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il commento

Incentivi industria 4.0 saranno a tre anni, Sacco: “Buone notizie, adesso acceleriamo”

Il Mise prevede un piano per portare a tre anni gli incentivi (quindi 2020-2022), mentre finora sono andati di anno in anno. Ottime notizie, così come il focus su formazione. Ma bisogna anche rivedere l’alternanza scuola lavoro e pensare come allargare le filiere

25 Set 2019

Francesco Sacco

docente di management consulting all'Università Bocconi di Milano


Buone notizie arrivano oggi dal ministro del Mise Patuanelli, in vista della nuova Legge di Bilancio, per il futuro di Industria 4.0.

La principale è che si prevede un piano per portare a tre anni gli incentivi (quindi 2020-2022), mentre finora sono andati di anno in anno.

La triennalizzazione degli incentivi fiscali finalmente porterà le imprese a potete pianificare gli investimenti in modo più fisiologico. Il settore è già iperciclico e la concentrazione degli investimenti tendeva ad accentuarne questa caratteristica.

Industria 4.0 sta avendo un ruolo importante nello svecchiare le nostre aziende. Adesso potrà farlo in modo più fisiologico.

Il ministro dice anche che continuerà a focalizzare il piano su pmi (come già lo scorso governo), ma stavolta anche valorizzando le tecnologie sostenibili. Ecco, per quanto riguarda l’accento sul green, dato quel che ha pianificato la Germania, è giusto enfatizzarlo. Ma ricordiamoci che siamo ancora indietro. Chi investe nell’economia circolare dovrebbe essere premiato, ma senza escludere chi è ancora indietro.

Giustamente il ministro riconosce l’importanza di continuare, e anzi accelerare, sulla formazione alle imprese.

Mi permetto di aggiungere che è necessario rilanciare l’alternanza scuola-lavoro, in modalità riviste, e pensare come allargare le filiere all’interno dei settori.

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