L'analisi

Processo telematico zavorrato da scarsa cultura e mancanza di competenze

Il processo telematico non decolla perché in molti non sanno ancora in cosa effettivamente consista e per la scarsa formazione degli addetti ai lavori. Ciò che serve davvero è un’interfaccia fra i due mondi: informatico e giuridico

12 Set 2017
Emanuele M. Forner

Commissione informatica del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone

Giustizia digitale

La giustizia digitale (ma sarebbe, forse, più appropriato dire “digitalizzata”) dovrebbe essere un fenomeno oramai consueto, metabolizzato, acquisito, in una parola: affermato, dal momento che le procedure telematiche nel processo civile sono la regola da quasi quattro anni (più recente è il processo amministrativo telematico, ma logica vorrebbe che quest’ultimo avesse profittato dell’esperienza nel frattempo maturata sul versante civile… cosa che non è stata e che, pertanto, non ha fatto che aumentare i disagi, anziché diminuirli, ma vi ritorneremo in un’altra occasione).
La quotidianità professionale ci dice, invece, tutt’altro: il processo civile telematico, insomma, “funzionicchia”, ma col passar del tempo gli imbarazzi degli operatori non appaiono in diminuzione anzi e ciononostante il quadro normativo si sia stabilizzato dopo un primo periodo in cui riforme e aggiustamenti si susseguivano a ritmo convulso (per non dir isterico).
Quali, allora, le ragioni di tanta difficoltà?

Perché si continua a fare resistenza a un’innovazione i cui benefici sono — persino nel modo abborracciato e disorganico in cui è stata realizzata — comunque superiori ai comprensibili e in fondo inevitabili disagi che qualsiasi innovazione porta con sé?
Al punto, poi, che nascono leggende metropolitane quali quella che si starebbe pensando all’abolizione del PCT, “visto che anche in Germania stanno valutando questa opzione”. Peccato che in Germania non stiano valutando nulla del genere, e nemmeno in Italia si sognano alcunché di simile.
Si tratta unicamente dei pii desideri di quanti proprio non riescono a — rectius: non vogliono — adeguarsi ai tempi che procedono e stolidamente resistono al “nuovo che avanza” — che poi tanto nuovo neppure è più.
Dal mio personale punto di osservazione (quale componente della Commissione informatica presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone), mi son fatto l’idea che i problemi nascano più che dagli inconvenienti che, di quando in quando, affliggono il funzionamento dei sistemi informatici (bug di programmazione, incompatibilità fra versioni di uno stesso software, guasti dell’hardware, etc.), da due questioni che, per varie ragioni, sono state lasciate irrisolte:

  • l’incomprensione di base su cosa sia e in cosa effettivamente consista il processo telematico;
  • la scarsa per non dire inesistente formazione degli addetti ai lavori (avvocati, magistrati, cancellieri) nella materia informatica.

Cos’è il processo civile telematico (e a cosa serve)

Nonostante sia stato detto e ribadito usque ad nauseam, pare non essere stato compreso dai più che il PCT NON è un “nuovo” processo civile (l’ennesimo “nuovo rito”), bensì — e più banalmente — una diversa modalità di svolgere compiti e operazioni tradizionali e consuete avvalendosi dello stato dell’arte della tecnologia informatica.
Il cambiamento principale e più rilevante, dal quale discendono a corollario tutti gli altri, consiste nella c.d. “dematerializzazione”, ossia tutto quanto in precedenza veniva realizzato su supporto “analogico” (in massima parte, su carta) viene adesso fatto su supporto “digitale”, senza che tanto influenzi oltre il fisiologico la natura e la struttura del processo civile.
In altre parole, un atto processuale non vede stravolta la propria natura per il solo fatto di consistere, adesso, in un file in formato PDF, anziché, com’era prima, in una manciata di fogli di carta formato A4 più o meno fittamente riempiti di caratteri a stampa: i requisiti sostanziali dell’atto processuale, sotto il profilo squisitamente giuridico, sono esattamente gli stessi di prima e di sempre (al netto, of course, delle riforme più o meno opportune che il legislatore periodicamente ci ammannisce).
E tuttavia, il passaggio dall’analogico al digitale comporta non pochi benefici pratici:

  • le attività di deposito negli uffici giudiziari e di ritiro dagli stessi avvengono via internet, senza che gli avvocati (e/o i loro collaboratori) debbano lasciare le loro scrivanie e affollare gli uffici giudiziari, impegnando di conseguenza il già carente personale di cancelleria;
  • le stesse attività vengono svolte e perfezionate in tempo pressoché reale, senza i tempi morti derivanti dal tragitto fra lo studio e l’ufficio oppure dalle code chilometriche davanti agli sportelli del caso;
  • gli atti e i documenti digitalizzati sono conservati al sicuro e sono resi accessibili solo ed esclusivamente agli aventi diritto, mediante procedure di autenticazione di buona affidabilità: ne guadagna la tutela della privacy e, soprattutto, si scongiurano tutti i rischi di smarrimento (o, peggio, di sottrazione) legati alla necessità di stivare i traboccanti faldoni dove c’è un pochettino di spazio — per tacer di tutti i benefici collegati alle necessità di conservare i fascicoli processuali e di recuperarli all’occorrenza.

Certo, tutto ciò non risolve i problemi legati alla carenza di magistrati e personale amministrativo, ma quantomeno sgrava gli uffici da una serie di incombenze materiali che comunque comportavano un discreto impegno di risorse. In questa direzione, rimangono ancora dei passi da compiere (solo per fare due esempi, ma rilevanti: abolire il c.d. “doppio binario” dell’introduzione del giudizio, ossia rendere obbligatoria la via telematica anche per i cc.dd. “atti introduttivi”, e migliorare il sistema dei pagamenti telematici, anche solo eliminando i pur minimi costi aggiuntivi rispetto al tradizionale sistema delle marche cartacee), ma nel medio termine ciò che si è raggiunto sin qui può reggere (in attesa, è ovvio, di un auspicabile ridisegno dell’intero sistema processuale, ma questa volta avendo cura di coinvolgere, e con la giusta importanza, gli operatori pratici e, magari, dei tecnici informatici non vincolati ai “soliti noti”).

La formazione informatica degli addetti ai lavori
Il bisticcio nel titolo è niente appetto al quotidiano bisticciare di avvocati, magistrati e cancellieri con i computer.
Non suoni irriverente o spregiativo, ma è realtà che la maggioranza degli operatori di giustizia (per non dire della popolazione, invero) sia profondamente a disagio con gli strumenti informatici, non appena si tratti di compiere qualche operazione appena più complessa del banale.
Riconosciamolo: il progresso tecnologico non si è accompagnato al diffondersi della conoscenza minima e necessaria all’uso consapevole degli strumenti che pur maneggiamo quotidianamente; e anche i cc.dd. “nativi digitali” in effetti manovrano computer, smartphone e altri device informatici più per istinto che altro.
Il sistema del processo telematico, invece, per quanto poco, richiede una certa consapevolezza su argomenti quali la firma digitale, i formati di file, il funzionamento della posta elettronica certificata e altro ancora, consapevolezza il cui versante giuridico dipende ineluttabilmente da quello tecnico-informatico (senza contare l’aspetto eminentemente pratico che sarebbe bene sapere dove andare a guardare le volte in cui i software utilizzati non si comportino secondo quanto è divenuto d’abitudine, visto che magari il tecnico esterno non sempre è disponibile sul momento e i termini processuali non aspettano i comodi altrui…).
Sarebbe allora opportuno (se non vogliamo usare la parola “necessario”) che venisse organizzata a livello “istituzionale” un’ampia opera di formazione degli addetti ai lavori nella materia informatica, onde garantire un sostrato minimo di conoscenze e competenze tali da consentire un adeguato approccio al processo telematico e alle problematiche che possono derivarne.
“Istituzionale” significa che la formazione non dovrebbe essere lasciata alla buona volontà dei singoli, ma gestita a livello organico, ciascuno per la sua parte di competenza (CNF e Consigli dell’Ordine per gli avvocati, Ministero della Giustizia per gli operatori pubblici), e comunque in maniera coordinata affinché tutti finiscano per “parlare la stessa lingua”.
Né può pensarsi che il fornire agli operatori (avvocati, magistrati, cancellieri, etc.) quei fondamenti d’informatica minimi, ma necessari a far loro trattare il computer alla stregua di un codice o di un altro “tradizionale” strumento professionale, si risolva in qualche corsicino raffazzonato in cui “docenti” improvvisati (né si sa quanto realmente qualificati) spiegano a un uditorio svogliato e distratto “come si usano Windows, Word ed Excel”; non perché quei software non vadano usati (anche se chi scrive non li adopera più da molti anni, e con estrema soddisfazione!) ma perché l’utilizzo di un qualunque software è e dev’essere solo la conseguenza e non il presupposto.
In altre parole: ciò che serve davvero è un’interfaccia fra i due mondi (informatico e giuridico); questa interfaccia, invero, esiste, ed è costituita da quanti (come, immodestamente, chi scrive) almeno un poco capiscono e di diritto e di informatica, e sono in grado di collegare i due fenomeni di modo che riescano a lavorare sinergicamente; sono gli stessi che, non a caso, sono impegnati per puro spirito volontaristico nelle varie iniziative (commissioni aut similia) che i Consigli dell’Ordine adottano per fornire supporto agli iscritti che incontrino difficoltà nella gestione quotidiana del PCT.

Molti — troppi — hanno paura del processo telematico; ma la paura nasce, il più delle volte, dall’ignoranza; se si riuscisse a diffondere la conoscenza, magari si potrebbe eliminare almeno qualcuno degli intoppi che rendono la giustizia italiana un’autentica e sovente dolorosa via crucis.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati