Norme e tecnologia

Giustizia UE, dal portale e-Justice al sistema E-Codex così si digitalizzano le procedure

La pandemia ha spinto il percorso di digitalizzazione della giustizia UE, accelerando l’adozione di sistemi tecnologici per garantire la continuità delle attività nonostante gli impatti dell’emergenza sanitaria: vediamo lo scenario

02 Feb 2022
Ione Ferranti

Studio legale Ferranti

La crisi innescata dalla pandemia ha evidenziato la necessità di accelerare le iniziative tendenti alla modernizzazione della giustizia UE, impiegando la tecnologia digitale. Molte procedure giudiziarie, sia nazionali che transfrontaliere, sono state sospese a causa della pandemia, privando le persone (soprattutto le più vulnerabili) del diritto a un effettivo accesso alla giustizia. La digitalizzazione della giustizia consente non solo di porre rimedio ai problemi creati dal Covid-19 ma anche di evitare problemi simili in futuro, di venire incontro alle necessità delle persone disabili e di rafforzare la lotta alla criminalità.

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Modernizzare e semplificare l’accesso alla giustizia

Il primo dicembre 2021, la Commissione europea ha adottato un pacchetto di iniziative per modernizzare i sistemi giudiziari della UE. I due principali pilastri del nuovo pacchetto sono la digitalizzazione della giustizia e la nuova strategia sulla formazione giudiziaria europea. Questo insieme di strumenti per la giustizia digitale mira ad aiutare ulteriormente gli Stati membri ad adeguare i loro sistemi giudiziari nazionali all’era digitale e a migliorare la cooperazione giudiziaria transfrontaliera dell’UE tra le autorità competenti.

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La digitalizzazione della giustizia è uno strumento formidabile per modernizzare e per facilitare l’accesso alla giustizia, per migliorarne la efficienza complessiva e per garantire la resilienza dei sistemi giudiziari in tempi di crisi. Indipendenza, qualità ed efficienza sono essenziali per un sistema giudiziario efficiente. In UE, al momento, la maggior parte delle procedure giudiziarie (con particolare riferimento alle liti transfrontaliere) si basano su documenti cartacei e sui tradizionali canali di comunicazione. Tale situazione non garantisce più un moderno accesso alla giustizia in un mondo sempre più digitalizzato ed è dannoso per la economia della UE. Infatti, un sistema giudiziario efficiente è fondamentale per attrarre investimenti e per la crescita economica.

Il portale E-Justice

Uno dei più importanti risultati in materia è il portale e-Justice (vedi European e-Justice Portal ), il quale rappresenta un “one-stop-shop” per il settore della giustizia, contenendo una gran quantità di utili informazioni su una estesa varietà di argomenti. La Commissione UE ha cominciato a occuparsi di e-Justice dal 2008 e dal 2009 si sono susseguiti diversi programmi di azioni e strategie, fino al terzo programma 2019-2023.

Nel corso di dicembre 2020 la Commissione UE ha adottato una serie di iniziative tese alla modernizzazione del sistema giudiziario UE, proponendo una serie di misure tendenti all’ampliamento della digitalizzazione sia a livello nazionale sia a livello UE. L’obiettivo generale è la promozione di un efficiente funzionamento di un’area comune di libertà, sicurezza e giustizia assicurando l’uso ottimale delle procedure giudiziarie. Un sistema comune per le comunicazioni telematiche tagliato su misura delle autorità giudiziarie è essenziale per raggiungere tale obiettivo.

Come funziona il sistema E-Codex

Un meccanismo per lo scambio sicuro di informazioni transfrontaliere nei procedimenti giudiziari è meglio raggiungibile a livello UE, poiché è necessaria una soluzione comunemente accettata. In assenza di un’azione UE, c’è il rischio che gli Stati membri sviluppino sistemi nazionali in autonomia, con conseguente mancanza di interoperabilità fra i sistemi. Il sistema e-Codex (acronimo di e-Justice Communication through Online Data Exchange ) consente l’interoperabilità tra i sistemi informatici utilizzati dalle autorità giudiziarie e permette ai vari sistemi di giustizia digitale nazionali di essere interconnessi al fine di scambiare dati relativi a casi in materia civile e penale.

E-Codex è un sistema IT destinato alla cooperazione giudiziaria transfrontaliera, il quale consente agli utenti (autorità giudiziarie, avvocati o cittadini) di inviare e di ricevere documenti, modelli, prove o altre informazioni in modalità sicura. E-Codex è stato sviluppato da un consorzio di ventuno Stati membri della UE fra il 2010 e il 2016, finanziato con fondi UE. Gli Stati membri ne hanno fatto uso su base volontaria in procedure quali l’ingiunzione europea di pagamento (v. European Payment Order  ) o la procedura europea per le controversie di modesta entità (v. European Small Claims Procedure ). Al fine di salvaguardarne l’esistenza, la evoluzione e il futuro sviluppo ad altre procedure del sistema, è necessario assicurargli un adeguato finanziamento e la sostenibilità. Ciò è anche il presupposto per l’adozione del sistema da parte di Stati membri che finora non ne hanno fatto uso. La Commissione EU ha già sviluppato il sistema eEDES – e-Evidence Digital Exchange System – utilizzando E-Codex come canale di comunicazione.

Gli obiettivi

Quale sistema fondamentale per la digitalizzazione della cooperazione giudiziaria, e-Codex:

  1. semplificherà e velocizzerà le procedure transfrontaliere;
  2. accrescendo l’efficienza delle procedure transfrontaliere, contribuirà al miglioramento del funzionamento del Mercato Unico Digitale (Digital Single Market);
  3. avrà un impatto positivo anche sulla lotta al crimine transfrontaliero facilitando la cooperazione fra le autorità giudiziarie in materia penale;
  4. anche l’efficienza degli uffici giudiziari nazionali sarà aumentata per effetto della digitalizzazione delle procedure.

Il sistema e-Codex consiste in un pacchetto di componenti software che permette la connettività tra sistemi nazionali. In tal modo, e-Codex consente la creazione di reti di comunicazione decentrate, interconnesse e sicure tra i sistemi informatici nazionali a sostegno della cooperazione transfrontaliera in materia civile e penale. Per esempio, e-Codex è già alla base del sistema digitale di scambio di prove digitali e sostiene gli scambi in materia di assistenza giudiziaria reciproca nel settore della cooperazione giudiziaria in materia penale.

Eu-LISA

Il sistema E-Codex è in fase di sviluppo da diversi anni e attualmente è ancora gestito da un consorzio di Stati membri e altre organizzazioni. L’accordo provvisorio raggiunto l’8 dicembre 2021 fra il Parlamento UE e la Presidenza del Consiglio UE mira a fornire al sistema un quadro giuridico sostenibile e a lungo termine, trasferendone la gestione a un’agenzia denominata Eu-Lisa. Quest’ultima agenzia dovrebbe assumere la responsabilità del sistema E-Codex non prima del primo luglio 2023 e al più tardi il 31 dicembre 2023. Il testo dell’accordo provvisorio introduce disposizioni a tutela dell’indipendenza della magistratura, dettagli sulla struttura di governance e di gestione all’interno di Eu-Lisa e possibilità per gli Stati membri di contribuire all’ulteriore sviluppo del sistema e-Codex. Pertanto, la permanenza nel lungo termine del sistema e-Codex sarà assicurata dall’agenzia Eu-Lisa.

Le basi giuridiche

L’accesso alla giustizia e la semplificazione della cooperazione tra gli Stati membri sono tra gli obiettivi principali dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’UE sancito dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (“TFUE”; v. in tema di cooperazione giudiziaria l’art. 81 TFUE in materia civile e l’art. 82 TFUE in materia penale). Anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, all’art. 47, garantisce il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale.

Disporre di sistemi giudiziari efficaci è, inoltre, fondamentale per il funzionamento del mercato interno e un prerequisito per la crescita economica (cfr. la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europea e al Comitato delle Regioni, Digitalizzazione della giustizia nell’Unione europea. Un pacchetto di opportunità ).

Le proposte normative

Nel mercato interno della UE molte controversie che oppongono cittadini e imprese hanno carattere transfrontaliero. Anche una maggiore efficacia della lotta contro la criminalità transfrontaliera richiede la cooperazione fra i diversi Stati membri e i diversi sistemi giudiziari. Le autorità inquirenti e giudicanti dei diversi Stati membri devono poter cooperare, sostenersi reciprocamente, poter scambiare informazioni ed elementi di prove in modo sicuro e rapido.

In materia di digitalizzazione della cooperazione giudiziaria transfrontaliera, le proposte sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria transfrontaliera nella UE e sull’accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale affronteranno due problemi principali: inefficienze che incidono sulla cooperazione giudiziaria transfrontaliera e ostacoli all’accesso alla giustizia nelle cause transfrontaliere civili, commerciali e penali. Il regolamento:

  • consentirà alle parti di comunicare con le autorità competenti per via telematica o di agire in giudizio contro una parte di un altro Stato membro;
  • consentirà di usare la videoconferenza nelle udienze in materia civile, commerciale e penale di dimensione transfrontaliera, il che comporterà procedimenti più rapidi e meno spostamenti fisici;
  • offrirà alle autorità e ai giudici nazionali la possibilità di scambiarsi in modalità digitale istanze, atti e dati.

Le proposte aggiornano i regolamenti UE già esistenti sull’assunzione delle prove e per la comunicazione degli atti, per garantire di trarre il massimo vantaggio dalle soluzioni digitali moderne. Trasferire al canale telematico le comunicazioni, oggi ancora esclusivamente cartacee, non solo avrebbe un effetto positivo sull’ambiente, ma consentirebbe anche di risparmiare tempo e costi di carta e spedizione che, nella intera UE (con un potenziale risparmio di circa 25 milioni di euro all’anno).

In materia di scambio di informazioni digitali nei casi di terrorismo, due proposte verteranno sull’efficacia della lotta contro il terrorismo e le altre forme gravi di criminalità transfrontaliera. Attualmente gli Stati membri inviano a Eurojust informazioni sui procedimenti giudiziari per casi di terrorismo attraverso vari canali, spesso non sicuri, ad esempio per posta elettronica o su CD-ROM. Il sistema d’informazione di Eurojust, obsoleto, non permette inoltre un’adeguata controverifica delle informazioni. L’obiettivo della iniziativa è modernizzare tali meccanismi. Il regolamento:

  • digitalizzerà la comunicazione tra Eurojust e le autorità degli Stati membri e istituirà canali di comunicazione sicuri;
  • consentirà a Eurojust di rilevare efficacemente i collegamenti tra casi di terrorismo transfrontaliero e altre forme gravi di criminalità transfrontaliera, passati e presenti;
  • appurati tali collegamenti, permetterà agli Stati membri di coordinare attività investigative e risposte giudiziarie.

In tema di sviluppo della piattaforma di collaborazione per le squadre investigative comuni, la proposta mira a istituire una piattaforma di collaborazione per le squadre investigative comuni. Si tratta di squadre costituite da due o più Stati per indagini penali specifiche. Sebbene il sistema abbia dimostrato di funzionare, nella pratica le squadre si scontrano oggi a diverse difficoltà tecniche, con eccessiva lentezza e onerosità degli scambi. Agevolando la condivisione di informazioni ed elementi di prova e migliorando la sicurezza delle comunicazioni, una specifica piattaforma informatica consentirebbe alle squadre investigative comuni di gestire assieme le operazioni.

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