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Gli SLM portano l’AI dove il cloud non può arrivare



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I Large Language Models dominano il dibattito pubblico, ma per PMI e Pubblica Amministrazione italiana il vero cambiamento viene dai Small Language Models: modelli compatti, eseguibili on-premise, conformi alle normative sulla privacy. Un’analisi tecnica e di policy su perché pensare in piccolo è strategia, non ripiego

Pubblicato il 26 giu 2026

Francesca De Luzi

Sapienza Università di Roma

Francesco Leotta

Sapienza, Università di Roma

Massimo Mecella

Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Ingegneria Informatica Automatica e Gestionale Antonio Ruberti

Flavia Monti

Sapienza, Università di Roma



Small Language Models (SLM)


Negli ultimi tre anni l’intelligenza artificiale generativa ha compiuto un salto evolutivo senza precedenti. I modelli linguistici di grandi dimensioni — i cosiddetti Large Language Models (LLM) — hanno dimostrato capacità straordinarie: capacità di rispondere a domande complesse, generazione di codice, analisi di documenti tecnici, sintesi normativa. Eppure, nonostante questi progressi, il tasso di adozione reale nelle piccole e medie imprese italiane e nella Pubblica Amministrazione locale rimane sorprendentemente basso.

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