nello scenario ipotizzato come soluzione alternativa, il piano di roll-out potrebbe essere molto semplice: ogni azienda che ha installato il software open source gratuito per la creazione dei file xml e la trasmissione dati, dovrà effettuare dei test assistiti prima di essere ammessa alla piena operatività in ambiente di produzione.

Procedendo in questo modo sarebbe anche agevole prevedere un periodo di funzionamento “misto” della fatturazione elettronica, con un numero crescente di imprese abilitate ad ottenere il protocollo unico ed un numero decrescente di imprese che continuerà ad emettere e/o ricevere fatture non ancora in formato xml.

Soluzione di fantasia o proposta realizzabile?

Probabilmente la soluzione descritta è solo una fantasiosa ipotesi di chi, come me, non conosce bene tutte le logiche o i vincoli che stanno alla base delle decisioni del nostro legislatore. Naturalmente non ho alcuna pretesa di autorevolezza per tentare di (ri)definire il modello nazionale di fatturazione elettronica. Ma forse il mio ardire può fornire l’evidenza che metodi e modelli alternativi, rispetto all’attuale schema xml + SDI con approccio tipo “big bang”, possono essere ancora pensati e magari introdotti con alcune modifiche legislative.

I benefici dell’automazione sono evidenti a tutti e siamo decisamente abituati a fare passi avanti sulla spinta degli obblighi normativi. Ma in questo caso il modello tutto italiano adottato per la fatturazione elettronica B2B, in un contesto europeo molto dinamico ed in fase di continuo cambiamento, corre il rischio di essere adottato solo ed esclusivamente in ragione di un ulteriore, gravoso adempimento di legge e non di un concreto passaggio verso la maggiore efficienza amministrativa che il digitale consente.

Se siamo ancora in tempo, invece di pensare in termini di proroghe che non risolvono alla radice il problema, potrebbe essere utile fare qualche riflessione più approfondita sul modello generale. Magari, perché no, proprio partendo dallo schema proposto.

WHITEPAPER
Da piattaforma a ecosistema : la rivoluzione dell'intelligent enterprise
Amministrazione/Finanza/Controllo
Cloud

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati