LA VISIONe

Giustizia digitale, andare oltre il processo civile telematico

L’idea del processo come flusso alla base di una giustizia digitale collaborativa che consenta maggiore efficienza, miglior controllo del processo da parte di tutti gli attori, riduzione dei tempi di lavorazione, accedere alle informazioni. E nel futuro, l’aula giudiziaria sarà virtuale

Pubblicato il 25 Ott 2018

Nicola Mozzillo

Dirigente amministrativo, ministero della Giustizia

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
IA e giustizia

L’informatica applicata al diritto e la giustizia digitale rappresentano un nodo cruciale non solo per la vita dei cittadini, ma anche per l’economia e lo sviluppo del paese: lentezze e inefficienze della giustizia costano 2,5 punti di Pil, pari a circa 40 miliardi di euro, in base ai dati dello studio Cer-Eures ‘Giustizia civile, imprese e territori’. Viceversa, una giustizia più rapida creerebbe 130 mila posti di lavoro  e circa mille euro l’anno di reddito pro-capite. In media in Italia i tempi per arrivare ad una sentenza nelle procedure civili raggiungono i 991 giorni, più del doppio – evidenzia lo studio – delle medie registrate in Spagna (510 giorni), Germania (429 giorni) e Francia (395 giorni).1

Informatica giuridica e informatica giudiziaria

Una delle leve che dalla metà degli anni ottanta l’amministrazione della giustizia ha cercato di utilizzare per migliorare l’efficienza della macchina giustizia è l’innovazione tecnologica, e in particolare l’informatica. Nella teoria si distingue tra informatica giuridica e informatica giudiziaria. La prima è diretta alla conoscenza delle norme e delle decisioni adottate, permette cioè di accedere a dati aggregati confrontandoli tra loro ( cd. Information retrieval) e risponde ad una esigenza sempre più diffusa nella società moderna, sentita non solo dagli operatori del diritto (giudici, avvocati, pubblici funzionari), ma anche, e sempre di più, dai privati cittadini. Pensiamo, ad esempio, alla diffusione dei siti e delle banche dati consultabili liberamente sul web.

L’informatica giudiziaria invece è rivolta più direttamente e, in maniera direi esclusiva, agli operatori del diritto, per una migliore gestione organizzativa del lavoro giudiziario, ed investe i procedimenti che si svolgono con l’intervento di attori qualificati, ovvero magistrati, avvocati, personale degli uffici giudiziari, comprendendo anche il personale degli uffici notifiche, ausiliari quali periti, consulenti tecnici, custodi, amministratori, assistenti sociali, e, in particolare per il processo penale, la polizia giudiziaria.

L’informatica giudiziaria risponde quindi ad esigenze diverse , differenziate a seconda della platea dei soggetti coinvolti : gestionale per quanto riguarda le fasi del procedimento, documentale e certificativa per la messa a disposizione delle informazioni utili a chi deve operare, amministrativa per tutto quanto riguarda il funzionamento della macchina giudiziaria e decisionale per quanto riguarda la consultazione delle banche dati specializzate: Cassazione, riviste informatiche giuridiche consultabili on-line, queste ultime quasi tutte a pagamento.

Particolare importanza ha assunto negli ultimi anni l’informatica giudiziaria gestionale che ha interessato soprattutto la giustizia civile.

Il processo come flusso

Il processo si può configurare come un flusso di atti coordinati tra di loro, diretti ad un fine, quello di giungere al soddisfacimento della richiesta di giustizia da parte di un soggetto, privato cittadino, ente, società il più delle volte fatta valere verso un altro soggetto o, in alcuni casi diretta ad ottenere comunque una pronuncia da parte dell’autorità giudiziaria da far valere nei confronti della collettività.

L’idea del processo come flusso ha contribuito nel corso degli anni, attraverso una lenta maturazione ed una consapevolezza sempre maggiore, a ritenere applicabili all’informatica giudiziaria gestionale i principi fondamentali del Workflow management per ottenere un maggiore efficienza, un migliore controllo del processo da parte di tutti gli attori, la riduzione dei tempi di lavorazione, la possibilità di accedere alle informazioni archiviate nel sistema. In questo caso l’utilizzo di Internet permette la condivisione delle conoscenze e la facilità dei contatti tra i soggetti che, pur essendo portatori di interessi diversi, tendono all’unico fine di gestire il processo.

Il Processo civile telematico, stato dell’arte

Il processo civile telematico, PCT, ha risposto proprio a questa necessità con vantaggi che possono essere sintetizzati nell’eliminazione dei tempi morti dovuti al passaggio del fascicolo cartaceo dalla cancelleria al giudice e viceversa, nella possibilità per il giudice di programmare il lavoro attraverso gli strumenti dell’agenda elettronica e la possibilità di avere in ogni momento a disposizione, anche fuori ufficio delle informazioni relative al processo e soprattutto della documentazione contenuta nel fascicolo elettronico, nella possibilità per l’avvocato di ottenere in tempo reale le notizie circa lo stato del processo, evitando, nei casi non necessari ,di recarsi presso l’ufficio e quindi di gestire meglio l’organizzazione dello studio. Un vantaggio non da poco anche per le persone diversamente abili nell’esercizio della professione. Le principali funzionalità offerte dal Processo Civile Telematico riguardano fondamentalmente quattro macro-aree:

  • consultazioni,
  • comunicazioni e notificazioni telematiche,
  • pagamenti telematici,
  • deposito degli atti giudiziari.

Esclusi per il momento sono gli uffici del Giudice di pace, che pure per la mole dei procedimenti trattati e per il fatto di costituire il primo presidio di giustizia per il cittadino, trarrebbero grossi vantaggi dall’introduzione del processo civile telematico. Dal 31 marzo 2015 il processo civile telematico è stato esteso ai procedimenti di espropriazione forzata e dal 30 giugno 2015 è stata estesa l’obbligatorietà del deposto telematico per i procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione innanzi alla Corte d’appello.

Da allora non vi sono state novità di rilievo che pure avrebbero potuto interessare sia il miglioramento e la semplificazione del PCT, sia l’estensione ad uffici come il giudice di pace ed a categorie dei dipendenti di fondamentale importanza come gli ufficiali giudiziari per le attività di notifica e di esecuzione quali i pignoramenti e le vendite mobiliari.

I dati sulla giustizia civile

Prima di esporre quali potrebbero essere gli interventi di informatica giudiziaria più utili per il sistema del processo civile, mi sembra importante partire dai dati statistici più significativi per la giustizia civile analizzando i report delle serie storiche dal 2014 al 2017.2

Sono stati presi in esame i dati relativi alle cause ordinarie (risarcimento danni, contratti, cause ereditarie, separazione e divorzi, diritti reali) alle cause in materia di lavoro e previdenza, alle procedure in materia fallimentare. I dati non comprendono gli uffici del Giudice di pace per procedimenti cosiddetti minori : risarcimenti danni per incidenti stradali, opposizioni alle sanzioni amministrative, cause condominiali ed altre.

Anno

2014201520162017
Civile ordinario
sopravvenuti601.057583.387629095601.517
definiti670.888664.177669.556663.217
pendenti1.468.1581.389.9531.353.0441.291.480
Lavoro e previdenza
sopravvenuti404.152392.650387.015363.524
definiti559.482469.800428.876407.781
pendenti628.230557.440514.030468.698
Fallimentare
sopravvenuti62.44759.10553.61549.641
definiti58.28363.19855.40053.158
pendenti15.75814.95913.53512.229

Si evidenzia un trend sostanzialmente positivo , di diminuzione delle pendenze che però, come detto sopra influiscono ancora in misura negativa sull’economia. Può allora essere interessante verificare quali sono gli interventi, soprattutto dal punto di vista dell’innovazione che potrebbero contribuire ad ulteriori miglioramenti.

Come potenziare il Processo civile telematico

Da una prima analisi dei sistemi in uso, in particolare del PCT, emerge come la piattaforma sia ormai risalente agli anni della sperimentazione, 2004-2005 e non abbia goduto di sostanziali innovazioni. L’analisi non può che partire dall’utente che utilizza il sistema; più semplice o user friendly sono le funzionalità e più immediato e veloce l’utilizzo.

Una prima considerazione va fatta sull’uso della firma digitale, attualmente per i magistrati ed il personale amministrativo sono utilizzate le smart card di firma di poste Italiane, in fase di sostituzione, e i tesserini del ministero della Giustizia. Entrambe presentano degli inconvenienti, la necessità di installare il software di firma, di disporre del lettore e di gestire le credenziali, il Pin ed il Puk.

Per esperienza personale so che spesso capita di smarrire la smart card o di perdere le credenziali. Si tratta di casi meno rari di quello che si crede e che comportano, data l’obbligatorietà del PCT, l’impossibilità di poter lavorare nel sistema. Sarebbe molto più semplice utilizzare sistemi di firma remota quali la one-time password (OTP ), che è valida solo per una singola sessione di accesso o una transazione.

Ma l’innovazione più rilevante sarebbe quella che comporta il passaggio dal processo di cognizione attuale, che prevede la presenza nello stesso luogo fisico delle parti, degli avvocati e del giudice, al processo di cognizione futuro, che possa prescindere dall’udienza come concepita attualmente, cioè come luogo fisico in cui, in un tempo definito, si svolgono le attività del giudice, delle parti , degli avvocati e del cancelliere, ma come aula virtuale e spazio temporale flessibile.

Gli avvocati, sono già in grado di operare attraverso sistemi di interconnessione con gli utenti, magistrati e cancellieri, attraverso la rete del dominio della giustizia. Potrà essere realizzato compiutamente il fascicolo telematico a cui ciascuna parte potrà accedere utilizzando le proprie credenziali ed operare secondo le abilitazioni possedute: scrittura, lettura, trasmissione di atti e documenti.

Fondamentale in questa ottica sarà l’intervento dei Consigli degli ordini professionali per tutto quanto riguarda l’abilitazione del professionista riconosciuto e la gestione dei canali di collegamento alla rete giustizia. In casi particolari si potrà ricorrere alla videoconferenza, in modo da superare la distanza fisica tra l’avvocato che ad esempio ha lo studio a Milano, il collega di Napoli ed il giudice del Tribunale di Roma.

Evidenti sono i vantaggi in termini di semplificazione, riduzione dei costi e velocizzazione delle procedure. L’avvocato che ha lo studio a Milano nella stessa giornata potrà partecipare in videoconferenza ad udienze che si tengono in sedi diverse senza dover richiedere rinvii che si risolvono in un allungamento dei tempi del processo.

Si potrà obiettare come il convincimento del giudicante si basa anche sulla interlocuzione con la parte e con il teste, come la presenza fisica del magistrato nell’aula di udienza possa incutere alla parte ed al teste il timore reverenziale ed indurre a maggiore attenzione. L’udienza potrà però recuperare il suo ruolo quando si ritenga necessaria la presenza del giudice e delle parti.

1 Studio Cer-Eures ‘Giustizia civile, imprese e territori”

2 Dati ricavati dal sito della Direzione generale della statistica del Ministero della Giustizia.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

People&Change

Tutti
AI IN AZIENDA
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
COMPETENZE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership

Articoli correlati

1
0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x